[ssf] immigrazione

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Autor: Cinzia Colombo
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Asunto: [ssf] immigrazione
vi giro un documento dell'Arci lombardia sul tema immigrazione. Poichè il governo affonterà nei prossimi mesi questo tema mi sembra particolarmente importante aderire. Vi chiedo anche di girare il documento a associazioni varesine che si occupano dei diritti dei migranti. Grazie
Cinzia Colombo



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Carissime e carissimi,

in occasione dell'incontro fissato per il 22 gennaio che il Ministro Ferrero, avrà a Milano con le associazioni e le realtà che operano nel campo dell'immigrazione ed avendo avviato lui un percorso di ascolto dei territori per raccogliere le opinioni sulla riforma delle politiche sull'immigrazione, abbiamo pensato di proporvi la condivisione di un documento che troverete in allegato, da presentare a quell'incontro.

Per quello che sappiamo fino ad oggi, l'assessore regionale Abelli, preposto ad organizzare per conto del ministero questo incontro, sta riducendo di molto gli spazi di partecipazione, e quindi diventa importante avere un documento rappresentativo dei punti di vista di molte e differenti realtà, che probabilmente non riusciranno o addirittura non potranno essere presenti.
Per questo vi propongo di utilizzare questo contributo che abbiamo preparato, e che è da considerarsi come una bozza di lavoro, per incontrarsi e discuterne assieme il 17 gennaio dalle ore 19.00 alle ore 21.00 (circa) presso la sede di Arci Milano, in via Adige 11.
Per chi lo vorrà dopo si potrà pensare di andare a mangiare poi nel vicino circolo arci bellezza.

Siete pregati quindi di farmi sapere (patti@???) chi sarà presente e se ha intenzione di fermarsi poi a cena, e per chi non riuscirà ad essere presente, se aderisce al documento e se ne ha ulteriori proposte o emendamenti.
Potete anche ovviamente far girare questo documento e l'invito anche a chi pensate possa essere interessato.

Colgo l'occasione per salutarvi tutti, con la speranza di vedervi.

Per Arci Lombardia
Emanuele Patti

Qui sotto trovate un'ipotesi di documento, che raccolglie in larga parte i contenuti alla base delle nostre mobilitazioni.


Immigrazione e democrazia

La condizione dei migranti, in Italia come in Europa, ha assunto una centralità politica crescente negli ultimi anni. L'entità del fenomeno e le sue caratteristiche ne fanno un banco di prova per la tenuta democratica delle nostre società.

I migranti sono oggi gli ultimi. Quelli su cui si concentrano le peggiori pratiche nei rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini, tutta la retorica razzista e segregazionista di una parte della nostra società, la peggiore e più instabile legislazione, le politiche più lontane dall'esigenza delle persone.

L'azione dei governi europei, sia pure con differenze, è complessivamente influenzata dalla retorica securitaria e da una concezione proibizionista, che si intreccia con una idea utilitarista dei migranti. Una concezione già presente nella legislazione precedente, ma che oggi trova nella legge Bossi-Fini la sua espressione più compiuta. Uomini e donne senza diritti, riconosciuti solo in quanto utili al mercato come manodopera a basso costo, sottoposti a procedure e leggi «speciali», che ne sanciscono l' inferiorità giuridica e sociale. Questa cultura politica ha trovato oggi una sponda europea nel Libro Verde sull'immigrazione economica proposto dal commissario europeo Frattini.

Pensiamo che sia necessario costruire una nuova cultura politica dei diritti dei migranti, a partire da alcuni punti centrali che definiscano una strategia di governo alternativa del fenomeno migratorio: un'alternativa possibile solo se la discussione parte dalla realtà che oggi vivono i migranti, dai meccanismi di esclusione, sfruttamento e repressione a cui sono sottoposti, dalle leggi discriminatorie alle quali devono sottostare, da un protagonismo politico dei migranti.

Si parla invece di immigrazione troppo spesso richiamando argomenti estranei alle questioni che pone la presenza di stranieri in Italia: legalità, sicurezza, solidarietà, rigore,. tutte parole che non hanno alcun legame con la gestione di un fenomeno sociale che necessita di regole eque, giuste ed efficaci.

Si fa ricorso alle paure indotte, alla strumentalizzazione delle tante insicurezze sociali che i nostri concittadini oggi vivono, per presentarsi come seri e responsabili, senza chiedersi quali sono le conseguenze concrete, sulla pelle degli immigrati e sulle comunità locali, pensando soprattutto a rassicurare l'elettorato. In realtà si contribuisce a costruire un senso comune negativo nei confronti dei migranti, una rappresentazione sociale che genera razzismo ed esclusione sociale e che costituisce una grave ipoteca sul futuro dell'insieme della società italiana.

Oggi in Italia un cittadino su 15 è di origine straniera, un lavoratore su 8 è nato in un altro Paese. La grande maggioranza di questi nuovi cittadini lavorano e pagano tasse e contributi, ma non sempre godono degli stessi diritti e delle stesse opportunità dei loro colleghi italiani. Molti ancora sono presenti irregolarmente e costretti al lavoro nero, anche in virtù di una legge ancora in vigore, la Bossi-Fini, che nei fatti alimenta la condizione di clandestinità, l'economia sommersa e la negazione dei diritti della persona.

Un provvedimento di regolarizzazione degli immigrati presenti nel nostro Paese, consentendo l'auto-denuncia o la denuncia con il datore di lavoro delle condizioni di lavoro irregolare, avrebbe un grande valore di legalizzazione ed anche di sicurezza, oltre che di emersione del lavoro sommerso con gli elementi di asservimento e ricatto.

Una nuova politica sull'immigrazione, alternativa a quella finora praticata nel nostro paese, è di particolare urgenza proprio per la Lombardia. Nella nostra regione si concentra ormai un quarto dell'immigrazione totale nazionale, cioè quasi 900mila uomini e donne, ed è qui che i guasti prodotti dalla legislazione esistente emergono in tutta la loro drammaticità. Troppi anni di prevalenza di un approccio esclusivamente repressivo al fenomeno migratorio, l'assenza di un politica organica di accoglienza e inclusione e il preoccupante diffondersi di discorsi e atteggiamenti xenofobi o peggio, di cui le vicende di Opera rappresentano un inequivocabile campanello d'allarme, rendono oggi imprescindibile ed impellente un deciso cambio di direzione di marcia. Siamo ancora in tempo per non perdere le "seconde generazioni", ma occorre agire in fretta.

I punti su cui chiediamo un impegno al Governo sono i seguenti:

1.      ratifica della Convenzione ONU sui diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie;


2.      introduzione della cittadinanza di residenza a livello europeo;


3.      una legge organica per il diritto d'asilo che assicuri la tutela effettiva dei diritti del richiedente in ogni fase del procedimento;


4.      approvazione di una legge ordinaria che garantisca l'esercizio della libertà di culto, in applicazione di quanto previsto dalla Costituzione;


5.      riconoscimento del diritto di voto attraverso l'approvazione di una legge ordinaria;


6.      superamento della politica delle quote per gli ingressi e sganciamento del permesso di soggiorno dal rapporto di lavoro;


7.     chiusura dei CPT e abolizione di ogni forma di detenzione amministrativa;


8.      introduzione di procedure di regolarizzazione ordinaria;


9.      Per una rapida approvazione delle norme volte a colpire i trafficanti di braccia ed i caporali del lavoro nero, anche mediante il riconoscimento del permesso di soggiorno al migrante irregolare al fine della sua emersione;


10. semplificazione delle procedure d'ingresso e di rinnovo del permesso di soggiorno, nei tempi e nelle procedure burocratiche, accanto ad un aumento della durata dei permessi di soggiorno e loro eventualità e adeguamento degli sportelli unici e degli uffici consolari assolutamente inadeguati alla mole di lavoro che riguarda l'Immigrazione;

11. passaggio di competenze dalle Questure agli enti locali e trasferimento di risorse per l'accoglienza e l'integrazione;

12. riforma della cittadinanza: acquisizione da parte dei minori stranieri non comunitari, nati nel territorio italiano, del diritto alla cittadinanza italiana (jus soli);

13. un piano nazionale di contrasto delle discriminazioni istituzionali e sociali dei lavoratori/trici e cittadini/e immigrati/e.

14. un'azione specifica e organica, in armonia con le indicazioni comunitarie, volte al superamento della politica segregazionista dei "campi" e al riconoscimento delle popolazioni rom e sinti come minoranza europea.

Arci Lombardia,





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