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Auteur: Delegazione del (nuovo)PCI
Date:  
À: Npci Inter
Sujet: [nuovopci] Sostenere e aderire allo sciopero del Trasporto Pubblico Locale (TPL) del 24 gennaio
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Comunicato CC 2/2024 - 21 gennaio 2024

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Sostenere e aderire allo sciopero del Trasporto Pubblico Locale (TPL)
del 24 gennaio

Estendere e rafforzare la lotta contro le precettazioni e le altre
limitazioni al diritto di sciopero

Per il prossimo 24 gennaio CUB Trasporti, SGB, ADL Cobas, COBAS Lavoro
Privato e USB Lavoro Privato hanno indetto uno sciopero nazionale di 24
ore del Trasporto Pubblico Locale (TPL) non solo per il rinnovo del CCNL
degli autoferrotranvieri ma anche a difesa del diritto di sciopero dopo
le precettazioni di Matteo Salvini.

Lo sciopero del 24 gennaio va sostenuto: ogni comunista e ogni organismo
e individuo avanzato deve farne ampia propaganda e promuovere una larga
adesione dei lavoratori. Dobbiamo prepararlo organizzandosi, azienda per
azienda, per rispondere adeguatamente nel caso in cui Salvini intenda
ancora precettare gli scioperi [6] dei lavoratori come sta facendo da un
anno a questa parte.

Ogni forma di lotta per far valere gli interessi dei lavoratori è giusta
e legittima: l'unico criterio è avere la forza per farla!

Organizzarsi in ogni azienda, costituire comitati di lavoratori!

Il modo più efficace per difendere il diritto di sciopero è applicarlo:
violare precettazioni, leggi e cavilli che il governo Meloni usa contro
i lavoratori e le masse popolari!

Rispetto alla violazione delle precettazioni ci sono scetticismo e
titubanze non solo tra delegati e lavoratori iscritti alla CGIL e altri
sindacati di regime, ma anche tra delegati e lavoratori iscritti ai
sindacati di base, per timore che le aziende e le autorità comminino
multe. Bisogna ricordare che in passato gli autoferrotranvieri hanno già
mostrato che violare le limitazioni del diritto di sciopero è servito a
realizzare i propri obiettivi e che non ci sono leggi antisciopero,
precettazioni e multe che tengano di fronte alla mobilitazione dei
lavoratori. Ricordiamo due casi.

1._ 2003: sciopero dei lavoratori dell'Azienda Trasporti Milanesi (ATM)_


Il 1° dicembre 2003 tutti i lavoratori dell'ATM di Milano, a prescindere
dalla tessera sindacale, hanno scioperato su tutti i turni per
l'applicazione degli aumenti salariali previsti da un contratto
sottoscritto nel 2000, in vigore dal gennaio 2002 e mai erogati.
Nonostante le numerose iniziative e mobilitazioni, nonostante vari
scioperi partecipati, la direzione ATM ha continuato a non rispettare
gli accordi: anche il tavolo di trattativa del 1° dicembre 2003 si era
concluso con un nulla di fatto. Allora i lavoratori decidono, attraverso
le assemblee sindacali, di rispondere alzando il tiro della lotta e
avviando una serie di scioperi selvaggi durati diversi giorni, in aperta
violazione della legge antisciopero n° 146/90 e senza rispettare le
fasce di garanzia, nonostante la contrarietà dei rappresentanti
sindacali di CGIL, CISL e UIL presenti ai tavoli di trattativa e le
minacce dell'allora prefetto di Milano Bruno Ferrante. La città di
Milano e buona parte della provincia sono bloccate. I lavoratori ATM
raccolgono solidarietà e sostegno da altri settori di lavoratori della
provincia di Milano e del resto d'Italia e la mobilitazione continua
quanto necessario per ottenere risultati: scioperano anche a Roma,
Bologna, Firenze, Venezia e altre grandi città d'Italia con adesioni
fino al 100% a sostegno dei tranvieri milanesi. I lavoratori ATM si
organizzano in maniera capillare: promuovono volantinaggi tra gli
utenti, assemblee e picchetti ai depositi per bloccare i pochi autisti
crumiri. Dopo cinque giorni ATM e le istituzioni cedono su buona parte
delle rivendicazioni pur di sedare l'ondata di scioperi e mobilitazioni.
La reazione contro i lavoratori in sciopero non si fa attendere:
arrivano le multe contro larga parte dei lavoratori ATM per tutti i
giorni di sciopero su cui pendeva la precettazione, più di 4.000
tranvieri sono processati con varie accuse. La risposta dei lavoratori è
immediata: ai ricorsi di massa si aggiungono iniziative e mobilitazioni
contro la repressione, le multe e le precettazioni. A fronte dell'ampia
mole di ricorsi e sotto la minaccia della ripresa degli scioperi, la
maggior parte delle multe sono state cancellate e i tranvieri sotto
processo assolti.

2._ 2013: due giorni di scioperi selvaggi dei lavoratori ATAF di
Firenze_

Il 5 dicembre 2013 i lavoratori ATAF di Firenze, rispondono con uno
sciopero di 24 ore (preceduto da altre iniziative, tavoli di trattativa
e già 11 scioperi dal 2011) al tentativo dell'allora sindaco di Firenze
Matteo Renzi di smantellare l'azienda, dopo la privatizzazione di fatto
avvenuta nel 2012 e rivendicano più assunzioni, il blocco dello
straordinario e il rispetto degli accordi sull'integrativo. Il 6 e il 7
dicembre 2013 i lavoratori ATAF di Firenze decidono di proseguire con lo
sciopero selvaggio seguendo l'esempio dei tranvieri dell'AMT di Genova
in lotta: l'adesione è altissima, tra gli autisti arriva al 100%. La
città di Firenze è bloccata dallo sciopero e da presidi e cortei in
sostegno alla lotta degli autoferrotranvieri. La mobilitazione si
estende a livello regionale: anche gli autisti del Consorzio Toscana
Trasporti Nord scioperano bloccando i trasporti a Pisa, a Livorno e
all'Isola d'Elba e rivendicando il rispetto degli accordi
sull'integrativo. A Pisa viene occupato anche il Palazzo comunale. Il
sostegno alla battaglia dei dipendenti ATAF si estende a Torino, Roma e
Genova dove i lavoratori del trasporto pubblico scendono in piazza. La
lotta contro lo spacchettamento di ATAF e per il rispetto degli accordi
sull'integrativo diventa un problema di ordine pubblico, l'allora
prefetto di Firenze Luigi Varatta firma la precettazione di tutto il
personale ATAF nel tentativo di intimorire i lavoratori e frenare la
mobilitazione. In assemblea i lavoratori decidono di continuare la lotta
violando la precettazione. Questo costringe la direzione di ATAF, il
Comune di Firenze e il prefetto a scendere a compromessi e dopo tre
giorni di sciopero accettano buona parte delle rivendicazioni dei
lavoratori. Anche in questo caso la repressione non si fa attendere: la
direzione di ATAF denuncia per interruzione di pubblico servizio e per
mancato rispetto della precettazione circa 600 autisti. Prefetto e
assessore ai trasporti del Comune di Firenze si incontrano con tanto di
annunci sui giornali per definire le multe contro le organizzazioni
sindacali che hanno indetto lo sciopero (Cobas e SUL). Le multe infine
giungono ad oltre 600 lavoratori ATAF: per molte di queste viene
accettato il ricorso grazie ad errori commessi nella stesura e a cavilli
burocratici su cui le organizzazioni sindacali fanno leva, per altre
vengono organizzate iniziative di raccolta fondi e cene di solidarietà
che hanno permesso ai lavoratori di non pagare l'intera multa ma solo
una parte decisamente ridotta.

Sia nel caso della lotta dei lavoratori ATM del 2003 che di quella dei
lavoratori ATAF del 2013, non è stato per volontà dei sindacati
confederali che la lotta ha travalicato i confini sfidando prefetti,
padroni e autorità: tutt'altro! Nel primo caso, la mobilitazione è
sfuggita di mano agli stessi promotori: come emerge bene dal racconto di
Claudio Signore [7], lavoratore e sindacalista ATM, nel documentario
pubblicato sulla pagina Youtube del Partito dei CARC. Sono state
l'azione combinata di gruppi di lavoratori all'interno delle assemblee
sindacali e le iniziative del sindacalismo di base che hanno spinto il
grosso dei lavoratori a scendere in lotta, nonostante gli appelli "alla
calma e al rispetto delle regole" lanciati da CGIL, CISL e UIL. Nel
secondo caso, i sindacati confederali si sono dovuti accodare all'azione
di alcuni RSU, alla cui testa vi era Alessandro Nannini dei Cobas ATAF,
particolarmente riconosciuti dai lavoratori per la loro combattività. In
entrambi i casi, infine, la mobilitazione dei lavoratori ha raggiunto
risultati (anche se parziali e precari) e permesso di far fronte anche
alle misure repressive. La lotta degli autoferrotranvieri ATM di Milano
e ATAF di Firenze dimostra che quando i lavoratori sono organizzati e
decisi a vincere, non c'è legge antisciopero che tenga.

Ci sono le condizioni per ritorcere contro il governo l'attacco al
diritto di sciopero

Nonostante la precettazione e le minacce di Salvini e la sentenza del
TAR del Lazio (che ha rigettato con ridicole motivazioni il ricorso dei
sindacati di base contro la precettazione), lo sciopero nazionale del
TPL del 15 dicembre scorso ha avuto larga adesione tra i lavoratori:
Roma, Milano, Palermo, Napoli, Firenze, Bologna, Padova, Genova,
Venezia, Verona le città con le percentuali più alte, che in alcuni casi
hanno superato il 90%. Anche la partecipazione di lavoratori e
pensionati allo sciopero generale contro la manovra finanziaria indetto
da CGIL e UIL il 17, 20, 24, 27 novembre e 1 dicembre è stata più ampia
del solito proprio perché, dopo la prescrizione della Commissione
chiamata "di garanzia sugli scioperi" e la decisione di Salvini di
precettare i lavoratori dei trasporti il 17 novembre, quello sciopero ha
assunto apertamente il carattere di mobilitazione in difesa del diritto
di sciopero e contro il governo Meloni.

Gli attivisti di Ultima Generazione ed Extinction Rebellion hanno
dichiarato che le iniziative di protesta, denuncia e lotta contro la
crisi climatica andranno avanti nonostante i fogli di via, l'obbligo di
firma, gli arresti, i processi e la recente approvazione della legge
("Disposizioni sanzionatorie in materia di distruzione, dispersione,
deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni
culturali o paesaggistici") che inasprisce pene e sanzioni pecuniarie
(Vedi l'articolo, in OpenOffice [8] o Word [9], di_ __il __Fatto
Quotidiano_ del 19 gennaio). Contro la legge bavaglio [10] che vieta la
pubblicazione letterale delle ordinanze di custodia cautelare il _Fatto
Quotidiano_ ha indicato la linea della disobbedienza. Precettazioni e
multe fanno il paio con i processi montati contro i lavoratori che
manifestano e bloccano le strade per impedire licenziamenti, chiusure e
delocalizzazioni [11], con le inchieste contro i sindacati di base, con
le cariche poliziesche contro i cortei studenteschi.

La battaglia in difesa del diritto di sciopero è parte della più
generale lotta contro il governo Meloni, il governo dello smantellamento
dell'apparato produttivo, del disastro ecologico, dello sfascio della
sanità pubblica, delle privatizzazioni, della disoccupazione, della
precarietà, della miseria crescente, della repressione.

Organizzarsi per rendere ingovernabile il paese al governo Meloni, al
suo ministro degli incidenti ferroviari e alla sua banda di nostalgici
del ventennio, di questurini incalliti e razzisti in doppio petto, fino
a cacciarli!

Cacciare il governo Meloni che dà mano libera ai capitalisti e agli
altri ricchi, ai fondi di investimento e alle multinazionali per
devastare il nostro paese con grandi opere, grandi eventi e turismo
"mordi e fuggi". Cacciare il governo Meloni che è servo dei gruppi
imperialisti USA-NATO, complice dei sionisti d'Israele e compare di
quelli UE!

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Per mettersi in contatto con il Centro del (n)PCI senza essere
individuati e messi sotto controllo dalle Forze dell'Ordine borghese,
una via consiste nell'usare TOR [vedere
https://www.nuovopci.it/contatti/infocont.html], aprire una casella
email con TOR e inviare da essa a una delle caselle del Partito i
messaggi criptati con PGP e con la chiave pubblica del Partito [vedere
https://www.nuovopci.it/contatti/infocont.html].



Links:
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[1] https://www.nuovopci.it/index.html
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[4]
https://www.nuovopci.it/voce/comunicati/com2024/com02-24/Com.CC_2-2024_Sciopero-Trasp-Pubblico-Locale_24-gennaio.odt
[5]
https://www.nuovopci.it/voce/comunicati/com2024/com02-24/Com.CC_2-2024_Sciopero-Trasp-Pubblico-Locale_24-gennaio.doc
[6]
http://nuovopci.it/voce/comunicati/com2023/com31-23/Com.CC_31-2023_Difesa_diritto_di_sciopero.html
[7] https://youtu.be/J0leSKHzk6o
[8]
https:/www.nuovopci.it/voce/comunicati/com2024/com02-24/articolo/Condannati-3-ragazzi-di-Ultima-Generazione_IlFatto_Q_19.01.2024.odt
[9]
https:/www.nuovopci.it/voce/comunicati/com2024/com02-24/articolo/Condannati-3-ragazzi-di-Ultima-Generazione_IlFatto_Q_19.01.2024.doc
[10]
http://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/12/21/delitto-di-cronaca-3/7389655/
[11]
ps://www.ilfattoquotidiano.it/2024/01/16/ansaldo-corteo-a-genova-per-i-16-operai-a-processo-per-uno-sciopero-inaccettabile-criminalizzano-il-diritto-dei-lavoratori/7412271/