[RSF] I: importante per il dopoferie da Nella Ginatempo

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Author: Nella Ginatempo
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Subject: [RSF] I: importante per il dopoferie da Nella Ginatempo
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Carissime/i, avevo mandato troppo presto la mia lettera sulla guerra, =
quando eravate tutti in ferie. Ho pensato di rinviarla e di farla girare =
perch=E8 mi sembra ancora pi=F9 importante di quando l'ho scritta. =
Finora ha risposto solo il Social forum di Correggio e Paola di Genova, =
che ringrazio. Lo so che =E8 lunga ( non ho fatto un allegato per via =
dei virus). Ma per favore, fate un fioretto, leggetela e diffondetela, =
Se =E8 possibile date qualche segno di interlocuzione. Saluti Nella

----- Original Message -----=20
From: Nella Ginatempo=20
To: romasocialforum@??? ; bastaguerra@??? ; =
bastaguerraroma@???=20
Sent: Saturday, August 03, 2002 12:54 AM
Subject: I: importante per il dopoferie da Nella Ginatempo



----- Original Message -----=20
From: Nella Ginatempo=20
To: esf-2002@??? ; fori-sociali@???=20
Sent: Saturday, August 03, 2002 12:53 AM
Subject: importante per il dopoferie da Nella Ginatempo


LETTERA AL MOVIMENTO SULLA GUERRA

Carissime compagne e compagni,=20

dopo un anno di fatiche, speranze, a volte difficolt=E0 o =
incomprensioni, vorrei comunicarvi alcune riflessioni che mi sono pi=F9 =
chiare oggi, dopo il nostro collettivo ritorno a Genova . Proceder=F2 =
per flash, vi prego di avere la pazienza di soffermarvi su ciascuno.

-Il dominio imperiale del mondo si esprime con la guerra infinita contro =
i cosiddetti Stati canaglia. Le prime vittime di questa guerra sono i =
popoli dei paesi poveri, non siamo noi, popoli dell'Occidente. Si tratta =
infatti di una guerra/genocidio che nega il diritto alla vita per =
milioni di persone, sottoposte alla morte per fame, per sete, e per =
bombe.

-Noi siamo implicati in questa strategia di morte perch=E9 i nostri =
ricchi paesi sono complici dell'attuale leadership imperiale U.S.A. e =
sostengono i nuovi armamenti ed i nuovi bombardamenti. Non =E8 =
sufficiente dire che siamo contro le scelte di guerra dei nostri governi =
per tirarci fuori da questa complicit=E0. Noi siamo il cavallo che viene =
bardato e frustato per correre ad uccidere i poveri del mondo: non basta =
la diserzione morale, non basta che rallentiamo la corsa, dobbiamo =
disarcionare il cavaliere ed invertire la corsa. Infatti le nostre =
risorse ed i nostri soldati verranno impiegati per la guerra infinita, =
anche se e soprattutto se ce ne laviamo le mani, sia pure con sdegno e =
riprovazione.

-Voglio dire che il no alla guerra per essere efficace deve diventare =
vero conflitto. Da posizione di principio deve trasformarsi in azione di =
lotta, sempre non violenta ma radicale, coinvolgente, di massa. Il =
pacifismo della testimonianza ha prodotto poco finora, sul piano =
dell'efficacia delle decisioni politiche. Come dice Ingrao, siamo =
confrontati oggi col potere pi=F9 forte e pi=F9 terribile del mondo, =
quello dell'apparato bellico industriale globale che ha avocato a s=E9 =
in modo globale la licenza di uccidere. Dobbiamo porci un problema =
simile a quello posto da Casarini alla Assemblea di Genova: davanti ad =
un potere cos=EC autoritario e sovrastante dobbiamo cercare nuove forme =
di lotta efficaci che non siano le marce le sfilate e le preghiere =
perch=E9 servono poco. Conflitto globale contro i signori della guerra. =
L'obiettivo realistico che dovremmo raggiungere =E8 quello di muovere =
contro le scelte di guerra la maggioranza dell'opinione pubblica =
dell'Occidente.

-Ma il movimento di cui facciamo parte, nelle singole donne e uomini che =
ho visto per un anno nelle strade d'Italia, sente davvero come cosa =
propria questa necessit=E0 di un conflitto contro la guerra globale ? =
Ragionandoci bene, la guerra che faranno USA e G.B. contro l'Iraq, con =
la complicit=E0 dei paesi NATO, in fin dei conti non mette in dubbio la =
nostra capacit=E0 di sopravvivere in Occidente. Voglio dire che noi =
popoli dell'Occidente possiamo tirare a campare, anche se i nostri =
Eurofighter sganciano le nuove bombe su Baghdad e Bassora. Anche se =
useranno la nuova bomba atomica tattica, anche se cominceranno a =
sperimentare sull'Iran o sulla Corea o sulle Filippine i missili a =
testata nucleare inviati direttamente dalle nuove piattaforme spaziali, =
che potranno tenere nel mirino per sempre i popoli poveri e ribelli di =
tutta la Terra.

Possiamo tirare a campare ? Purtroppo si. Anzi il dominio imperiale sui =
paesi petroliferi consentir=E0 al nostro stile di vita ed ai nostri =
motori di sopravvivere qualche altro anno in pi=F9, tamponando la crisi =
energetica.=20

Credo che questo dobbiamo capirlo bene. Le vittime della guerra militare =
non siamo noi popoli occidentali. Sono i popoli condannati a morte dal =
capitalismo globalizzato e dal suo apparato militare: questi popoli sono =
inermi. Gli arriver=E0 la morte dal cielo, possono solo sperare che noi =
in Occidente facciamo qualcosa per bloccare il grilletto.

-Di conseguenza io penso che la nostra opposizione alla guerra come =
movimento dei movimenti non nasce direttamente dai nostri interessi =
colpiti. Voglio dire che la nostra esistenza quotidiana =E8 molto pi=F9 =
toccata direttamente dalla sospensione dei diritti democratici (vedi =
Napoli e Genova 2001), dalla decurtazione dei salari, dalla =
disoccupazione e precariet=E0 generali, dalla abolizione dei diritti =
sindacali, dall'impoverimento crescente che anche in Occidente =
progredisce insieme alla forma autoritaria dello Stato. E molto =
giustamente molti di noi hanno osservato che gli sfruttati dei paesi =
ricchi e tutto il movimento noglobal sono nel mirino della repressione =
globale, cio=E8 sono le vittime di una trasformazione epocale delle =
democrazie occidentali verso una forma di Stato militarista che ha =
distrutto le libert=E0 e i diritti. Ma credo che i nostri diretti =
interessi pi=F9 colpiti siano economici, sindacali, politici, cio=E8 =
sono bisogni che vanno oltre la mera sopravvivenza.

Allora credo che la maggior parte di noi avverta l'urgenza delle lotte =
sociali che sono direttamente legate alla nostra quotidianit=E0, al =
nostro stare nella societ=E0 civile, nei sindacati, nel mondo del =
lavoro. E' molto difficile invece sentire l'urgenza di un conflitto =
reale per opporsi alla guerra che i nostri governi portano agli altri =
popoli. Siamo molto pi=F9 concentrati non a lottare contro la guerra =
infinita ma contro la piccola guerra di casa nostra. Quella economica e =
sociale che colpisce noi vittime della ingiustizia in Occidente E' umano =
e inevitabile che il liberismo di casa nostra ci coinvolga di pi=F9 =
quando ci privatizzano i servizi sotto casa, ci licenziano o ci =
condannano all'et=E0 di quarant'anni alla precariet=E0 senza sbocco.

-Dunque l'opposizione alla guerra non pu=F2 che essere un conflitto di =
tipo nuovo, non basato sugli interessi immediati ma su una rivolta etica =
generalizzata. Cio=E8 un conflitto che nasce pi=F9 dai valori che dagli =
interessi. Una rivolta etica che dovrebbe portare a rifiutare di =
produrre armi da parte del movimento operaio di tutto il mondo, cos=EC =
come da parte degli intellettuali, scienziati e classi medie in vario =
modo asserviti al capitale e alla guerra. E, d'altra parte, non abbiamo =
sempre detto che il movimento dei movimenti =E8 una novit=E0 ? Un =
movimento contro l'ingiustizia globale, che si batte per i poveri del =
mondo, un movimento che =E8 nato con una forte spinta etica. Dunque non =
una riedizione del vecchio movimento operaio ma un soggetto nuovo che =
rifiuta le compatibilit=E0 di questo mondo perch=E9 crede in un altro =
mondo possibile.

Ma l'ingiustizia pi=F9 atroce, secondo me, =E8 la morte dal cielo. E =
bisogna avere una nuova lucidit=E0 per comprendere il nesso che lega il =
genocidio per bombe al genocidio per fame e sete. La povert=E0 e =
l'ingiustizia sociale ed economica per essere imposte a tutto il mondo =
non occidentale ,vista la macroscopica ingovernabilit=E0 degli squilibri =
in crescita, richiedono ormai solo la guerra militare come bastone di =
comando. E' il tentativo estremo del capitalismo di imporre questa =
globalizzazione - che produce miliardi di affamati, di tamponare la =
crisi economica di sovraproduzione attraverso il rilancio dell'economia =
di guerra, di affrontare manu militari la crisi energetica, asservendo i =
paesi arabi al disegno delle multinazionali petrolifere.

-Il meccanismo della guerra militare deve essere compreso per=F2 non =
solo nei suoi nessi con le politiche del neoliberismo ma nella sua =
specificit=E0, nel suo estendersi, nei suoi nuovi armamenti, nel =
pericolo nucleare, nell'abisso di milioni d morti che si spalanca sotto =
i nostri occhi. E per opporci alla guerra in Iraq ed ai nuovi armamenti, =
non =E8 sufficiente manifestare per la cancellazione del debito ai paesi =
poveri oppure attaccare i governi antidemocratici europei con uno =
sciopero generale. E' necessario andare agli obiettivi : le basi =
militari da cui partono gli aerei, i nuovi territori dove tengono pronti =
gli Eurofighter, i cantieri che costruiscono le portaerei, le fabbriche =
che producono le nuove bombe all'uranio impoverito, le multinazionali =
come l'Alenia che partecipa alla costruzione di pezzi del nuovo scudo =
spaziale. Dobbiamo cominciare a creare azioni di conflitto vero contro =
le fabbriche di morte. Ma non solo le armi leggere come abbiamo fatto a =
Brescia. Compagne, compagni, siamo accerchiati da testate nucleari, =
dalle basi militari di un potere mostruoso. Che vogliamo fare ? =
Inventiamoci forme nuove di lotta, che ci facciano sentire pi=F9 =
efficaci, senza cedere alla tentazione di abbandonare questo terreno di =
iniziativa politica perch=E9 difficile o velleitario.

-C'=E8 poi un nesso che va svelato fino in fondo ed =E8 quello tra la =
precariet=E0 globale nei paesi ricchi d'Occidente e la militarizzazione =
globale. Faccio un solo esempio.

La Fao all'ultimo vertice di Roma ha chiesto 24 miliardi di dollari per =
dimezzare la fame nel mondo nel 2015. Neanche queste briciole i paesi =
ricchi d'Occidente sono disposti a dare. Confrontiamo questi 24 miliardi =
con i quasi 400 miliardi di dollari che costituiscono l'attuale =
previsione di bilancio delle spese militari USA per il 2003. Siamo di =
fronte non solo ad una gigantesca sproporzione nella distribuzione delle =
risorse, ma ad una trasformazione epocale dallo Stato sociale allo Stato =
militarista. Le risorse maggiori verranno destinate a fabbricare =
armamenti, sottraendole alle spese sociali, alle varie forme richieste =
di reddito di cittadinanza, di salario sociale ed altre garanzie per i =
poveri d'Occidente, a partire in primo luogo dagli immigrati. Le spese =
per la sanit=E0, l'istruzione e tutti i servizi vengono decurtate a =
favore delle privatizzazioni e questo produce pi=F9 precariet=E0, pi=F9 =
licenziamenti, pi=F9 disoccupazione. C'=E8 dunque un gigantesco =
spostamento di risorse dall'ex-Welfare al nuovo Warfare. Qui si possono =
saldare le nostre lotte sociali alle lotte per il disarmo: "contro un =
Eurofighter 1 milione di eurosalari di cittadinanza" potrebbe essere una =
buona campagna europea che salda i valori agli interessi e smette di =
relegare il conflitto per il disarmo nell'angolino della semplice =
testimonianza.

Anche la proposta dello sciopero generale europeo rischia di essere una =
battaglia parziale, riduttiva e per di pi=F9 a rimorchio della CGIL, la =
quale indubbiamente rispetto a noi esercita una egemonia, sul terreno =
proprio sindacale, ancorch=E8 si tratta di una forza moderata e senza =
visione strategica alternativa. Ma noi dovremmo invece recuperare una =
nostra identit=E0 pi=F9 alta e pi=F9 precisata, rivolgendoci a tutta la =
societ=E0 civile mondiale, non solo ai lavoratori ed ai sindacalizzati. =
Dovremmo riuscire ad articolare uno sciopero generalizzato che coinvolga =
tutte le figure sociali contro la precariet=E0 globale e contro la =
militarizzazione globale. Dalle spese militari alle spese sociali, non =
un soldo per la guerra ma case agli immigrati, no alla nuova finanziaria =
di guerra.

-C'=E8 un'obiezione pi=F9 generale nel movimento, o meglio una =
perplessit=E0. Molti pensano che il conflitto contro la guerra =E8 =
perdente in partenza ed =E8 fuori del nostro controllo, cio=E8 riguarda =
un potere troppo forte e lontano e spazi e luoghi fuori dalla nostra =
portata. Ma come facciamo a legare il locale al globale, dico io, se non =
affrontiamo questo nodo ? La nostra lotta =E8 globale, non possiamo =
chiuderla in un orizzonte solo sindacale o operaio, o solo contro un =
governo nazionale e le sue nefandezze. Allora dobbiamo studiare un modo =
affinch=E8 ci=F2 che appare lontano sia riportato al vicino, alle =
concrete scelte di guerra che coinvolgono i nostri territori.

-Inoltre la politica militare =E8 l'altra faccia della medaglia della =
politica economica internazionale. Non possiamo porci come centrale solo =
il problema della distribuzione del reddito tra le classi sociali =
dell'Occidente, dimenticando il problema della distribuzione del reddito =
tra noi e il resto del mondo. Perch=E9 =E8 proprio qui il nodo: =E8 =
questo macroscopico squilibrio tra il reddito del Nord Ovest del mondo e =
tutti i restanti paesi che produce la guerra ,e che ha prodotto una =
coscienza nuova di lotta nel popolo noglobal da Seattle ad oggi.

Oggi capire e contestare la globalizzazione significa mettere al centro =
insieme politica interna e internazionale, politica economica e politica =
militare, lotte sociali e lotte per il disarmo, neoliberismo e guerra.

-Significa unire i soggetti del movimento: non la somma degli spezzoni, =
pacifisti e giuristi, intellettuali e basi sindacali, quadri di partito =
e spontanei del movimento, le associazioni femminili, quelle cattoliche =
e potrei continuare. Significa sentirsi ed essere una cosa nuova, contro =
l'Europa del capitale e della guerra, per l'Europa della pace e dei =
diritti.

-

Concludo con la metafora dell'albero. C'=E8 un albero grande e marcio =
che d=E0 frutti avvelenati: uno si chiama fame, l'altro ingiustizia, =
l'altro guerra. L'albero si chiama capitalismo. Diamo una mano a =
sradicare l'albero compagne, compagni. Staccare un solo frutto serve a =
poco. Nella Ginatempo



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qualche segno di interlocuzione. Saluti Nella</FONT></DIV>
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<DIV style=3D"FONT: 10pt arial">----- Original Message -----=20
<DIV style=3D"BACKGROUND: #e4e4e4; font-color: black"><B>From:</B> <A=20
href=3D"mailto:nellagin@tiscali.it" title=3Dnellagin@???>Nella =
Ginatempo</A>=20
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<DIV><B>To:</B> <A href=3D"mailto:romasocialforum@yahoogroups.com"=20
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<DIV><B>Sent:</B> Saturday, August 03, 2002 12:54 AM</DIV>
<DIV><B>Subject:</B> I: importante per il dopoferie da Nella=20
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infinita contro i cosiddetti Stati canaglia. Le prime vittime di questa =
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di lotta, sempre non violenta ma radicale, coinvolgente, di massa. Il =
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decisioni politiche. Come dice Ingrao, siamo confrontati oggi col potere =
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porci un problema simile a quello posto da Casarini alla Assemblea di =
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davanti ad un potere cos=EC autoritario e sovrastante dobbiamo cercare =
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servono poco. Conflitto globale contro i signori della guerra. =
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lotta,=20
che ci facciano sentire pi=F9 efficaci, senza cedere alla tentazione di=20
abbandonare questo terreno di iniziativa politica perch=E9 difficile o=20
velleitario.</P>
<P align=3Djustify>-C'=E8 poi un nesso che va svelato fino in fondo ed =
=E8 quello tra=20
la precariet=E0 globale nei paesi ricchi d'Occidente e la =
militarizzazione=20
globale. Faccio un solo esempio.</P>
<P align=3Djustify>La Fao all'ultimo vertice di Roma ha chiesto 24 =
miliardi di=20
dollari per dimezzare la fame nel mondo nel 2015. Neanche queste =
briciole i=20
paesi ricchi d'Occidente sono disposti a dare. Confrontiamo questi 24 =
miliardi=20
con i quasi 400 miliardi di dollari che costituiscono l'attuale =
previsione di=20
bilancio delle spese militari USA per il 2003. Siamo di fronte non solo =
ad una=20
gigantesca sproporzione nella distribuzione delle risorse, ma ad una=20
trasformazione epocale dallo Stato sociale allo Stato militarista. Le =
risorse=20
maggiori verranno destinate a fabbricare armamenti, sottraendole alle =
spese=20
sociali, alle varie forme richieste di reddito di cittadinanza, di =
salario=20
sociale ed altre garanzie per i poveri d'Occidente, a partire in primo =
luogo=20
dagli immigrati. Le spese per la sanit=E0, l'istruzione e tutti i =
servizi vengono=20
decurtate a favore delle privatizzazioni e questo produce pi=F9 =
precariet=E0, pi=F9=20
licenziamenti, pi=F9 disoccupazione. C'=E8 dunque un gigantesco =
spostamento di=20
risorse dall'ex-Welfare al nuovo Warfare. Qui si possono saldare le =
nostre lotte=20
sociali alle lotte per il disarmo: "contro un Eurofighter 1 milione di=20
eurosalari di cittadinanza" potrebbe essere una buona campagna europea =
che salda=20
i valori agli interessi e smette di relegare il conflitto per il disarmo =

nell'angolino della semplice testimonianza.</P>
<P align=3Djustify>Anche la proposta dello sciopero generale europeo =
rischia di=20
essere una battaglia parziale, riduttiva e per di pi=F9 a rimorchio =
della CGIL, la=20
quale indubbiamente rispetto a noi esercita una egemonia, sul terreno =
proprio=20
sindacale, ancorch=E8 si tratta di una forza moderata e senza visione =
strategica=20
alternativa. Ma noi dovremmo invece recuperare una nostra identit=E0 =
pi=F9 alta e=20
pi=F9 precisata, rivolgendoci a tutta la societ=E0 civile mondiale, non =
solo ai=20
lavoratori ed ai sindacalizzati. Dovremmo riuscire ad articolare uno =
sciopero=20
generalizzato che coinvolga tutte le figure sociali contro la =
precariet=E0 globale=20
e contro la militarizzazione globale. Dalle spese militari alle spese =
sociali,=20
non un soldo per la guerra ma case agli immigrati, no alla nuova =
finanziaria di=20
guerra.</P>
<P align=3Djustify>-C'=E8 un'obiezione pi=F9 generale nel movimento, o =
meglio una=20
perplessit=E0. Molti pensano che il conflitto contro la guerra =E8 =
perdente in=20
partenza ed =E8 fuori del nostro controllo, cio=E8 riguarda un potere =
troppo forte e=20
lontano e spazi e luoghi fuori dalla nostra portata. Ma come facciamo a =
legare=20
il locale al globale, dico io, se non affrontiamo questo nodo ? La =
nostra lotta=20
=E8 globale, non possiamo chiuderla in un orizzonte solo sindacale o =
operaio, o=20
solo contro un governo nazionale e le sue nefandezze. Allora dobbiamo =
studiare=20
un modo affinch=E8 ci=F2 che appare lontano sia riportato al vicino, =
alle concrete=20
scelte di guerra che coinvolgono i nostri territori.</P>
<P align=3Djustify>-Inoltre la politica militare =E8 l'altra faccia =
della medaglia=20
della politica economica internazionale. Non possiamo porci come =
centrale solo=20
il problema della distribuzione del reddito tra le classi sociali=20
dell'Occidente, dimenticando il problema della distribuzione del reddito =
tra noi=20
e il resto del mondo. Perch=E9 =E8 proprio qui il nodo: =E8 questo =
macroscopico=20
squilibrio tra il reddito del Nord Ovest del mondo e tutti i restanti =
paesi che=20
produce la guerra ,e che ha prodotto una coscienza nuova di lotta nel =
popolo=20
noglobal da Seattle ad oggi.</P>
<P align=3Djustify>Oggi capire e contestare la globalizzazione significa =
mettere=20
al centro insieme politica interna e internazionale, politica economica =
e=20
politica militare, lotte sociali e lotte per il disarmo, neoliberismo e=20
guerra.</P>
<P align=3Djustify>-Significa unire i soggetti del movimento: non la =
somma degli=20
spezzoni, pacifisti e giuristi, intellettuali e basi sindacali, quadri =
di=20
partito e spontanei del movimento, le associazioni femminili, quelle =
cattoliche=20
e potrei continuare. Significa sentirsi ed essere una cosa nuova, contro =

l'Europa del capitale e della guerra, per l'Europa della pace e dei =
diritti.</P>
<P align=3Djustify>-</P>
<P align=3Djustify>Concludo con la metafora dell'albero. C'=E8 un albero =
grande e=20
marcio che d=E0 frutti avvelenati: uno si chiama fame, l'altro =
ingiustizia,=20
l'altro guerra. L'albero si chiama capitalismo. Diamo una mano a =
sradicare=20
l'albero compagne, compagni. Staccare un solo frutto serve a poco. Nella =

Ginatempo</P>
<P align=3Djustify></P></B></I></FONT></DIV></BODY></HTML>

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