[ssf] Teatro e pazzia

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Autor: Circolo Pickwick
Data:  
Para: forumsaronnese
Asunto: [ssf] Teatro e pazzia


COMUNA BAIRES
Teatro antropologico di ricerca

Presenta

la nuova programmazione teatrale ROBA DA MATTI! :

*CONCERTO PER PIANOFORTE IN FA DIMENTICATO
*PITT E SBALL NELLA SERRA D'INVERNO DELLA CASA DI CURA
*BEST & TEDA,
* CARMEN STRASSE

Il filo conduttore è la casa di cura, il manicomio, la follia.

E’ forse il manicomio ottocentesco il luogo dove ancora è possibile
inseguire la propria identità, il senso della vita, dove ci è data l’
occasione di giocare con la Storia, la Memoria, l’Arte, o dialogare
con
gli antenati?
Esiste davvero un manicomio ottocentesco con simile talento?

“Perché la follia sta diventando solo una faccenda «medica» e non più
un evento «umano»? Perché la categoria della «malattia» deve occupare
tutto lo spazio, fino a oscurare la profonda parentela che esiste tra
l'eccesso dell'anima e la sua normale condizione? Perché subito un
medico o un farmaco quando la malinconia di un adolescente o la sua
angoscia, almeno all'inizio, stanno implorando solo un po' di
ascolto?
Davvero non abbiamo più fiducia in uno sguardo comprensivo, in una
parola che sa corrispondere all'abisso della disperazione? Davvero
non
abbiamo più tempo in quest'epoca che ci vuole tutti insensatamente
gioiosi, e se non riusciamo, almeno mascherati da quella fredda
razionalità che non lascia trasparire nessun moto d'anima?
E allora se proprio nessuno ci ascolta, se noi stessi, complici di
questa mancata comunicazione, imbocchiamo quella strada che ci porta
a
tacitare l'anima, per poi offrirci, disarmati, alle sue profonde
perturbazioni che neppure sappiamo più riconoscere e tantomeno
nominare, se il silenzio intorno a noi e dentro di noi s'è fatto cupo
e
buio, apriamo un luogo di conoscenza, una terra amica, dove possiamo
constatare che le «malattie dell'anima», prima che una faccenda
medica
o farmacologica, sono condizioni comuni dell'esistenza umana, che i
poeti, prima e meglio degli psichiatri, sanno descrivere in tutta la
loro abissalità.
(Umberto Galimberti: Scoprire il dolore dell’anima. “la Repubblica”,
12 febbraio 2007)

SABATO 03/03/07 ore 20.30
CONCERTO PER PIANOFORTE IN FA DIMENTICATO
monologo teatrale
Con Livia Sguben
Testo e Regia di Renzo Casali

La storia di un’attrice, ricoverata in una clinica psichiatrica,
perché convinta che, il teatro e l’arte, siano strumenti al servizio
della verità,
e non delle semplici protesi per la manipolazione dei Giullari di
Corte.


SABATO 10/03/07 ore 20.30
PITT E SBALL NELLA SERRA D'INVERNO DELLA CASA DI CURA
Testo e regia Renzo Casali
con:
Signora Pitt - Dora Dorizzi
Signora Sball - Adriana Sparano
e la compagnia dei matti della casa di cura

Interno di una serra abbandonata in una clinica psichiatrica.
La Signora Pitt e la Signora Sball sono due donne, attrici, pazienti
internate da
molti anni, che si incontrano ogni giorno nella serra della casa di
cura.
Un rapporto fatto di silenzi, di sguardi, di solipsistici monologhi.
I loro monologhi, espressione della loro essenza e sofferenza a volte
si incontrano
in un immaginario creativo dando luogo ad un dialogo folle.

Signora Pitt: “Perché il dottore dice che noi ci rifiutiamo di
tuffarci nella
liquefazione, e che siamo ancora dei solidi ottusi, signora Sball?
Lei ci capisce qualcosa della felicità”?

Tutto ciò che ci circonda non fa che accrescere il nostro senso d’
incertezza, la nostra solitudine e
l'aggressività. Il problema per ognuno di noi è diventato la felicità
nel momento presente, più che la costruzione di una futura società
ordinata e perfetta.
La realtà odierna è come uno oceano sciocco, senza sale, né barche,

pesci, né pescatori, né fari nella notte, né isole misteriose o auree

Prossima data sabato 31 marzo 2007



SABATO 17/03/07 ore 20.30
BEST & TEDA
Testo e regia di Renzo Casali
con Rosy Di Costanzo, Marcella Maini, Raffaele Tori e la compagnia
dei
matti della casa di cura

“…non tutto si può seguire con la logica della sopravvivenza della
carne, a volte la vita dura un attimo, a volte un giorno…. è la
realtà,
così com’è. Eppure, volendo, chiunque potrebbe modificarla questa
realtà…. Non vi illudete, ragazzini voi siete solo dei poveri malati
di
mente che non riescono a prendere una decisione che sia una!.....”




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