[Forumgenzano] [ba ro news] (#140B) Katz sulla sinistra arge…

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Author: Bandiera Rossa News
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Subject: [Forumgenzano] [ba ro news] (#140B) Katz sulla sinistra argentina
LE TANTE FACCE DELL=B4ARGENTINA (parte II)=0D
di Claudio Katz =0D
=0D
=0D
Il profilo della sinistra=0D
Nel quadro delle difficolt=E0 che ci sono per tradurre la ribellione social=
e in un progetto politico popolare, il dato pi=F9 promettente =E8 la cresci=
ta della sinistra. Questo settore ha conquistato un ruolo di primo piano ne=
l movimento sociale, per il suo coraggioso atteggiamento nei confronti dell=
a lotta. A differenza del centrosinistra che sparisce, ritarda o si nascond=
e nei momenti difficili dello scontro, la sinistra =E8 presente nei blocchi=
stradali, nelle fabbriche occupate e nelle manifestazioni di piazza. Quand=
o c=B4=E8 da rischiare fisicamente, i dirigenti e i militanti della sinistr=
a non vacillano.=0D
Il contrasto tra questo comportamento e il disimpegno dei dirigenti della C=
ta si =E8 approfondito dopo il 19 e 20 dicembre. La Brukman =E8 soltanto l=
=B4esempio pi=F9 recente di questa differenziazione. La cautela della direz=
ione della Cta di fronte alla lotta =E8 coerente con la decisione del voto =
a Kirchner. Pronunciandosi cos=EC, la Centrale rientra nel tronco peronista=
e converge con i burocrati delle CGTs nel sostegno all=B4eletto di Duhalde=
.=0D
In aperto contrasto con questo, tutta la sinistra proclama di votare scheda=
bianca al ballottaggio. Le convergenze in questo ambito sono molto maggior=
i che in passato, quando varie ali della sinistra promuovevano fronti nazio=
nali e popolari con i Kirchner del momento. Queste tendenze, ora, sono mino=
ritarie. Il discorso abituale della sinistra, inoltre, contesta l=B4intero =
sistema capitalista e non solo le sue modalit=E0 neoliberiste. Questa posiz=
ione radicalizzata =E8 poco frequente in America Latina e costituisce un ul=
teriore merito delle organizzazioni argentine.=0D
La crescita della sinistra =E8 evidente nel movimento piquetero, sindacale,=
studentesco e di quartiere e la sua presenza =E8 palpabile in tutte le gra=
ndi manifestazioni. Per la prima volta da decenni, la sinistra sta guadagna=
ndo consistenza sociale e non soltanto qualche scanno parlamentare o una mo=
mentanea guida dell=B4avanguardia. Il radicamento sociale riflette l=B4inde=
bolirsi dei pregiudizi antisocialisti, l=B4avanzare dello spirito antimperi=
alista (molto presente nel rigetto dell=B4invasione dell=B4Iraq) e un qualc=
he progresso della coscienza anticapitalista. Quando i destri della Naci=F3=
n interpretano il voto del 27 aprile come una reazione alle manifestazioni =
di sinistra stanno riconoscendo l=B4influenza di una corrente che fino a po=
co fa ignoravano del tutto.=0D
Quest=B4influenza =E8 ammessa anche dagli esponenti progressisti. Per quant=
o le loro critiche al settarismo e al dogmatismo della sinistra somiglino a=
quelle di tanti altri settori, per loro si tratta di un ben preciso obiett=
ivo: favorire il ritorno al rituale scioglimento in alleanze borghesi.(...)=
. Per i critici del centrosinistra, ampiezza e flessibilit=E0 sono sinonimi=
del voto a Kirchner e del ritorno dell=B4Alleanza al galleggiamento sotto =
l=B4egida di Carri=F3.=0D
Altri critici dello stesso campo resuscitano il lessico maccartista (D=B4El=
ia) e tutti danno alla sola sinistra la responsabilit=E0 del riflusso delle=
assemblee di quartiere. Tuttavia gli obiettori non si accorgono che l=B4ac=
cusa contrasta con il carattere insignificante che attribuiscono ai partiti=
in questione. Se la sinistra =E8 tanto irrilevante, come ha potuto di per =
s=E9 indebolire il movimento dei quartieri? Come mai il centrosinistra non =
=E8 riuscito a contrastare azioni cos=EC dannose?=0D
In realt=E0, la predica in voga contro gli apparati segue una direzione str=
anamente contraddittoria. Ogni manipolazione orchestrata dall=B4Ari o dalla=
Cta viene presentata come una legittima iniziativa di organizzazione socia=
le, mentre quando coinvolge i militanti della sinistra viene demonizzata au=
tomaticamente. Quel che infastidisce di pi=F9 il campo progressista =E8 acc=
orgersi di come stia scomparendo lo stereotipo che assegna al popolo argent=
ino un=B4identit=E0 invariabilmente antisocialista.=0D
L=B4avanzata effettiva della sinistra ha sicuramente mancato di una sua esp=
ressione elettorale il 27 aprile. Sia l=B4alternativa dell=B4astensione sia=
il voto per le due correnti che hanno presentato candidati (Iu e Po) hanno=
avuto magri risultati. Lo scarto tra avanzamento politico e frustrazione e=
lettorale dipende dal successo dell=B4operazione governativa di ricomposizi=
one della dominazione capitalistica. Duhalde =E8 riuscito a spostare la ris=
sa elettorale verso il "voto utile" e a scoraggiare i voti che avrebbe potu=
to ottenere la sinistra.=0D
Va inoltre tenuto conto che le presidenziali sono un terreno particolarment=
e avverso alla sinistra, che tende a perdervi parte delle adesioni ottenute=
nelle politiche. Il peso dei miti e delle credenze si rafforza nelle presi=
denziali rispetto ai messaggi programmatici.=0D
Non c=B4=E8 comunque da essere indulgenti, n=E9 da nascondere le serie diff=
icolt=E0 che ostacolano la costruzione di una sinistra di massa e convincen=
te. Molti intellettuali fanno incursione a distanza in questo dibattito. Po=
ntificando dal pulpito denunciano le "dispute frazioniste", le "illusioni d=
eliranti", gli "atteggiamenti dogmatici" e le "parole d=B4ordine preistoric=
he" della sinistra, come se questi limiti fossero estranei alla loro stessa=
attivit=E0 e si potessero correggere con una semplice predica. Sia l=B4ast=
rattezza, sia lo scetticismo (il paese =E8 peronista, crede in Dio e saluta=
i vigili che stanno all=B4angolo) non servono minimamente a superare gli s=
cogli che bloccano la costruzione della sinistra. Le difficolt=E0 ruotano, =
in questo momento, intorno a tre problemi: l=B4astensione elettorale, l=B4u=
nit=E0 e la caratterizzazione della fase.=0D
=0D
Astensione tattica=0D
=0D
Va riconosciuto l=B4insuccesso del tentativo di inficiare le elezioni. Le s=
chede bianche sono scese a un livello mai visto dalle presidenziali del 194=
6 (0,89%), si =E8 registrata una partecipazione record dell=B480% e le sche=
de nulle (1,62%) sono state insignificanti rispetto all=B4esito di massa ch=
e ebbe il voto protestatario ("voto bronca") del 2001.=0D
Non ha senso disconoscere questi dati di fatto sostenendo che il 22% degli =
aventi diritto non ha votato, perch=E9 =E8 evidente che questo assenteismo =
tecnico non ha il valore di rigetto che aveva due anni fa. Ancor pi=F9 sbag=
liato =E8 che questo tipo di voto nullo =E8 superiore ai voti ottenuti da M=
enem, perch=E9 si assegna alla diserzione un valore politico che non ha. Co=
nfrontare grandezze incomparabili =E8 inutile come non registrare i milioni=
di voti che non sono andati al menemismo.=0D
Fare appello a discutere e a rivedere quel che =E8 successo =E8 molto posit=
ivo, se si ammette la realt=E0 e ci si ricorda che l=B4atteggiamento rifles=
sivo non pu=F2 emergere solo da un risultato elettorale. Il bilancio deve p=
er=F2 andare oltre la semplice descrizione ("la classe dominante =E8 riusci=
ta a imporsi") ed evitare che i pronostici di crisi future si sostituiscano=
alla caratterizzazione del presente. Affermando ad esempio che la gente su=
bir=E0 una delusione e che sta arrivando lo scontro non si chiarisce ci=F2 =
che =E8 accaduto. Inoltre, che la crisi si approfondisca non implica uno sb=
occo favorevole al popolo, se nella sinistra non riusciamo a correggere le =
nostre debolezze. Altrettanto inutile, tuttavia, eludere la riflessione acc=
usando il ceto medio ("passato il corralito, si dimenticano di noi" dimenti=
cando che la simpatia degli strati intermedi ha finora impedito l=B4isolame=
nto del movimento piquetero.=0D
Punto di partenza di un bilancio =E8 riconoscere che l=B4astensione =E8 sta=
ta un errore. Certamente le elezioni sono state manipolate, ma non somiglia=
vano alla "frode patriottica del 1930" o alla "proscrizione del peronismo",=
perch=E9 un=B4elezione fraudolenta non =E8 la stessa cosa di una che imped=
isce la presentazione di una forza politica significativa che viene esplici=
tamente considerata illegale, come =E8 accaduto per decenni per il giustizi=
alismo.=0D
Nessuno discute che la convocazione della tornata elettorale =E8 stata acco=
lta da un=B4ampia fascia di popolazione con la sensazione che si trattasse =
di una truffa. Ma, passato qualche mese, era evidente che la prima contesta=
zione stava cadendo, in parte per mancanza di un canale di espressione orga=
nizzata. La speranza di provocare il fallimento dell=B4operazione governati=
va - forzando un=B4altra elezione che includesse il rinnovo di tutte le car=
iche - si era andata completamente diluendo alla fine dello scorso anno. Pe=
rci=F2 hanno perso vigore gli argomenti astensionistici, che si giustifican=
o solo se l=B4opposizione =E8 in grado di gestire una scelta che vada oltre=
la diatriba elettorale. Questo terreno =E8 propizio per la classe capitali=
stica, ma abbandonarlo lascia campo libero agli esponenti della borghesia.=
=0D
Per ignorare l=B4arena elettorale bisogna disporre di istanze di potere alt=
ernativo, che non sono nate in Argentina. In mancanza di un=B4alternativa d=
el genere, astenersi significa semplicemente rinunciare alla battaglia e po=
rta a identificare la sinistra con l=B4impotenza. Le proposte di "voto prog=
rammatico" sono ancora pi=F9 enigmatiche per la popolazione, che vede che l=
a sinistra =E8 capace di lottare, ma non di proporre alternative rispetto a=
i partiti padronali. Se la sinistra non partecipa alle elezioni si priva de=
lla possibilit=E0 di valutare quale grado di ricettivit=E0 ottengano i suoi=
messaggi e non riesce a correggere ci=F2 che nella sua propaganda =E8 inco=
mprensibile o inadeguato. Per questo, pur con tutti i suoi limiti, il quadr=
o elettorale contribuisce a facilitare la politicizzazione del popolo pi=F9=
che non la contestazione del meccanismo elettorale.=0D
Tutti questi inconvenienti dell=B4astensione sono stati di fatto ammessi da=
i partiti, che alla fine hanno deciso di girare le spalle alle presidenzial=
i e di presentarsi alle provinciali. Questa incoerenza =E8 incomprensibile =
per la popolazione, che non riesce a distinguere perch=E9 i brogli accettab=
ili in un=B4istanza non lo siano in un=B4altra. Basti ad esempio ricordare =
che nelle elezioni migliori per la sinistra (2001) il broglio consisteva ne=
l non riconoscere i mandati di due deputati eletti e sicuramente questo non=
mise in questione che fosse opportuno presentarsi. Per costruire altre reg=
ole del gioco bisogna prima convincere la maggioranza, che abitualmente par=
tecipa alle elezioni e respinge spaventata l=B4incubo di un ritorno all=B4e=
poca dittatoriale delle "urne ben controllate".=0D
=0D
Astensione strategica=0D
=0D
C=B4=E8 un=B4altra giustificazione dell=B4astensione non basata sulla concr=
eta analisi dell=B4ultima congiuntura elettorale, ma sulla strategia politi=
ca di costruire al di fuori del sistema. Che questa concezione non sia sino=
nimo di comportamento rivoluzionario lo prova la politica del Pcr, i cui in=
variabili appelli a votare scheda bianca coincidono da vent=B4anni con inte=
se con il peronismo e con politiche di alleanza con D=B4Elia contro la sini=
stra piquetera.=0D
L=B4astensionismo di principio si alimenta di vecchie tesi anarchiche fautr=
ici della costruzione di una societ=E0 pi=F9 ugualitaria, tramite lo svilup=
po di organizzazioni separate dallo Stato. Il problema delle assemblee o de=
lle cooperative che si sviluppano secondo questo orientamento =E8 quello de=
lle difficolt=E0 che devono affrontare nel farlo senza alcun contatto con g=
li organismi statuali. Il sogno dell=B4isolamento si infrange tutte le volt=
e che qualche affare impone che si ammetta la realt=E0 onnipresente dello S=
tato.=0D
Questa impostazione tende ad accrescere la distanza che c=B4=E8 tra il gros=
so della popolazione e l=B4avanguardia pi=F9 illuminata. Invece di tendere =
ponti solleva muri, specie allorch=E9 disprezza le convinzioni di milioni d=
i persone. Organizzare ad esempio un corso elettorale per burlarsi della fa=
rsa del 27 aprile ha costituito un gesto sprezzante, sia verso gli elettori=
sia verso l=B4avversario capitalista, che ha preso molto sul serio l=B4ope=
razione di ricostituire la propria dominazione.=0D
C=B4=E8 anche l=B4impressione sbagliata che la "cittadinanza ribelle" passa=
solo per scenari di iniziativa diretta appena modificati dalla "distrazion=
e" elettorale. Qui si dimentica che l=B4esperienza politica popolare passa =
per entrambi i terreni, perch=E9 chi lotta vota anche, e questa partecipazi=
one non inficia, n=E9 per forza di cose indebolisce, la battaglia nelle fab=
briche o i picchetti. Per questo la sfida per la sinistra non sta nel dispr=
ezzare le elezioni come deviazione, ma nell=B4utilizzarle per cercare di ri=
durre la frattura che c=B4=E8 fra la posizione classista e il basso livello=
di coscienza politica prevalente fra molti lavoratori.=0D
Certe correnti che caldeggiano di non votare nessuno conducono una lettura =
sbagliata anche del significato delle assemblee popolari. Tendono a vederle=
come modelli di democrazia diretta, il cui allargamento consentirebbe di s=
uperare i difetti dell=B4attuale sistema rappresentativo. Perci=F2 rivendic=
ano questa forma di contropotere e prescindono dalla partecipazione alle co=
muni elezioni. Questa visione, tuttavia, segna una linea di divisione sbagl=
iata, perch=E9 sotto il capitalismo nessuna delle due modalit=E0 consente d=
i esprimere la sovranit=E0 popolare. Il sistema indiretto comprende tutti i=
meccanismi di filtro di cui ha bisogno la borghesia per distorcere la volo=
nt=E0 popolare, ma le modalit=E0 dirette non consentono di trasformare in r=
ealt=E0 i desideri della maggioranza, perch=E9 il potere =E8 in mano ai cap=
italisti. Inoltre, la democrazia diretta =E8 molto soggetta all=B4andirivie=
ni della partecipazione alle assemblee e non pu=F2 quindi costituire l=B4un=
ico meccanismo di organizzazione di un sistema decisionale basato sulla sov=
ranit=E0 popolare.=0D
Solo nel quadro del superamento del capitalismo e della progressiva scompar=
sa del ruolo repressivo dello Stato la democrazia diretta e indiretta potre=
bbe cominciare ad acquisire un significato genuino e un contenuto reale. Il=
socialismo permetterebbe di porre fine al sistema di separazione tra l=B4i=
namovibile potere economico e le strutture politiche che la dominazione bor=
ghese riproduce continuamente. Tuttavia non c=B4=E8 un salto magico verso q=
uesto futuro, ma una costruzione complessa che comprende l=B4esperienza di =
voto nelle elezioni attuali e lo sperimentare i legislatori della sinistra,=
sia nel loro comportamento di fronte alla lotta, sia nella loro specifica =
pratica, =0D
=0D
Il problema dell=B4unit=E0 (I)=0D
=0D
Le organizzazioni partecipanti alle elezioni sono state d=B4accordo nel val=
utare che Iu ha avuto un risultato accettabile (ha raddoppiato i voti delle=
ultime presidenziali), mentre il Po non =E8 riuscito ad avanzare (=E8 cres=
ciuto del 25%), tutti sono andati in dietro in confronto alle politiche del=
2001 e che la mancanza di un fronte =E8 stata decisiva per il ben magro ri=
sultato.=0D
Le trattative per dare vita al fronte hanno ripetuto la sceneggiata delle c=
onsuete difficolt=E0 che si ripetono ogni due anni. Iu di solito propone l=
=B4accordo con un certo anticipo, il Po lo rilancia quando =E8 vicino il te=
rmine per le presentazioni, e le trattative quindi falliscono nel bel mezzo=
di reciproci rimproveri. Dal momento che questa situazione si ripete da ci=
rca un ventennio, converrebbe ricavarne un=B4ovvia conclusione: l=B4unit=E0=
=E8 necessaria (e per questo si ripropone), ma =E8 impossibile concordarla=
in extremis. Se per esempio si costruisse un rapporto pi=F9 continuativo t=
ra tutte le organizzazioni, si potrebbero discutere i meccanismi di distrib=
uzione degli incarichi (attraverso selezioni preliminari aperte, assemblee,=
conteggio dei voti precedenti, ecc.), che tanto ostacolano la concretizzaz=
ione del fronte. Non c=B4=E8 da vergognarsi n=E9 nascondere il contrasto, v=
isto che esprime una legittima polemica sulla vicenda politica. Quel che d=
=E0 fastidio a molti sostenitori dell=B4unit=E0 non =E8 che esista questa d=
ivergenza, ma che questa si mascheri dietro inesistenti divergenze programm=
atiche.=0D
Per fortuna, in questa occasione, sia i dirigenti di Iu sia quelli del Po h=
anno esplicitamente chiarito, in molti incontri pubblici e dichiarazioni, c=
he non ci sono divergenze politiche. Un ulteriore passo avanti =E8 stato il=
clima di minore belligeranza, rispetto alle elezioni precedenti. In quegli=
scontri, la preoccupazione di sottrarsi voti tra compagni era spesso super=
iore all=B4attenzione prestata per il comune progresso.=0D
Sarebbe un peccato che questi passi avanti si dissipassero alla luce dell=
=B4ultimo risultato elettorale e che si tornasse ad accentuare le differenz=
iazioni. Un arretramento del genere si insinua in certi bilanci del Po, che=
attribuiscono gli esiti migliori di Iu all=B4incomprensione popolari delle=
differenze esistenti tra le due tendenze. Si tratta di una conclusione sba=
gliata, perch=E9 dopo tante presentazioni, gli elettori che simpatizzano pe=
r la sinistra ormai conoscono i candidati e ne hanno ascoltato il messaggio=
.=0D
Se optano per Iu non =E8 per disinformazione o ignoranza, ma per la maggior=
forza di attrazione che ha l=B4esistenza di una coalizione. I membri ricev=
ono maggiore riconoscimento per il profilo unitario che sono riusciti a mos=
trare e che si pu=F2 constatare a partire da un semplice dato: il mantenime=
nto dell=B4accordo tra due parti, indipendentemente dalle importanti diverg=
enze che hanno. Visto che riescono a conservare queste divergenze entro un =
quadro comune, il loro richiamo all=B4unit=E0 =E8 maggiormente credibile. =
=0D
La chiave per ottenere un avanzamento collettivo della sinistra =E8 l=B4avv=
icinamento e non la separazione, per due evidenti motivi. Primo: l=B4unit=
=E0 =E8 uno strumento - per ora insostituibile - per dare battaglia contro=
il grave ostacolo costituito dalla perdurante influenza conservata dal per=
onismo e dalle varianti del radicalismo sulle masse. Secondo: diversamente =
da altri periodi, l=B4assenza del fronte non corrisponde a ragioni programm=
atiche, perlomeno vedendo ci=F2 che ogni tendenza espone ufficialmente nell=
a sua propaganda di massa.=0D
Un recente articolo del Po si muove in senso sbagliato, insinuando che esis=
tano tendenze filoimperialiste in Iu e che questo raggruppamento sarebbe ap=
poggiato da un settore di banchieri. L=B4errore sta sia nell=B4accusa come =
nelle assurde conseguenze. Che senso ha, infatti, rivolgere proposte unitar=
ie a un raggruppamento filoimperialista e legato alla banca? Se la mano di =
Lopez Murphy e di Menem arriva fino a Iu, proporle alleanze elettorali =E8 =
stato un controsenso in passato e non sarebbe giustificato in futuro. Inolt=
re, =E8 ovvio che riflessioni del genere impediscono di creare il quadro fa=
vorevole per un lavoro continuativo.=0D
=0D
Il problema dell=B4unit=E0 (II)=0D
=0D
L=B4unit=E0 lavora in direzione contraria alla costruzione del partito rivo=
luzionario? Anche questo incubo minaccia l=B4allargamento sul piano elettor=
ale degli accordi raggiunti sul terreno politico, sindacale o studentesco. =
Pur balzando agli occhi che non c=B4=E8 alcuna incompatibilit=E0 tra i due =
obiettivi (l=B4unit=E0 =E8 uno strumento di crescita di ogni partito e vice=
versa), l=B4aggregarsi di un fronte argina invece l=B4autoproclamazione.=0D
Le esperienze "frontiste" consentono lo sviluppo delle organizzazioni che v=
i partecipano, ma rendono al tempo stesso evidenti i limiti di ciascuno nel=
lo svilupparsi in modo autoreferenziale. Una costruzione collettiva consent=
e di ridurre l=B4autosufficienza e di valutare i progressi con maggiore rea=
lismo. Serve, ad esempio, ad abbassare i livelli di illusioni sul numero di=
voti raggiungibili da soli (il 15% al massimo di quanto previsto in varie =
occasioni) e forse anche ad evitare sorprendenti scoperte postelettorali ("=
non abbiamo ancora conquistato un=B4identit=E0 in seno alle masse"). L=B4id=
entit=E0 non ce l=B4ha nessun partito di sinistra e per questo il fronte si=
ripropone cos=EC di continuo da tanto tempo.=0D
L=B4unit=E0 contribuisce a prendere coscienza del fatto che la costruzione =
rivoluzionaria =E8 uno scambio reciproco di esperienze e non un processo di=
ascesa fino al riconoscimento di autoproclamati visionari.=0D
Pur rappresentando questa impostazione un=B4apprezzabile fonte di entusiasm=
o, che allevia le difficolt=E0 della militanza, ostacola e blocca la presa =
d=B4atto di alcuni dati ovvi della realt=E0.=0D
Facilitando il convergere delle forze, il fronte unitario pu=F2 contribuire=
ad accrescere la credibilit=E0 popolare della sinistra. L=B4avanzamento no=
n avverr=E0 come premio per la correttezza di analisi e pronostici, ma come=
frutto di conquiste progressive da parte delle masse. Certi compagni sopra=
vvalutano il peso che possono avere talune avvertenze, dimenticando che l=
=B4atteggiamento profetico non suscita grandi risultati. I lavoratori premi=
ano soprattutto la capacit=E0 della sinistra di ottenere conquiste material=
i e ricordano quello che "noi abbiamo detto" solo in rapporto a queste. Poc=
o importa la certezza di una previsione, se non comporta, ad esempio, la ro=
ttura della maledizione dell=B41% in un=B4elezione dopo l=B4altra.=0D
Vale altres=EC la pena di non stare ad aspettare che le masse confluiscano =
nella sinistra come frutto di un processo "inevitabile", giacch=E9 questa a=
lternativa =E8 solo una delle possibilit=E0 e non c=B4=E8 potenza storica c=
he possa compensare la nostra incapacit=E0 di avanzare. Sul terreno elettor=
ale, questo progresso implica l=B4esigenza di mettere lo sviluppo della sin=
istra al passo e in sintonia con il salto in avanti gi=E0 conquistato su al=
tri piani. Il bilancio del 27 aprile deve servire per capire che cosa manca=
e non come occasione di sterili flagellazioni catartiche. Bisogna proceder=
e nell=B4unit=E0 e assumere in modo pi=F9 convinto la definizione dell=B4id=
entit=E0 della sinistra.=0D
Alcuni compagni discutono che convenga sottolineare questa appartenenza, fa=
cendo notare quanto poco prestigio abbia ancora il termine "sinistra". La s=
tessa prevenzione, per=F2, c=B4=E8 per qualsiasi altro termine, con l=B4inc=
onveniente che la parola "sinistra" viene associata chiaramente, nell=B4Arg=
entina di oggi, a una linea di lotta e a una positiva differenziazione dal =
"progressismo". I simboli hanno importanza, ma non bastano. Occorre anche c=
ostruire uno campo di attrazione popolare e di organizzazione aperta che, p=
er esempio, Iu non =E8 finora riuscita a mettere in piedi.=0D
=0D
La fase=0D
=0D
Il 20 dicembre 2001 ha aperto una situazione rivoluzionaria? Dopo il 27 apr=
ile questa fase si =E8 chiusa? E=B4 forse meglio utilizzare il termine di "=
fase prerivoluzionaria" per entrambi i momenti? La prima esplosione =E8 sta=
ta una rivoluzione e la seconda operazione una controrivoluzione?=0D
Nei dibattiti della sinistra si =E8 fatto ricorso, in vari momenti, a ciasc=
uno dei due concetti, senza chiarirne il significato preciso. Il riferiment=
o all=B4idea leninista di una fase segnata da "acute crisi in alto e irruzi=
oni storiche in basso" non sembra sufficiente a chiarire la natura di una f=
ase caratterizzata, in primo luogo, dallo sgretolamento dello Stato e dal c=
ollasso di un regime politico per l=B4impatto di una rivolta popolare e con=
traddistinta, poi, dalla parziale ricostituzione dei meccanismi di dominio =
capitalistico.=0D
In compenso, quel che risulta indiscutibile =E8 che nessuno scossone del co=
ntesto politico baster=E0 a creare uno sbocco favorevole al popolo, se nel =
corso del medesimo processo non maturano i protagonisti soggettivi della tr=
asformazione sociale. Per il momento, persiste uno scarto netto tra la port=
ata della catastrofe economico-sociale e il sottosviluppo della sinistra. F=
inch=E9 questo scarto perdura, la crisi pu=F2 raggiungere una situazione pr=
erivoluzionaria, rivoluzionaria o ultrarivoluzionaria senza mai sboccare in=
un processo socialista. Per questo =E8 cos=EC importante registrare le nos=
tre debolezza e i nostri errori.=0D
Superare queste difficolt=E0 non sar=E0 frutto spontaneo del disastro econo=
mico, della disgregazione del sistema politico o dell=B4intensificarsi dell=
o scontro sociale. La storia argentina =E8 zeppa di grandi contraccolpi del=
genere su tutti e tre questi piani. Ma n=E9 l=B4iperinflazione, n=E9 la gu=
erra delle Malvine, n=E9 le sollevazioni degli operai e dei piqueteros hann=
o dato luogo al nascere di un massiccio polo di sinistra. La rivolta inizia=
ta nel 2001 ha creato una nuova occasione per risolvere la grande contraddi=
zione argentina e avanzare nella creazione di un=B4alternativa socialista. =
Poich=E9 tuttavia questa scelta non cadr=E0 dal cielo, n=E9 sar=E0 frutto d=
i un semplice sforzo volontaristico, dobbiamo capire in che cosa siamo care=
nti.=0D
La crescita della sinistra esige inoltre che si precisi la nostra visione d=
el potere. Porre l=B4accento sulla necessit=E0 di conquistarlo =E8 vitale, =
perch=E9 la lotta =E8 una ricerca di soluzioni che richiedono l=B4avvento a=
l governo, la trasformazione del regime e il cambiamento della natura socia=
le dello Stato. Per questo tutti i messaggi lirici che auspicano di "cambia=
re il mondo senza prendere il potere" non spiegano come si possa modificare=
in concreto la realt=E0 prescindendo dal principale strumento politico di =
questa stessa trasformazione. Per aumentare i salari, percepire imposte pro=
porzionali al reddito, frenare l=B4emorragia del debito o ottenere la confi=
sca dei banchieri, =E8 necessario conquistare il potere popolare e avanzare=
verso l=B4obiettivo di un governo dei lavoratori.=0D
Eludendo questi obiettivi, costruire la sinistra perde senso. Ma incorrere =
nell=B4errore opposto di parlare allegramente del potere senza avere la pos=
sibilit=E0 di conquistarlo non =E8 meno dannoso. Molte volte si afferma che=
"si pone il problema del potere" o che "si delinea un=B4alternativa di pot=
ere", senza rendersi conto del lungo cammino che va fatto per trasformare i=
desideri in realt=E0. Finch=E9 la sinistra non avr=E0 maggiore influenza e=
credibilit=E0 popolari, queste definizioni rimarranno semplici slogan da d=
iffondere con cautela, perch=E9 le parole vanno sempre adeguate ai fatti e =
i messaggi alla loro fattibilit=E0, altrimenti la prolungata lontananza con=
creta del potere si concluder=E0 paradossalmente nel consolidamento delle i=
llusioni nella sua imminente vicinanza.=0D
=0D
Scenari=0D
=0D
Esistono due scenari possibili per la prossima fase: il nuovo governo assic=
ura la ricomposizione dello Stato avviata da Duhalde, cavalca la ripresa e =
indebolisce la resistenza popolare, oppure prevale il quadro opposto e il n=
uovo presidente affoga nel pantano economico, sotto il duplice peso della f=
rammentazione della classe dominante e della resistenza sociale. In entramb=
e le alternative, la sinistra ha un ampio margine per avanzare, ma nel prim=
o scenario di collasso l=B4appello originario della rivolta ("que se vayan =
todos") potrebbe riemergere, aprendo anche la possibilit=E0 di una pi=F9 co=
ncreta formulazione dell=B4obiettivo della convocazione dell=B4Assemblea Co=
stituente.=0D
Importante =E8 tenere fermo che anche in questo caso le difficolt=E0 che la=
sinistra conosce non spariranno d=B4incanto. Se, ad esempio, lo scorso 27 =
aprile si fossero svolte elezioni non del presidente, ma di membri di una C=
ostituente, la rappresentanza della sinistra non sarebbe stata maggioritari=
a neanche in questo caso. Tenere presente questo problema =E8 vitale per ca=
pire che non c=B4=E8 parola d=B4ordine che possa sostituire il lavoro di co=
struzione unitaria. Le prossime elezioni provinciali (specie a Buenos Aires=
e nella Capitale Federale) offrono un canale per correggere i problemi del=
la recente tornata. Nelle prossime scadenze elettorali il ricatto del "voto=
utile" avr=E0 meno peso e il contesto potrebbe essere di nuovo favorevole =
per la sinistra.=0D
Un grande passo in avanti nella costruzione di un polo unitario si =E8 conc=
retizzato nella celebrazione del 1=B0 Maggio. Per la prima volta dopo tanto=
tempo questa cerimonia ha raccolto tutte le varianti della sinistra in una=
giornata di mobilitazione e di notevole convergenza su tre parole d=B4ordi=
ne: Fuori l=B4imperialismo dall=B4Iraq! N=E9 Menem, n=E9 Kirchner! La Brukm=
an appartiene ai lavoratori! Questa convergenza indica come procedere in un=
progetto comune. I giovani ,i lavoratori e i disoccupati si avvicinano ogg=
i alla sinistra con una carica di entusiasmo che rinnova la nostra esperien=
za. Quanti di noi hanno gi=E0 accumulato una certa esperienza in questa cos=
truzione debbono guardare in faccia gli ostacoli per riconsiderare gli erro=
ri e per inaugurare un corso vittorioso. (6 maggio 2003)=0D
claudiok@???=0D
www.netforsys.com/claudiokatz.=0D
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Traduzione di Titti Pierini.=0D



La redazione di Bandiera Rossa News
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