[Cm-milano] ubu ciclista

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Author: pympe1\@libero\.it
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To: cm-milano
Subject: [Cm-milano] ubu ciclista
Barabba, già inscritto, diede forfait.
Lo starter Pilato, prendendo dalla tasca il cronometro ad acqua o clessidra che si dica, con la quale si bagno' le mani, a meno che non ci si sia semplicemente sputato lui da solo- diede il via.
Gesù parti in quinta.
A quei tempi si usava, secondo il buon redattore sportivo san Matteo, frustare i corridori alla partenza, come fanno cocchieri dei nostri ippomotori. La frusta è allo stesso tempo uno stimolante e un massaggio igenico. Dunque, Gesù, in forma smagliante, parti', ma ebbe subito un incidente a una gomma. Una corona di spine sbucacchio' tutt'intorno il suo pneumatico.
Ai giorni nostri si vede qualcosa di simile davanti ai fabbricanti di biciclette come pubblicità ai pneumatici anti foratura. Quello di Gesù, un palmer da pista normalissimo, non lo era.
I due ladroni che se la intendevano, presero un vantaggio. Non è vero che ci fossero chiodi sulla strada, i tre raffigurati nelle immagini sono i cacciagomme modello "un minuto".
Ma conviene prima di tutto riportare i fatti. E per prima cosa descriviamo in qualche sorta la macchina. Il telaio è una invenzione relativamente recente. E' il 1890 quando si vedono le prime biciclette con telaio moderno. In precedenza la struttura della macchina era composta da due tubi brasati l'uno sull'altro in perpendicolare. E' quello che si chiamava una bicicletta a corpo dritto o a croce. Allora Gesù, dopo l'incidente al pneumatico, scalo' la salita a piedi prendendosi il telaio, o se vogliamo la croce, in spalla.
Delle incisioni dell'epoca riproducono la scena, tratte da delle fotografie. Ma sembra che lo sport ciclista, in seguito al famoso incidente che mise tanto fastidiosamente fine alla corsa della Passione e che rifà attuale quando è all'incirca l'anniversario dell'incidente simile occorso al conte Zborowski sulla salita della Turbie, pare che quello sport là fu proibito per un certo periodo per ordinanza del prefetto. Cio' che spiega il fatto che i giornali illustrati abbiano, riproducendo la celebre scena, raffigurato delle biciclette piuttosto fantasiose. Confusero la croce del corpo della macchina con l'altra croce, il manubrio dritto. Rappresentarono Gesù a braccia allargate sul manubrio, e si noti a questo proposito che Gesù pedalava sdraiato sulla schiena, al fine di diminuire la resistenza dell'aria.

vi piace? non è roba mia, lo sto traducendo nella speranza di vederlo pubblicato a breve.

saluti crucchi
Andrea