[Lecce-sf] (senza oggetto)

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Autor: r\.attanasio\@libero\.it
Data:  
Para: forumlecce
Asunto: [Lecce-sf] (senza oggetto)
https://www.ecn.org/wws/arc/movimento/2006-06/msg00433.html
https://www.ecn.org/wws/arc/movimento/2006-06/msg00439.html

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Da: doriana
Data: Sat, 17 Jun 2006 23:10:42 +0200
Oggetto: (GRANDENUDproject) Le parole tra lor leggere...(casa Savoia e
af-fini)

sabato 17 giugno 2006 (17h01) :
Vittorio Emanuele: "Quella troia della Sgrena" e altro ...
LE TELEFONATE HARD DEL REUCCIO: ?MANDAMI SU IL PACCO CON LA RAGAZZA?
GLI INSULTI A GIULIANA SGRENA: ?QUEL PEZZO DI MERDA DI QUELLA VECCHIA
TROIA? MARIA GABRIELLA: ?MIO FRATELLO FREQUENTAVA LA FECCIA. VITTIMA
DELLA MOGLIE?

Da La Stampa



Potenza. Per almeno un anno i telefoni del principe Vittorio Emanuele
di Savoia e dei suoi collaboratori sono stati intercettati dalla
procura di Potenza. Il principe è finito nella inchiesta quando il pm
Henry John Woodcock, indagando sui rapporti tra la famiglia malavitosa
potentina Tancredi, affari nel gioco d?azzardo, e Rocco Migliardi,
legato alla criminalità di Messina. Migliardi porta il pm potentino al
principe Savoia, che funge da intermediario utile a raggiungere con i
vertici dei Monopoli di Stato, collettori di tangenti finalizzate a
ottenere il rilascio dei nullaosta per «gli apparecchi elettronici di
intrattenimento», utilizzati poi invece per apparecchi e giochi
d?azzardo vietati dalla legge. Intercettazione tra Gian Nicolino
Narducci (collaboratore del principe) e Vittorio Emanuele Savoia del 7
marzo del 2005, tre giorni dopo il rilascio di Giuliana Sgrena e la
morte del funzionario del Sismi, Nicola Calipari. Nella telefonata, il
collaboratore annuncia al principe l?arrivo di un «pacco fresco», una
ragazza bellissima...

N.: Narducci VE : Vittorio Emanuele N.: (...) E mi ha detto che la
settimana prossima, se lei ha piacere, veniamo su a Gstaad. VE.: si.
N.: con, con un pacco. VE.: esatto. Giusto, eh! N.: eh! Si, si giusto,
però poi bisogna, bisogna poi vedere dove andare, eh! VE.: è un pacco
moderno? N.: nuovo, fresco. VE.: come? N.:eh, giusto, giusto, giusto.
Mi ha detto che è una ragazza bellissima. VE.: si? N.:bruna,
bellissima, bellissima. VE.: si,eh? N.: si, si, si, si. Settimana
prossima se lei ci dice l? ok. VE.: si, o se no giù a Ginevra. N.: ehm.
Oh a Ginevra. Io, io, io, io, ecco: Ginevra! Se la principessa è su, forse
è meglio, eh! VE.: si. N.: eh. Perchè così non c?è controlli.


GLI INSULTI A GIULIANA SGRENA

I due cambiano discorso e cominciano a parlare del delitto Calipari
VE.: senta: che casino che è venuto fuori,
eh! N.: ma di che, di cosa? VE.: adesso guardi che quella lì. N.: uhm.
VE.: è meglio che non si faccia vedere in giro, eh! Quella che.. N.:
chi è? VE.: quella merda lì che è stata, ehm, che ha fatto morire il
nostro capo dei servizi segreti. N.: ah sì! Quella lì è una merda!
Comunista di merda quella lì! VE.: Le televisioni l?hanno distrutta! Le
televisioni di Berlusconi e il TG 2 N.: sì,sì,sì. VE.: l?hanno
distrutta! N.: ah sì? VE.: sì. N.: ah sì,ah sì, mi fà, mi fà ridere,
mi fà ridere Emilio Fede che ha detto che lei guardava dal finestrino e
contava le pallottole che sparavano gli Americani! ( ride) VE.: e poi è
meglio che non vada ad abbracciar la vedova: no,no. Glielo sconsiglio! (
ride) N.: ( ride) comunque è una. Eh, ma guarda è una, sono merde
quella gente lì! E? gente che! Comunque non ci va più in Iraq, ha detto
che non ci và più, eh! VE.: ma è meglio che ci andasse, così la fan
fuori! N.: così la tolgono dai piedi, eh! Comunque! VE.: no, ma come si
chiama quel giornale lì? N.: il Manifesto, il Manifesto. VE.: hanno
detto che era un agguato fatto dagli Americani ! Ma figuriamoci! Quel
pezzo di merda di quella vecchia troia N.: (ride) Bisognerebbe,
bisognerebbe portarla in una caserma di alpini e poi darla agli alpini
che se la sollazzino! VE.: no, ma poi dopo la buttano giù! La buttan
giù dalla montagna, morta,a pezzetti! (Giuliana Sgrena)


I TRAFFICI CON I MONOPOLI

Quello che segue è il fax che il faccendiere
Achille De Luca (già arrestato da Potenza circa un mese fa), l?«eletto=»
del principe Vittorio Emanuele di Savoia per curare i rapporti con il
Monopolio di Stato, invia allo stesso principe, rendendogli conto
dell?attività fino ad allora svolta. E poi anche a Ugo Bonazza, socio
del malavitoso Migliardi. Il fax è del 27 gennaio 2005. «Ho, questa
mattina, concluso l?iter per la definizione delle Tue pratiche
bloccate, nelle mani di alti responsabili di trastevere.In modo
volutamente equivoco e con "fumus meridional" ho detto loro che sarei
stato generoso... Ho usato la stessa espressione di V.E. Valuta Tu in
piena coscienza cosa vuoi anticipare ora, e saldare i primi della
prossima settimana, a questi due ?amici?". Attendo Tue istruzioni»

Sostiene il gip: «Nel fax appena riportato il DE LUCA offre ai suoi
complici il fedele resoconto dell?incontro avvenuto pochi minuti prima
presso gli uffici del Monopolio, evidenziando chiaramente di aver
promesso ai suddetti pubblici funzionari una ?generosa? ricompensa per
i loro favori, in ciò seguendo testualmente le disposizioni
impartitegli dal SAVOIA. Dalle parole del DE LUCA emerge, pertanto,
tutto il peso delle direttive impartite dal SAVOIA nell?espletamento
del suo ruolo di vertice in seno all?associazione in questione»


2 - MARIA GABRIELLA: ?FREQUENTAVA LA FECCIA. LA MOGLIE INTERESSATA SOLO
AI SOLDI?

Ludina Barbini per La Stampa


A fine marzo Maria Pia, Maria Gabriella e Maria Beatrice di Savoia
hanno mandato una lettera al principe Paolo Boncompagni Ludovisi,
presidente del consiglio dell?Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, con
le loro dimissioni. La lettera diceva: non riconosciamo nella attuale
conformazione dell?Ordine quello che era stato fondato dai nostri avi e
tramandato da nostro padre il Re. Emanuele Filiberto commentò
l?accaduto dicendo che le sue zie non partecipavano molto alle attività
dell?Ordine e forse non sapevano quello che è stato fatto in questi
anni. Conversando con la principessa Maria Gabriella, si può sentire
nella sua voce un tono che va dall?indignato all?arrabbiato, dal triste
allo sconcertato con in fondo un pizzico di quella signorile vergogna
per le gravi notizie che riguardano la sua famiglia, suo fratello
Vittorio Emanuele.

Si è dimessa perché aveva avuto qualche evidenza che gli affari
condotti da suo fratello in nome dell?Ordine non erano del tutto
rispettabili? «Non mi aspettavo tanto, ma era prevedibile che sarebbe
successo qualcosa perché frequentava gentaglia, la feccia. Se penso che
mio padre, proprio in questi giorni, sessanta anni fa partì per
l?esilio per il bene del Paese. E? una vergogna che Vittorio Emanuele
con la complicità di sua moglie, e di suo figlio Emanuele Filiberto,
stia distruggendo tutto quello che mio padre ha fatto in trentasette
anni di esilio».

Ma cosa esattamente stava succedendo nell?Ordine dei Santi Maurizio e
Lazzaro? Ha introdotto una quota associativa, attività come la vendita
di oggetti con lo scudo sabaudo e la carta di credito dell?Ordine e in
confronto alle accuse di oggi quell?uso improprio dell?Ordine sembra
piccola cosa. Ma non lo è, perché è una volta di più una totale
mancanza di rispetto per la sua storia, per quello che la nostra
famiglia ha rappresentato per la storia d?Italia. Mi hanno insospettito
anche le strane associazioni di beneficenza di mio fratello, di suo
figlio, perché c?erano sempre in quei comitati dei mascalzoni, delle
persone poco limpide. Oggi è scoppiato il bubbone». (Il principe Paolo
Boncompagni Ludovisi con Martine Barnheim Orsini-U.Pizzi)

Cosa realmente pensa sia passato per la mente di Vittorio e quale
poteva essere lo scopo di quelle frequentazioni? «Mi fa pena, ma è un
credulone e il figlio è un arrivista, la moglie Marina è interessata al
denaro, non le basta mai, venendo da una famiglia di imprenditori
falliti voleva sempre di più. In lei c?è una forma patologica. Io
dicevo sempre che non potevano frequentare persone di terz?ordine e
nulla altro, che non era possibile, che un giorno o l?altro sarebbe
successo qualcosa. Vittorio si fa usare ed è lei che decide tutto».

Ai primi di maggio era stato arrestato un tale Achille De Luca, che
pare li aveva accolti a Palermo e che si faceva passare per quello che
non era. Imprudenza? Se guardiamo un po? la storia di Vittorio, lo
vediamo spesso in qualche situazione limite, perché? «Da quando è nato
non ha fatto che pasticci, incidenti di ogni genere, e si è fatto
traviare da quelli che lo circondavano. E? una forma di ingenuità per
non dire di sciocchezza. Non ragiona. Si fa utilizzare perché ha un
nome. Non sanno selezionare le persone. Ricordo che fui io a dare a mio
padre la notizia della sparatoria di Cavallo. Ricordo ancora il tono
della sua voce, era disperato. Quella storia ha accorciato la sua vita.
Anche questa volta probabilmente c?è la solita faciloneria, e
pressappochismo che lo rende facile preda di astuzie altrui. Che
bisogno aveva di andare a quella penosa trasmissione di Porta a Porta
con quella gente? Non c?era nulla di dignitoso, non era davvero
all?altezza del nome che porta». (L?avvocato Emmanuele Emanuele, ne
avrà di lavoro da fare....)

Emanuele Filiberto percorre la stessa strada? «Lui è dedito alle
sponsorizzazioni più estreme. Chi ha la responsabilità della memoria
storica di questo Paese dovrebbe assumere una visione meno commerciale
della propria storia. Tutto ciò è vergognoso e umiliante. Mi auguro che
alla fine si ritirino tutti, non in Italia, in silenzio a coltivare
fiori».

Dagospia 17 Giugno 2006
http://www.bellaciao.org/it/article.php3?id_article=13952