[nuovopci] Verso e oltre un 8 Marzo di lotta e riscossa - St…

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Auteur: Delegazione Npci
Date:  
À: Npci Inter
Sujet: [nuovopci] Verso e oltre un 8 Marzo di lotta e riscossa - Studentesse, bruciate la “Buona Scuola” dei padroni!
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Comunicato CC 3/2024 - 10 febbraio 2024

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Verso e oltre un 8 Marzo di lotta e riscossa

Studentesse, bruciate la "Buona Scuola" dei padroni!

Che tutte le università e le scuole superiori, medie ed elementari siano
focolai di mobilitazione, organizzazione e riscossa per le donne delle
masse popolari!

Nella costruzione della mobilitazione del 25 novembre scorso i
collettivi studenteschi hanno dimostrato di saper rispedire al mittente
le manovre che i partiti della Larghe Intese hanno messo in campo per
promuovere un clima di unità nazionale e per far intendere alle donne
delle masse popolari che esse avrebbero da spartire più con la Meloni e
la Schlein che con la loro classe. Studentesse e studenti hanno
capillarmente rigettato i minuti di silenzio nelle scuole di tutto il
paese e si sono da subito organizzati per rispedire al mittente anche la
direttiva Valditara sull'educazione contro la violenza. Essi sono la
forza che può rigettare la riforma Valditara, la sua educazione di
classe, oscurantista e repressiva e la "Buona Scuola" dei padroni!

Le studentesse hanno contribuito a rompere le uova nel paniere alla
classe dominante e a rivoltarle contro la sua operazione; hanno detto
chiaro e tondo che il problema principale per studentesse, donne e tutte
le masse popolari sono i governi delle Larghe Intese, le loro
istituzioni e il Vaticano. La loro nefasta direzione della società è
responsabile dell'oppressione delle donne nel nostro paese e ogni passo
che fanno lo rende sempre più evidente; per quanto i vertici della
Repubblica Pontificia tentino invece di alimentare la guerra tra donne e
uomini delle masse popolari: da un lato promuovendo la violenza, i
femminicidi, le discriminazioni e l'oppressione degli uomini sulle
donne; dall'altro cercando di indirizzare contro gli uomini della
propria classe la rabbia, l'odio e la volontà di riscossa delle donne. È
il tentativo di far in modo che l'organizzazione e la mobilitazione
delle donne si scaglino contro il dito e non contro la luna. In realtà
l'educazione, la formazione e la trasformazione degli uomini (e delle
donne!) delle masse popolari per liberarsi dall'oppressione, dalla
direzione nefasta della borghesia e del clero e dall'abbrutimento
intellettuale e morale, è parte del processo rivoluzionario che le donne
innescano prendendo parte e dirigendo la lotta di donne e uomini contro
i loro comuni oppressori!

Studentesse, rigettate la scuola dei padroni!

Liberatevi dall'alternanza scuola-lavoro che, quando non ammazza,
mercifica e sfrutta. Il caso di alcune ragazze sfruttate a Vicenza
tramite l'alternanza scuola-lavoro in un centro estetico per fornire
prestazioni sessuali è solo l'ultimo e più estremo dei casi che
ordinariamente, in modo più o meno palese, sviliscono e opprimono
studentesse e studenti.

Liberatevi dalla direttiva Valditara sull'educazione alle relazioni e al
contrasto della violenza sulle donne che nasconde sotto una spruzzatina
di rosa l'ennesimo canale aperto al Vaticano all'interno delle scuole e
un ulteriore passo verso la repressione di studentesse e studenti.
Un'educazione che parla di "mostri" che meritano punizioni, ma alimenta
il peso della valutazione della condotta per le bocciature e in realtà
mira ancora una volta a intossicare le coscienze delle masse popolari e
sgravare dalle loro responsabilità istituzioni, padroni e Vaticano.
Un'educazione che fa il paio con il resto della riforma Valditara e
attraverso una stretta repressiva dà un più deciso indirizzo di classe
alla scuola e alla formazione.

Riprendetevi la scuola!

Studentesse e insegnanti possono rivoltare contro il governo Meloni la
direttiva, la riforma Valditara e la "Buona Scuola"!

Sono loro che devono prendere in mano l'educazione e la formazione che
serve, tramite programmi e lezioni dal basso, legandoci l'unica
alternanza scuola-lavoro che serve alle donne delle masse popolari,
quella della lotta di classe. Sono loro che possono imporli dentro le
scuole iniziando a praticarli da subito.

Un primo passo è sfruttare la direttiva Valditara rivoltandola contro il
governo: usare le ore messe a disposizione dalla direttiva per fare
lezioni autorganizzate e progettate dai collettivi studenteschi e da
tutte quelle insegnanti che vogliono porre fine all'oppressione di
genere. Promuovere assemblee studentesche per elaborare i contenuti, i
materiali e i programmi da svolgere, legare le insegnanti che più sono
disponibili a sostenere questi progetti e usare i consigli di istituto
come organismi realmente decisionali, come ambiti di confronto tra
studenti e insegnanti, per imporre le lezioni e l'educazione che serve
alle donne delle masse popolari: insomma farli rivivere per quello che
dovevano essere.

I consigli degli studenti, dei docenti e di istituto nelle scuole sono
tra le conquiste del Sessantotto e dell'Autunno Caldo [6] (1969). Sono
il frutto del protagonismo degli studenti, della loro organizzazione e
mobilitazione per il cambiamento della scuola e della società. In quegli
anni sono stati loro a soffiare sul fuoco che covava sotto la cenere
nelle fabbriche, sono stati loro che insieme agli operai hanno aggregato
anche gli insegnanti per costruire una scuola che fossero loro a
dirigere. Da quelle lotte studenti, operai e insegnanti hanno imposto il
riconoscimento ufficiale dei consigli degli studenti, dei docenti e
d'istituto. Oggi quegli organismi sono svuotati di potere e significato:
vanno riconquistati e fatti lavorare nella pratica!

Non Una Di Meno (NUDM) con i collettivi studenteschi e le insegnanti in
alcune città sta già costruendo percorsi simili, producendo materiali
utili a svolgere lezioni autorganizzate dentro e fuori dalle scuole in
preparazione e oltre l'8 Marzo, per rivoltare contro il governo Meloni
la sua direttiva Valditara e sfruttare così le ore messe a disposizione
dalla direttiva e quelle previste nella "Buona Scuola" per costruire
un'educazione che serve. Le lezioni utili all'emancipazione delle donne
dall'oppressione sono quelle che mettono al centro la lotta di classe,
che fanno alfabetizzazione storica sulla loro oppressione e sulla loro
lotta, sul ruolo di istituzioni borghesi e Vaticano nella loro
oppressione e sul ruolo storico che le donne delle masse popolari hanno
assunto nel corso della prima ondata mondiale della rivoluzione
proletaria, in quello che hanno assunto nella costruzione della
rivoluzione socialista.

Questa pratica deve essere replicata ed estesa in tutte le scuole del
paese, facendo vivere i consigli degli studenti e quelli di istituto
come ambito di confronto tra collettivi e insegnanti, come organismi
reali di direzione della scuola, per imporre le lezioni e l'educazione
che serve alle donne delle masse popolari.

Rivoltare le mosse della borghesia, un esempio storico

Nel 2009 la Carovana del (n)PCI sperimentò con successo contro le ronde
istituite dal decreto legge 23.02.2009 del Governo Berlusconi e
caldeggiato dall'allora ministro degli Interni, il leghista Roberto
Maroni, il metodo di avvalersi delle mosse della borghesia per
rovesciargliele contro. Con il Comunicato dell'11 marzo 2009 il (n)PCI
denunciò che "con le ronde di fascisti, ex sbirri e razzisti della Lega
Nord, gli apparati repressivi puntano ad arrivare dove le forze regolari
della repressione non arrivano e possono scaricare su forze irregolari
anche la responsabilità di aggressioni e pestaggi delle forze regolari".
Contro di esse fece appello "alla creazione di ronde proletarie per
difendere il territorio dalla borghesia, dal clero, dalle autorità e
dalle organizzazioni criminali, per imporre servizi e condizioni civili
di vita, per impedire il pattugliamento dei fascisti, dei razzisti della
Lega Nord e degli sbirri". Raccogliendo questo appello il Partito dei
CARC nel luglio del 2009 organizzò a Massa una ronda popolare
antifascista e antirazzista. Questa iniziativa e gli scontri che ne
seguirono con la ronda SSS promossa da un noto fascista locale e
spalleggiata da poliziotti e carabinieri indussero il governo Berlusconi
a fare dietrofront!

Rivoltare contro i padroni e le loro istituzioni la "Buona Scuola" vuol
dire anche legare a queste lezioni progetti di alternanza scuola-lavoro
realmente utili e organizzati dal basso! L'alternanza che serve è quella
che si costruisce sviluppando il legame tra la scuola e le
organizzazioni popolari che si occupano dei quartieri e dei territori,
organizzando o rafforzando sportelli contro la violenza, sportelli di
formazione ed educazione delle donne delle masse popolari, organizzando
"passeggiate" regolari nei quartieri; è quella che fa formazione
politica e sindacale alle studentesse e agli studenti tramite il legame
con il sindacalismo di base.

Questa è l'unica alternanza scuola-lavoro che studentesse, studenti e
insegnanti devono riconoscere e praticare dal basso, che devono
contrapporre alla ricetta padronale di morte, degrado e sfruttamento.

Ogni consiglio d'istituto deve essere realmente ambito in cui sviluppare
l'organizzazione di progetti formativi, in cui promuovere alternanza
scuola-lavoro in accordo con le organizzazioni operaie e popolari della
zona!

Fare di ogni scuola un centro di costruzione del nuovo potere delle
masse popolari organizzate e d'emancipazione delle donne delle masse
popolari!

Organizzarsi in ogni scuola per rendere ingovernabile il paese al
governo Meloni

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Per mettersi in contatto con il Centro del (n)PCI senza essere
individuati e messi sotto controllo dalle Forze dell'Ordine borghese,
una via consiste nell'usare TOR [vedere
https://www.nuovopci.it/contatti/infocont.html], aprire una casella
email con TOR e inviare da essa a una delle caselle del Partito i
messaggi criptati con PGP e con la chiave pubblica del Partito [vedere
https://www.nuovopci.it/contatti/infocont.html].



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[6] https://nuovopci.it/voce/voce63/autcaldo.html