[newimcabruzzo] Edit Feature 5376 Performed by vinc3nt

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Author: vinc3nt
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To: newimcabruzzo
Subject: [newimcabruzzo] Edit Feature 5376 Performed by vinc3nt
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Date : Monday, Aug 11 2008, 9:08pm
Action : Edit Feature 5376 Performed by vinc3nt
Reason : aggiunto link

Link: http://abruzzo.indy.ortiche.net/article/5376
--- Story 5376 ---
Title   : Malasanità in Abruzzo
Subtitle   : 
Topic   : Altro
Region   : Abruzzo
Type      : Feature
Language   : Italiano (it)
Author   : indy_Abruzzo_collective
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Time Posted   : Thursday, Jul 24 2008, 1:50pm
Sticky Until   : Wednesday, Aug 13 2008, 1:56pm
--- Summary ---
<!-- Feature Image change class to "left" to align image left-->
<div class="feature-image-right"><img class='feature' src='/attachments/sites/site_1/7420220x220.jpg' alt='featured image'>
</div>
<!-- End of Feature Image -->
--- Content ---
<p>
Pescara 14 luglio, giunge la notizia dell'arresto del presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano del Turco.<br />
Il governatore è accusato di associazione a delinquere e truffa, nell'ambito di un'inchiesta svolta dalla guardia di finanza di Pescara sulla sanità regionale che coinvolge diversi assessori regionali e alcuni esponenti politici di primo piano. 
Oltre a Del Turco sono finiti in carcere anche il segretario generale della Presidenza della Giunta regionale ed ex segretario regionale socialista, Lamberto Quarta, il neo assessore alle Attività Produttive, Antonio Boschetti (Pd), il capogruppo regionale del Pd, Camillo Cesarone, l'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, e <a href="/article/5374">Gianluca Zelli</a> ex funzionario del gruppo di <a href="/article/5395">cliniche private</a> di <a href="http://casoli.iobloggo.com/archive.php?eid=2437339&y=2007&m=01">Vincenzo Angelini</a>.
Proprio Angelini avrebbe collaborato all'inchiesta sulla malasanità in abruzzo per una vendetta <i>“perchè si stavano tagliando posti letto e soldi ai privati"</i> nonostante in passato Del turco si fosse impegnato per promulgare una legge <a href="/article/5373">sull'accreditamento della sanità privata</a> </p>


<p>Per gli indagati le accuse vanno dall'associazione per delinquere, riciclaggio,
concussione, corruzione, alla truffa aggravata, falso e abuso d'ufficio.
Tra questi ritroviamo il già noto assessore del PdCI <a href="http://italy.indymedia.org/news/2005/07/837712.php">Fernando Fabbiani</a> che si era tristemente distinto per aver introdotto in Abruzzo la <strong>delibera 583</strong> che portò nella regione <a href="http://italy.indymedia.org/archives/archive_by_id.php?id=2474&category_id=40">l'apprendistato professionalizzante</a> prima che in ogni altra regione italiana.</p>

Dal NewsWire:<br />
<ul>
<li><strong><a href="/article/5411">Lettera ad un carcerato di Sulmona</a></strong></li>
</ul><!--OFB--><p>Si delinea in modo chiaro quali sono stati gli interessi economici e i favoritismi che la casta politica ha perseguito con ogni mezzo necessario. L'interesse di amministrare la regione è solo il baluardo da cui potersi occupare dei più sordidi affari.
Come potrebbe spiegarsi altrimenti la disastrosa situazione in cui versa la sanità abruzzese in testa alle regioni in rosso, nonostante i cospiqui <a href="http://www.finanziamentieprestiti.com/Fondo-Sanita-2006-Abruzzo.html">finanziamenti ricevuti</a> e le inerpicate <a href="/article/5375">manovre di cartolarizzazioni</a> messe in atto.</p>

<p>Non dimentichiamo le "<i><a href="http://italy.indymedia.org/archives/display_by_id.php?feature_id=2931">sinistre manovre</a></i>" con cui i governanti abruzzesi si erano in passato già distinti.<br />
Recentemente invece il governatore si era impegnato affinchè la regione, famigerata per il verde dei suoi parchi, venisse ri-qualificata con un colore più "conveniente": <strong><a href="/article/5297">il verde petrolio</a></strong>. Anche in ques'occasione <a href="/article/3972">venne fischiato</a>.<br />
Ora <a href="http://www.cronacadabruzzo.org/index.phpoption=com_content&task=view&id=5621&Itemid=1">è detenuto</a> nel <a href="http://italy.indymedia.org/archives/archive_by_id.php?id=2269&category_id=40">supercarcere di sulmona</a> agli interrogatori del gip ha dichiarato la sua estraneità dalle accuse rivoltegli.</p>

<p>Ci sono stati nella regione presidi e <a href="/article/5349">manifestazioni</a> di protesta e indignazione.<p>
--- Story Attachments ---
--- Attachment 2923 ---
Time Posted   : Thursday, Jul 24 2008, 1:50pm
Media Type   : image
File         : http://abruzzo.indy.ortiche.net/attachments/sites/site_1/7420220x220.jpg
--- Story Comments ---


--- Comment 6652 ---
Title : Tangenti Abruzzo, dossier su politici di Fi e An
Author : da l'Unità.it
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Related Link : http://www.unita.it/view.asp?idContent=77421
Time Posted : Friday, Jul 25 2008, 3:14pm
--- Comment Content ---
Una settantina di pagine, datate gennaio 2007. E un elenco di cifre e nomi: politici di Forza Italia e Alleanza nazionale, coinvolti nel giro di tangenti sulla sanità in Abruzzo. Ecco il memoriale di Giancarlo Masciarelli, il manager delle cartolarizzazioni abruzzesi, coinvolto nell'inchiesta della procura di Pescara che ha portato in carcere il presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco e il manager agli arresti domiciliari.

Secondo il dossier, redatto quando la giunta di centrosinistra guidata da Del Turco governava la regione da due anni, «la sanità dell'Abruzzo sarebbe stata una sorta di cassaforte del gruppo forzista che faceva capo a Fabrizio Cicchitto, ex vicecoordinatore nazionale degli azzurri e oggi capogruppo del Pdl alla Camera, al deputato Pdl Sabatino Aracu e a Denis Verdini, coordinatore di Forza Italia». Masciarelli lo ha scritto nel suo memoriale e «Il Riformista» lo ha reso noto giovedì 24 luglio, pubblicando un ampio servizio sul dossier. Le accuse riguardano in particolare il centrodestra, che ha governato la regione a lungo, prima della vittoria del centro sinistra.

«In tutti questi anni (Masciarelli si riferisce, in particolare, alla precedente Giunta di centrodestra, ndr) il giro di tangenti è stato almeno di 400 milioni di euro. I politici chiedevano soldi. I politici di destra e di sinistra cercavano soldi per la campagna elettorale», si legge nel memoriale. Masciarelli, che il quotidiano indica come la fonte occulta dei pm abruzzesi, avrebbe spiegato inoltre che «tra le ditte vincitrici di appalti sanitari in Abruzzo ce ne sarebbe una intestata al figlio dell'ex ministro Beppe Pisanu. Un altro parlamentare del Pdl citato è poi Giuseppe Ciarrapico, indicato come concusso per ottenere i servizi alberghieri dell'Asl di Chieti». E infine, «secondo perno del sistema il partito dell'ex governatore Giovanni Pace: Alleanza nazionale»

Alle accuse avanzate dall'ex manager, Cicchitto risponde facendosi portavoce di una dichiarazione congiunta con il coordinatore di Forza Italia Denis Verdini: « Si tratta di affermazioni comiche. Con il sistema sanitario abruzzese e con le sue cartolarizzazioni esiste lo stesso rapporto che abbiamo con la Nasa nessuno. Ormai è diventato uno sport nazionale: ogni giorno qualcuno dà alla stampa un memoriale»

Ma non soddisfatti della smentita Cicchitto e Verdini annunciano anche «querele penali e azioni civili attraverso le quali auspichiamo di acquisire per vie legali, come risarcimento, parte di quel denaro che si afferma ci sia stato dato, sfidando anche il più labile senso di realtà».

Sul memoriale comunque resta scritta l'equazione: «Il sistema sanità in Abruzzo è come la maxitangente Enimont».

--- Comment 6657 ---
Title : "Sproporzionate sponsorizzazioni"....nel Motomondiale
Author : anonimo
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Time Posted : Thursday, Jul 31 2008, 12:46pm
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Motomondiale collegate al filone d'inchiesta sullo scandalo sanità della regione Abruzzo

Proponiamo una sintesi dell'articolo-inchiesta uscito su Il Centro (gruppo La Repubblica) sul tema delle sponsorizzazioni sportive nel Motomondiale collegate al filone d'inchiesta sullo scandalo sanità della regione Abruzzo (dove è coinvolto il presidente Ottaviano Del Turco).
Dall'articolo emergono inquietanti collegamenti tra il mondo delle sponsorizzazioni motoristiche, società di reperimento sponsor, realtà bancarie off-shore e quotazioni di accordi commerciali che nascondono cifre fuori mercato. A ben guardare, tra l'altro, in questa stagione del Motomondiale ce ne sarebbero anche altre di "sproporzionate sponsorizzazioni", proprio nelle tre classi motociclistiche internazionali più importanti.
Secondo quanto risulta a Sporteconomy, proprio la lente di ingrandimento aperta sul Motomondiale potrebbe portare gli inquirenti, post estate, a capirne di più su diversi team.
Diverse le strutture di ricerca sponsorship che potrebbero essere chiamate a rispondere delle cifre procurate ad alcune scuderie.
da Il Centro (Pescara) - a firma Enrico Nardecchia - Un fiume di soldi finito nel mare dei paradisi fiscali. La procura, per la caccia ai conti segreti, continua a battere la pista estera. È stato individuato, infatti, l’uomo della Deutsche bank che risulta indagato nell’ambito della «Sanitopoli» abruzzese. Ottaviano Del Turco, il 24 ottobre 2006, si recò a Londra per parlare con i referenti dell’istituto bancario. DEUTSCHE BANK. I rapporti, molto stretti, tra la giunta Del Turco e l’istituto di credito tedesco, rappresentano la pista principale per arrivare a ricostruire il trasferimento dei soldi fuori dai confini. Il viaggio a Londra di Del Turco, per parlare ai vertici della Deutsche delle strategie della Regione, servì a rafforzare il legame cementato grazie alla delibera di giunta dei 14 milioni di rimborsi d’oro ad Angelini. L’operazione Deutsche Bank avviene in tre momenti. Il primo è la cessione di Angelini alla banca di crediti ritenuti inesigibili per oltre 24 miliardi di vecchie lire. Il secondo è la contestuale presentazione, da parte di Angelini, di un decreto ingiuntivo all’Asl di Chieti di una maxi-somma in cui vengono inseriti anche i 14 milioni di euro. Il terzo è l’approvazione della delibera che salda alla Deutsche bank i crediti ceduti da Angelini dove la Regione, messa di fronte al serio rischio di pagare due volte la stessa somma (come ricordato da un parere legale dell’avvocato Sandro Pasquali) invece di tutelarsi autorizza il pagamento. Sarebbero stati Del Turco e Quarta a proporre prima a Luigi Pierangeli (che rispose no) e poi ad Angelini, l’operazione di cessione dei crediti all’istituto bancario tedesco. Nell’ordinanza di custodia cautelare del 14 luglio, all’elenco degli indagati, manca proprio il ventesimo nome del funzionario bancario «da identificare». Un tassello che adesso è stato aggiunto. È già partito l’iter per ascoltare il funzionario bancario che in questi giorni, a quanto pare, è in vacanza in Italia, ma che risiede in Inghilterra. Sono state avviate anche tutte le procedure per le rogatorie. La Procura, finora, si è opposta alle scarcerazioni degli arrestati perché sarebbero ancora in grado di occultare le prove a loro carico, soprattutto quelle che riguardano le tangenti. Potrebbe essere ostacolato, ad esempio, proprio il lavoro di ricerca sui conti esteri. IL MOTOMONDIALE. Tra i flussi di denaro finiti all’estero il più consistente è quello dei 21 milioni provenienti dalle truffe commesse nella prima cartolarizzazione e nella transazione Villa Pini-Asl di Chieti, trasferiti dalla Humangest del manager Gianluca Zelli «in società aventi sede in paesi off-shore e quindi in paradisi fiscali, grazie anche alla disponibilità di conti correnti fiduciari messi a disposizione dalla Barclays bank sede di Londra». Per nascondere l’identificazione della provenienza illecita dei soldi sono stati utilizzati due contratti di sponsorizzazione stipulati nel 2005 e nel 2006, uno da 9 milioni di euro e uno da dodici milioni. La sponsorizzazione riguardava il marchio «Humangest» da mettere sulle moto di «Abruzzo Racing team» e «Team Italia mega Bike» partecipanti al motomondiale nelle classi 125 e 250. Per chiarire gli aspetti legati a questa «sproporzionata sponsorizzazione», come la definisce l’accusa, probabilmente verrà ascoltato anche il motociclista Andrea Dovizioso il quale ha affermato di non aver mai conosciuto Gianluca Zelli che, tuttavia, ha detto di averlo incontrato a pranzo a Pescara. Le due versioni presto potrebbero essere messe a confronto. Intanto la procura ha individuato la mappa dei conti correnti aperti nei paradisi fiscali proprio allo scopo di accogliere i 21 milioni. L’ex direttore della clinica Villa Pini ha già scaricato su Angelini: «Sa tutto di quei soldi: i contratti li ha firmati lui». Angelini, dal canto suo, ha detto ai pm: «Quella fu un’idea di Zelli». I 21 milioni furono trasferiti da Villa Pini alla Humangest attraverso la finanziaria Novarfin. La triangolazione tra società italiane, registrate a Londra e off-shore parte da Novafin e Humangest e, attraverso le inglesi Publirel e Delta sport arriva fino alle Isole Cook, passando per San Marino, Isole Vergini e Delaware (Stati Uniti). Un consulente della Honda, a sostegno del valore «esorbitante» della sponsorizzazione, ha detto ai pm che la Fiat, per avere il marchio sulla moto e sulla tuta di Valentino Rossi, ha speso 7,5 milioni per un anno.


--- Comment 6664 ---
Title : Panorama inquietante descritto da Di Pietro
Author : reporter
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Time Posted : Sunday, Aug 3 2008, 12:05pm
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Di Pietro:«allarme rosso per Procura Pescara: in arrivo azioni destabilizzanti»

PESCARA. Strani movimenti, qualche indizio, qualche coincidenza, articoli di giornale come bombe, dossier pronti ad esplodere, attacchi e ancora attacchi. Nelle parole dell’onorevole dell'Idv Antonio Di Pietro c’è qualcosa di più di quello che pure dice chiaramente. Un pericolo, una non meglio identificata azione che sarebbe volta a screditare il lavoro dei magistrati che stanno indagando su presunte mazzette e che dallo scorso 14 luglio hanno posto agli arresti i vertici della ex giunta Del Turco.

«La storia giudiziaria, anzi, le "storie giudiziarie" - perché sono almeno due - che i magistrati pescaresi stanno cercando di ricostruire sono oramai note», scrive oggi Di Pietro, fondatore dell'Idv sul suo blog, «la prima ipotesi accusatoria, ancora nella fase embrionale, riguarderebbe una storia di possibili "tangenti" che sarebbero girate sotto l’ombrello protettore della maggioranza di centrodestra della passata legislatura in occasione della "cartolarizzazione del debito pubblico regionale". La seconda ipotesi accusatoria, più attuale, riguarda una girandola di "mazzette" che sarebbero state pagate a seguito della distribuzione delle risorse sanitarie ad alcuni imprenditori della sanità abruzzese, primo fra tutti tale Angelini che ora è diventato la "gola profonda" della Procura e sta raccontando fatti e misfatti che si sono verificati sotto la direzione della Giunta regionale abruzzese, ora a maggioranza di centrosinistra, e che ha portato in carcere anche l’attuale Presidente Ottaviano Del Turco».
«Fin qui la "storia", di cui i "mezzi di informazione" dovrebbero appunto "informare" l’opinione pubblica man mano che i magistrati ricostruiscono il mosaico ed il segreto istruttorio cessa di essere tale», dice Di Pietro ancora una volta attaccando i media così come aveva fatto chiaramente qualche giorno fa a Pescara, in piazza Salotto.
«Senonché», scrive ancora, «ho il sentore che - anche questa volta - fra un po’ si comincerà più a parlare delle "pulci" da fare a questo o quel magistrato che sta svolgendo le indagini che delle "porcherie penali" commesse da chi ha abusato del suo ruolo per arricchirsi personalmente alle spalle del contribuente».
L’intento politico, dunque, sarebbe chiaro per Di Pietro: distrarre l’attenzione per non parlare del merito, delegittimare chi indaga per mostrare la palese “incompetenza” e “insussistenza” delle prove.
Forse più di un sentore.
Quel che è certo è che Di Pietro conosce bene la storia della magistratura e le vicende ultime che hanno fatto prevalere sempre e comunque quella Casta che abbiamo visto godere di ottima salute anche in Abruzzo.
Sono storie note tutte condite –chi più chi meno- da disinformazione, da “depistaggi”, da allontanamenti.
Storie come quelle di De Magistris e Forleo, ricorda l'ex pm di Mani Pulite, i quali hanno avuto la sfacciataggine di continuare ad indagare sulle collusioni tra affari e politica.
«Come avviene - e come potrà avvenire anche per i P.M. di Pescara - la delegittimazione è semplice ma terribilmente efficace», sostiene Di Pietro, «si cominciano a riferire fatti privati di qualcuno dei magistrati inquirenti, si amplificano grazie ad una stampa amica, si comincia a mischiare il "vero" con il "verosimile", si ipotizzano "collegamenti" inesistenti ma "possibili", si sposta l’attenzione dal filone principale a quello secondario, si va a "ravanare" nei ruoli e nelle attività di parenti ed amici degli inquirenti, qualche "anonimo" qua e là e, soprattutto, qualche interrogazione parlamentare ben pilotata e ben pubblicizzata chiuderanno il cerchio, tanto, in Parlamento si può anche diffamare ma non si risponde mai del reato».
«Alla fine i ritagli di giornali – magari contenenti anche qualche intervista ben confezionata a qualche personaggio locale in cerca d’autore», scrive ancora Di Pietro sul suo Blog, «saranno mandati da qualche manina ad altra Procura e agli organi disciplina del CSM che giustamente devono aprire un fascicolo, anche per non far vedere che si vuole proteggere i propri simili. Parte insomma la "fabbrica dei dossier" e per il malcapitato di turno non c’è niente più da fare: da cacciatore diventa preda. Dovrà fermarsi con le indagini che stava svolgendo per trovare il tempo e il modo di difendersi dagli attacchi».
Già, ma chi erano e chi sono costoro?
«Sempre quelli. Ancora tutti da decifrare e mettere a fuoco, muovendosi essi nell’ombra e come "ombre", ma certamente uniti da un unico comune denominatore: il dossieraggio e la delegittimazione scatta ed ha la forza di raggiungere il risultato ogni qualvolta il lavoro dei magistrati è "trasversale", a 360 gradi, e tocca entrambi gli schieramenti politici di destra e di sinistra. Appunto come il "caso Abruzzo" o come lo sono state le varie inchieste portate avanti da Clementina Forleo, da De Magistris e tanti anni addietro pure da me con l’inchiesta Mani Pulite».
«Allora, e solo allora», conclude Di Pietro, «si registra uno strano connubio di "convergenze politiche di autotutela", del riconoscimento reciproco sbandierato ai quattro venti, di "pizzini" di solidarietà ai carcerati di turno, descritti sempre più come vittime e non come indiziati di gravi reati da mezzi di informazione accondiscendenti. A queste prime manifestazioni seguono poi le maldicenze su questo o quel magistrato, gli allarmismi esagerati ed esasperati, i dubbi che vengono "cacofonati" nell’opinione pubblica. Infine, l’attacco frontale, scontato anch’esso nel suo monotono cliché: è tutta una montatura politica voluta dal "partito dei giudici", è un attentato alla democrazia, bisogna fermare la magistratura militante, si devono allontanare i responsabili. Tutto all’insegna di un motto antico ma sempre valido, ribadito in questa legislatura da un noto esponente di Governo: bisogna colpirne uno per educarne cento».
Che l’atmosfera fosse tesa in procura lo avevano capito già da qualche giorno. Non trapelano commenti ma gli inquirenti si dicono tranquilli, sereni e pronti ad ispezioni o valutazioni del loro lavoro.
Alcuni giorni fa lo stesso Procuratore della Repubblica aveva usato toni molto duri nei confronti di alcuni personaggi e testate giornalistiche che avevano dato spazio a vere e proprie diffamazioni nei suoi confronti.
«Non ho bisogno di fare carriera, né devo presentarmi ad alcuna competizione politica», disse Trifuoggi il giorno degli arresti, a sottolineare tutto il peso che ne sarebbe derivato.
Trifuoggi, dovrebbe restare a Pescara fino al 2011. Ma l’obiettivo, stando alle parole di Di Pietro, potrebbe essere quello di fermarlo molto prima.

da "prima di noi" 31.7.08

--- Comment 6679 ---
Title : Del Turco ai domiciliari
Author : 3r
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Time Posted : Monday, Aug 11 2008, 9:06pm
--- Comment Content ---
Dopo 28 giorni, l'ex presidente della Regione Abruzzo lascia il carcere di Sulmona. Arrestato per presunte tangenti, proseguirà la detenzione nella "sua" Collelongo.

*aggiornamenti*
da repubblica.it: