Omosessualità ancora una volta affiancata alla
pedofilia dai soliti noti.
di Lorenzo Canale
Ho appena letto un articolo consigliatomi da un amico
e tratto da
www.kattoliko.it/leggendanera/bioetica/bernabei_pedofilia.htm
e da
www.viewsfromrome.org e sarei a dir poco
sconcertato, se non fosse che queste sono cose che la
chiesa e i suoi sedicenti intellettuali ripetono da
secoli.
Mons. Girolamo Grillo, vescovo di Civitavecchia,
rimprovera ai politici che fanno una scelta liberale e
civile di legalizzazione delle droghe leggere e che
appoggiano i Gay Pride, di rendersi complici del
declino morale che ci investe. Pur non avendo
personalmente nulla in contrario alla legalizzazione
delle droghe leggere, mi pare carino sottolineare che
il braccio armato della chiesa non dimentica mai la
regola base di ogni discorso contro lomosessualità,
ovvero affiancarla sempre a temi che dividono il paese
come, in questo caso, quello della droga.
Lo scrittore cattolico Vittorio Messori (sottolineo
che cattolico non è stato aggiunto da me ma era nel
testo originario) cerca di accreditare la morale
sessuale cattolica e di screditare la rivoluzione
sessuale del 68 (io aggiungo anche quella del 74
troppo spesso dimenticata), apportando
largomentazione che la pedofilia è la diretta
conseguenza di questa ultima, e che gli stessi che si
scagliano contro la pedofilia oggi, sono quelli che
ieri ritenevano la morale cattolica piena di tabù.
Chiaramente, lo scrittore, con un sapiente gioco di
parole e con una nemmeno troppo raffinata cultura
delloratoria, cerca di rivalutare i divieti, le
repressioni sessuali e i tabù dettati dalla chiesa,
cercando di rilevare che la pedofilia non esisterebbe
se questi ci fossero ancora. Ovviamente affiancando i
santi divieti alla pedofilia, Messori distrae il
lettore dal fatto che la rivoluzione sessuale, poco
veramente ha a che fare con la pedofilia, tranne per
alcune idee estreme e controverse, ed invece molto ha
a che fare con il diritto della donna di autogestirsi
e di non essere un oggetto nelle mani prima del padre
e poi del marito e sempre della chiesa; ha a che fare
con il diritto di tutti ad una sessualità libera ma
assolutamente consenziente, cosa che prima del 68 era
negata e i più grandi ricorderanno di tantissimi casi
di violenze sessuali operate su donne, mogli e figlie,
mai denunciate e sempre taciute perché la chiesa e la
cultura popolare da essa derivante, faceva ricadere la
colpa sulla vittima della violenza e non sul
violentatore. I luoghi comuni ed i modi di dire non
sono sempre parole allaria e fino a pochi anni fa si
diceva spesso: la donna è tentatrice, la donna è
Eva ed Adamo è il povero maschio ingenuo, luomo è
cacciatore e sta alla femmina non provocare, se viene
violentata evidentemente era una puttana e questo si
meritava, o ancora la femmina è la paglia e il
maschio il fiammifero, ed accanto non devono stare
altrimenti và tutto a fuoco; la rivoluzione sessuale
(e non solo) ha a che fare con tutta quella
legislazione successiva al 68 ed al 74 che ha
vietato tutte le discriminazioni operate in base alla
razza, al credo religioso, al sesso, allorientamento
sessuale, alletnia, etc; ha a che fare con tantissime
altre cose che hanno solo reso più civile, liberale e
libertario il mondo in cui viviamo e non sicuramente
più pedofilo.
Il quotidiano cattolico, LOsservatore Romano, scrive
che la pedofilia è la logica conseguenza della pretesa
di emancipazione delluomo dalla morale naturale ed
oggettiva. Il quotidiano, nella sua immensa
obiettività o nella sua immensa malizia, mette
sullo stesso piano lomosessualità e la pedofilia. Da
sempre la chiesa li mette accanto dimenticando che la
pedofilia è un vero e proprio abominio, una violenza
psicologica e fisica operata su minori, su persone non
consenzienti o addirittura inconsapevoli, mentre
lomosessualità e la pratica omosessuale, avviene tra
persone assolutamente consenzienti e non è una
violenza esercitata da nessuno su nessun altro.
Inoltre, ma quella è storia vecchia, si scrive e si
parla dellomosessualità sempre e solo come un istinto
animalesco, trascurando in maniera scientifica che
lomosessualità non è solo sesso ma anche sentimenti e
che nelle persone omosessuali, esattamente come in
quelle eterosessuali, coesistono la chimica e le
emozioni, il fare sesso ed il fare lamore.
Qualcuno in passato suggeriva di sostituire il termine
omosessuale in omosentimentale, ma questa sarebbe sul
serio una soluzione?
Tutto questo ovviamente non è affatto in
contraddizione con lordine naturale ed oggettivo
delle cose ma invece, sovverte e mette in crisi
lordine cristiano e cattolico in particolare, dove il
sesso è giustificato solo a fini procreativi, in caso
contrario non è altro che peccato e offesa a un dio.
Infine, il prof. Roberto de Mattei, presidente del
Centro Culturale Lepanto, che organizzò una
manifestazione pubblica a Roma in difesa dei valori
cristiani aggrediti dal "World Gay Pride" durante il
Giubileo, si chiede come mai tutti sono daccodo nel
definire la pedofilia una perversione, ma invece si
rischia di incorrere nella giustizia se si dà del
pervertito ad unomosessuale. Dopo tutto quello che si
è scritto sopra credo che il motivo sia chiaro, ma
ancora una volta viene affiancata una violenza, un
reato da condannare assolutamente, a quella che è una
libera scelta tra persone consenzienti, ma è chiaro
che la libertà di scelta, e la libertà in genere, fa
molta paura a qualcuno che vede crollare piano, piano,
il proprio potere sulle coscienze e sulle
incoscienze.
Lorenzo Canale.
06 Ottobre 2004
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