Autor: Arighi Enzo Data: Para: lapanza CC: forumsaronnese Asunto: [ssf] Legge 30 (Biagi, Maroni, ma anche Treu)e dintorni
Un articolo di "Liberazione" di ieri
(ma quando tocchiamo il fondo? e ricominciamo a risalire?)
I "soci" di una cooperativa lavorano in un capannone merci della
Auchan
Turni da 17 ore, 15 minuti di pausa
A Melfi torna il lavoro schiavile
Turni di lavoro di 17 ore consecutive, con solo 15 minuti di pausa, in
un capannone in cui la temperatura arriva fino a 40 gradi: si lavora
così nei magazzini della Italtrans Spa nella zona industriale di Melfi.
Dalle 6 del mattino alle 22, come accaduto il 16 agosto; o, il 4
agosto, dalle 6 alle 23: diciassette ore, il picco massimo di un turno
di lavoro che spesso raggiunge le 12 ore. Succede, dunque, che tra la
fine di un turno e l'inizio di un altro passino solo 9 brevissime ore:
appena il tempo di dormire. Ben sotto le 11 ore che una pessima
direttiva europea (94/104) definiva come tempo minimo di riposo tra un
turno e l'altro. Turni che i lavoratori sono costretti a passare in un
fabbricato dove, in estate, l'aria diventa irrespirabile: tanto che gli
operai, a turno, sono costretti a cercare refrigerio nella cella
frigorifero. Un lavoro schiavile, nascosto, come avviene spesso, dietro
la maschera di una cooperativa, la Coopital di Bergamo: uno stratagemma
inventato dalla Italtrans che rende i lavoratori soci, dunque in
qualche maniera consenzienti ai turni massacranti, per l'azienda resi
necessari da un'aumento del 15% delle commesse e dalle ferie di una
ventina di operai. A dimostrazione che quella che qualcuno si ostina a
chiamare "buona flessibilità", derivante da imprevedibili picchi
produttivi, con facilità si trasforma in sfruttamento senza regole nè
limiti.
Ma non basta: al primo accenno di protesta, dopo l'intervento della
Filt-Cgil e di Emilia Simonetti, consigliere regionale del Prc in
Basilicata, la cooperativa ha chiamato un ventina di lavoratori
filippini, indiani e peruviani, provenienti da Bergamo, sede principale
della Italtrans e della sua "creatura" Coopital. «Tutti regolarmente
iscritti nei libri dei soci», spiega candidamente il consigliere
delagato della cooperativa Sergio Stefanini. Che dinanzi all'
inaspettata protesta dei lavoratori ha anche parlato di improbabili
difficoltà finanziare, ventilando il rischio di chiusura dell'azienda.
La dirigenza della Coopital, secondo Alessandro Fundone, segretario
della Filt, ha anche fatto di tutto per far saltare l'incontro chiesto
a gran voce dal sindacato.
La Italtrans è fornitore dei servizi di trasporto della grande catena
di centri commerciali Auchan per tutto il mezzogiorno. Nessuna voce è
giunta dalla dirigenza della multinazionale francese.
«L'assenza di controlli e iniziative da parte delle strutture
pubbliche è un fatto gravissimo», denuncia la consigliera regionale del
Prc Emilia Simonetti. «Abbiamo chiesto al ministero del Lavoro, alla
regione Basilicata e all'ufficio del Lavoro di intervenire al più
presto, per bloccare una condizione di lavoro che ci riporta a prima
della rivoluzione industriale, all'800», aggiunge la Simonetti.