[Cm-pisa] *urgente* documento di rebeldía al senato

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Szerző: Lik
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Új témák: [Cm-pisa] *urgente* documento di rebeldía al sena to
Tárgy: [Cm-pisa] *urgente* documento di rebeldía al senato
carissimi,
stiamo facendo girare questo documento rivolto al senato accademico sulla
questione dello spazio-rebeldía, e si chiede la sottoscrizione alle varie
realta' che hanno collaborato con rebeldia o hanno svolto progetti dentro
l'ex-etruria.

per questioni di tempo vi chiedo di rispondere il prima possibile, la
prossima riunione del senato dovrebbe infatti essere il 5 aprile.

byez,
lik

(le firme che si richiedono sono di Ciclofficina e Acklab, ovviamente non
si richiede quella della critical mass :) )

------- Forwarded message -------
From: "ciccioauletta@???" <ciccioauletta@???>
To: lista_rebeldia <lista_rebeldia@???>
Subject: [lista rebeldia] aggiunte documento senato
Date: Fri, 25 Mar 2005 12:50:01 +0100


La questione degli spazi sociali e di aggregazione per iniziative di
carattere sociale, politico e culturale è a Pisa un argomento di grande
rilevanza sia per il numero di studenti e giovani presenti nella nostra
città sia per il significativo tessuto di associazioni della più varia
natura che operano nel mondo della scuola, dell?Università, del lavoro,
sulle tematiche della pace, dell?ambiente e dell?accoglienza.
Abbiamo sempre ritenuto che una risposta positiva a queste esigenze
richiedesse l?impegno e la sinergia di tutte le istituzioni locali, Comune
e Provincia in primo luogo, e delle istituzioni universitarie che hanno
una forte presenza nel tessuto urbanistico della città.

Una importante e positiva sperimentazione si è fatta e si sta facendo in
questi mesi con l?Associazione ?Pisa Città Aperta? all?interno dello
stabile dell?Ex-Etruria: una sperimentazione che ha visto l?Università
aperta ad una realtà che raccoglie attorno a sé larghi settori del mondo
universitario ma anche esperienze sociali e culturali della città. Questa
scelta da parte dell?ateneo ha indicato a Pisa una strada da seguire, una
linea di dialogo e confronto, di apertura verso chi propone progetti
miranti alla partecipazione democratica e attua una pratica di
cittadinanza sempre più articolata ed includente.
Confrontato con queste considerazioni, il documento sulla ?concessione di
spazi universitari? approvato dal Consiglio degli Studenti e portato alla
discussione del Senato nella seduta del 5 aprile appare un deciso passo
indietro rispetto alla linea seguita dall?Università a partire dal caso
concreto del ?Progetto Rebeldìa?. Con questo regolamento infatti i
progetti delle associazioni studentesche e e cittadine raccolte intorno a
?Pisa città aperta?non si sarebbero potuti sperimentare e realizzare a
causa dei vincoli temporali e di gestione previsti.

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Il contenuto più negativo è il principio dell'alternanza. Se questo
principio
è del tutto ragionevole e condivisibile per iniziative sporadiche e di
breve
durata (conferenze, cineforum, mostre ecc.) non è certo applicabile ad
iniziative che per natura richiedono continuità, tempi lunghi, attrezzature
ingombranti (si pensi ad attività quali il laboratorio di informatica, la
palestra per la arrampicata sportiva, lo sportello sul lavoro, i percorsi
di
socializzazione e integrazione dei migranti, la attività di denuncia e
protezione contro il lavoro nero e clandestino, la libreria ecc.). Val
forse
la pena di far notare che la struttura e la pratica di estrema apertura e
vivacità di ?Pisa Città Aperta? fa sì che progetti vari ed eterogenei siano
accolti, si confrontino e si affermino per una sorta di selezione naturale,
lasciando naturalmente il campo ad altri progetti se non hanno la capacità
di
essere vitali e di aggregare. Il lungo elenco delle iniziative ed
associazioni
che han trovato accoglienza nel ?progetto Rebeldia? ne è la prova più
indiscutibile.
Una seconda perplessità rispetto al documento del Consiglio Studentesco
riguarda la sua astrattezza, collegata col fatto che non esiste un elenco
degli spazi la cui assegnazione si pretende di regolamentare: senza aver
presente l'oggetto del contendere si rischia di fissare regole
controproducenti o inapplicabili.
In conclusione, data la ricchezza dei percorsi ben consolidati nel recente
passato, noi riteniamo che un eventuale regolamento sulla assegnazione
degli
spazi debba prima di tutto essere valutato sulla sua capacità di interagire
positivamente con le esperienze più valide e solide e sulla sua efficacia
nel
prevenire tensioni e incomprensioni che in passato hanno a volte resa
faticosa
la preziosa collaborazione tra Università e Associazioni.


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