[Epicentro-solidale] Incontro 1° giugno 2012 - Resoconto

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Author: sofista@virgilio.it
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To: claudio.quinzi, iezziriccardo, francesimu, ela.e, vedran.smi, fetty2, john36, jops
CC: epicentro-solidale
Subject: [Epicentro-solidale] Incontro 1° giugno 2012 - Resoconto
Ovviamente, come disse il papa: "se sbajo mi ko riggerete".


Primo incontro in vista di possibili azioni dirette all'intervento nelle zone del sisma emiliano
All'ordine del giorno:
PRESENTAZIONI;
STATO dei CONTATTI con compagn(i)(e)/realtà all'interno nel CRATERE;
PROGETTI E IDEE per la MOBILITAZIONE DIRETTA.

Dopo il sisma del 2009, individualità e realtà presenti in località anche non direttamente colpite dai danni del sisma e degli apparati di sistema, si sono aggregate per collaborare in modo antigerarchico e diretto, al fine di prestare aiuto e costituendo punti di riferimento materiale, informativo e sociale dapprima nelle città abruzzesi militarizzate dalla Protezione Civile; oltre, nello spazio informativo politico della rete, con scambi solidali e concrete iniziative fuori del cratere.

Quella esperienza si denominò Epicentro Solidale.

Nei giorni successivi al 20 maggio 2012, dopo le scosse nella regione emiliana, uno scambio di battute occorso via email, in-sorto fra alcuni ancora iscritti alla relativa lista, ha condotto all'incontro del 1° giugno 2012, presso il Modo di Via Mascarella, in Bologna.

Presenti compagni del Berneri, della ciclofficina AmpioRaggio, singole, singoli e angoli interessati all'azione diretta. E un eccesso di sottofondo musicale.

La sensazione non esplicitata, ma comune, sembra essere esattamente la volontà di NON creare alcun nuovo coordinamento delle potenzialmente numerose realtà presenti nel territorio del cratere e nella città di Bologna.

COSA SI SA E SI FA A BOLOGNA: alcuni hanno riferito dell'avviato rifornimento di beni da parte del CRASH, a sua volta operativo a supporto del Guernica di Modena; di altri contatti con compagni liberamente diffusi nel ferrarese e nel modenese.

COSA SI FA NEL CRATERE: Ad oggi, specificatamente, la Libera Officina di Modena è un punto d'appoggio operativo in cui i compagni dell'USI di Modena, già attivi, sono in via di organizzazione. Parallelamente, l'USI di Parma è in contatto con l'USI di Modena. L'USI di Reggio ha contatti con le comunità di ROM e SINTI.

Il fatto che realtà locali del cratere siano presenti fin da questa fase emergenziale è tanto più importante per non pensare da parte nostra (dei bolognesi) ad alcun intervento "pesante", logistico o ideale, in sostituzione alla desiderabile "insorgenza" di coordinamenti locali. I compagni del Berneri hanno detto giustamente che le distanze ridotte permetterebbero spostamenti rapidi e interventi leggeri, sempre in sostegno di chi già si muove da Bologna e da luoghi come Reggio e Modena. Chi opera là sarà capace di creare precisi punti di riferimento, primo fra tutti un MAGAZZINO, di cose utili alle persone, che non sarebbe solamente un sito di stoccaggio, ma un'occasione di incontro da subito fra soggetti attivi e luogo di pratica socialmente viva. Il centro della striscia-cratere Ë grosso modo Finale Emilia, in una lunghezza di forse 80 Km da Modena a est, fino a Ferrara a ovest, con incursioni anche nel Reggiano. I primi comuni con danni sono a circa 20 Km a nord di Bologna.

PRIMI CAMPI: Claudio fin dal 29 maggio, è andato fisicamente con i crashini in appogio al Guernica, che sta già attrezzando PRESSO MIRANDOLA un CAMPO con CUCINA, la prima presenza potenzialmente stabile sul territorio. Chi, dall'esperienza concreta de l'Aquila, ha descritto le condizioni repressive, militarizzate e tecnofasciste del sistema messe in opera dalla Protezione Civile, rileva come i primi campi attrezzati in questi giorni, inferiori in numero e capienza rispetto agli analoghi del 2009, siano nuovamente proibiti all'accesso ad esterni non accreditati; piegati al potere assoluto della PC e all'assoggettamento di persone e comunicazioni ad una sola logica concentrazionaria. Immaginiamo che tipo di dipositivo accoglierà noi se e quando arriveremo da fuori.

REAZIONI DELLA POPOLAZIONE/AUTONOMIA: Come espressione da subito contrapposta ad una situazione di asfissia organizzativa, la popolazione sceglie però di autogestirsi e sorgono numerosi e piccoli accampamenti liberi, fuori dalle gabbie della Protezione Civile. Gli abitanti non vogliono allontanarsi dalle case distrutte. Sembrano diffidare degli interventi istituzionali. A questo contribuisce la bassa densità di numeri diffusi sul territorio, e comunque ridotti rispetto a quelli dell'Aquila, che da subito vide determinati pochi siti ipercontrollati per 70000 persone tenute in condizioni di stato d'eccezione (tale che Agamben ci scrive un'enciclopedia).

COSA PUO' CHI VIENE DA FUORI: In questi giorni, nell'incipiente emergenza, molti compagni hanno chiesto al Guernica se fosse necessario recarsi subito sul posto. Pur nel differimento delle presenze cui i compagni invitano, dall'Aquila un furgone del 3e32 (realtà a tratti convergente con Epicentro Solidale per genesi, tempi e obiettivi) partirà il 2 giugno già carico di materiale. Pare che il Guernica abbia comunque contatti con la Croce Blu.

OBIETTIVI/PROGETTI: Claudio ha detto della necessità di spingere per la creazione del MAGAZZINO gestito dai locali, col nostro pressocchè invisibile supporto. Le capacit‡ di altri della ciclofficina AmpioRaggio permetterebbero di portare BICICLETTE sui luoghi del disastro o di riparare in loco i mezzi esistenti per permettere mobilità alla gente, a volte difficile su strade non più percorribili in auto; successivamente si penserebbe ad un laboratorio associabile al magazzino, per la riparazione delle bici, o a ciclofficine itineranti. Ovviamente un MEDIACENTER con BIBLIOTECA annessa è altro elemento che alcuni vedono come importante per la conoscenza, la vita, l'azione politica delle persone che hanno perso troppo in questi giorni e che sono solamente corpi da gestire per un sistema di controllo già sperimentato e ancora all'opera.

LA MAPPATURA dei campi autonomi sorti, e che sorgeranno, dei bisogni delle persone, delle diversità nelle possibilità di movimento e nelle cautele antirepressive è lavoro realizzabile solo con la permanenza sul posto. L'intervento di una voce dell'Occupy Bolognina ci ha permesso di chiarire la nostra volont‡ di NON creare alcun coordinamento anche solo vagamente egemonico nelle intenzioni bolognesi. Ma la situazione di cui è stata fatta menzione, quella di alcune famiglie di Via Libia a Bologna, sfollate da case in condizioni critiche, non va dimenticata.

LOGISTICA A BOLOGNA: I compagni del Berneri hanno concentrato giustamente l'attenzione sulla necessità operativa di modulare le disponibilità dei centri eventuali di raccolta: la turnazione, la scaletta, dei tempi con cui sar‡ possibile raccogliere il materiale, che in questa fase il CRASH accentra per il trasporto definitivo. Con tutte le migliori velleit‡ antispeciste, pare che i magazzini del BERNERI e dell'Xm24 dovranno combattere contro entit‡ ctonie, terrestri ed aeree, per la difesa, eventuale, di raro cibo: parliamo di topi, cani, piccioni.

DEGLI STRUMENTI: Emersi dalla lista di Epicentro Solidale, ci chiediamo se sia necessario un nuovo luogo di comunicazione. ES, e la sua mailing list, che sono stati contenitori di realtà fra le più diverse, e che continua ad essere letto da molti in molti luoghi, potrebbe essere mantenuto. Di certo si crede fondamentale ora allargare la platea degli interessati, mai solamente delegando al mezzo informatico lo scambio di desideri e volontà; vogliamo vederci e parlare. COMUNICARE QUANTO PIU' riusciamo in maniera inclusiva, con semplicità e precisione, le necessità che vedremo fra pochi giorni. Questa è una cosa che possiamo fare per Bologna e per qualcuno che riusciremo ad aiutare.

Alla fine il rito di raccolta nomi-email-telefoni prelude a future comunicazioni che, a brevissimo, forse sabato o domenica ci renderanno più chiaro il quadro dei luoghi e delle persone offesi più dalla tracotanza del capitale assassino e dall'idiozia del potere che dall'evoluzione geologica del Pianeta.

A breve.