[NuovoLab] 317° ora in silenzio per la pace

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Author: norma
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Subject: [NuovoLab] 317° ora in silenzio per la pace
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per la globalizzazione dei diritti

Mercoeldì 25 giugno dalle 18 alle 19 sui gradini del palazzo ducale di
Genova, 317° ora in sielnzio per la pace.
Incollo di seguito il volantino che verrà distribuito.
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*Non siamo migranti. Ma siamo indiganti ed indignate per le misure
razziste approvate dal governo italiano, per i roghi dei campi rom, per
la campagna di molti organi informativi che enfatizzano i reati compiuti
dai migranti e non quelli di “nostri bravi concittadini”
Leggere di reati grandi e piccoli non ci piace, chiunque li abbia
commessi. Ma il vero “allarme sociale” dovrebbero crearlo i quattro
morti di lavoro che registriamo ogni giorno in Italia; le leggi che
consentiranno, oltre all’impunità per il presidente del consiglio, la
prescrizione per i poliziotti e carabinieri che massacrarono persone
inermi o prigioniere alla scuola Diaz e a Bolzaneto; la partecipazione
dell’Italia ad una guerra illegale, inutile e criminale in Afghanistan.

Per questo sottoscriviamo e diffondiamo l’appello di adesione alla
manifestazione dei migranti che si terrà a Bologna il 5 luglio.*

Siamo tutte clandestine! Siamo tutti clandestini!
Noi non siamo migranti. Tuttavia,sosteniamo con forza la manifestazione
del prossimo 5 luglio lanciata dal coordinamento migranti, dalle
associazioni, dalle lavoratrici e dai lavoratori migranti diBologna. Il
5 luglio saremo presenti perché sappiamo che la pesante ondata di
razzismo che sta investendo questo paese e le misure approvate dal
governo per garantire ciò che chiamano “sicurezza”, nel momento in cui
cercano di mettere a tacere i migranti e le loro lotte pretendono anche
di ridurre al silenzio ciò che riguarda tutti noi.
Questo silenzio ha già investito il lavoro. Non c’è sicurezza quando di
lavoro si muore, quando i salari non bastano ad arrivare alla fine del
mese, quando il razzismo entra nei posti di lavoro. Non c’è sicurezza
perché questa divisione ci indebolisce proprio quando più è necessario
costruire lotte comuni per riprenderci la sicurezza che noi vogliamo.
Non ci basta gridare allo scandalo di fronte all’ennesima strage di operai.
Vogliamo di più, per questo saremo in piazza il 5 luglio.
Questo silenzio urla per attutire le voci che hanno denunciato che la
violenza sulle donne non ha colore, né religione, né cultura, ma solo un
sesso. Alle donne si fa una seconda violenza riducendole a pretesto per
fomentare una caccia razzista al criminale. Non ci accontentiamo dei
trafiletti sui giornali che ricordano quando le parti si invertono e i
bravi cittadini della civile Italia stuprano giovani donne migranti.
Vogliamo di più, per questo saremo in piazza il 5 luglio.
Questo silenzio mente, vorrebbe convincere quelli che sono cittadini che
i loro diritti sono tutelati dalla minaccia di una grande invasione
criminale.
Ma quelli che sono approdati sulle coste militarizzate della civile
Europa e ne hanno attraversato le frontiere sono qui, ora. Lavorano
accanto a noi nelle fabbriche e nei cantieri, nelle cooperative e nelle
nostre case, i loro figli siedono accanto ai nostri nelle scuole. Noi
sappiamo che questa criminalizzazione vuole togliere la parola a chi sta
lottando per riappropriarsi del suo futuro. Non crediamo a chi ci dice
che alcuni potranno parlare purché altri tacciano.
Vogliamo di più, per questo saremo in piazza il 5 luglio.
Noi non siamo migranti, ci chiamano cittadini. Ma i migranti oggi ci
dicono che questa parola è ormai vuota, perché è stata svuotata dalla
precarizzazione e all’insicurezza che produce, perché è usata per
sostenere il potere di quelli che dicono “giù le mani dalle nostre
donne”, perché invoca confini da difendere con le armi, confini segnati
dai muri, come quelli dei CPT, confini che ci dividono e ci
indeboliscono, come il razzismo. Siamo cittadini ma crediamo che abbia
senso tornare a dire – come nella grande manifestazione di Genova del
2001 – che siamo tutti clandestini. Non è sufficiente essere solidali,
noi siamo coinvolti, vogliamo di più. Per questo con i migranti saremo
presenti non solo a parole, ma con la più ampia mobilitazione possibile,
alla manifestazione del 5 luglio a Bologna.
Xm24;Laboratorio Crash,Vag61;Tpo;Lazzaretto Autogestito;
Livello57,Circolo Anarchico C.Berneri; Usi-Ait, Lavoratrici e Lavoratori
Anarchici; Confederazione Cobas Bologna; Cobas Scuola–Bologna;
ASIA-Rdb/Cub; Collettivo Figlie Femmine; Comitato Palestina Bologna;
Harambe; Spazio Sociale Studentesco; Assemblea Antifascista Permanente
;Coordinamento Migranti Bologna
Per adesioni: coo.migra@???