[ssf] contro la solitudine competitiva e per una nuova demo…

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Autor: Arighi Enzo
Data:  
Para: labsocialforum
CC: forumsaronnese
Asunto: [ssf] contro la solitudine competitiva e per una nuova democrazia dal basso....“Palazzo”,.sempre più restio ad aprire le finestre per capire cosa si muove nella società

Acqua: è stata una campagna straordinaria. Così deve continuare
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di Marco Bersani (ATTAC Italia)

Alcune riflessioni per poter guardare con soddisfazione al lavoro fatto
e con consapevolezza a quello che dovremo fare
lunedì 16 Luglio 2007


406.626 donne e uomini hanno firmato la legge d’iniziativa popolare per
la ripubblicizzazione dell’acqua : un risultato straordinario, che
premia un lungo percorso di costruzione partecipativa e includente della
campagna di raccolta firme, una forte connessione tra le lotte
territoriali e il loro necessario intreccio per fare di esse un’unica,
articolata, vertenza nazionale.

La campagna per la ripubblicizzazione dell’acqua, dopo sei mesi di
capillare lavoro in ogni angolo del Paese, è oggi tema nazionale ed è
entrato nell’agenda politica istituzionale, quell’agenda del “Palazzo”,
sempre più interessato a come ridislocare le stanze interne, sempre più
restio ad aprire le finestre per capire cosa si muove nella società.

Abbiamo sicuramente ottenuto il primo, e forse il più importante,
risultato politico : oggi la consapevolezza sociale sulla questione
dell’acqua e dei beni comuni è molto più diffusa di ieri.

Oggi le vertenze territoriali aperte possono contare su un più forte
sostegno collettivo e su una riconoscibilità reciproca che ne permette
la diffusione e il consenso.

Oggi, nei luoghi dove vertenze territoriali non erano aperte, sono nati
presidi democratici, luoghi di attenzione fertile e di mobilitazione
possibile, che potranno risultare decisivi per il proseguio della nostra
comune lotta.

Ma soprattutto, in questi sei mesi di dibattiti, iniziative,
mobilitazioni e carovane, il movimento per l’acqua ha acquisito una
nuova consapevolezza di sé e della propria forza, una preziosità che
dovremo saper conservare, ora che abbiamo verificato il consenso
popolare, ma che abbiamo davanti a noi la battaglia più dura, quella del
consenso politico.

406.626 firme. Nessuno può più dire “Io non lo sapevo”. Ma dobbiamo
anche essere consapevoli della responsabilità che ci siamo
collettivamente assunti e della necessità comune di proseguire ed
approfondire la lotta.

Alcuni risultati parziali li abbiamo invero ottenuti. L’acqua è stata
esclusa da ogni volontà di ulteriore privatizzazione insita nel DDL
Lanzillotta, la Camera dei Deputati ha approvato il provvedimento di
moratoria su ogni privatizzazione in corso e futura. Ma dobbiamo essere
assolutamente consapevoli che nulla può essere dato per scontato, e che
solo con l’approfondimento della lotta potranno essere conquistati nuovi
e definitivi risultati.

Dobbiamo estendere e approfondire le lotte territoriali e saper
costruire intorno ad esse, oltre alle ormai conosciute vertenze in
corso, nuovi “casi nazionali”; dobbiamo saper contrastare quanti negli
enti locali, anche in risposta alla nostra campagna per la
ripubblicizzazione, stanno accelerando i processi di privatizzazione;
dobbiamo estendere, laddove ce ne siano le condizioni, situazioni di
mobilitazione permanente e di pratiche come l’autoriduzione popolare
delle tariffe. Dobbiamo, in poche parole, inceppare in più punti e anche
economicamente, i meccanismi di messa sul mercato e di valorizzazione
finanziaria di un bene comune come l’acqua.

E dobbiamo tenere alto anche il carattere nazionale della vertenza
sull’acqua, evitando che la forte e radicata mobilitazione che abbiamo
costruito si riduca ad una lobbistica attesa che la legge faccia il suo
corso nelle commissioni parlamentari. Dobbiamo ottenere che il
provvedimento di moratoria sulle privatizzazioni in corso e future venga
definitivamente approvato al Senato; dobbiamo ottenere che la legge
venga da subito inserita nella Commissione Ambiente della Camera;
dobbiamo costruire una piattaforma di lotta anche in previsione della
prossima Legge Finanziaria. Dobbiamo, in poche parole, costruire una
forte mobilitazione che approdi verso la seconda metà di ottobre a una
grande manifestazione nazionale per l’acqua e per i beni comuni, contro
le privatizzazioni e per uno nuovo spazio pubblico, contro la solitudine
competitiva e per una nuova democrazia dal basso.

Dobbiamo dotarci di strumenti, agili e articolati a seconda delle
diversità territoriali, ma che permettano una accumulazione di forza e
di saperi: coordinamenti locali, per ATO o regionali, a seconda delle
situazioni e delle esigenze.

E finalmente mettere in piedi l’osservatorio sull’acqua, come elemento
di coagulo di conoscenza e di servizio alle mobilitazioni, costruendolo
collettivamente e dal basso, così come abbiamo imparato a lavorare in
questi anni.

E dobbiamo costruire, territorialmente e nazionalmente, una forte
alleanza con quegli Enti Locali che hanno deliberato il loro appoggio
alla legge d’iniziativa popolare e che, in alcuni casi (l’acquedotto del
Monferrato e Rieti) hanno deciso di anticipare la legge, fuoriuscendo
dalle gestioni attraverso SpA a qualsiasi titolo.

Da ultimo, ma non per importanza, la lotta sull’acqua potrà avere futuro
se non la pensiamo e pratichiamo come una lotta specifica e chiusa in sé
e se saremo capaci di mettere a disposizione la nostra esperienza perchè
altre vertenze possano rafforzarsene e reciprocamente costruire
connessioni non solo sentimentali, bensì politiche, di lotta e di
pratica partecipativa. La nostra lotta ha una propria storia, una
propria piattaforma e un proprio radicamento politico-culturale e
territoriale e, come tale, ha un suo proprio percorso. Ma anche dalla
permeabilità verso altre esperienze e dalla capacità di costruzione di
un pensiero e di una mobilitazione forte su tutta la questione dei beni
comuni naturali e sociali, dipenderà l’esito di un percorso di cui oggi
abbiamo vinto la prima tappa, e di cui da domani dovremo riprendere il
cammino.

Oggi sappiamo che possiamo farlo con più fiducia, intelligenza
collettiva e determinazione.