[ssf] M.O.S.E. di Como(Paratie) -lettera al Direttore de "La…

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Autor: Arighi Enzo
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Asunto: [ssf] M.O.S.E. di Como(Paratie) -lettera al Direttore de "La Provincia"
Gentile direttore, anzitutto i più sinceri complimenti a La Provincia per la serie di articoli sul “lago ferito”, comparsi negli ultimi mesi, che, tra le altre cose, ha portato al recente convegno di Villa Gallia, organizzato con Italia Nostra. Lei ha moderato la seconda sessione e prima di lasciare la sala ha promesso che verrà dato alle stampe un volume, con la raccolta di tutti gli articoli usciti sul giornale e con le relazioni dell’interessante convegno. Iniziativa utile e lodevole.

Ci sorge però una domanda. Come si concilia questo impegno per la difesa del lago con la polemica che viene spesso rilanciata dalle colonne del Suo giornale contro i presunti “ambientalisti del no”, i cosiddetti nimby (acronimo di not in my back yard, “non nel mio cortile”)? Soltanto 24 ore prima del convegno, rispondendo a uno dei firmatari di questa lettera, contrario alla TAV e alla Pedemontana, lei affermava che “il diritto di veto non porta da nessuna parte”. Non è così. Ci sono situazioni in cui il diritto di veto dev’essere esercitato, eccome. A Villa Gallia non gli “ambientalisti del no”, ma i tecnici della Soprintendenza regionale ai beni architettonici lamentavano i ritardi e le carenze legislative che li mettono nelle condizioni di non poter esprimere tutti i “no” che invece occorrerebbero, di fronte alle proposte di scempio ambientale che immobiliaristi senza scrupoli propongono e che amministratori insipienti autorizzano.

Gli ambientalisti hanno un altro approccio: dicono che in questo mondo globalizzato, il mio cortile è il cortile di tutti. E che gli assalti al territorio a cui stiamo assistendo sono figli di un modello di sviluppo che risponde solo alla logica egoista e miope del profitto, da realizzare subito e a man bassa, senza pensare alle conseguenze di lungo termine.

È a questo modello che i cittadini più sensibili della Val di Susa rispondono con un “No TAV”, di Vicenza con un “No Dal Molin”, di Venezia con un “No Mose”, di Messina con un “No Ponte”. Sono no che guardano al futuro e che a noi sembrano perfettamente coerenti con il nostro no agli scempi sul lago, che è anche il no, netto e lodevole, del Suo giornale, oltre che di Italia Nostra, meritoria organizzatrice del convegno, e di Villa d’Este, che lo ha sponsorizzato.

Non le pare allora che sia fuori luogo l’atteggiamento sordo e di aprioristica chiusura che La Provincia spesso dimostra di avere nei confronti dei vari appelli dei comitati piemontesi, vicentini ecc.? E come giudicherebbe un quotidiano piemontese, emiliano o pugliese che, adottando lo stesso metro superficialmente liquidatorio dei detrattori dei movimenti ambientalisti, accusasse ora il Suo giornale di essere un agit-prop nimby? Glielo chiediamo non per amor di polemica, che sarebbe del tutto fuori luogo in momento come questo, in cui stiamo dalla stessa parte. Ma solo per auspicare che in futuro La Provincia sappia recepire con uno spirito diverso, più attento e aperto – che non vuol dire acritico –, le legittime sensibilità ambientali dei cittadini di altre parti d’Italia. Che non sono diverse dalle nostre.



Enzo Arighi

Edi Borgianni

Roberto Fumagalli

Celeste Grossi

Corrado Lamberti

Danilo Lillia

Marco Lorenzini

Guido Ortolani

Elisabetta Patelli

Massimo Patrignani

Nicoletta Pirotta

Manuela Serrentino

Renato Tettamanti

Roberto Savolini