Re: [Campagnaresistenza] Un bilancio e un possibile sviluppo

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Autore: proltosri
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To: Centro doc. Movimenti, Campagnaresistenza
Oggetto: Re: [Campagnaresistenza] Un bilancio e un possibile sviluppo
Ciao compagni,

abbiamo letto ed analizzato il bilancio della campagna redatto dal “Centro di documentazione e lotta Rosso 17”. Pensiamo che un bilancio sul lavoro sin qui svolto all'interno della campagna si sia reso necessario considerata la obbiettiva difficoltà a farla decollare e a rendera, così, strutturale in relazione alle lotte e al rapporto stretto con la resistenza alla repressione. Tendiamo comunque a ritenerlo un bilancio parziale nel senso che i rapporti stabiliti durante la campagna e la condivisione del lavoro dei vari organismi aderenti,rappresentano, comunque si siano sviluppate (o non sviluppate le cose) un tassello importante verso quella condivsione e quel confronto che sono stati i veri assenti della campagna sin qui condotta.

Per quel che ci riguarda dobbiamo fare autocritica ed ammettere di non avere contribuito molto al dibattito e di avere limitato critiche ed analisi che invece avremmo dovuto rendere sistematiche e complemantari all'esperienza acquisita attraverso il nostro lavoro politico quotidiano.

Abbiamo avuto l'impressione che alcuni gruppi o compagfni impegnati nella campagna, abbiano considerato questo lavoro come lavoro straordinario rispetto al loro lavoro politico quotiano, alle lotte alle quali hanno partecipato, promosso o sostenuto e al loro stesso dibattito interno. Noi consideriamo che i contenuti della campagna lanciata nel 2016, non solo siano dialetticamente legati alle lotte alle quali partecipiamo, promuoviamo o sosteniamo, ma siano parte iuntegrante della lotta di classe.

Infatti, durante il lavoro che svolgiamo davanti alle fabbriche o nelle piazze non possiamo fare a meno di diffondere o praticare quei contenuti proprio perchè, che lo vogliamo o no,ci si trova sempre ad averci a che fare. Questo vale per “gli addetti ai lavori” come noi ma anche e sopratutto per chi, nelle fabbriche o sul posto di lavoro, combatte ed affronta, con i propri mezzi, il nemico di classe.

Sono molte le proposte di costruzione di un fronte di classe, proposte che giungono ad esempio da Piattaforma Comunista come da Rete dei Comunisti come accennano i compagni del Centro documentazione e Lotta in questo bilancio. Il fatto che da più parti si senta la necessità del fronte di classe è positivo anche se questo sentimento non è sufficiente e lo dimostra Rete dei Comunisti “intrattenendo rapporti con istanze inaccettabili “come Rosso 17 afferma nel suo scritto. Oppure, come nel caso di Piattaforma Comunista, pur esprimendo un analisi condivisible, dimentica nel suo appello al fronte di classe, la lotta alla repressione traducendola in una questione secondaria.

I contenuti della campagna potevano integrare le carenze espresse nei vari appelli al fronte di classe passando attraverso un lavoro concreto ed utili esperienze che si sarebbero potuti sviluppare facendola decollare con il lavoro concreto nei rispettivi territori e la condivisione ed il sostegno reciproco.

Proponiamo di dibattere su questo bilanci per poter ottenere sufficienti argomentazioni da sviscerare in un eventuale incontro nazionale.

Saluti comunisti.

PT-SRI proletari torinesi per il SRI

> Il 4 settembre 2017 alle 0.22 "Centro doc. Movimenti" <docmovimenti@???> ha scritto:
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>     UN BILANCIO E UN POSSIBILE SVILUPPO

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>     Quando nella primavera 2016 lanciammo la proposta di campagna “Rafforzare ed estendere resistenza” eravamo consapevoli di operare su un terreno non certo facile, per il livello qualitativo ed estensivo della repressione, e per la mancanza di una risposta nostra, adeguata ai livelli di attacco del nemico. Senza riprendere le molteplici ragioni delle debolezze del fronte di classe, la realtà ci dice che le posizioni più avanzate faticano a trovare punti di unità, dentro chiare discriminanti, nella lotta contro la repressione.

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>     Non che queste non esistano, ma fanno fatica ad affermarsi, a collegarsi tra loro, diventando pratiche diffuse. Le pratiche di rifiuto delle misure restrittive, e delle soluzioni di “monetizzazione” dei licenziamenti di rappresaglia, così come forme di politicizzazione dei processi, vanno giustamente nel senso di un’assunzione più coerente e di prospettiva dello scontro. Un ultimo esempio ci viene dallo scontro ad Amburgo, e dagli sviluppi politici attorno alla prolungata detenzione di una trentina di compagn*.

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>     Mentre altri soggetti si stanno muovendo, proponendo iniziative di carattere federativo, ma ancora marcate da certi connotati legalistico costituzionali, a prospettiva elettoralista. È il caso in particolare del programmato Convegno contro la repressione a Bologna, ruotante attorno alla piattaforma “Eurostop”. Area che si sta caratterizzando anche nel cercare un filo di continuità col ”passato” (il Convegno è anche celebrazione di quello tenuto 40 anni fa, appunto a Bologna), ma intrattenendo rapporto con istanze inaccettabili come quelle della così detta “soluzione politica” (per il ciclo rivoluzionario 70/80). Inaccettabili perché, oltre a tutto ciò che significano per il “passato”, esse svolgono un ruolo recuperatore, di contenimento, rispetto alle lotte attuali e ai loro possibili sviluppi in senso classista.

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>     La proposta di avviare un confronto per la costruzione di un fronte di classe non ha avuto le risposte da noi auspicate. L’interesse manifestato non è stato sufficiente ad avviare quanto prospettato. Le ragioni possono essere diverse, tra queste la nostra carenza a non aver a sufficienza stimolato il confronto, o se si vuole, per nostra giustificazione, una generale carenza nella propensione di molt* compagn* ad assumersi responsabilità in prima persona nelle battaglie politiche, investendo energie perché gli elementi positivi, nel dibattito possano affermarsi.

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>     Le riflessioni e i contenuti di quella proposta restano per noi validi. Essi sono purtroppo confermati dallo sviluppo in senso autoritario e del permanere di posizioni politiche che consideriamo deleterie e dannose rispetto agli interessi di classe.

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>     Pensiamo che il lavoro di confronto di questi mesi non debba essere disperso, così come le relazioni ed i rapporti costruiti. Secondo noi, essi vanno mantenuti e, se vogliamo, sviluppati e rafforzati. Sviluppati nello scambio rispetto le esperienze nel lavoro locale, dove ciascuno di noi è impegnato. Un lavoro che, per quanto ci riguarda, ha come obiettivo la costruzione di ambiti di lavoro unitario. Tendenti a unire le forze, come le esperienze dei movimenti NO-TAV e in generale di difesa del territorio, quelle nella logistica e sull’internazionalismo; oltre, naturalmente, alle esperienze contro la repressione delle lotte e per la difesa dei prigionieri.

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>     Probabilmente è il caso di cambiare la forma di aggregazione che abbiamo cercato di favorire, ma sempre incentrandola su quei contenuti fondamentali: puntare a sviluppare l’unità di lotta ed un fronte di classe, guardando e privilegiando quest’interesse generale. Mettendo da parte interessi di gruppo, di corrente, autoreferenziali. Ciò che può avanzare se le forme e i metodi dei nostri interventi corrispondono a dei contenuti strategici di classe, allo sviluppo degli obiettivi nel senso dell’antagonismo e dello scontro generale, non confinandosi ai limiti sindacal corporativi, o di rivendicazioni o anche “antagonismi” settorialie perciò infine recuperabili dalla rete istituzionale. Interesse generale e prospettiva.

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>     Perciò proponiamo di ridiscutere i rapporti, e i loro possibili sviluppi, fra gli organismi che si sono coinvolti in questo tentativo di Campagna. Pur prendendo atto dell’impossibilità, al momento, di proseguire nella sua proposta.

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>      CENTRO DOCUMENTAZIONE E LOTTA

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>      ROSSO 17

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>     Roma-Torino 3 SETTEMBRE ‘17

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>     CampagnaResistenza mailing list
>     CampagnaResistenza@???
>     https://www.autistici.org/mailman/listinfo/campagnaresistenza

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