[ssf] Prove di sinistra d’alternativa nella lotta al lavoro …

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Autor: Arighi Enzo
Data:  
Para: labsocialforum
CC: L'ernestocubano, forumsaronnese, Francesco Cascavilla
Asunto: [ssf] Prove di sinistra d’alternativa nella lotta al lavoro precario
Presentato a firma di Salvi (Ds), Russo Spena (Prc) e Palermi (Verdi-
Pdci) un Dl che rende più difficile assumere a tempo determinato. Si
cambia una legge di Berlusconi, che non poneva vincoli
Prove di sinistra d’alternativa
nella lotta al lavoro precario


Manuele Bonaccorsi
Da domani potrebbe essere più difficile assumere con contratti a tempo
determinato, se sarà approvato il disegno di legge presentato da Cesare
Salvi (sinistra Ds), Giovanni Russo Spena (capogruppo al senato del
Prc) e Manuela Palermi (capogruppo Verdi-Pdc), sulla regolamentazione
dei contratti a termine. Per Cesare Salvi si tratta della «prima
iniziativa parlamentare comune» delle tre anime della sinistra
radicale, unite dall’opposizione alla guerra e al neoliberismo.
«Insieme possiamo influire di più, rappresentare la spinta ad una
riforma della legislazione del lavoro che proviene dai sindacati,
rafforzare il conflitto sociale e l’opposizione alla precarietà»,
commenta il capo dei senatori di Rifondazione Russo Spena, che ricorda
la proposte dell’assemblea “Stop precarietà, ora”, che a giugno ha
lanciato una grande manifestazione nazionale prevista a ottobre.
Il disegno di legge proposto dai tre senatori riguarda i contratti a
tempo determinato, e ha l’obiettivo di “tornare indietro”, a prima dell’
era Berlusconi.

Lo scorso governo, infatti, aveva riformato questa tipologia
contrattuale con la legge 368 del 2001. Una legge che, interpretando in
maniera molto dubbia una direttiva comunitaria (1999/70), nei fatti
liberalizzava le assunzioni a tempo determinato. La precedente
legislazione del ’62, infatti, poneva delle “ipotesi tassative di
ammissibilità” che limitavano l’uso dei contratti a termine:
transitorietà e temporaneità le condizioni all’interno delle quali era
possibile una deroga alla normalità del rapporto a tempo determinato.
In caso di violazione delle ipotesi, poi, valeva la norma generale, e l’
assunzione si trasformava immediatamente a tempo indeterminato. Su
questa norma era caduta nel 2001 l’accetta dell’appena eletto
Berlusconi. Scompaiono le ipotesi di ammissibilità, e i contratti a
termine diventano regolari se subordinati a “ragioni di carattere
tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo”. Una definizione dal
carattere così generico da permettere un uso quasi illimitato della
tipologia contrattuale. In caso di violazione della legge, inoltre, il
contratto diventava nullo: dunque nessuna assunzione per il lavoratore
irregolarmente impiegato con un contratto precario.

Con la proposta della sinistra radicale si propone di ristabilire
molti vincoli presenti nella legge del ’62. «Il contratto di lavoro
subordinato si reputa a tempo indeterminato, salvo le eccezioni
appresso indicate», dice l’articolo 1 del disegno di legge. Eccezioni
che vengono specificate con grande attenzione, divise in ragioni
tecniche (che devono essere temporanee) o sostitutive. In quest’ultimo
caso la sostituzione deve riguardare lavoratori assenti «con diritto di
conservazine del posto» (maternità, malattie, aspettative) e non
assenti «fisiologicamente», (è il caso delle ferie, o anche di casi di
malattie la cui incidenza, come nelle grandi imprese, è prevedibile). A
rendere di difficile violazione questa norma, l’obbligo di indicare il
nome del lavoratore sostituito nel contratto. Ritorna, infine, l’
assunzione automatica a tempo indeterminato in caso di violazione delle
eccezioni, e si stabilisce che eventuali deroghe possono essere
indicate solo nei contratti collettivi nazionali, mai in quelli locali
o aziendali. Una misura, questa, che rafforza molto i sindacati
confederali impegnati nella stipula dei contratti collettivi.

Che si tratti di un’ottimo disegno di legge, del quale c’è urgente
bisogno, lo dimostrano le grida scomposte del senatore forzitaliota
Maurizio Sacconi, ex sottosegretario al Welfare, e convinto sostenitore
del far west contrattuale. Secondo l’ex esponente del governo, il
disegno di legge della sinistra radicale «è una controriforma dell’
attuale disciplina dei contratti», una prova che «la maggioranza
comincia a dare il peggio di sé in materie fondamentali come la
regolazione del mercato del lavoro».

Con buona pace di Sacconi, l’approvazione della legge renderebbe i più
vicina la realizzazione di quanto è affermato nel programma dell’
Unione, dove si scrive che «la forma normale di occupazione è a tempo
indeterminato, perché riteniamo che tutte le persone devono potersi
costruire una prospettiva di vita e di lavoro serena».