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Autore: info
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To: eh-info-it
Oggetto: [Paesibaschiliberi] [ASKAPENAinfo:] Euskal Herria Paso a Paso n.218:"QUANDO UNA MOZIONE DI CENSURA SI TRASFORMA IN QUESTIONE DI STATO (II)"
Independentzia eta Sozialismorantz
EUSKAL HERRIA PASO A PASO
Servicio informativo de ASKAPENA Nº218

QUANDO UNA MOZIONE DI CENSURA SI TRASFORMA IN QUESTIONE DI STATO
(II)

Come informiamo nel Passo anteriore, il PNV, per compiacere al
PSOE, ha ritrattato pubblicamente quello che aveva detto 30 ore
prima. Ma, quando il padrone si sente forte e si sente sottomesso al
domestico, intensifica le sue esigenze. Continuiamo a raccontare in
questo bollettino la cronaca di una vergognosa claudicazione basca.

Il giorno 3 aprile, il PSOE rese pubblica la sua compiacenza sul
nuovo discorso del PNV ma le parole non lo soddisfacevano: reclamava
fatti ed esigeva dal suo lacchè che passasse all'azione. Il giorno 4
di aprile tornano a riunirsi alte cariche del PSOE col portavoce
parlamentare del PNV per esigergli compromessi. Il rappresentante del
PNV chiede loro che gli dìano un respiro che gli concedano tempo per
sviluppare un piano che li lascerà pienamente compiaciuti. Quello
stesso giorno, ed in un altro gesto di sottomissione, il sindaco di
Bilbao si piega alle esigenze centraliste e colloca con carattere
permanente la bandiera spagnola nella facciata del Municipio di
Bilbao. Euskal Herria torna ad essere vilipesa per mano del PNV.

Il giorno 5 di aprile, varie voci qualificate del PNV annunciano
pubblicamente che adempiranno i loro impegni, con la Spagna, e che
stanno mettendo in moto i meccanismi necessari per eseguire quello
che il PSOE chiede loro. Volendo giustificare l'ingiustificabile, il
presidente del PNV chiarì quello stesso giorno che essi" non agiscono
sotto pressione dal PSOE." Nella stessa linea di sottomissione, i
gruppi baschi che conformano il municipio di Zizurkil, la candidatura
di sinistra era stata illegalizzata, fecero loro la mozione del PP per
cambiare nome a due strade che ricordavano due lottatori del paese che
erano stati assassinati, la catena di indegnità non ha fine. Lo stesso
giorno 5 - ed in un gesto gratificante di dignità - centinaia di
persone risponde alla chiamata della sinistra e si mobilitano a
Bilbao per denunciare l'imposizione della bandiera spagnola e la
sottomissione del PNV di fronte al potere centrale. Di sera sono
attaccate mediante sabotaggio due sedi di detto partito.

Il 6 aprile, il PSE torna a costringere il PNV; quando questo gli
reclama più rispetto, non sta meritandoselo, il PSE fa una nuova
dimostrazione di arroganza notando che lo tratterà senza
considerazione finché non svolgerà i doveri che ha pendenti in
Arrasate. Il giorno 7 di aprile, un'altra manifestazione percorre le
strade di Bilbao reclamando la prevalenza della bandiera basca di
fronte all'imposizione di quella spagnola. Quello giorno, l'organo di
direzione del PNV decide di mettere in moto le mozioni di censura
contro la sinistra" per ragioni etiche." Partiti come EA criticano le
sbandate del PNV ma, in fondo, respirano alleviati poiché è aperto
loro un sentiero per cui uscire dal pantano, essi seguiranno la pista
del PNV,; il PSOE, come è da supporre, respira alleviato e abbassa la
pressione sui suoi docili domestici. La strategia interdittoria del
PSOE, con la complicità dei partiti baschi, si attiva quando la Corte
suprema riprende il sommario per interdire le due formazioni della
sinistra basca: PCTV ed ANV. In pieno festival di politicizzazione
della giustizia, il Tribunale Costituzionale Spagnolo non ammette a
tramite la risorsa contro la scarcerazione di Arnaldo Otegi,
dirigente di Batasuna.

Il 10 aprile, PNV e PSOE pattuiscono il testo che firmano
congiuntamente e lo registrano in Municipio di Arrasate. Benché
esistesse il compromesso di presentare la brutta copia del testo al
resto di formazioni il cui voto si reclama, non successe così; al
resto di formazioni è chiesto che sottoscrivano un testo già chiuso.
Detto testo reclama alla sinistra che assuma un compromesso etico coi
procedimenti esclusivamente democratici; al non farlo, si procederà a
presentare contro essi una mozione di censura. Il resto di formazioni
si sentono ignorate; dentro il PNV causa malessere la dichiarazione
del suo presidente assicurando che la negativa iniziale alla mozione
si dovette ad una" rabbia momentanea" del rappresentante del suo
partito. La verità è molto differente, c'è testimonianza che in
determinati settori del PNV, il codismo che sta facendo la sua
direzione per compiacere al PSOE ha creato profondo malessere. La
sinistra vede in tutta questa operazione il ritorno al Patto di
Ajuria Enea che si mise in moto nel 1988 per liquidare la sinistra e
che, dopo dieci anni di guerra, fallì. Batasuna, mediante un
comunicato, nota che qui c?è soluzione e che è democratica, come
successe in Irlanda. Allo stesso tempo, la sinistra basca annuncia
iniziative di fronte a nuovi patti e vecchie ricette.

Il 11 aprile i partiti che hanno rappresentazione municipale in
Arrasate celebrano nella sede del Parlamento Basco una riunione per
coordinare di fronte sforzi a che prosperi il testo presentato da PNV
e PSOE, la riunione ebbe luogo dopo avere partecipato tutti
aell'inaugurazione di un monumento dedicato alle vittime di ETA; le
altre non esistono. In detta riunione si concordò di lasciare nelle
mani del PSOE la ricerca dei voti necessari per far passare la
mozione.

Il giorno 14 di aprile, l'offensiva del PSOE-PNV contro la sinistra
compie nuovi passi. Registrano lo stesso testo in Elorrio, un altro
municipio dove detiene il comune la sinistra. Si tratta di un
municipio che promosse una consultazione affinché il paese desse la
sua opinione rispetto al macro progetto del treno ad alta velocità.
Il PP, rompendo l'accordo con gli altri partiti che partecipano alla
crociata, comincia a presentare mozioni per il suo conto intendendo
che quella del PSOE-PNV è troppo accondiscendente. Dal seno del PNV,
il dirigente che aveva respinto inizialmente la mozione, serra le
file per dare una difficile immagine di unità, toglie importanza alle
voci discordanti che si stanno ascoltando nella base e reitera la sua
adesione incondizionata alla strategia marcata dalla direzione del
partito, persino dirigenti che sembrano avere indipendenza di
criteri, oscillano seguendo l'impulso del vento dominante. La
sinistra compare quel giorno per denunciare quello che definisce come
processo di interdizione parallelo: da una parte, la sala 61 della
Corte suprema ha ripreso il processo per interdire due partiti della
sinistra in applicazione dell'antidemocratica Legge di Partiti e,
d'altra parte, i propri partiti, (abbastanza di essi dicono di stare
contro detta Legge di eccezione), fanno nella pratica la stessa cosa
dei giudici utilizzando le proprie risorse.

Quello stesso giorno 14, la crociata" etica" contro la sinistra
conosce un nuovo capitolo. Il municipio di Zizurkil conta attualmente
su un sindaco antidemocratico del PNV, la lista più votata nelle
elezioni del 2007 fu quella della sinistra ma rimase interdetta.
L'attuale squadra di governo municipale, facendosi eco del furore
inquisitorio, risolve di cambiare il nome di due piazze del paese che
ricordavano due volontari di ETA che morirono vittime del terrorismo
di Stato. Joxe Arregi fu assassinato dalla polizia" neodemocrática"
spagnola nel 1981 dopo crudeli sessioni di tortura. L'altro, Joxe
Luis Geresta, apparve 'suicidato' in strane circostanze il 20 di
marzo del 1999, quando ETA manteneva una tregua. Il Plenum municipale
del giorno 14 si celebrò a porta chiusa e dietro forti misure
poliziesche di dissuasione. La sinistra, dalla strada, esprimeva la
sua indignazione e rifiuto.


                                                                                 Euskal
Herria, 24 de Abril de 2008.

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