[Cm-roma] Cicloprotesta a Milano

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Author: Emanuele Tumminia
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Subject: [Cm-roma] Cicloprotesta a Milano
Che bella idea!!! ;-))))))))))))))))))))

Emanuele

A caccia della bici gialla

Una pista fittizia di oltre 6 chilometri, da Campo Lodigiano a
Largo Richini, dipinta sull'asfalto. E' la protesta dei ciclo-arrabbiati
contro le promesse mancate del Comune di Milano.

Una dietro l'altra segnano il percorso ciclabile
promesso da vent'anni. Ma che è ancora un pezzo di carta "parcheggiato" al
comune di Milano. Sono le bici gialle che delimitano un itinerario di 6,4
chilometri tra i terraggi della città. Sono il segno dell'esasperazione di
un gruppo di ciclisti. Che, stufi di aspettare, hanno preso vernice e
pennello e hanno disegnato sull'asfalto quello che dovrebbe essere il
"loro" percorso. Loro sono degli anonimi ciclo-arrabbiati, che si
nascondono dietro una sigla: Siab (Sperimenta itinerari ambientalisti per
biciclette). E che nell'occasione si sono trasformati in tanti Pollicino.
Semplicemente per "rivendicare i loro diritti, mica per essere
prepotenti", spiega Maurizio Baruffi, consigliere comunale dei Verdi che,
con Ciclobby, ha mostrato il tracciato a un gruppo di ciclisti.

I ciclisti "fai da te" sono quasi tutti professionisti di
mezza età che usano le due ruote silenziose per andare al lavoro. E che
ogni giorno sfidano il traffico milanese. "Sono stanco delle acrobazie che
quotidianamente mi toccano", racconta un insospettabile commercialista.
Che, come gli altri arrabbiati Siab, sfrutta l'oscurità notturna per
disegnare le bici gialle. Pur sapendo che è un atto illegale.

La rabbia monta sui numeri: "330 chilometri di pista ciclabile
progettati dal comune dal 1980 e inseriti nel piano urbano del traffico
del maggio del 2000, 70 già esecutivi. Ma, in circa due anni, ne sono
stati realizzati solo una decina". A snocciolare le cifre è Stefano
Melloni, presidente di Ciclobby, che sogna una Milano come Berlino dove ci
sono ben 900 km di pista ciclabile. "Il formarsi di questi movimenti
spontanei è il sintomo di un malessere che andrebbe ascoltato", commenta
Baruffi.

I ciclo- arrabbiati cercano di farsi sentire. Per ora riescono
sicuramente a lasciare le loro tracce in giro per la città (le bici gialle
formano un vero e proprio cerchio, una pista ciclabile finita, che va da
Campo Lodigiano a Largo Richini). A volte, pur non volendo, si fanno anche
vedere. Ma questo accade solo quando vengono beccati da qualche vigile
urbano che si appresta a redigere subito un verbale. "Negli ultimi mesi
sono aumentate le multe verso persone sorprese nell'atto di disegnare
strisce gialle sull'asfalto", dicono i vigili. Ogni ribelle deve pagare un
prezzo: quello dei ciclisti Siab è 32 euro, oltre all'obbligo di rimuovere
il manufatto.

Gisella Desiderato