[Erbalive] SEQUESTRO DI PERSONA IN PSICHIATRIA A LIVORNO

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Author: mari41
Date:  
To: montunero
Subject: [Erbalive] SEQUESTRO DI PERSONA IN PSICHIATRIA A LIVORNO

Ennesimo abuso psichiatrico

Ieri, giovedì 7 febbraio, un uomo di 44 anni ha subito un Tso
(trattamento sanitario obbligatorio) all' Spdc di Livorno,
notificatogli dopo una settimana di ricovero volontario, in risposta
alle sue ripetute richieste di dimissioni.

M., ex paziente del Csm di Livorno, stanco della pesante terapia
farmacologica, si era rivolto ad un medico di Firenze con il quale era
riuscito a staccarsi dal Servizio di Salute Mentale, concordando una
terapia meno invasiva. Mercoledì 30 gennaio la dottoressa del Csm, sotto
probabili pressioni della famiglia, suona a casa di M. che non le apre.
A quel punto la stessa, dopo qualche ora fa partire un Aso (Accertamento
Sanitario Obbligatorio), e M., scortato da ambulanza e vigili urbani,
arriva al Csm. Durante il colloquio con la dottoressa, M. accetta di
farsi ricoverare volontariamente presso il decimo reparto di psichiatria
di Livorno, consapevole del rischio di un ricovero coatto se si fosse
rifiutato.
Nei giorni seguenti M. ha richiesto la sua cartella clinica per
informarsi sia circa il regime del suo ricovero, sia sulla sua terapia
farmacologica: negatagli la visione della cartella, dagli infermieri
gli è stato detto di essere in Tsv (trattamento sanitario volontario).
Da questo momento ha espresso più volte e chiaramente ai medici la
volontà di firmare la dimissione dal ricovero e di uscire, come previsto
dalle legge 180 (legge Basaglia del 1978), ma i medici non glielo hanno
permesso, minacciandolo di trasformare il ricovero da volontario in
obbligatorio, anche in presenza nostra e di due giornalisti, e
nonostante il supporto esterno del suo medico di fiducia e di un legale.
In risposta a queste pressioni l Spdc di Livorno ha attivato il Tso,
nonostante non sia soddisfatta una delle condizioni per l attivazione
del provvedimento, il rifiuto delle cure, visto che M. le ha sempre
accettate sia dentro al reparto, dove lui è entrato volontariamente,
sia all esterno dove è in cura da un medico.

Siamo di fronte ad una serie di abusi che vanno dal ledere i diritti
fondamentali dell individuo fino ad arrivare al sequestro di persona.
Ad M. è stata negata la possibilità di scegliere come, dove e con chi
curarsi; di poter visionare la propria cartella clinica, per essere
messo al corrente della propria diagnosi e dei farmaci a lui
somministrati; di dare il consenso informato, per conoscere gli effetti
dei trattamenti subiti. Ma l' abuso più grande è stato commesso quando,
dopo qualche giorno, ad M. è stato impedito di dimettersi dal reparto
con spintoni e ricatti, finché non avesse firmato la richiesta per la
pensione di invalidità, questo si chiama sequestro di persona. Temiamo
per l' incolumità di M. all interno del reparto, la sua volontà di
uscire è stata mascherata da sintomo di malattia e viene trattata
farmacologicamente, nel tentativo di neutralizzarne i comportamenti
indesiderati, mettendo a rischio cosi la sua salute e non tutelandola
come vogliono far credere.

Ancora una volta ci troviamo di fronte al fatto che la psichiatria
ripropone le stesse dinamiche che si attuavano nelle strutture
manicomiali, esercitando un potere assoluto e fino a ora incontrastato.

contro gli abusi della psichiatria

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud-Pisa
335 7002669
antipsichiatriapisa@???
www.artaudpisa.blogspot.com
www.artaudpisa.noblogs.org


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