>Subject: [fori-sociali] Forza? Onu?
>Date: Tue, 29 Aug 2006 20:06:07 +0200
>
>www.carta.org >
>Forza? Onu?
>Pierluigi Sullo
>I bastimenti partono carichi di soldati [e di armi], il consiglio dei
>ministri dà il via libera alla "missione" in Libano, tutti si congratulano
>per il ritrovato "prestigio" del nostro paese e ad Assisi si marcia dietro
>uno striscione che recita "Forza Onu". Nel Libano del sud, soldati
>israeliani e libanesi, combattenti Hezbollah e, si presume, la povera gente
>bombardata per oltre un mese, aspettano l'arrivo dei caschi blu per avviare
>una tregua meno precaria. Beninteso, anche gli israeliani che vivono nel
>nord del paese aspettano la tregua, dopo le scariche di razzi degli
>Hezbollah. A Gaza e in Palestina nessuno aspetta niente di meglio di un
>"raid aereo" o un'incursione di carri armati: ministri e altre figure
>istituzionali palestinesi, appartenenti al partito che ha vinto le
>elezioni, Hamas, sono in carcere, sequestrati dallo Stato di Israele [ma i
>giornali dicono "arrestati"]: però D'Alema, ministro degli esteri, dice che
>il prossimo passo deve essere garantire tregua anche tra palestinesi e
>israeliani, forse con un'altra "forza" dell'Onu. In generale, si constata
>che il metodo Bush per fare la guerra [io la faccio, gli altri si adeguano]
>è stato sconfitto dall'accordo plurale, in cui ha avuto un gran ruolo
>l'Unione europea, che ha condotto alla spedizione in Libano.
>Insomma, le cose vanno meglio, si direbbe. Ma perché non riusciamo ad
>essere contenti, o almeno convinti? Noi, è noto, evitiamo gli atteggiamenti
>"anti-imperialisti", che conducono fatalmente a schierarsi tra i
>contendenti in campo, per qualunque "resistenza" all'"imperialismo": Saddam
>contro i due Bush, Milosevic contro la Nato, Hezbollah contro Israele, ecc.
>Cerchiamo sempre la terza possibilità, quella che in politica [questa
>politica] non è contemplata: costruire la pace con la pace, ossia con la
>cooperazione alla pari, l'amicizia, il dialogo, quel che molti chiamano
>l'"interposizione non violenta", i "corpi civili di pace", ecc. A parte il
>dubbio fascino degli antagonisti attuali dell'"imperialismo", è noto che
>qualunque resistenza tende [non sempre ma quasi] a diventare simile al suo
>avversario: il fascino della pistola, di poter decidere della vita e della
>morte - come dice Eduardo Galeano in un bel documentario sull'Argentina
>degli anni della dittatura - produce buoni soldati che obbediscono, non
>buoni rivoluzionari che pensano.
>I più saggi, tra i pacifisti e nonviolenti, dicono che bisogna saper
>apprezzare anche i piccoli passi, l'avvicinamento alla possibilità di fare
>la pace con la pace [quel che Paolo Cacciari lamenta sia giudicato dalla
>politica realista un atteggiamento "naif"]. Dunque, l'atteggiamento di
>D'Alema, il tipo di Risoluzione dell'Onu e le "regole d'ingaggio", il
>gradimento di tutte le parti in causa, l'incrinatura nell'unilateralismo
>statunitense, il prossimo ritiro di truppe dall'Iraq [speriamo che sia
>prossimo: ma l'Afghanistan?], tutto questo e altro ancora inducono a
>rallegrarsi. Carta ha anche aderito [per quanto non invitata] alla marcia
>di Assisi, con lo stesso spirito, se permettete, con cui hanno aderito i
>genitori e i compagni di Angelo Frammartino, o anche Pax Cristi: meglio
>discutere che lanciarsi anatemi.
>Però. A chi è venuto in mente uno striscione così demenziale come "Forza
>Onu"? Intanto, l'uso della parola "forza" andrebbe bandito dalle
>manifestazioni pacifiste: allude a un immaginario fatto di potenza virile.
>E poi, l'Onu. Capiamo bene che, allo stato, altre possibilità di risolvere
>controversie tra Stati in modo non bellico non ce n'è. Ma l'Onu è la stessa
>che ha più o meno approvato a posteriori l'invasione dell'Iraq, che ha
>prestato la sua bandiera per le forze [appunto] della Nato che combattono
>in Afghanistan l'ennesima guerra in quel disgraziato paese. Di colpo l'Onu
>è diventata qualcos'altro? Il Consiglio di sicurezza si è democratizzato? A
>decidere è l'assemblea generale sulla base del principio una testa [uno
>Stato] un voto? E - domanda fondamentale - sono gli Stati che siedono
>all'Onu i legittimi rappresentanti dei popoli [l'annuale convegno di
>Perugia si chiama appunto l'"Onu dei popoli"]?. Perché dovremmo fare il
>tifo per l'Onu e non constatare, più sobriamente, che una occasionale e
>fortunata convergenza di interessi tra grandi potenze, forse il quasi
>disastro dell'offensiva israeliana in Libano, hanno prodotto, con un
>ritardo che è costato la vita di centinaia di persone, una tregua che
>sospende sì i bombardamenti, ma non risolve nessuno dei problemi di fondo,
>a cominciare - come dice D'Alema - da quello palestinese?
>Forse tanto entusiasmo si spiega, molto banalmente, con il fatto che la
>Tavola della Pace è sostenuta da amministrazioni locali i cui
>rappresentanti politici, i partiti del centrosinistra, stanno - tutti -
>raccontando questa vicenda come il fatto che finalmente coincidono qualità
>dell'operato del governo, interesse nazionale, alleanze politico-militari e
>ricerca attiva della pace. Dopo i disastri del Kosovo, un enorme sospiro di
>sollievo, una euforia che diventa striscione. Ma l'interesse della Tavola
>della Pace qual è: la Tavola, o la Pace?
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