[Erbalive] un pò di questa storia..leggi e gira

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Author: chiara puletto
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To: erbalive
Subject: [Erbalive] un pò di questa storia..leggi e gira
Chiara libera 10 gigno '07

corteo roma no bush-solidarietà agli arrestati chiara libera



Oggi domenica 10 giugno ore 18.00 presidio sotto la prefettura di via cavour
in solidarietà per Chiara e tutti gli arrestati di Roma NoBush

Bush all'anima de li mortacci tua (BUSH DAMN THE SOUL OF YOUR DEAD
ANCESTORS) [uno dei tanti striscioni di ieri a Roma]

Ieri Sabato 9 Giugno corteo a Roma per manifestare contro Bush. Al corteo
circa 100.000 persone sfilano senza rappresentanze politiche istituzionali
con striscioni slogan cori e quant'altro all'indirizzo di Bush, del governo
Prodi e del recente G8 tenutosi a Rostock pochi giorni prima.
Poco prima di piazza Navona c'è stato un tentativo di deviare il corteo per
via Vittorio, la polizia l'ha impedito. A questo punto dal corteo sono
volate alcune bottiglie, la polizia risponde con lancio di lacrimogeni, la
faccenda e' andata avanti per tutto il passaggio del corteo. In coda al
corteo all'ingresso di piazza Navona il dispiegameno delle forze dell'ordine
è tale da alimentare la tensione che dura per diverse ore: La polizia riesce
a fermare 10 persone, 4 sono tuttora in stato di arresto, trasferiti a
Rebibbia in attesa di convalida questo lunedi. Una delle persone fermate,
Chiara, studentessa di Firenze, viene prelevata dal corteo in circostanze
poco chiare, nessuno se ne accorge, viene riempita di botte su tutto il
corpo, portata all'ospedale le viene intimato di non avvertire i familiari e
piu' tardi viene trasferita in questura e trattenuta li tutta la notte. Solo
il fratello riesce a vederla, Chiara riporta bozzi in testa, un braccio
messo male e lividi su tutto il corpo, in ospedale gli viene effettuata una
TAC.
Stamattina sui giornali il linciaggio mediatico non tarda ad arrivare,
solite definizioni "Black Block rovinano la festa" e "apprezzabile gestione
delle forze dell'ordine" campeggiano su tutte le prime pagine delle
principali testate.
Quasi nessun accenno a quanto successo alla stazione Tiburtina dove un
dispiegamento di 150 agenti tra Polizia e Guardia di Finanza ha impedito
l'accesso ai treni ai manifestanti per oltre 4 ore, ancora lancio di
lacrimogeni e momenti di tensione: i manifestanti riescono a ripartire non
prima delle 2 di notte!
Denunciamo la gestione delirante di Trenitalia che ha ritardato e ostacolato
per ore gli spostamenti dei manifestanti in arrivo e partenza da/per diverse
citta d'italia e che con la sua ostinazione ha contribuito a creare un clima
esasperante. Segnaliamo che, mentre i manifestanti attendevano davanti alla
stazione tiburtina uno di loro e' stato colpito da un cartello stradale
lanciato dalla soprelevata da ignoti e ha riportato una ferita alla testa
medicate con 4 punti di sutura.
Solidarietà a tutti gli arrestati
Chiara libera, liberi tutti
adesso!




presidio domenica 10 giugno a firenze per gli arresti a roma al corteo no
bush

Presidio domenica 10 giugno ore 18.00 davanti alla prefettura di firenze,
via Cavour, in solidarietà agli arrestati di Roma, corteo NoBush .



Un centinaio di persone si sono ritrovate oggi davanti alla prefettura di
Firenze. Uno striscione con scritto “Chiara libera tutti liberi” stava
appeso su una impalcatura sopra il gruppo di manifestanti. La folla ha
improvvisato un blocco del traffico per un’ora mentre si distribuivano i
volantini che riportavano la ricostruzione dei fatti del corteo di ieri.

In seguito il nutrito gruppo di persone si è diretto verso la stazione di
santa maria novella sfilando in un corteo spontaneo e non autorizzato per le
strade del centro spiegando al megafono il motivo della protesta e facendo
cori. Alla stazione sono state ricordate le responsabilità di Trenitalia
nell’aver ritardato e ostacolato per ore l’arrivo e la partenza dei
manifestanti durante il corteo di ieri, generando inutili tensioni.

La mobilitazione si è conclusa dopo un consistente volantinaggio davanti
alla stazione.

Si richiede l’immediata liberazione di Chiara, studentessa attiva a Firenze,
e di tutti gli arrestati. Il presidio si propone di portare avanti nuove
iniziative di solidarietà nei prossimi giorni.



Domani mattina alle 9.00 a Roma l’udienza di convalida degli arresti

Chiara libera, tutti liberi, liberi subito





TUTTI LIBERI! CHIARA LIBERA!

tutti liberi!

oggi 11 giugno intorno alle 18.oo dopo ore di odissea sono stati rilasciati
gli 8 ragazzi arrestati per il corteo NoBush a Roma lo scorso sabato. solo
uno dei ragazzi rilasciato con l'obbligo di firma. il processo a luglio.





CON IL CULO A CASA roma 12 giugno07

12 giugno

con il culo a casa



dopo la giornata di ieri in tribunale sballottati da un aula all'altra, i
ragazzi arrestati a roma sabato al corteo contro bush e le politiche
guerrafondaie del governo Prodi sono stati liberati (con la misura cautelare
dell'obbligo di firma per uno di loro).



L'arresto è stato convalidato e gli imputati rimandati a processo l'11
luglio al tribunale di Roma in piazzale Clodio.



Le accuse sono di resistenza, lesioni,oltraggio,lancio di oggetti atti ad
offendere, con aggravante dell'art.339 del codice penale resistenza e
violenza perpetrata da più di 10 persone, tentativo questo di inserire in un
processo di matrice politica un articolo del codice penale utilizzato per
ambiti diversi (stessa storiella già vista con l'art.270).



Il 339 art. modificato dopo la tragica scomparsa dell' ispettore Raciti
durante i disordini dello stadio di Catania è solitamente utilizzato in
casi di azioni organizzate e gestite da gruppi di più di 10 persone,con
l'aggravante della pena, che va ora da 3 a 15 anni di reclusione.



Durante il processo è venuto fuori chiaramente dagli interrogatori che tra i
ragazzi non c'è alcun tipo di relazione, difatti nessuno di loro si
conosceva ne si era mai visto se non in quell'aula soffocante davanti al
giudice Meschini.



Nonostante tutte le dichiarazioni degli imputati evidenzino omissioni, abusi
fino a vere e proprie montature da parte delle forze di polizia, l'unica
verità che sta passando in sede processuale è quella della questura: la
convalida degli arresti implica infatti che le deposizioni delle forze
dell'ordine verranno usate come prove d'accusa, senza che il giudice abbia
nemmeno preso in considerazione l'ipotesi che gli arresti siano arresti
politici e le testimonianze della polizia di stato una montatura.



Gli arrestati non sono stati presi mentre attaccavano le forze di polizia,
ma rastrellati successivamente, aggrediti alle spalle, picchiati, umiliati e
privati di molti diritti basilari. Qualunque cosa pur di avere una manciata
di arresti e dei capri espiatori, pur di far passare l'idea che anche il
centro sinistra sa difendere la legalità.



Sembrava improbabile con tali accuse l'immediata scarcerazione e fino alla
fine c'è stata agitazione nell' aula e nei corridoi del tribunale dove tanta
gente ha dimostrato solidarietà..ma alla fine ce l'abbiamo fatta! e a testa
alta siamo andati a riprenderci gli arrestati fuori dal carcere femminile di
Rebibbia e a Regina Coeli, cantando cori sulla libertà nella metro di Roma.







...in galera nun ce tenete perchè le prove nun ce l'avete..




                                      PAROLE IN LIBERTA'...(  ).             
                                                  13 giugno 07 roma




Essendo stati spesi inchiostro e parole circa le mie condizioni, la mia area
di appartenenza, i miei pensieri; ci tengo ora ad esprimermi in merito,
finalmente è possibile!

Ci tengo in primo luogo a ringraziare, davvero forte, tutti coloro che,
ognuno con i suoi metodi, ognuno con le sue pratiche, mi sono stati vicini,
mi hanno dimostrato solidarietà partecipando alla costruzione di una serie
di mobilitazioni che io personalmente leggo in chiave antirepressiva,
antiautoritaria e anti sbirresca. Sottolineo che questa è la mia chiave di
lettura, poi ognuno c'ha la sua.....



Ringrazio anche tutti coloro che per amicizia e rapporti di tipo
strettamente personale con me o con i miei familiari, si sono interessati
alle mie condizioni di salute, in quel momento effettivamente critiche, e
alla mia condizione legale; ribadendo comunque con forza la mia distanza da
qualsiasi area che non sia la mia: genericamente libertaria, che non mi
interessa etichettare ulteriormente, fondata su modi di fare e di essere,
legati alla politica del quotidiano, alla pratica dell'autogestione e
costantamente critica nei confronti dell'esistente; nonostante le cazzate
uscite sui soliti giornaluzzi e quelli che io ho percepito come tentativi di
strumentalizzazione che hanno generato in me sensazioni ancora più
sgradevoli, in quanto vissute in un momento di privazione della libertà di
esprimermi.



La mia valutazione politica è quella di un ennesimo episodio di repressione
brutale del dissenso. Una montatura basata su infondate testimonianze
sbirresche. E basta.



Per quanto riguarda l'ordine degli eventi:

la mia partecipazione spontanea e individuale al corteo del 9 a Roma, mi ha
portata a trovarmi nella Piazzetta di S. Pantaleo, dove il corteo ha subito
la violenza della negazione della possibilità di libero movimento in parte
della città, che nei fatti per una giornata non è appartenuta alla gente che
la vive, ma al controllo delle forze dell' ordine e ai poteri forti dello
stato e del mondo. L'ennesima zona rossa che un pò di gente ha deciso di non
subire.

Durante la robusta carica della polizia nel vicolo tra piazzetta S.Pantaleo
e piazza Navona, sono stata colpita un paio di volte violentemente alla
testa (scoperta) dai mangenelli, caduta a terra contro un muro, ho subito il
pestaggio da parte di un numero di sbirri che può aggirarsi tra la
quindicina e la trentina. Ormai completamente stordita sono stata ricondotta
verso S.Pantaleo attraverso cordoni di poliziotti in antisommossa che
durante il mio passaggio hanno continuato ad allungarmi manganellate.
Prelevata da 2 agenti in borghese, ho dovuto insistere molto per avere
dell'acqua ed essere portata in ospedale. Una volta al S. Spirito ho dovuto
ancora insistere ore per essere visitata, solo di nascosto ho potuto
contattare telefonicamente qualcuno per far sapere dov'ero e come stavo,
dopo che il mio digos-piantone mi aveva intimato di chiamare, chi
probabilmente mi stava cercando e di raccontare che stavo bene, bevendo una
birra con gli amici in un pub. Arrivata in questura mi è stato comunicato lo
stato di arresto e che lunedì si sarebbe tenuto il processo per
direttissima. Poi sono arrivata a Rebibbia, nella sez. femminile del
carcere, con una richiesta d'isolamento, che date le mie condizioni fisiche,
la dottoressa di turno ha preferito non accettare, assegnandomi all'
infermeria, e con una prescrizione di somministrazione di metadone,
medicinale del quale io non ho mai avuto bisogno, giustificata con una
confusione tra le cartelle mediche. Ho ricevuto, finalmente, le prime
medicazioni e degli antidolorifici. Ancora stordita sono stata condotta in
cella.

Durante la domenica ho ricevuto pasti che non potevo mangiare a causa del
mio regime alimentare( comunicato al mio ingresso in istituto ) tranne del
pane.Il lunedi mattina nelle cellette del tribunale ho atteso ore il mio
processo con le altre detenute ascoltando gli agenti di custodia (non quelli
di Rebibbia, non so da dove arrivassero) canticchiare canzoncine tipo:
faccetta nera, l'inno nazionale oltre ad un pò di Battisti (il mio canto
libero). Poi il processo finalmente mi ha portato "con il culo a casa" e ci
vediamo l'11 luglio.





Ancora un ringraziamento grandissimo, sperando di trovare il modo di
farglielo arrivare, alle priginiere della sez. femminile del carcere di
Rebibbia, che hanno espresso solidarietà stupenda e incondizionata,
augurando loro ancora tanta forza e presto la libertà.



                                                                     UN 
ABBRACCIO A TUTT*



                                CHIA'


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