Autor: kinesistrd Data: Para: kinesistrd Asunto: [ssf] Sui disordini di P.zza Verdi e dintorni nella notte del 12
ottobre 2007
Attenzione, di normalità si può morire
Sui disordini di P.zza Verdi e dintorni nella notte del 12 ottobre 2007 e
sullaccettare come normale ciò che normale non è
Tutto l'assurdo è così dannatamente normale che la stampa, imbeccata dalla
polizia, può permettersi di riferire come una reazione di alcune menti
esaltate lopporsi al sequestro, da parte delle forze dell'ordine, di una
ragazza semplicemente addormentata per strada. Come è appunto considerato un
fatto normale, questi sgherri dovevano prenderla e consegnarla agli
infermieri dellambulanza per somministrarle un bel TSO (per chi ancora si
ostina a non saperlo si tratta di un trattamento sanitario obbligatorio,
quindi contro la volontà di chi lo subisce).
Ricordiamo di passaggio che sono passati solo pochi mesi da quando un
ragazzo è morto in un reparto di Diagnosi e Cura dell'ospedale Maggiore dove
la polizia era intervenuta per ridurlo all'obbligo della cura. Questa è la
normalità a cui vogliamo abituarci? Polizia in ospedale!
Quello che maggiormente preoccupa è che, nonostante la completa idiozia
della ricostruzione mediatica di quello che è successo in P.zza Verdi, le
menti dei lettori, impigrite da anni di sottomissione a ogni genere di
sopruso e porcheria elargiti da miserabili potenti da cui si lasciano
governare, probabilmente nemmeno noteranno l'assurdità della notizia.
Intanto perchè già il reagire è ormai fuori moda, poi il dormire in strada
non è certamente un comportamento civicamente accettabile ma, soprattutto,
chi metterebbe in dubbio che la polizia stava avvicinando una ragazza stesa
a dormire con l'intento di aiutarla se non dei ragazzi così crudeli da
impedire un tal umanitario soccorso? Addirittura si dice che questi
scalmanati volessero tirarla giù dalla barella, chissà se poi avrebbero
infierito su di lei ... magari lasciandola lì a dormire in pace?
Quella notte invece è successo che qualcuno non è stato in silenzio mentre
la polizia procedeva alla pulizia delle strade dal degrado, questa volta
rappresentato da qualcuno che si era impudentemente assopito all'aperto
pretendendo, contro la sua volontà, di ficcarlo in un'ambulanza non per
soccorrerlo ma per toglierlo di mezzo con un ricovero coatto e qualche
potente cocktail di psicofarmaci che lo rimettesse prontamente in riga,
proteggendo così la salute pubblica. Poi, inferocita per l'ardire mostrato
dai ragazzi, la polizia ha chiamato rinforzi e sei volanti sono arrivate per
catturarli e pestarli in strada sotto gli occhi degli abitanti della zona
che, pare, si sono indignati per quello che succedeva ma che poi,
prontamente, si sono rinchiusi nelle loro case e nella pochezza di ciò che è
rimasto loro da difendere. Non li si è visti unirsi agli amici e compagni
dei ragazzi pestati che nei giorni seguenti hanno continuato a portare in
giro per la città il racconto di quello che era successo.
Dei 5 fermati, poi arrestati, tre ragazzi sono in carcere alla Dozza e le
due ragazze agli arresti domiciliari con tutte le restrizioni.
Avvertendo che la mancanza di solidarietà e il silenzio omertoso dava loro
mano libera, i tutori dell'ordine militare cittadino, nei giorni successivi,
hanno continuato a infierire perquisendo case alla ricerca di manette
improbabilmente sparite quella notte durante la caccia ai riottosi. Quando
poi qualcuno si è azzardato a esprimere solidarietà con pericolose scritte
sui muri di qualche palazzo di pregevole demenza è stato a sua volta
arrestato: cinque sono gli scatenati portati in questura, tratti in
arresto e processati per direttissima con condanne da 4 mesi a 10 mesi con
foglio di via dalla città senza condizionale per nessuno, nemmeno per gli
incensurati. Per delle scritte di solidarietà! Due dei ragazzi sono ora nel
carcere cittadino e gli altri tre fuori.
I cittadini che hanno privilegi da difendere, quelli che non hanno niente ma
si lasciano convincere che il loro problema sia la sicurezza, coloro non
sanno rivendicare che ghetti per lo svacco decerebrato, quelli che tacciono
sempre e comunque, tutti insieme partecipano alla costituzione di quello
stato di polizia che sembra essere l'ultima risorsa per mantenere saldo l
ordine costituito.
Sindaco e questore gareggiano a chi ha i requisiti e i mezzi più spietati
per ridurre la città a un cimitero. Polizia e psichiatri fanno da braccio
armato di manganelli e psicofarmaci. La questione sicurezza è la fregatura
per i disgraziati che invece di lottare per scacciare i quattrinai e
riprendersi tutto si fanno imbavagliare dalle fregnacce sulla paura di
uscire di casa, degli immigrati, degli investimenti stradali e di chi più ne
ha più ne metta.
È tempo che ciò che viene solo mormorato, ovvero che più polizia e più
controllo sono la soluzione totalitaria della democrazia, che laria della
città puzza solo di privilegi, che l'insoddisfazione, il malessere, l
indifferenza, la disgregazione sociale colpisce tanti, smetta di essere tale
e diventi un voce chiaramente distinguibile.
Non deve essere normale che la gente venga presa per strada e messa sotto
TSO, che chi si frappone venga arrestato, che gli immigrati vengano
continuamente irrisi, provocati dalla polizia e troppo spesso prelevati per
chiuderli nei Centri di Permanenza Temporanea, che ci muoiano dentro a
questi lager, che chi non ha il permesso di soggiorno lavori sotto minaccia
di denuncia o non venga nemmeno pagato, che non si possa stare nelle strade
a bere, a fumare, a parlare o anche solo a mangiare (a Verona è vietato
mangiare allaperto), che ci sia bisogno di così tanti soldi per vivere da
subire qualunque genere di ricatto lavorativo e via di seguito.
Non può essere normale che tutti i giorni al Tg parlino di bombardamenti e
di centinaia di morti ammazzati da democratici in trasferta con la fregola
di appropriarsi di qualunque risorsa serva loro per far soldi, e che questi
orrori quotidiani non arrivino nelle nostre case come dei pugni nello
stomaco.
I governanti parlano della necessità di usare il pugno di ferro contro
qualunque comportamento non in linea con gli interessi loro.
Bene, loro lo stanno usando.
Cè qualcuno dallaltra parte?
Perché, o ci si sveglia adesso o ci beccheremo vite da passare dentro un
mondo circondato da filo spinato.
PS: il 17 ottobre un ragazzo è stato arrestato a Lugano per una scritta sul
muro del consolato italiano in solidarietà con gli arrestati di Bologna. Il
giorno dopo è stato scarcerato.
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