[Canale_633] Alberto Prunetti Nel girone dei bestemmiatori |…

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Autore: Canale_633: le trasmissioni del Progetto Rebeldia - Diritti nello spazio!
Data:  
To: rebeldia_news
Oggetto: [Canale_633] Alberto Prunetti Nel girone dei bestemmiatori | MAI PIÙ INVISIBILI Per una sanatoria generalizzata e incondizionata
Appuntamenti:
22.07.2020 | 21:00 – 23:00 - Alberto Prunetti Nel girone dei
bestemmiatori
Comunicati:
- MAI PIÙ INVISIBILI Per una sanatoria generalizzata e incondizionata


PRESENTAZIONE DI: NEL GIORNE DEI BESTEMMIATORI DI ALBERTO PRUNETTI
Mercoledì 22 Luglio dalle 21:00 alle 23:00
presso Circolo Arci Ortaccio a Vicopisano

Il terzo capitolo dell’odissea working class di Alberto Prunetti “Nel
girone dei bestemmiatori” esce il 9 luglio per i tipi di Laterza, ad
allietare un’estate di distanziamento sociale, prodromi della
recessione, sprazzi di riorganizzazione sociale e culturale.
Una Commedia operaia, quella dello scrittore saggista e traduttore
toscano, una catabasi laica, sboccata e verace, che guarda al futuro,
sospinta dall’armonica di C’era una volta il West.
Vi aspettiamo mercoledì 22 luglio nello splendido spazio all’aperto del
circolo Ortaccio di Vicopisano alle 21:00 per la presentazione alla
presenza dell’autore.
Sarà possibile acquistare il libro grazie a Libreria Tra le Righe.

maggior info:
---> https://www.facebook.com/events/3191225020939381

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MAI PIÙ INVISIBILI Per una sanatoria generalizzata e incondizionata

È iniziata da ormai più di un mese la regolarizzazione dei lavoratori
stranieri disposta dal Governo: ma i dati diffusi dal Ministero
dell'Interno mostrano come questa “sanatoria” si stia rivelando
completamente inefficace.
Ad un mese dall'inizio della procedura, il 30 Giugno, erano pervenute
soltanto 80mila domande: un dato assai modesto, se lo paragoniamo ai
circa 500mila irregolari presenti in Italia stimati dall'Istat. Queste
richieste di regolarizzazione riguardano per la gran parte il settore
lavorativo domestico e di assistenza alla persona, mentre ben poche
riguardano il mondo dell'agricoltura e dell'allevamento dove si continua
a sfruttare manodopera “al nero”, spesso a “cottimo” e con meccanismi di
intermediazione lavorativa illegale come il caporalato.
Siamo convinti che questa regolarizzazione sia stata pensata e elaborata
al fine di ricercare solo “braccia” che potessero salvare i raccolti
italiani (in cui continuano però a essere impiegati lavoratori e
lavoratrici al nero). Tuttavia, nonostante la nostra opposizione a un
provvedimento così concepito, riteniamo che esso rappresenti comunque
un’occasione per tanti migranti di poter mettersi finalmente in regola e
avviare un percorso di inserimento sociale.
Fin dall’inizio della procedura - come Ass.Africa Insieme e Progetto
Rebeldìa- a Pisa abbiamo aperto uno sportello dedicato all'assistenza e
consulenza nella compilazione delle domande. In tanti e tante si sono
rivolti al nostro servizio per capire quali fossero i requisiti per la
partecipazione e soprattutto i settori lavorativi che avevano accesso
alla procedura.
Attualmente abbiamo in lavorazione circa 30 richieste di
regolarizzazione/emersione e 8 sono le procedure ormai ultimate. I dati
pisani rispecchiano quelli nazionali, con una elevata percentuale di
domande di sanatoria nel lavoro domestico e di cura, e con poche
richieste di aziende agricole. Ciò è sostanzialmente coerente con la
struttura del tessuto lavorativo della nostra zona, ma anche con un
assunto tutto italiano, per cui nei campi si lavora senza contratto e,
ancor meglio, se non si ha un permesso di soggiorno, proprio perché
nella vulnerabilità si accettano i ricatti peggiori.
Le principali problematiche che abbiamo riscontrato sono
fondamentalmente quelle di non aver potuto dare risposte ai molti
lavoratori e lavoratrici di comparti lavorativi non previsti dalla
sanatoria: oggi, non si possono regolarizzare i lavoratori delle
costruzioni, del facchinaggio, delle consegne a domicilio o della
ristorazione, solo per fare alcuni esempi. L'inconsistenza di questo
provvedimento è resa ancora più evidente dal fatto che anche molti
datori di lavoro, principalmente italiani, si sono rivolti a noi con la
volontà di assumere personale già formato e preparato, ma non
impiegabile per motivi di regolarità di soggiorno e a cui questa
sanatoria non da possibilità di regolarizzazione.
La modalità di questa procedura, come al solito, espone persone già
vulnerabili a ricatti e truffe, con compravendita di contratti a prezzi
esorbitanti, pagamenti da parte dei lavoratori e delle lavoratrici dei
costi della procedura e dei contributi, pensati come sempre per far
cassa in momenti di scarsa liquidità del paese, amplificando e
esacerbando meccanismi di sfruttamento già in atto.
Continuiamo a pensare che il permesso di soggiorno, ma soprattutto i
diritti fondamentali della persona, debbano essere svincolati dal
lavoro, e l'emergenza sanitaria da Covid-19 l’ha sicuramente dimostrato,
perché solo scardinando questo legame si possono garantire i diritti
delle persone e i diritti sul lavoro di tutti e tutte.
Ma adesso nella contingenza di questa sanatoria chiediamo, come molte
altre realtà italiane che fanno parte della rete “ Siamo qui-Sanatoria
Subito ”, almeno una estensione a tutti i settori lavorativi con il
rilascio di un permesso di soggiorno per lavoro, la possibilità per chi
non ha ancora trovato lavoro di richiedere un permesso di soggiorno per
attesa occupazione e un allargamento delle maglie per l'accesso alla
procedura (dalle prove, alla validità di documenti spesso per alcune
nazionalità irreperibili in così poco tempo).
Pisa, 15 Luglio 2020
Ass. Africa Insieme
Progetto Rebeldìa

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