[Precarity-zine] Fwd:da Cinisi: documento finale /l Forum so…

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Author: v.miliucci
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To: ENconfcobas, ondarossa, precarity-zine
Subject: [Precarity-zine] Fwd:da Cinisi: documento finale /l Forum sociale antimafia
Documento finale del Forum 2010 letto da Giovanni Impastato dal balcone di casa Badalamenti(ora in gestione a "Casa Memoria")





Do' lettura del documento finale preparato dai partecipanti ai diversi Forum sociale antimafia che si sono tenuti in questi giorni.



Cari compagni e care compagne, grazie a tutti voi che siete qui e che in queste giornate avete riempito insieme a noi le strade di questo paese.



Questa casa che per qurant'anni ha rappresentato un luogo di dominio della cultura e del potere mafiosi oggi diventa un'occasione di Liberazione.



Questo 9 maggio, a 65 anni dalla Liberazione, rappresenta per noi il 25 aprile della resistenza antimafia.



Alcuni anni fa, mia madre ha ricevuto il titolo di partigiana antimafia, oggi tutti noi siamo e diventiamo, come lei, partigiani di una nuova Resistenza.



Trentadue anni dopo la morte di Peppino, nelle giornate di questo Forum Sociale Antimafia, abbiamo provato a costruire insieme, dal basso, nuovi e più radicati momenti di riflessione, per individuare le modalità con cui continuare un percorso di resistenza, di lotta e di ribellione contro la mafia.



In questi nove anni ci siamo sforzati in tutti i modi di costruire percorsi di aggregazione politica e di lotta, mettendo in rete tutte quelle realtà che nei territori, dal basso, hanno condotto e conducono delle battaglie radicali e diffuse contro le devastazioni ambientali, la precarizzazione del mondo del lavoro ed i licenziamenti indiscriminati, il riemergere di feroci razzismi e lo sfruttamento brutale del lavoro migrante, le politiche energetiche e la gestione criminale delle emergenze ambientali, il controllo spietato dell'attività informativa, le logiche di esclusione sociale, l'avanzata dei neofascismi e le nuove forme di organizzazione della mafia.



Per questo Forum abbiamo pensato di dare ancora una volta la parola a tutte le realtà che in questo momento resistono nei territori. Proprio per questo, in questi quattro giorni i forum tematici sono stati la voce di tutte queste realtà che insieme al Forum hanno costruito un progetto politico che vuole raccogliere l'eredità della militanza politica e culturale di Peppino. Quest'eredità va per tutti noi al di là di ogni revisione "buona per tutte le occasioni", e non si ferma a tutto quello che rappresenta oggi ma vuole e deve andare oltre.



In questi anni, infatti, tutte le realtà presenti, dalle più grandi alle più piccole, hanno avuto voce ed hanno trovato un'occasione d'incontro unica in Italia.



Non ce ne vogliano coloro che pensavano di fare di questa grande manifestazione antimafia una passerella - e li ringraziamo comunque per essere ugualmente presenti - ma questo Forum, ormai da 9 anni, ed oggi più che mai, è un Forum partigiano, autorganizzato e costruito da tutte le realtà che attivamente vi prendono parte.



Vogliamo quindi ringraziare tutti coloro che hanno preso parte a queste concitate giornate; tutti coloro che hanno animato le discussioni ed i dibattiti, tutti gli artisti che si sono esibiti e si esibiranno gratuitamente sul palco e quanti hanno riempito la piazza di Cinisi per animare queste serate; tutti quelli che hanno contribuito, con il loro impegno, all'organizzazione ed alla gestione di ogni singolo aspetto di questi lunghi giorni. Ringraziamo tutti i precari, i lavoratori, gli operai, i cassintegrati ed i licenziati, i migranti, gli studenti, le associazioni, gli spazi sociali, i collettivi, i movimenti, i comitati, le realtà sindacali e tutte quante le realtà politiche che sono state qui con noi, raggiungendoci dalle regioni più diverse dell'Italia; ringraziamo sinceramente e sentitamente tutti quelli che sono intervenuti ed hanno consentito di arricchire le nostre analisi e la reciproca conoscenza, l'elaborazione politica e la creazione di una rete diffusa.



L'esperienza di questo Forum, nato nel 2002 sulla scia degli eventi di Genova, sull'esempio di Peppino prosegue un percorso rivoluzionario verso una nuova resistenza, raccogliendo l'eredità di chi fin dal 1978 ha lottato per ottenere verità e giustizia sull'omicidio di Peppino. La vittoria di oggi sarebbe stata impossibile senza il grande impegno della famiglia, dei compagni e del centro Impastato.



Ripartiamo da questa casa con nuove e più forti responsabilità: fare di un luogo simbolo della mafia un laboratorio di liberazione e di lotta.



Oggi più che mai, contro mafia e fascismo, Resistenza.



Concludo con una mia considerazione personale:



Siamo molto contenti perché è stato scelto per l'affidamento della casa un giorno simbolicamente molto importante per tutti coloro che lottano contro la mafia e di questo vogliamo ringraziare tutti coloro che si sono impegnati in questa direzione.



Oggi è una giornata di festa non solo per Casa Memoria, i familiari e i compagni di Peppino, i movimenti e le associazioni che in questi anni si sono impegnate contro la mafia, trovando in Peppino e nella sua storia un punto di riferimento importante, ma anche per tutta la città, che proprio nella confisca di questa casa e nella sua trasformazione in centro di promozione culturale e sociale potrà trovare occasione di rilancio e riscatto.



L'affidamento alla nostra Associazione dell'immobile confiscato assume rilevanza non solo locale, ma anche nazionale e internazionale perché la storia e la figura di Peppino hanno oggi una valenza che va oltre i confini del nostro piccolo paese.



Dopo la sentenza di condanna di Gaetano Badalamenti, la destinazione oggi di un bene mafioso al servizio della comunità, rappresenta un altro esempio della vittoria della giustizia e della legalità sulla violenza mafiosa. Un esempio importante per i tantissimi giovani che in questi anni hanno frequentato Casa Memoria e che sono stati i grandi protagonisti di questa grande vittoria.



Il progetto che abbiamo presentato come associazione prevede di trasformare l'immobile in centro culturale anche attraverso la realizzazione di una biblioteca pubblica e in questa casa, che gestiremo in collaborazione con il comune, saranno anche individuati degli spazi per lo svolgimento di attività come quelle che caratterizzarono il "Circolo Musica e Cultura" negli anni 1976 e 1977.

Si potranno attivare importanti sinergie con l'amministrazione comunale realizzando un punto di accoglienza più grande per i numerosi visitatori che, nel corso dell'anno arrivano a Casa Memoria e che spesso non trovano spazio nei piccoli locali dell'immobile.



Questa giornata di festa, la grandissima partecipazione a questa bellissima manifestazione, insieme ai tantissimi messaggi di auguri e di solidarietà arrivati in queste ore, ci danno lo slancio e la forza per affrontare la gestione di questa casa.



6 maggio - report del FORUM SUGLI SPAZI SOCIALI













Questo primo forum ha avuto come argomento di discussione il rapporto complesso ed articolato tra gli spazi sociali ed il territorio. Per fare ciò si è provato a mettere in rete due realtà siciliane, due centri sociali che proprio nei mesi scorsi sono stati sgomberati dopo anni di lavoro politico e culturale nei rispettivi territori: il palermitano LABORATORIO ZETA ed il catanese EXPERIA. Perché la riflessione potesse poi arricchirsi e raggiungere una prospettiva politica più ampia e profonda, è stato proiettato un documentario autoprodotto sull'evoluzione della LEGA NORD e sono intervenuti i due autori, Anna e Luigi, entrambi studenti nella città di Bologna.



L'intervento introduttivo di Nino, in un primo momento, ha sintetizzato l'esperienza del Laboratorio Zeta; un'esperienza ormai decennale che nel bene o nel male è stata segnata dallo sgombero degli ultimi mesi. Questo sgombero voleva essere la risposta violenta delle autorità ad un percorso fatto di aggregazione politica e sociale, di controcultura e di ospitalità nei confronti di rifugiati politici provenienti da vari paesi. Le motivazioni ufficiali erano legate all'assegnazione dello stabile ad un'associazione privata (l'associazione Aspasia) ma nei fatti si stava nuovamente riproponendo la consueta prassi della gestione privata dei fondi pubblici La risposta è stata una convinta opposizione ad un'ormai consolidata prassi affaristico-mafiosa; ne è nata una più "diffusa rete" di realtà ed iniziative, fino alla nuova rioccupazione del Laboratorio Zeta. Ancora Nino ha poi tentato di problematizzare il rapporto tra spazi sociali e territorio, andando oltre ogni stereotipo e proponendo di interpretare il territorio come uno "spazio complesso, abitato da molteplici attori ed attraversato da flussi".



Successivamente si è proiettato Giussano, un documentario che testimonia l'autorappresentazione della Lega Nord, attraverso numerose interviste fatte a giovani militanti dello stesso partito. Ne è emersa un'immagine assai complessa del fenomeno leghista; oltre ogni mediatica e superficiale rappresentazione, la Lega Nord si propone come strumento di mobilitazione delle masse settentrionali, un'organizzazione capillare dei bisogni e delle istanze territoriali finalizzata alla conservazione dell'esistente. Per fare ciò si ostentano dialettiche post-ideologiche e si identifica nello straniero il pericolo reale e nella trasversalità politica l'arma principale di aggregazione. Parole d'ordine costantemente ribadite sono "identità padana", "la nostra gente", "storia locale" e "tradizione", parole martellanti e confuse dietro cui si cela un preciso progetto di fascistizzazione (in chiave localistica) della società.



Luigi ha poi portato la testimonianza dell'Experia, centro sociale che per 17 anni ha lavorato in un quartiere popolare catanese e che nei mesi scorsi è stato, anch'esso, violentemente sgomberato. Anche in questo caso la risposta del quartiere è stata significativa e le iniziative di aggregazione politica e sociale si sono fino ad ora susseguite; la volontà è quella di proporre dinamiche di riqualificazione e di riappropriazione degli spazi e della stessa città, contro il degrado funzionale alla speculazione edilizia.



Il dibattito finale ha puntualizzato alcune questioni, provando a legare, con un unico filo interpretativo, fenomeni reazionari e di controllo del territorio come il neofascismo (e tra questi la Lega) e la Mafia. Si è poi dibattuto sulla necessità di sviluppare forme sempre più strette di coordinamento tra tutte le istanze cui i movimenti provano a dare risposta con l'aggregazione dal basso.

7 maggio 2010















FORUM AMBIENTE



RIFIUTI - REALTA' A CONFRONTO CAMPANIA E SICILIA







L'assemblea che ha visto la presenza di numerosi partecipanti ha avuto inizio alle 9,30 e si è conclusa con un ampio e partecipato dibattito alle ore 14,00. Alberto Lombardo, moderatore del Forum prima di introdurre i relatori ha commemorato Salvatore Petix, amico e compagno Cobas di Caltanissetta sempre presente nelle lotte in difesa dei diritti e che ha certamente lasciato un profondo vuoto a tutti coloro che lo avevano conosciuto soprattutto all'interno del forum siciliano dei Movimenti per l'acqua. L'apertura dei lavori ha avuto inizio con la proiezione di stralci del video di Nicola Angrisano "Una montagna di balle". Successivamente si sono aperti i lavori con l'intervento di Doriana Sarli Medico Veterinario Napoli (Attivista e meetup di Napoli) che ha trattato "la situazione attuale dei rifiuti in Campania". Dall'intervento è emerso che in nome di una emergenza senza fine, in Campania si continua a privilegiare lo stoccaggio di milioni di tonnellate di false ecoballe in discariche a cielo aperto, andando a caccia di siti da riempire velocemente, senza adeguate garanzie per la tutela dell'ambiente, mettendo a serio rischio la salute dei cittadini. Sconcertante è il sistema di assoluta militarizzazione dei siti, l'informazione blindata rispetto all'argomento. In allegato si riporta la sintesi dell'intervento) Successivamente si è passati all'intervento denuncia di Santina Mondello dell'associazione Antimafie Rita Atria che ha dato la possibilità a tutti i partecipanti di rendersi realmente conto di quanto e come è possibile creare un sistema organizzato clientelare con importanti risvolti economici ,nell'ambito dei rifiuti in Sicilia. Santina Mondello ha fatto la croni-storia dalla nascita degli ATO -Rifiuti fortemente voluta dal Governo Cuffaro ai giorni nostri. Ne è risultata un'immagine sconvolgente, all'interno della quale le illegalità erano e sono assolutamente sconosciute a tutti. L'informazione non passa e solo chi si occupa a pieno titolo dell'ambito ne è realmente a conoscenza. Molte le affinità con il sistema, organizzato campano. Paola Nugnes e Giuseppe Cristoforoni Architetti ( Attivisti Metuup di Napoli), hanno parlato delle scelte compiute dal Governo campano e delle alternative possibili, che esistono, che certamente in termini di costi- benefici sarebbero realizzabili, ma che ancora ad oggi non vengono neanche considerate. Naturalmente sempre per creare l'emergenza e trovare solo allora le "uniche soluzioni possibili". Le nuove tecnologie relativamente anche alle costruzioni abitative che da sole sarebbero in grado di evitare il forte inquinamento. Ùù Giorgio Ciaccio dell'Associazione APAS "Cenciaioli" ha portato l'esperienza palermitana. Di come è possibile creare attività occupazionale dal sistema rifiuti. La loro esperienza certamente, perché realmente improntata sulla raccolta differenziata, non è più stata considerata dall'amministrazione. Lavori in Corso con il giornalista Piero Cimaglia ha presentato il dossier "munnuzzolopi". www.ucuntu.org Lavori in corso è nato proprio per ceracre di fare veicolare la "vera informazione" , oggi assolutamente assente o ancor di piu' contraffatta. Successivamente l'importante intervento di Francesca Menna docente universitario Facoltà di Medicina Veterinaria Università di Napoli "Federico II" che ha trattato l'argomento soffermandosi sulla mancanza di equilibrio dell'ecosistema che provoca un grave problema di salute pubblica con la diffusione di importanti malattie. E questo viene determinato dalla presenza di discariche del tal quale che con la presenza di materiale organico rappresenta una fonte continua di approvvigionamento di cibo per mammiferi ed uccelli selvatici migratori e stanziali ma anche degli animali cosiddetti sinantropi quali piccioni,ratti,cani e gatti randagi. Questi infettandosi provocano la diffusione delle malattie. Non è quindi un problema che riguarda solo la Campania ma piuttosto una Questione di Sanità Europea. (in coda la sintesi dell'intervento ) Dibattito Il dibattito è stato partecipato e molti gli interventi.La figura di Peppino Impastato e la lotta portata avanti con tutti i suoi compagni è stata al centro del dibattito. L'informazione di allora e quella di adesso. La forza di allora e quella di oggi. Il polo Viola ritiene che sia importante la circolazione delle notizie sul web e la costruzione di una rete che possa essere presente nelle piazze anche in denuncia dell'informazione blindata. Attivisti presenti del Veneto riportano quanto sia assolutamente importante il contatto con il territorio, con le comunità, creando la contaminazione. Questa infatti è stata la forza delle Lega, che certamente con condivisa negli obiettivi e nelle politiche portate avanti, ha utilizzato questo metodologia che è risultata vincente. Nadia Furnari dell'associazione antimanfie Rita atria, ha fatto notare che il sistema internet e comunicazione virtuale è certamente importante , parlando anche da esperta informatica, ma che il rapporto diretto con i cittadini è quello che è venuto a mancare e quindi la creazione di un mix. Il rapporto diretto con le comunità e l'informazione in web. Barbara Grimaudo ha messo in evidenza come Radio -Aut sia stata oggetto di importante sostegno alla realizzazione del forum e che questa esperienza potrebbe consolidarsi in maniera stabile con tutte le altre idee relative all'organizzazione del passaggio d'informazioni. Vincenzo Miliucci ringraziando le delegazioni campana e sicilana x i copiosi contributi e stimoli ha inteso ricordare che la " gestione rifiuti" è una questione nazionale, che se il Sud vive come emergenza permanente ai fini speculativo-affaristici, non di meno il Nord - con l'80% degli inceneritori, ben 18 solo in E.Romagna - ne ha fatto "sistema industriale" con il sostegno statale CIP 6 ( che grava in bolletta elettrica per il 7%), senza il quale i gestori sarebbero costretti a chiudere gli impianti; gli impianti dovrebbero esser chiusi comunque a fronte dei disastri sanitari e ambientali ( diossine-furani, leucemie e altri tumori) provocati ad es. dall'inceneritore di Coriano(Rimini) e dal pluri osannato inceneritore di Brescia, messo sotto accusa per le rilevanti tracce di diossina riscontrate nel latte materno. L'alternativa a questo voluto devastante sistema sta nella riduzione drastica degli imballaggi e nella raccolta differenziata - Italia solo al 18% , a fronte della legge che prevede in corso 2010 ben il 50%- attraverso la quale si mette fine all'incenerimento( " manca la materia prima, il rifiuto") e alla proliferazione delle discariche, avviate contemporaneamente alla bonifica. Il risparmio in salute e tutela dell'ambiente è fondamentale , a livello economico il risparmio ottenuto dal mancato sversamento in discarica e il recupero dei materiali riciclati , permette di avviare la riduzione progressiva della tassa sui rifiuti, cosa che stanno già facendo in varie forme svariati comuni . Miliucci infine cita 2 iniziative concrete in corso , quella della denuncia del CIP 6 attraverso il recupero delle somme sottratte impropriamente il bolletta , quella dell'azione risarcitoria legale - individuale e collettiva - promossa dai cittadini attinti da malattie oncologiche causate dal ciclo perverso della gestione rifiuti attraverso inceneritori e discariche : altri 2 modi per contribuire a smascherare e contrastare il potere delle multiutilities sulla nostra vita. La delegazione di attivisti del metuup di Napoli , affermando soprattutto che il concetto di lotta per i diritti vuol dire riappropriarci della nostra felicità e del nostro benessere fisico e psichico ha comunicato la loro volontà ad intraprendere ed a consolidare un percorso insieme a tutti i movimenti ed attivisti siciliani per il raggiungimento dell'obiettivo. Conclusioni Organizzare a breve un altro incontro a Cinisi, a Casa Memoria per continuare e consolidare il rapporto tra Campania e Sicilia. Organizzazione un sistema continuo di informazioni vere, in contrapposizione all'informazione blindata e dei poteri forti; Allargare la mobilitazione con l'obiettivo reale Riprendere un contatto costante con le comunità locali Attivare scambi di informazioni di competenze tra tutti gli attori presenti per diventare soggetti attivi di progettualità per sviluppo locale. Ci si è dati appuntamento per il giorno 9 al corteo.



FORUM MIGRANTI - LAVORO PRECARIO - RESISTENZA OPERAIA















Il forum si è articolato in due parti.











Durante la mattina si è provato a declinare sotto la comune categoria dello sfruttamento e della subordinazione del lavoro vivo alle logiche del capitale contemporaneo, due fenomeni apparentemente disgiunti: la marginalizzazione del lavoro migrante ed il connesso abbassamento generalizzato del costo del lavoro miranti ad un aumento dei profitti; lo smantellamento degli apparati produttivi del paese, con il conseguente licenziamento di migliaia di lavoratori, esposti così alle logiche della finanziarizzazione dell'economia reale.











Sono intervenuti Soumahoro Aboubaka, responsabile nazionale immigrazione RdB; Gigi Valguarnera, operaio cassintegrato dell'Italtel di Carini; Alfonso Di Stefano della Rete antirazzista catanese; Mimma Grillo e Judith Gleitze del Forum antirazzista palermitano; Nabil Salameh, giornalista e cantante dei "Radio Derwish"; Francesco Seminara, ricercatore Italtel-Carini, Stefano Galieni, responsabile immigrazione PRC; Renato Franzitta, portavoce regionale siciliano della Confederazione Cobas; Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo; Emilio Santoro, Università di Firenze; Filippo Bellanca, operaio cassintegrato Selital-Carini; Umberto Santino, Centro di Documentazione "G. Impastato".











Ciò che è emerso dai molteplici contributi è una fortissima esigenza di unificazione delle lotte e delle mobilitazioni del mondo del lavoro contrapposto allo sfruttamento capitalistico, nelle sue forme dirette e di speculazione finanziaria. Si è messa in luce la limitatezza di un approccio alle contraddizioni derivanti dai fenomeni migratori incentrato unicamente sull'antirazzismo generico e su tentativi di apparente integrazione. È stata denunciata la sempre maggiore etnicizzazione della forza-lavoro, fenomeno che si nutre del razzismo e della xenofobia ai fini della divisione del fronte del lavoro e delle sue potenziali mobilitazioni. È stato criticato il modello sindacale concertativo degli ultimi decenni e si è discusso di come poter declinare un sindacato in grado di rifuggire logiche di integrazione e di annessione all'accumulazione capitalistica ed alla sua gestione, di articolare le lotte dal basso e le loro forme di auto-organizzazione. Sono state denunciate la logica di detenzione derivata dalla criminalizzazione del fenomeno migratorio, ottenuta mediante politiche repressive che mirano ad ingenerare lotte e tensioni nel seno stesso degli strati subalterni della società. Nello specifico si è tentato di rintracciare nella crisi della Grecia un caso paradigmatico non solo degli esiti possibili delle contraddizioni del neo-liberismo, ma anche della capacità di risposta e di mobilitazione popolare.











Nel pomeriggio sono intervenuti Marco Pirrone, ricercatore dell'Università di Palermo, Marco Bellante, laureato-precario emigrato; Luigi Del Prete e Barbara Evola, docenti aderenti al Coordinamento dei Precari in lotta di Palermo; Francesco Piobbichi, militante PRC ed esponente di "Arancia Metalmeccanica"; Giovanni Denaro docente precario del Coordinamento dei Precari in lotta di Palermo; Alberto Lombardo, Università di Palermo.











È stata messa in luce la continuità tra la "globalizzazione" e le dinamiche proprie del capitalismo così come storicamente si è espresso. Il capitale neo-liberista è stato visto articolarsi lungo i due canali della finanziarizzazione dell'economia e della sussunzione di sempre maggiori relazioni sociali sotto il rapporto di capitale (ad esempio i beni comuni quali acqua, salute, istruzione, beni fondamentali), e dei conseguenti attacchi al lavoro vivo ed alle esistenze concrete dei lavoratori, sempre più oggetto di attacchi e di fenomeni di marginalizzazione politica. Il settore della formazione è stato individuato come luogo specifico di attuazione di un progetto reazionario di smantellamento dei diritti di cittadinanza e di riaffermazione di una frammentazione di classe del sistema di formazione stesso. Si è espressa l'esigenza di unificare le lotte e le vertenze all'interno di strutture reticolari in grado di articolare le lotte per i bisogni antagonisti rispetto al ciclo del capitale. L'esperienza delle reti solidali di acquisto popolare è stata proposta come tentativo in grado di definire "comunità conflittuali coese" intorno ai bisogni intersoggetivi, in grado di premere verso un modello economico alternativo.