[Erbalive] Articoli su M.Lonzi dal "Tirreno" e dal "Corriere…

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Author: mari41
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To: psichiatriafuckyou, puntocritico11
Subject: [Erbalive] Articoli su M.Lonzi dal "Tirreno" e dal "Corriere di Livorno" 27/2/08

Dal "TIRRENO" di Livorno 27/02/08

"LONZI NON MORI' PER CAUSE NATURALI"
Depositata la consulenza di parte. La madre:"Fu omicidio volontario"
Il dottor Salvi: la nuova autopsia ha messo in evidenza altre fratture.

LIVORNO. C'é una "ragionevole e probabile relazione causale" fra
i "fatti traumatici occorsi il pomeriggio dell'11 luglio 2003, ancora
compiutamente da accertare" e il "successivo decesso del Lonzi".
Approda a questa conclusione la perizia di parte sul cadavere di Marcello
Lonzi, detenuto morto in carcere alle Sughere nell'estate di cinque anni fa:
porta la firma del dottor Marco Salvi, dirigente di medicina legale della
USL di Genova. Gliel'ha chiesta la madre di Lonzi, Maria Ciuffi, che ha
annunciato ai giornalisti l'intenzione di presentarsi al magistrato per
chiedere che non si parli più di omicidio colposo bensì di omicidio volontario.

La prima inchiesta si era conclusa attribuendo a infarto il decesso di Lonzi.
Nell'autunno di due anni fa il suo corpo è stato riesumato su decisione
della Procura di Livorno, che ha riaperto l'indagine. Maria Ciuffi da anni si
batte perchè ritiene che all'origine della morte del figlio vi sia un pestaggio
subìto in cella da parte degli agenti di polizia penitenziaria.
Nella perizia di parte si segnala che "la documentazione fotografica
disponibile risulta in contrasto" con la ricostruzione suggerita dal consulente
tecnico del pm: è vero che le "lesioni traumatiche riscontrate sulla salma
del Lonzi" non sono "di per sè sufficienti a determinare autonomamente il
decesso" ma le ferite "riscontrate al volto" e "le multiple fratture costali
(emerse dall'esumazione del cadavere)"-afferma il dottor Salvi- non sono
"compatibili con una caduta al suolo del soggetto colto da malore",
nè con l'urto di esso "contro un ostacolo fisso durante la caduta" e
neppure "tantomeno con un 'energico' massaggio cardiaco". Anzi,
"può agevolmente essere dimostrato" che c'è un "rapporto etiologico",
riguardante cioè l'origine e le cause, "tra evento traumatico e morte
improvvisa cardiaca". Il dottor Salvi sottolinea anche che dall'autopsia
effettuata dal prof. De Ferrari dopo la riesumazione, nell'ottobre 2006,
sono emerse "numerose fratture costali interessanti le coste dalla
seconda all'ottava a sinistra": sono state confermate da radiografie e
sono "poste grossolanamente sulla stessa linea". Eccettuato per quella
relativa alla seconda costa, tali fratture -avverte- "risultano una novità
assoluta": non erano state indicate nella precedente autopsia.
Quanto ai dolori al petto con sensazione di soffocamento,
il dottor Salvi li mette in relazione non tanto a problemi di
mio-cardio-coronarosclerosi, bensì a uno stato ansioso di Lonzi:
non sarà rilevabile da un'autopsia ma per questo genere di patologia
era in terapia.
Il perito mette in rilievo che la cosulenza medico legale del prof.
De Ferrari, nell'autopsia post-riesumazione, "non fa che confermare
tutti i dubbi circa il decesso di Marcello Lonzi, oltre a non poter
tecnicamente spiegare, sulla base degli atti disponibili, la dinamica
degli eventi". E aggiunge: le ferite "non sono compatibili con la caduta
e nemmeno il nuovo accertamento ha fornito un'attendibile e condivisibile
ipotesi alternativa". Dal riesame del cadavere sono saltate agli occhi
lesioni "più numerose" di quelle inizialmente rilevate in precedenza
dal consulente del pm: tali, dunque, che "mal si adattino a una dinamica
'naturale' dell'evento morte".


Dal "CORRIERE DI LIVORNO" 27/02/08

CASO LONZI, IL CONSULENTE DELLA MAMMA
"RISCONTRATE FRATTURE ANOMALE AL COSTATO"
L'Indagine. La perizia di parte escluderebbe che quelle lesioni
siano state prodotte dal massaggio cardiaco dopo l'infarto

Livorno. Maria Ciuffi andrà stamani in procura a depositare
la perizia medico legale redatta dal suo consulente, il dottor
Marco Salvi dirigente dell'Unità operativa di medicina legale
di Genova, per proseguire la sua battaglia nella ricerca della
verità. Maria Ciuffi depositerà l'ultima puntata della battaglia
legale che da anni conduce per conoscere come è morto suo
figlio, Marcello Lonzi, deceduto in carcere il 12 luglio 2003.
Secondo una prima inchiesta condotta dalla procura livornese
il giovane, tossicodipendente, sarebbe stato ucciso da infarto
e le lesioni che furono trovate sul viso e sul corpo erano da
attribuire alla caduta a terra causata dal malore. La donna però
non ha mai accettato questa verità, sostenendo invece che il
figlio fosse rimasto vittima di un pestaggio avvenuto in carcere
da parte degli agenti della polizia penitenziaria. Una tesi mai
condivisa dalla procura e che ha aperto una lunga battaglia
giudiziaria che ancora prosegue.
E le conclusioni della perizia di Salvi confermano le convinzioni
di Maria Ciuffi: "La documentazione fotografica disponibile
risulta in contrasto con la ricostruzione degli eventi fatta dal
medico legale Alessandro Bassi Luciani, consulente del
pubblico ministero; le lesioni traumatiche riscontrate al volto
e le multiple fratture costali (emerse all'esumazione del cadavere)
non sono compatibili con la caduta al suolo del soggetto colto
da malore, o con l'urto dello stesso contro un ostacolo fisso
durante la caduta nè, tantomeno, con un 'energico' massaggio
cardiaco; può agevolmente essere dimostrato un rapporto
etiologico tra evento traumatico e morte improvvisa cardiaca".
Che in parole povere significa ritenere del tutto plausibile che
l'infarto che ha ucciso Marcello Lonzi potrebbe essere giunto
in seguito alle percosse subìte in cella. Anche perchè, secondo
Salvi, "le caratteristiche di sede e delle entità delle lesioni
all'emitorace sinistro (ovvero le fratture emerse dopo la
riesumazione del cadavere e non constatate al momento del
decesso, ndr) depongono per una modalità di produzione
differente rispetto a quella del massaggio cardiaco esterno
che potrebbe, eventualmente, essere responsabile della sola
frattura dello sterno. La disposizione di quelle fratture appare
anomala; fratture costali unilaterali e per lo più poste sulla
stessa linea sono di raro riscontro quale esito di manovre
rianimatorie".





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