[BAZ.letter] Partigiani e partigiane d’oggi a bordo della fl…

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Author: BAZ
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Subject: [BAZ.letter] Partigiani e partigiane d’oggi a bordo della flotta della solidarietà

Partigiani e partigiane d’oggi, a bordo della flotta della solidarietà e
della libertà globale


Dopo il micidiale attacco delle teste di cuoio israeliane contro la
Freedom Flotilla mezzo mondo è sceso veloce nelle piazze e nelle strade,
occupandole con cortei, presidi, azioni dirette ha costruito una zona
altra globale, ha costruito spazi e tempi di parte, schierati dalla parte
giusta, dalla parte degli uomini e delle donne di Gaza costretti a vivere
da anni sotto un ingiusto embargo e con alle spalle il peso della
terribile operazione di guerra piombo fuso dello scorso anno.

Zone partigiane costruite con la stessa passione e con la stessa
convinzione che ha mosso e sta muovendo tutti e tutte i nostri amici e
amiche che hanno lasciato il proprio lavoro, la propria casa per diventare
i volontari globali a bordo della flotta della libertà. Ne siamo certi
perchè conosciamo bene chi era a bordo di quelle navi, chi le ha allestite
e chi si appresta a salpare ancora per rompere l'embargo, ci conosciamo da
una vita nei cortei, nelle manifestazioni, nei contro-vertici e nella
costruzione di alternativa radicale sia questa l'apertura di un centro
sociale o di un poliambulatorio in qualche territorio del sud del mondo.

Con loro abbiamo coraggiosamente levato il pugno verso il cielo in tutte
le occasioni in cui la regola o l'eccezione del potere si è realizzata
nell'ingiustizia sociale e nella violenza più brutale, e come loro sudiamo
mentre costruiamo una palestra popolare autogestita o una scuola in zone
di guerra, o mentre corriamo per portare lo striscione fin li dove la
nostra passione e consapevolezza ci dice che sia giusto, fosse anche in
faccia ad Obama in persona.

Anche Bologna ha costruito la sua zona partigiana riempendo in poche ore
fin da lunedì il centro della città con striscioni, volantini, slogan e
interventi al megafono in una grande comunicazione di rabbia e
indignazione, ma anche di speranza: Palestina libera, palestina rossa!
Abbiamo gridato in migliaia. Siamo quei migliaia di partigiani e
partigiane talmente realisti che puntano all'impossibile, che vogliono qui
ed ora le terre della palestina libere dall'embargo, libere da eserciti di
occupazione e libere di autodeterminare il proprio presente e il proprio
futuro, che sognano una palestina rossa quanto le fabbriche autogestite
d'argentina, quanto i campi occupati dai contadini brasiliani, quanto
quella stella rossa che brilla nelle terre indigene del chiapas. Questa è
la nostra libertà, questo il colore rosso della nostra passione!

Il 2 giugno sempre dalla parte giusta e con al fianco parte della comunità
araba della città abbiamo costruito un nuovo presidio sociale: voi flotta
di morte! noi flotta della solidarietà globale! In centinaia siamo
arrivati al margine della parata delle forze armate opponendo una nuova
zona partigiana che ha avuto il coraggio di gridare intifada fino alla
vittoria anche li dove si celebrava chi è pagato e armato per portare
lutti e morti in giro per il mondo proprio come i colleghi in divisa dello
stato sionista d'israele. Abbiamo urlato intifada globale, perchè gli
amici arabi ci hanno spiegato che quella parola nel dizionario dei
movimenti globali ormai si traduce in italiano con la parola: libertà. Ce
lo hanno spiegato nelle scuole di italiano per stranieri dove molti di noi
lavorano, nelle occupazioni di casa, e anche in palestina dove come
volontari abbiamo contribuito e continueremo a costruire alternativa.

La Bologna della dignità, dell'indignazione, della speranza e della
solidarietà ha costruito la sua flotta e ha fatto salpare il No dei
movimenti globali verso lo stato sionista d'israele, con quella parola
semplice mezzo mondo da carburante alle navi coraggiose in rotta oggi per
rompere l'embargo a Gaza. Nuove parole di tutte le lingue del mondo
narrano questo viaggio, e nuovi dizionari traducono dal basso qui ed ora
la nostra storia. Ma per imparare queste nuove lingue ci vuole coraggio e
consapevolezza, coraggio nel togliersi di dosso i limiti e le
contraddizioni dei cicli di movimento trascorsi in questi ultimi anni,
consapevoli che ormai un decennio conta quanto un secolo e che le rotte e
le direzioni tracciate dai forum sociali di ieri e dai movimenti nowar
ormai sono mappe per musei.

Per prendere la direzione giusta oggi dobbiamo essere realisti,
profondamente realisti e volere ostinati come fossimo piqueteros
argentini, operai greci, o indigeni d'america una palestina libera, la
palestina rossa!

Il Lab Crash! saluta i centri sociali, le associazioni, i collettivi, i
gruppi e tutti coloro che in questa maledetta italia in tempi di crisi
hanno la forza e la determinazione per dire no e costruire opposizione e
alternativa alle guerre, all'embrago di Gaza e a questo governo amico
delle peggiori bande di criminali globali! E con la brezza fresca sulla
fronte che spira sul ponte della nave Rachel Corrie pronta a sfidare
l'embargo dello stato sionista di israele, lo ripetiamo fino a perdere la
voce: L'intifada della solidarietà globale vincerà! La lucha sigue!

Laboratorio Crash!

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