[lowCoast] I: [FORUM BC PUGLIA] Riepilogo ridotto di forum-…

Delete this message

Reply to this message
Author: tiziana8025@libero.it
Date:  
To: indipendentiprecari@googlegroups.com, lowcoast lowcoast, reteantirazzistabari reteantirazzistabari
Subject: [lowCoast] I: [FORUM BC PUGLIA] Riepilogo ridotto di forum-bcpuglia@googlegroups.com - 1 messaggio in 1 argomento




----Messaggio originale----
Da: forum-bcpuglia@???
Data: 06/11/2011 1.06
A: "Destinatari sintesi ridotta"<forum-bcpuglia@???>
Ogg: [FORUM BC PUGLIA] Riepilogo ridotto di forum-bcpuglia@??? - 1 messaggio in 1 argomento


Riepilogo argomento del giorno

Gruppo: http://groups.google.com/group/forum-bcpuglia/topics

[RDT F.Nisticò] No Tav. Vinto ricorso contro foglio di via [1 aggiornamento]
[RDT F.Nisticò] No Tav. Vinto ricorso contro foglio di via

Capitanata No Inc <noinceneritorecerignola@???> Nov 05 09:41PM +0100

---------- Forwarded message ----------
From: orestes <oreste72@???>
Date: 2011/11/5
Subject: [RDT F.Nisticò] No Tav. Vinto ricorso contro foglio di via
To: forumcalabria@??? ...altro

Giovedì 3 novembre il Tar del Piemonte ha esaminato il ricorso presentato
da una No Tav di Torino, Maria Teresa, cui era stato proibito di andare
per un anno nei comuni di Avigliana, Chiomonte, Gravere, Giaglione, Susa,
Exilles.
L’avvocato di Maria Teresa, Roberto Lamacchia, ci ha informato che foglio
di via è stato annullato.
In questi cinque mesi di resistenza No Tav sono stati decine e decine i
fogli di via inflitti a piene mani dalla questura torinese.
L’auspicio è che la decisione del TAR induca a maggior prudenza i
responsabili della questura, probabilmente convinti che i 700 euro
necessari per questo tipo di ricorsi facessero desistere tanti dal farlo.
Anche il timore che i tempi lunghi del tribunale amministrativo rendessero
inutili i ricorsi si è rivelato del tutto infondato.
Il foglio di via è una condanna extragiudiziale: chi vi è sottoposto è
privato della libertà di circolare liberamente sulla base di una decisione
presa direttamente dalla polizia. Eredità mai cancellata della dittatura
fascista.

Sottovalutare questi fogli, ritenerli semplici pezzi di carta senza
valore, è un errore: se si minimizza sulle limitazioni della libertà ci si
ritrova presto a fare i conti con altri, più gravi, soprusi.
In questi mesi la procura torinese ha inviato centinaia di denunce ai No
Tav per le iniziative di resistenza alle trivelle e per la baita Clarea.
Numerosi No Tav sono stati arrestati e privati della libertà: alcuni
devono sottostare a restrizioni sin dal 3 luglio.
Non si contano più gli episodi di intimidazione e i fermi immotivati con
perquisizioni personali e sequestro di oggetti che nessuna legge vieta.

A tre mesi dal cacerolazo davanti all’hotel Ninfa di Avigliana, dove erano
ospitati alcuni poliziotti impegnati nella sorveglianza del fortino della
Maddalena, finalmente Maria Teresa potrà andare nel luoghi della
resistenza No Tav, senza rischiare di essere fermata e denunciata. Una
boccata d'aria.

Vale la pensa ricordare la giornata del 3 agosto ad Avigliana.
Di seguito la cronaca che facemmo girare nei giorni successivi.

Pentole, denunce e fogli di via
Mercoledì 3 agosto, Avigliana. Intorno alle 9 del mattino una settantina
di No Tav si ritrovano all'hotel Ninfa, uno degli alberghi che hanno
accettato di ospitare le truppe di occupazione asserragliate alla
Maddalena di Chiomonte nel fortino costruito dai collaborazionisti
dell'Italcoge. Un appalto che non ha portato fortuna alla ditta di
Lazzaro, che proprio il giorno precedente era stata dichiarata fallita.
I No Tav sono armati di tutto punto: pentole, coperchi, fischietti,
vuvuzuelas, megafonino e striscione con la scritta via le truppe di
occupazione!
Si piazzano davanti all'ingresso e cominciano a fischiare e battere. Un
classico cacerolazo.
Dalle finestre si affacciano alcuni poliziotti e cominciano a scattare
foto. I No Tav fanno un giro intorno all'albergo, continuando a battere e
a scandire slogan giù le mani dalla Val Susa!
Il concerto continua per circa un ora con una breve interruzione per far
passare una famiglia con una ragazza gravemente disabile. Poi si va.
Mentre i No Tav si allontano i poliziotti dell'albergo, veri cuori di
leone, si precipitano giù brandendo macchine fotografiche, alcuni si
gettano addirittura sulla statale provocando scompiglio tra le auto di
passaggio. Nel frattempo arrivano i rinforzi. Anche loro armati di tutto
punto: manganello, pistola, manette e libretto delle contravvenzioni. 16
No Tav, gli ultimi a salire in auto, vengono intercettati e fermati dalle
forze del disordine statale. Un operazione in grande stile.
Per oltre due ore si consuma il primo atto della vendetta: una pioggia di
contravvenzioni si abbatte sugli autisti: dalle cinture non ancora
allacciate di chi era appena salito sulla propria vettura al fanalino
rotto.
Poi scatta la seconda fase. Tutti sono caricati sui cellulari e portati in
corso Tirreno a Torino per l'identificazione.
Sui giornali on line compare la versione addomesticata della Questura,
subito fatta propria dai giornalisti di turno a Stampa e Repubblica: si
parla di irruzione nella hall dell'albergo, di dipendenti intimoriti e
minacciati. Pura fantascienza: peccato che non compaia su una
pubblicazione specializzata ma su quotidiani di informazione.
I 16 pericolosi battipentole vengono trattenuti dalla polizia per l'intera
giornata. Un presidio solidale si raduna in corso Tirreno dove viene
esposto uno striscione No Tav Liberi tutti!
A gruppi i No Tav vengono trasferiti nella sede centrale della questura
torinese, in via Grattoni. Lì li perquisiscono, schedano con foto
segnaletiche e rilevazione delle impronte. Tutto l'apparato della questura
torinese contro chi ha osato disturbare i sonni dei poliziotti.
Nel tardo pomeriggio scatta la terza fase. Perquisizioni domiciliari per
cercare armi nelle case di tre dei fermati, due attivisti di Collegno e
una No Tav di Pinerolo. Al nostro compagno Aldo hanno anche perquisito
l'auto.
In tutte e tre le case sono state trovate le armi usate in mattinata dai
No Tav: pare che tutti avessero un robusto arsenale di pentole, mestoli e
coperchi.
In serata il presidio solidale si sposta in via Grattoni.
Uno ad uno i No Tav vengono rilasciati.
Per tutti è scattata la fase quattro della vendetta: escono brandendo i
fogli con una denuncia per violenza aggravata in concorso.
Ciliegina sulla torta una pioggia di fogli di via. Per tre francesi
l'espulsione dall'Italia, per gli altri, tranne uno, il divieto ad andare
nei comuni di Avigliana, Susa, Gravere, Chiomonte, Giaglione, Exilles.
Siccome le denunce non bastano a tenere lontani dalla lotta i No Tav, la
questura torinese ricorre ai vecchi strumenti della polizia fascista, che
quella democratica si è ben guardata dal cancellare. È sufficiente che
un poliziotto dica che sei pericoloso e metta una firma. In via
extragiudiziale sei condannato: ti viene impedito di manifestare il tuo
pensiero e di opporti al supertreno.
Nel pomeriggio anche a tre No Tav fermati nella zona della baita Clarea
vengono appioppati alcuni fogli di via.

Una No Tav torinese, Maria Teresa, uscendo dalla questura ci comunica la
sua indignazione per le umiliazioni subite: perquisizioni, impronte e foto
segnaletiche. La abbracciamo forte forte. Nel pomeriggio avrebbe dovuto
occuparsi del nipotino, ma non ha potuto. Ci piace pensare che da grande
il bambino sarà orgoglioso di sua nonna.
Se il domani sarà meno oscuro dell'oggi che siamo forzati a vivere, sarà
grazie alla lotta di tanti uomini e donne, giovani, meno giovani ed
anziani che sanno che la libertà non si mendica ma si prende. E sono
disposti a pagare il prezzo.

Per info:
No Tav Autogestione - Torino
notavautogesti...@yahoo.it


Hai ricevuto questo messaggio perché sei iscritto al gruppo Google forum-bcpuglia.
Puoi inviare post tramite email.
Per annullare l'iscrizione a questo gruppo, invia un messaggio vuoto.
Per ulteriori opzioni, visita questo gruppo.


--
Mailing list del Forum Energia&amp;Territorio Beni Comuni - Puglia.

Per cancellarsi o per gestire la propria iscrizione:
http://groups.google.com/group/forum-bcpuglia/