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Author: Enrico Fletzer
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To: mdma-list, msesler, sergio sertio, superpino
Subject: [Mdma-list] versione integrale mio articolo su saliva liberazione 30 5 2008 p.19

QUANDO LA SALIVA DIVENTA UN BUSINESS

Di Enrico Fletzer
La repressione dell’uso delle sostanze e la ricerca delle stesse nei liquidi biologici è stata al centro degli interventi di un convegno organizzato a Bologna dalla dottoressa Elia del Borrello del Laboratorio di Tossicologia Forense e che si chiamava “Ma sai cosa prendi?”, quasi ad alludere ad una pratica diffusa in molti paesi europei dove il pill testing è parte integrante delle politiche di riduzione del danno. In realtà l’“approccio pluridisciplinare alla sicurezza stradale e sociale in tema di consumo di sostanze stupefacenti e psicotrope nella Città di Bologna” sembra sbilanciato sulla repressione in un momento in cui Henri Margaron del Sert di Livorno aveva nel corso di un incontro degli iscritti del Forum Droghe lanciato l’allarme sulle caratteristiche repressive ed invasive della delibera della Conferenza unificata che prevede la certificazione di tossicodipendenza per tutti gli autisti, piloti e membri delle forze dell’ordine e di cui ha riferito a Bologna la dott.ssa Mila Ferri, dirigente dell’Assessorato Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna, ente preposto all’attuazione dello screening antidroga entrato in vigore nel dicembre 2007 dopo alcuni episodi tragici imputati all’uso di sostanze. L’incontro di Bologna, promosso da Questura, Regione, Comune ed Università è stato peraltro patrocinato dalla Cozart©, un’azienda multinazionale impegnata nel lancio suo prodotto, uno strumento per il rilevamento rapido della saliva, definito dalla stampa locale e da molti interventi come la soluzione finale contro le droghe al volante. Non sono mancati i triti argomenti sulla cannabis OGM ribaditi in parallelo alle affermazioni convergenti apparse sui quotidiani dell’On.Giovanardi e da Andrea Muccioli che con la litania dello “spinello assassino” sembravano ricordare le battute del surreale film statunitense degli anni Trenta, “La follia dello spinello.
Mancava nel convegno qualche nota critica, poiché a differenza degli etilometri che indicano il livello d’alcolemia, i test antidroga rivelano generalmente la presenza di sostanze senza dare indicazioni sullo stato psico-fisico del soggetto. A differenza della correlazione ormai accettata tra alcolemia e i rischi per la sicurezza, le sostanze illegali sono sottoposte ad una “tolleranza zero” che sembra fare a pugni con una realtà molto diffusa e generalmente non problematica. Insomma nella guerra alla droga la prima vittima è ancora una volta la verità.
Solo pochi scienziati non embedded si muovono anche se timidamente, per fissare dei limiti indipendentemente dalla moralità o legalità delle sostanze. E’ il caso del gruppo di lavoro guidato dal medico tedesco Franjo Grotenhermen che insieme a scienziati di tutto il mondo ha raccolto materiali su cannabis e circolazione stradale e mondo del lavoro recentemente pubblicati sulla rivista Addiction.
Il ragionamento di questo gruppo di lavoro è semplice. Nella maggior parte dei paesi occidentali con l’eccezione dell’Ungheria dove vige la tolleranza zero per l’alcool, è sanzionata la guida con valori di concentrazione alcolica nel sangue superiori allo 0,3 o allo 0,5%, mentre pochi anni prima si arrivava ad un limite dello 0,8 per mille. Generalmente si presume che per quanto riguarda droghe e medicine sembra difficile fissare un limite che per le sostanze iIlegali sembra dover essere pari a zero”. La Corte Costituzionale tedesca e d’altri paesi hanno giudicato questo modo di agire molto discriminatorio. Il dottor Grotenhermen e gli altri scienziati affermano dunque che un limite è meglio di nessun limite “Non zero o un nanogramo ma 7-10 nanogrammi potrebbe costituire per esempio il valore soglia accettabile per la cannabis. Anche perché a queste concentrazioni le persone non guidano sicuramente peggio.
Questi ragionamenti logici e scientifici sono stati adottati in alcuni paesi europei e del Nordamerica rispetto alla sostanza psicoattiva più diffusa dopo l’alcool e i cui effetti negativi sulla guida svaniscono dopo un paio d’ore.
Ma vi sono sicuramente degli enormi interessi non solo nel mantenimento del sistema attuale grazie alla corruzione ma anche risiedenti nella industria dei test e della sicurezza come negli Stati Uniti. Un’industria particolarmente fiorente e che in certi casi vende i test ma anche gli antitest come nel caso di un prodotto dall’aspetto bizzarro che consiste in un pene artificiale di vari colori che emette urina sintetica, riscaldata e tenuto sul corpo con una speciale mutanda. C’è da chiedersi se tutto questo avverrà in Italia e con il sostegno delle principali organizzazioni sindacali. La mutanda, anche in versione unisex, potrebbe divenire anche il simbolo di una nuova lotta dei camionisti, la principale categoria minacciata dai provvedimenti. Una scusa in più per schiavizzare o eliminare i lavoratori più combattivi. Perché sempre secondo gli esperti, la principale causa d’incidenti rimane l’alcool, indicato come fattore che sestuplica la probabilità di sinistri. Per sostanze come la cannabis, il peggioramento effettivo è ritenuto più basso di quello di un consumo moderato d’alcolici e compensato dalla tendenza ad una maggiore prudenza Ma è altrettanto indubbio come per molti magistrati ed agenti delle forze dell’ordine la “tolleranza zero“ proposta è una sorta di sanzione morale, un dispositivo di controllo ma non certo di sicurezza.
Il giorno del convegno,il 23 aprile era anche il giorno in cui molti dei partiti presenti nel Consiglio Comunale di Bologna salutavano l’introduzione dei cosiddetti “bastoni d’allontanamento” e di “ spray al peperoncino” con cui equipaggiare la polizia municipale e l’attivazione di un corpo di ronde studentesche su iniziativa dell’ex-magistrato Libero Mancuso.
Mentre il movimento contestava la deriva padana, agli approcci repressivi e decisamente embedded, si sono affiancati al convegno “Ma sai cosa prendi?” anche degli interventi in sintonia con il titolo, come quello del dott. Fabio Bernardi della squadra mobile della Questura di Bologna, ex dirigente dell’ufficio antidroga della Lombardia, che ha esordito ricordando il ruolo dei servizi segreti alleati nel traffico internazionale. Per cui si deduce anche come sia interesse comune di polizie e servizi il mantenimento dello status quo. Come dimostra il ruolo di Francia e Stati Uniti nel traffico internazionale. Ma anche il ruolo del nostro paese. Bernardi durante il suo periodo a Milano creato una rete di allarme rapido sulle sostanze pericolose in circolazione e sulle loro caratteristiche. In questo campo come dimostrano gli incidenti nelle discoteche, l’ignoranza uccide. Un dato curioso fornito dal commissario riguarda Bologna dove molta dell’eroina in circolazione è della varietà cinese, la China white, una sostanza molto rara nel nostro paese e che per strane ragioni è molto diffusa nella città emiliana.
Il fulcro del ragionamento di Bernardi che era forse il più realistico , mette al centro la tutela della salute, quella dei consumatori e di chi gli sta intorno. Una politica semplice ma mai attuata altrove, un’analisi delle sostanze che come quella fatta a Milano limiti danni e i rischi, indipendentemente dall’azione repressiva peraltro obbligatoria.

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