Newsletter Osservatorio Iraq
18/2006: 13 - 27 settembre 2006
Iraq di nuovo la "repubblica della paura"
Morti violente, omicidi extragiudiziali, torture atroci: il "nuovo" Iraq è tornato a essere la "repubblica della paura" - come ai tempi di Saddam Hussein, forse anche peggio, denuncia il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, Manfred Nowak. L'ultimo rapporto dell'UNAMI - la missione di assistenza Onu per l'Iraq - sulla situazione dei diritti umani nel Paese parla di oltre 6500 civili uccisi nei mesi di luglio e agosto, una media di circa 100 al giorno. Ed è quasi sicuramente una stima per difetto. Mentre pochi si interrogano sulla natura dubbia dell'escalation di violenza "confessionale", questa non risparmia neanche gli ospedali, e la pulizia etnica infuria non solo a Baghdad ma in tutte le zone rurali del paese. Dove i giornalisti non possono andare.
Il nuovo terrore avanza in Iraq
Patrick Cockburn - The Independent
L'escalation della violenza costringe gli iracheni a fuggire in Kurdistan
Ihasan Aziz - Azzaman
Iraq, se l'ordine viene dai palazzi
Sabah Ali - Il Manifesto
Gli ospedali iracheni sono i nuovi "campi di battaglia" della guerra
Amit R. Paley - Washington Post
Un viaggio nella "repubblica dei Talibani" dove le milizie regnano incontrastate
Patrick Cockburn - The Independent
L'impossibilità di raccontare e di capire
Se dell'Iraq ormai si sa (e si capisce) così poco, è anche perché i giornalisti non possono più fare il loro mestiere. Quei pochi che ancora ci provano ne pagano le conseguenze. E' in questo vuoto che si affermano luoghi comuni - come quello del "triangolo sunnita" - o veri e propri esercizi di pubbliche relazioni - come quelli dei "passaggi di consegne" in alcune province del Paese, l'ultima della quali è stata Nassiriya. Non si parla invece quasi mai della vera posta in gioco: il controllo delle risorse petrolifere.
Da cinque mesi gli Usa tengono in carcere fotografo della AP in Iraq
Robert Tanner - Associated Press
I triangoli della resistenza sono più di uno
Haifa Zangana - The Guardian
Sette cose che forse non sapete sulla guerra in Iraq
Michael Schwartz - Tom Dispatch
In Iraq l'esercito non è pronto, la sicurezza ancora fragile
Mazen Abdulhamid - Azzaman
Condivideremo i proventi petroliferi ma controlleremo i giacimenti, dicono i kurdi in Iraq
Peg Mackey e Tom Bergin - Reuters
Una regione in fiamme
Mentre in Libano per ora il cessate il fuoco regge, le ambiguità della risoluzione Onu 1701 sono destinate prima o poi a venire a galla. Hezbollah intanto dice chiaramente di non avere alcuna intenzione di disarmare. Ma l'incendio che viene dall'Iraq ha destabilizzato tutto il Medio Oriente, dove l'Iran - ormai potenza regionale - è un interlocutore da cui non si può prescindere
Libano, perché sono ambigue risoluzione e missione Onu
Gilbert Achcar - Il Manifesto
"Sul disarmo non si discute"
Intervista a Nabil Qauk, responsabile di Hezbollah per il Libano del sud
Stefano Chiarini - Il Manifesto
Dalla Siria alla Turchia fiammate del caos iracheno
Guido Rampoldi - La Repubblica
"Obbligatorio negoziare con Teheran leader indiscussa di milioni di sciiti"
Intervista a Vali Nasr
Alix Van Buren - La Repubblica
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