[Gioia_per_Catania] Contromafie al termine, "Ora liberare l´…

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Author: gioia_per_catania
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To: gioiaxct
CC: gioia_per_catania
Subject: [Gioia_per_Catania] Contromafie al termine, "Ora liberare l´Italia"
Con la lettura del manifesto conclusivo si è chiusa domenica pomeriggio
a Roma la prima edizione di "Contromafie", gli Stati generali
dell´Antimafia, organizzati da Libera - Associazioni, nomi e numeri
contro le mafie.

Lunedì la consegna del documento conclusivo a
Bertinotti

20/11/2006

I numeri. Tre giorni di iniziative, 500
interventi nei gruppi di lavoro, 2.000 partecipanti alla manifestazione
di apertura, 5.000 persone che complessivamente hanno preso parte alla
rassegna di "idee, percorsi, proposte per un rinnovato impegno" contro
la criminalità organizzata. La terza e ultima giornata ha visto le
relazioni conclusive dei responsabili dei gruppi di lavoro che hanno
operato nei tre giorni di Contromafie. Poi è stata la volta della
tavola rotonda tra i numerosi soggetti istituzionali e sociali
impegnati nel contrasto alle mafie.

Rita Borsellino: “Il male
peggiore è l´indifferenza”. La prima a parlare è stata Rita Borsellino,
deputata regionale all´Assemblea Regionale Siciliana, che ha ribadito
che "il puzzo peggiore è quello dell´indifferenza, ancor più acuto di
quello della complicità, perché lo stare soltanto a guardare lascia
soli coloro che indifferenti non sono". Allora occorre "partecipazione
e sensibilizzazione" contro la mafia, a partire dalle attività nelle
scuole: "E´ il profumo dei giovani che può cancellare il puzzo della
mafia", ha insistito la Borsellino.

Vendola: “Abbiamo perso”. “Penso
che, senza mortificare le cose belle che noi abbiamo fatto, abbiamo
perso, perché in questi anni ha vinto un´idea della mafia come banda
armata o setta di demoni”, ha detto il presidente della Regione Puglia,
Nichi Vendola, che ha rivendicato la prima legge regionale contro
l´usura e la lotta al caporalato e allo sfruttamento del lavoro,
terreni di prosperità per le attività mafiose. "Bisogna cambiare
paradigma, abbandonando quello militare della repressione compiendo
invece un lavoro sociale e culturale". Secondo Vendola, "in questi
ultimi anni abbiamo perso. Infatti è passata l´idea che la mafia sia
una banda armata, una sorta di drago che solo il san Giorgio di turno
può sconfiggere". Il governatore della Puglia ha concluso con un
attacco al trasformismo in politica "nelle regioni soggette al fenomeno
mafioso. C´è un ceto politico che con la sua presenza camaleontica
camuffa la collusione della politica con la criminalità organizzata".

L´iniziativa ha visto il debutto del nuovo presidente della commissione
parlamentare Antimafia, Francesco Forgione, contestato da alcuni
giovani per la presenza in commissione di parlamentari indagati o
condannati per legami con la mafia.

Il manifesto conclusivo. La tre
giorni romana si è conclusa con un documento dal titolo Per un´Italia
liberata dalla Mafie, frutto delle riunioni tematiche che si sono
tenute nel corso degli Stati generali. Il documento verrà consegnato
lunedì al presidente della Camera, Fausto Bertinotti. Nel documento c´è
l´impegno a «promuovere e partecipare a tutte le iniziative, i
progetti, necessarie per liberare l´Italia dalle Mafie». Ci sono le
richieste al Parlamento e al Governo di «assumere concretamente la
lotta alle mafie come un´autentica priorità nazionale» avviando una
«stagione di forte discontinuità per superare i ritardi del passato» e
«disegnare un futuro di speranza». Vengono poi indicate proposte
concrete, tra cui: garantire il sostegno dei testimoni di giustizia;
definire e approvare un testo unico della legislazione antimafia;
istituire un´agenzia nazionale per la gestione dei beni sottratti alle
mafie; colpire i legami tra mafia e politica attraverso la revisione
del reato di voto di scambio e della normativa sui comuni sciolti per
mafia; riforma della normativa in materia di appalti, subappalti e
opere pubbliche e la lotta al lavoro nero e al caporalato.



Leggi il
documento conclusivo di Contromafie

MANIFESTO DEGLI STATI GENERALI
DELL'ANTIMAFIA

Per un'Italia libera dalle mafie
Noi sottoscritti
cittadini e cittadine, uomini e donne di ogni età , CI IMPEGNIAMO
INSIEME:

- Ad affermare nella nostra vita quotidiana i valori della
pace, della solidarietà, della legalità democratica e della convivenza
civile, contro ogni forma di violenza, d'illegalità, di violazione
della dignità umana;

- A promuovere e partecipare a tutte le
iniziative, i progetti, le attività necessarie per liberare l'Italia
dalle mafie;

- A far vivere la memoria delle vittime di mafia come
testimonianza di un'Italia giusta, consapevole, coraggiosa e
responsabile.

CHIEDIAMO al Parlamento e al governo di assumere,
concretamente, la lotta alle mafie come un'autentica priorità
nazionale, avviando così una stagione di forte discontinuità per
superare i ritardi del passato, costruire nel nostro paese un presente
vivibile e disegnare un futuro di speranza.

Affinché sia difesa con
efficacia la nostra democrazia e sia garantito il rispetto dei diritti
sanciti dalla Costituzione

PROPONIAMO DI:

- Dare risposta alla
domanda di giustizia che viene dai familiari delle vittime, sostenere
le legittime istanze e potenziando le risorse e i mezzi a disposizione
della Magistratura per individuare ogni responsabilità per i delitti e
le stragi di mafia;

- Garantire il pieno ed effettivo sostegno dello
stato ai testimoni di gioustizia, affinchè la scelta di contribuire
all'affermazione della verità non sia penalizzante per la loro vita e
le loro famiglie;

- Definire e approvare in tempi rapidi un testo
unico della legislazione antimafia, capace di superare le attuali
disfunzioni e garantire una più efficace azione di contrasto da parte
delle forze dell'ordine e della Magistratura;

- Istituire un'agenzia
nazionale per la gestione dei beni sottratti alle mafie, in modo da
assicurare rapidità e trasparenza nell'assegnazione delle ricchezze
restituite alla collettività;

- Sostenere le cooperative e le
associazioni ipegnate nel riutilizzo sociale dei beni confiscati
affinché le loro esperienze, a partire dal Mezzogiorno d'Italia,
diventino il motore di una nuova economia della solidarietà;

- Colpire
i legami tra mafia e politica attraverso la revisione del reato di voto
di scambio e della normativa sui comuni sciolti per mafia, l'estensione
ai reati di corruzione della legge sul riutilizzo sociale dei beni
confiscati;

- Rilanciare una stagione di contrasto al racket e
all'usura attraverso l'istituzione di un'authority indipendente, che
tuteli le vittime garantendo certezza e tempi rapidi nell'erogazione
del sostegno economico;

- Introdurre nel codice penale delitti contro
l'ambiente, al fine di prevenire e contrastare l'ecomafia e la
criminalità ambientale, che rappresentano una minaccia alla sicurezza
del nostro paese;

- Assumere la battaglia contro l'abusivismo edilizio
come un impegno, concreto e quotidiano, per il ripristino della
legalità, eliminaqndo il ricorso ai condoni edilizi e sostenendo le
attività di demolizione e riqualificazione delle aree liberate dal
cemento illegale;

- Riformare la normativa in materia di appalti, sub-
appalti ed opere pubbliche, abolendo la legge obiettivo e raffforzando
le attività di controllo, dall'aggiudicazione dei lavori ai cantieri;

- Riconoscere alle persone oggetto della tratta di esseri umani la
condizione di vittime, rafforzare la rete di sostegno sociaale e
istituzionale agli uomini e alle donne che denunciano i loro
sfruttatori;

- Combattere il lavoro nero e il capolarato, che vedono
spesso la riduzione in schiavitù di un numero crescente di immigrati,
attraverso l'affermazione dei loro diritti di cittadinanza;

-
Promuovere una nuova legge antidroga che abbia come centralità la
tutela della salute delle persone e la riduzione della domanda,
adeguando l'analisi e le misure di contrasto alla diffusione, sempre
più crescente, delle droghe sintetiche;

- Riscrivere la legge anti-
doping, rafforzando gli strumenti di lotta al traffico di sostanze
dopanti, estendendo la tutela a tutti i cittadini e promuovendo, a
partire dai giovani, i valori di uno sport ispirato ai principi di
lealtà e rispetto delle regole;

- Istituire un'authority indipendente
per contrastare il fenomeno del riciclaggio di capitali di provenienza
illecita e analizzare le connessioni, nazionali e internazionali,
sempre più complesse, tra economia legale e illegale;

- Promuovere
l'introduzione di una normativa europea omogenea in tema di lotta alle
mafie, che consenta una più efficace azione di contrasto delle
organizzazioni transnazionali, la confisca e il riutilizzo sociale dei
loro beni;

- Colpire i traffici internazionali di armi, le "zone
grigie" e i paradisi fiscali in cui avvengono le triangolazioni,
introducendo in particolare il reato di intermediazione;

- Diffondere
un sapere di cittadinanza che dalla scuola, all'Università, al
territorio valorizzi i giovani come protagonisti di un processo di
educazione permanente alla legalità, alla cittadinanza e alla
responsabilità;

- Costituire un osservatorio nazionale permenente
sull'informazione in tema di mafie, tutelare il diritto di cronaca,
ridimensionare il segreto di Stato, favorire realmente l'erogazione di
fondi pubblici ad iniziative editoriali indipendenti;

- Dedicare, con
un provvedimento legislativo, la giornata del 21 marzo di ogni anno
alla memoria di tutte le vittime della mafia.


http://www.90011.
it/articolo.asp?idnotizia=187