[Gioia_per_Catania] ANCORA POLEMICHE SUL PONTE SULLO STRETTO

Delete this message

Reply to this message
Author: gioia_per_catania
Date:  
To: gioiaxct
CC: gioia_per_catania
Subject: [Gioia_per_Catania] ANCORA POLEMICHE SUL PONTE SULLO STRETTO
LOMBARDO: I SICILIANI NEL MONDO FINANZIERANNO L’OPERA

PALERMO - Quel
Ponte s’ha da fare, e nessuno potrà "scipparlo". Men che meno il
governo Prodi che nei giorni scorsi per bocca del Ministro dei
Trasporti Alessandro Bianchi è tornato a ribadire la convinzione di
interrompere la realizzazione del Ponte sullo Stretto "anche dal punto
di vista amministrativo". È quanto si evince dalle ultime dichiarazioni
di due rappresentanti regionali: da un lato il governatore Salvatore
Cuffaro che lancia il guanto della sfida per la terza volta, puntando
sugli "effetti positivi sul contesto sociale, economico e territoriale
e di rilancio socioeconomico di tutto il Meridione", che il gigante da
4 miliardi di euro e sei anni di lavori recherebbe in dote.
Dall’altro
quella dell’autonomista Raffaele Lombardo, Parlamentare Europeo e
Presidente della Provincia di Catania nonché leader e fondatore del
Movimento per l'Autonomia, che ha annunciato la costituzione di "un
comitato di garanti di altissimo livello e di un pool di banche
internazionali per raccogliere la partecipazione dei siciliani nel
mondo alla costruzione del Ponte".
Parole che avevano cozzato con l’
appello contro il Ponte consegnato al premier Prodi dalla leader dell’
Unione siciliana Rita Borsellino, e con l’intenzione di sospendere la
concessione espressa dal Ministro per le Infrastrutture Antonio Di
Pietro definito da Cuffaro come "un novello azzeccagarbugli, alla
ricerca di soluzioni per annullare quanto di buono in questi anni si è
fatto per rilanciare la Sicilia ed il mezzogiorno d’Italia".
"È un’
occasione di sviluppo che non ci faremo scippare - attacca il
Governatore della Sicilia - e i siciliani non permetteranno che quanto
promesso da decenni da governi di destra e di sinistra venga ora
annullato per gli inconfessabili interessi della sinistra, i cui
maggiori esponenti, in incontri pubblici ufficiali, si erano già
espressi a favore della realizzazione del ponte. Salvo adesso fare
marcia indietro per interessi di bottega e non per convinzione".
Quali
gli effetti positivi rivendicati dal governatore? "L’incremento dell’
occupazione diretta ed indiretta pari a circa 40 mila unità all’anno",
poi l’impennata degli scambi commerciali della Sicilia, "l’ampliamento
dei mercati, consentendo l’intensificazione degli scambi tra imprese e
la nascita di nuove partnership ora impensabili. E una più forte
integrazione tra le diverse economie mediterranee, che porteranno anche
allo sviluppo del mercato del lavoro, e faranno diventare la Sicilia un
riferimento al centro del Mediterraneo che potrà finalmente utilizzare
al meglio la propria posizione strategica". Ma ci sono anche "l’impatto
turistico" dovuto al Ponte in sé e alla sua funzione, e "il
decongestionamento del traffico", che produrrebbe un "innalzamento
della qualità della vita" e il "rilancio dell’immagine urbana e delle
funzioni commerciali e turistiche di Messina".
Tutti effetti per
Cuffaro "misurati da una accurata analisi predisposta da advisor
esterni alla società Stretto di Messina che ne hanno permesso una
puntuale verifica di valutazione dell’impatto socioeconomico, sia nella
cosiddetta fase di cantiere", sia "nella fase a regime".
Ma tanto non è
bastato a convincere il Ministro Bianchi, secondo il quale il processo
del Ponte va fermato "anche dal punto amministrativo". La "presa di
posizione di carattere politico – ha detto il ministro dei Trasporti -
adesso va tradotta in atti. E ciò significa che bisogna prendere la
concessione che invita la società del Ponte e interromperla. Anche
perché questo significa, cosa non indifferente, trasferire una quantità
ingente di risorse legate alla realizzazione del Ponte che sono nei
cassetti ad altre opere. Noi – ha confermato Bianchi - vogliamo fare
questo. Anziché il Ponte, vogliamo riservare risorse a realizzare
infrastrutture per il Mezzogiorno, in particolare per la Calabria, la
Sicilia e l’area dello Stretto".
Ma la questione non sembra destinata
chiudersi in fretta. Da un lato si schierano Verdi e ambientalisti che
plaudono alla scelta del governo Prodi. Dall’altro il centrodestra che
insorge a fianco del governatore. Intanto alla Camera la questione è
stata sollevata dal deputato forzista Basilio Germanà, che ha visto
cancellate le risorse per il Ponte originariamente previste nel Dpef.

http://www.agenziaaise.it/gestionedb/03-News.asp?
Web=Giorno&Modo=12&IDArc=32876