[Erbalive] [Dentroefuorilemura] Contro carcere, differenziaz…

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Author: dentroefuorilemura
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Subject: [Erbalive] [Dentroefuorilemura] Contro carcere, differenziazione, isolamento, 41 bis: 9 settembre, assemblea al CPA a Firenze

Il percorso contro l'isolamento, l'annientamento e la differenziazione,
contro la tortura del 41bis, si è sviluppato e si sviluppa
orizzontalmente tra collettivi e individualità anarchiche e comuniste;
esso ha reso possibile, fra l'altro, la giornata di lotta a L'Aquila
condividendo la profonda inconciliabilità con le istituzioni e la stampa
borghesi. Inoltre, come compagne e compagni di questo percorso ribadiamo
il nostro modo unico di essere nei confronti di tutti i prigionieri, non
facendo il gioco della differenziazione che la stessa società carceraria
produce.

*La data del prossimo incontro è stata fissata per il*

*9 settembre alle ore 11 al CPA di Firenze, via Villamagna 27/a*

*RIFLESSIONI SULLA MOBILITAZIONE DEL 3 GIUGNO A L'AQUILA *


L'Aquila è deserta quando arriviamo alla spicciolata davanti alla
fontana luminosa. È domenica mattina, ma la sensazione che aleggia è che
la campagna di terrore scatenata da stampa e televisioni intorno a
questa manifestazione nei giorni immediatamente precedenti abbia
prodotto i suoi effetti: quanto meno inizialmente, infatti, solo pochi
autoctoni curiosi ci scrutano a distanza, mentre salta all'occhio la
presenza massiccia della sbirraglia, sia in divisa che in borghesi
vesti, accompagnata, come di routine, da un nutrito gruppo di
giornalisti armati di telecamera, i cui tentativi di infiltrazione tra
i/le compagni/e vengono respinti con decisione. Che stiano al loro posto
questi servi di professione, cioè dietro a quelli con cui da sempre
collaborano: poliziotti e carabinieri!
Così, dopo uno scambio di saluti tra le varie realtà presenti (circa 300
tra compagni e compagne) ci si organizza per partire in corteo.
Si entra nel cuore della città percorrendo il corso principale:
distribuzione di volantini, affissione di manifesti, striscioni tenuti
alti, slogan urlati, interventi al megafono ribadiscono i contenuti
della giornata: spezzare l'isolamento, liberare tutti e tutte. Portare
una critica radicale all'istituzione carceraria tutta e nello specifico
al 41bis.
Il morale è alto, i partecipanti alla manifestazione dimostrano con
dignità e determinazione una presenza di piazza compatta. Positivo è
aver sollevato il velo di ipocrisia e di silenzio che grava sul carcere
e il 41bis. Aver portato alla luce che nelle carceri italiane si
tortura, anche se in una forma più subdola, fatta di limitazioni,
coercizioni e vessazioni quotidiane. Aver sollevato la questione e aver
diffuso, anche se minimamente, l'odio verso la galera e la
società-galera stessa, resta per noi importante. Crediamo sia
emblematico che proprio il giorno prima della mobilitazione si sia
verificato un suicidio nella sezione a regime di 41bis del carcere
dell'Aquila. Questo a dimostrazione di come il carcere sia veicolo di
riabilitazione e reinserimento!
Terminato il corteo una carovana di mezzi si muove rumorosamente verso
il carcere, distante circa 15 km dal centro, scortata dalla solita
sbirraglia e dalle "truppe" armate di carta, penna e teleobiettivi.
A scaglioni ci riversiamo nell'enorme prato antistante il lager di
Preturo, dove restiamo per circa 4 ore. Viene montata l'amplificazione
con il microfono aperto e gli striscioni disposti in maniera visibile
dalle celle. Musica, botti, lettura di comunicati, saluti solidali
ai/alle prigionieri/e che a loro volta rispondono sventolando pezzi di
stoffa attraverso le sbarre. Si rende necessaria la presenza di alcuni
compagni ancora per impedire ai giornalisti di avvicinarsi.
Dopo alcune ore un forte temporale anticipa la fine del presidio e ci
costringe ad un frettoloso saluto, senza spegnere tuttavia la
convinzione che presto ci sarà di nuovo occasione di rincontrarsi, per
fare il punto della situazione, per continuare a portare contributi alla
lotta contro questi luoghi di morte.

Intendevamo con questo scritto stendere un resoconto e un bilancio sui
limiti e soprattutto le prospettive relative al percorso fin qui
intrapreso.
Tale percorso si è posto come obiettivo quello di creare una maggiore
sensibilizzazione attraverso la promozione e il sostegno ad iniziative
di controinformazione e di lotta circa le strategie di differenziazione
e di desolidarizzazione poste in essere dallo stato.
Servirsi del 41bis significa per lo stato stabilire un rapporto di forza
sia dentro che fuori. Il cosiddetto carcere duro come condizione di
limitazione pressoché totale della comunicazione con l'esterno è un
preciso strumento di annientamento dell'identità del prigioniero.
La minaccia della sua applicazione ha inoltre lo scopo di agire come
deterrente su qualsiasi potenziale comportamento di non sottomissione:
non sottomissione al rituale quotidiano di coercizione, per chi è
costretto a vivere all'interno di una prigione, non sottomissione
all'ordine basato sullo sfruttamento e sul controllo di massa per chi
sceglie di opporvisi attivamente all'interno della società cosiddetta
libera.

Il 24 giugno circa 40 compagni/e hanno partecipato ad un incontro
svoltosi a Bologna, durante il quale è emersa la volontà condivisa di
continuare a solidarizzare con tutti gli/le sfruttati/e che resistono
all'interno di ogni luogo di segregazione (galere, cpt, etc..).
Per le prossime scadenze di lotta è stata proposta Viterbo, città che
"ospita" la casa circondariale "Mammagialla", in cui è presente una
sezione a regime di 41 bis.
I detenuti nella sezione "comuni" vivono in condizioni pessime:
sovraffollamento(presenti 600 detenuti contro una capienza massima di
285 posti), autolesionismo (109 solo nel 2005).
Maggiori informazioni verranno diffuse non appena possibile.

Il percorso contro l'isolamento, l'annientamento e la differenziazione,
contro la tortura del 41bis, si è sviluppato e si sviluppa
orizzontalmente tra collettivi e individualità anarchiche e comuniste;
esso ha reso possibile, fra l'altro, la giornata di lotta a L'Aquila
condividendo la profonda inconciliabilità con le istituzioni e la stampa
borghesi. Inoltre, come compagne e compagni di questo percorso ribadiamo
il nostro modo unico di essere nei confronti di tutti i prigionieri, non
facendo il gioco della differenziazione che la stessa società carceraria
produce.

*La data del prossimo incontro è stata fissata per il*

*9 settembre alle ore 11 al CPA di Firenze, via Villamagna 27/a*


La data del pomeriggio e della serata benefit è stabilita per sabato 6
ottobre sempre al CPA di Firenze. Della sua impostazione e
organizzazione dettagliata dovrà occuparsi la riunione del 9 settembre.
5 luglio 2007
compagni e compagne contro il carcere e la società che lo crea

Segue il volantino distribuito davanti al carcere dell'Aquila in
occasione dei colloqui il 2 e il 3 luglio.

***

CONTRO CARCERE, ISOLAMENTO, 41 BIS UNITI NELLA LOTTA

Dalla prima volta che siamo venuti qui sotto il carcere di Preturo per
portare la nostra solidarietà ai prigionieri ed ai loro familiari sono
passati diversi mesi. Mesi che ci hanno visto impegnati in volantinaggi
sia in città che sotto al carcere.
Una delle tappe sicuramente più importanti di questo percorso è stata la
manifestazione svoltasi qui all'Aquila domenica 3 giugno.
Il corteo in città e il presidio sotto queste mura hanno rotto almeno
per una giornata il silenzio che pervade il carcere sia dentro che
fuori. Con musica e parole si è svolto un corteo informativo per le vie
della città e non sono mancati gli episodi di consenso e aperta
solidarietà, alla faccia di tutti coloro che hanno fatto di tutto per
spaventare la popolazione dipingendoci come dei "pericolosi mostri".
Nel pomeriggio si è portata solidarietà ai detenuti sotto il carcere, i
quali hanno risposto ai nostri saluti in modo rumoroso e facendo
sventolare quel che potevano dalle fessure delle loro celle. Abbiamo
letto contributi di prigionieri, lettere, interventi che andavano a
denunciare il pesante clima di repressione che si sta vivendo. Stato di
repressione che ci fa assistere da una parte a episodi come quello delle
cariche della polizia ad un inerme presidio di pensionati a Roma e
dall'altra a migliaia di arresti di gente a cui viene negata la
possibilità di una casa, di un lavoro, di una vita dignitosa.
L'esperienza di questo percorso mostra con evidenza quanto risulti
scomoda allo stato la lotta contro la "tortura bianca" propria del
regime a 41 bis e il rilancio della solidarietà tra tutti i prigionieri
e gli sfruttati. Infatti insieme all'evolversi del percorso un'infame
campagna di demonizzazione e terrore ha cercato di fermare e limitare il
consenso e la solidarietà che ci venivano offerti, con i media e i
giornali a tal punto asserviti al potere da indignarsi più per qualche
slogan piuttosto che per l'ennesimo suicidio avvenuto tra le mura di
questo carcere il giorno prima della manifestazione.
Oggi ci troviamo di nuovo qui per riaffermare le ragioni di questo
percorso, la nostra solidarietà a tutti i prigionieri senza alcuna
distinzione e per conoscere se e in che modo la mobilitazione del 3
giugno abbia avuto ripercussioni all'interno di queste mura.
Come tappa di un percorso la manifestazione dell'Aquila ha avuto una
grande importanza. Ma la lotta contro il carcere e il 41 bis in
particolare deve continuare a crescere.
Infatti le pratiche della tortura dell'isolamento e dell'annientamento
carcerario si diffondono sempre più, dalle sezioni di isolamento
passando per l'EIV fino al 41 bis, e trovano particolare accanimento
nelle carceri del sud.
Se lo scopo dello stato e del carcere è quello di frenare attraverso
l'isolamento e la separazione forme possibili di rivolta comune bisogna
ricreare reti di solidarietà tra tutti coloro che vivono sulla loro
pelle la violenza del potere.

LA SOLIDARIETA' E' UN'ARMA USIAMOLA!

Compagni e Compagne contro il carcere e la società che lo crea

per contatti:
Associazione "Ampi Orizzonti"
CP 10241 - 20122 Milano
olga2005@???

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