[Forumlucca] A scuola timbrando il cartellino

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Author: Luca Martini
Date:  
Subject: [Forumlucca] A scuola timbrando il cartellino
Da "La Repubblica" di oggi.
(http://www.repubblica.it/2004/c/sezioni/cronaca/scuola1/lucignolo/lucignolo.ht
ml)
Buona lettura.
Luca

IL COMMENTO
A scuola timbrando
il cartellino
di MARCO LODOLI


Una scuola di Torino, all'avanguardia nella sfiducia umana, ha deciso che i suoi
allievi ogni mattina dovranno timbrare il cartellino: cartellino elettronico,
ovviamente, grazie al quale i genitori verificheranno on line, sul computer di
casa, la reale frequenza dei figli. Il ragazzo che un tempo se la cavava
ammettendo vagamente "Oggi sono entrato a scuola in leggero ritardo", si troverà
davanti una madre che gli notificherà l'entità precisa della marachella.

"Mascalzone, hai timbrato alle 9 e 04, non ci provare più". Una scuola di
Bergamo ha invece piazzato nei corridoi varie telecamere per controllare i
movimenti degli alunni. Chi spinge un compagno, chi fuma in un angolo, chi
scrive sul muro Anna della seconda F, ti amo, sarà individuato da quell'occhio
sempre vigile.
D'altronde c'era da aspettarselo, da tempo noi adulti siamo controllati in quasi
tutte le nostre azioni: un'invisibile e misteriosa banca dati registra l'ora e
il minuto di ogni telefonata, il passaggio a ogni casello, il prelievo di ogni
risparmio, i programmi che vediamo, gli acquisti che facciamo, i passi che
muoviamo per le vie cittadine. Siamo tutti sotto controllo, perché - così ci
viene detto - il nostro tempo è pericoloso, il male avanza, la truffa,
l'inganno, il coltello stanno dietro ogni angolo. Perciò viene ormai considerato
inevitabile che anche la scuola sia monitorata in ogni suo aspetto, compreso
l'orario di entrata e la ressa attorno al pizzettaro.

L'idea di fondo è che la sicurezza e l'efficienza siano i beni supremi. Ma non
basta pensare al male e al caos come a qualcosa di esterno, che ci può colpire
quando meno ce lo aspettiamo. Fin da giovani dobbiamo capire che i primi fetenti
potremmo essere noi stessi. Non dobbiamo più illuderci di essere belle persone
pronte a esprimere i propri lati migliori: questa, secondo il sistema paranoico
che ci osserva, è solo una fantasia bugiarda. Dobbiamo convincerci in fretta che
siamo delle canaglie, pronte a qualsiasi cosa, oggi a fare tardi a scuola, o
addirittura a tagliare la corda insieme a Lucignolo, e domani a rubare, a
stuprare, a delinquere.

    

La realtà effettuale, direbbe Machiavelli, è questa: gli uomini sono degli
egoisti pronti a qualsiasi bassezza. Per il loro bene debbono essere schedati e
vigilati da un potere, che se non è più quello del Principe, sarà quello di un
Grande Fratello attentissimo a ogni scorrettezza. L'Occidente democratico
pensava che la libertà fosse il motore di ogni progresso. L'individuo non doveva
essere marcato troppo strettamente, perché la sua energia vitale, creativa,
confusionaria, era un bene prezioso per tutta la società. Da lì potevano
arrivare ricchezze, invenzioni, novità positive. Certo, poteva scappare fuori
anche la bestia ignorante e feroce, ma il gioco valeva la candela. Ogni ragazzo
era convinto che nel proprio disordine ci fosse una pepita d'oro, una bella
sorpresa da ricercare e coltivare. Ora tutto è tristemente cambiato. Forza,
timbrate i cartellini, ragazzi, fatevi inserire in una bella schermata
protettiva, fatevi controllare da subito, dall'ingresso, dalla prima ora.
Rendetevi conto immediatamente che abitate in un mondo di canaglie, che voi
stessi siete delle canaglie. E' per il vostro bene che il potere vi tiene
d'occhio e vi fornisce di un cartellino elettronico: siate ragionevoli, su,
dovete capirlo da soli che lasciarvi più liberi significa consegnarvi alla
vostra umana natura, cioè al peggio.

(14 settembre 2004)