[ssf] [info-unponteper] Newsletter Osservatorio Iraq: 5/2007

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Autor: redazione- osservatorioiraq
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Asunto: [ssf] [info-unponteper] Newsletter Osservatorio Iraq: 5/2007








Newsletter Osservatorio Iraq

5/2007: dal 21 febbraio al 7 marzo 2007





Iraq, il ritiro di sua maestà







L'annuncio del ritiro britannico da Bassora è un'ammissione di sconfitta. Il premier Tony Blair parla di un ridimensionamento "in sicurezza" del proprio contingente e di rafforzamento dell'apparato militare iracheno, ma a determinare la decisione di Londra sono state priorità politiche e non militari. Il Primo Ministro sta cercando disperatamente di avere un ultimo aumento di consensi da un'opinione pubblica sempre più delusa dalla guerra, mentre l'Iraq si sta trasformando in uno dei campi di battaglia più sanguinosi del mondo, in cui nessuno è al sicuro.





La ritirata da Bassora

Patrick Cockburn - The Independent



Si tratta dell'indice di gradimento nei sondaggi, non delle condizioni in Iraq

Jonathan Steele - Guardian



La vera dimensione del fallimento britannico a Bassora

Patrick Cockburn - The Independent



100 mila no a "Bliar"

Paolo Gerbaudo - Il Manifesto









La rapina del petrolio



L'esecutivo di Baghdad ha appena approvato un disegno di legge sugli idrocarburi, contestato dalle organizzazioni sindacali del settore, che consentirà alle compagnie straniere di controllare il petrolio iracheno per la prima volta dopo 35 anni, con contratti di lungo termine e diritti esclusivi, a discapito dell'erario nazionale. Decisivo per il compromesso finale le pressioni di Washington, in particolare sui kurdi. Un prezioso bottino a cui ambisce anche l'Eni, la compagnia italiana a forte partecipazione pubblica





Il governo pronto a privatizzare il petrolio iracheno

Platform



Le pressioni Usa sui kurdi sono state decisive per approvare la legge sul petrolio

Osservatorio Iraq



Fatta la legge, ora l'Eni segua l'esempio di Mattei

Fabio Alberti - Il Manifesto









Manca l'acqua e il cibo, iracheni allo stremo



La realtà irachena peggiora di giorno in giorno. In alcune parti del Paese il cibo, l'acqua e il carburante scarseggiano. Un quarto della popolazione - soprattutto bambini - morirebbe di fame senza le razioni governative, mentre molti iracheni si ammalano, perché la sola acqua che hanno da bere viene dagli inquinati fiumi Tigri ed Eufrate





Quattro milioni e mezzo di bambini malnutriti in Iraq

Irin



Iraq, ora manca la sicurezza alimentare

Dahr Jamail e Ali al-Fadhily - Inter Press Service



La penuria d'acqua spinge la gente a bere dai fiumi

Irin



I pescatori di Bassora soffrono per il giro di vite sulla sicurezza e l'impennata dei prezzi del carburante

Irin









L'informazione impossibile



L'Iraq si conferma uno dei luoghi più pericolosi al mondo per chi vuole fare informazione. Solo nell'ultimo anno, il più sanguinoso dall'inizio della guerra, sono morti 40 reporter iracheni, 36 collaboratori dei media nazionali e 2 collaboratori dei media stranieri. E a peggiorare lo stato di cose interviene la censura del governo e le continue incursioni dell'esercito Usa contro le redazioni. Nell'indifferenza della comunità internazionale





Almeno 78 professionisti dei media uccisi in Iraq nel 2006

Dirk Adriaensens - BRussells Tribunal



Iraq: un altro attacco Usa contro i media

Dahr Jamail e Ali al Fadhily - Inter Press Service



Giornalisti iracheni chiedono le scuse per il raid contro la sede del loro sindacato

Kim Gamel - Associated Press







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