Autor: Walter Data: Para: Forum Sociale Saronnese Asunto: [ssf] I: [Norton AntiSpam] Notizie da gaza
Ciao,
Vi giro le notizie arrivate dalle nostre cooperanti che sono rientrate
giovedì a Gaza.
Lia
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Giovedì 20 luglio - Rientro a Gaza
Siamo rientrate a Gaza dopo esserne uscite il 14 luglio scorso, quando
lesercito israeliano si preparava a ritirarsi da Beit Hanoun e ad invadere
ancora altre aree, come Al-Maghazi, nel macabro gioco del terrore di sempre.
Al-Maghazi è una zona molto tranquilla nel centro della Striscia di Gaza.
Non ci sono mai state manifestazioni particolari qui, non è mai stata
terreno di scontri. La gente, quasi tutti profughi, vive di agricoltura, di
allevamento e di piccolo commercio. La violenza di questa incursione che ha
seminato il terrore nella popolazione inerme è stata una sorpresa per tutti.
Alle 22:00 di martedì 18 luglio, dopo aver bombardato la stazione elettrica
del centro di Gaza, forze speciali israeliane in abiti civili sono entrate
nellarea. Hanno occupato subito 6 case nella zona rurale, spalleggiate dai
carri armati che si erano fatti strada da Est preceduti da bulldozer,
devastando interi campi coltivati, distruggendo case e pozzi, ammazzando.
Molte case della zona rurale e del campo profughi sono state occupate, gli
abitanti sono stati ammassati in una stanza, senza viveri né acqua per 3
giorni. Le case sono state usate dai cecchini israeliani per sparare contro
chiunque si muovesse.
17 persone sono morte trucidate da strani proiettili, 4 erano bambini. La
gente ha riferito che i morti sono stati raccolti a pezzi, teste, braccia,
gambe staccate. Fonti ospedaliere allo Shifa Hospital hanno riferito la
stessa cosa.
Dei 150 feriti, oltre il 40% sarà disabile a vita.
Nella notte di giovedì lesercito israeliano si è ritirato, il massacro è
terminato.
Le autorità locali di Al-Maghazi stanno ancora contando i morti e i danni.
36 case sono state completamente distrutte, moltissime altre danneggiate.
Unintera fabbrica di cucito che dava lavoro a 70 persone è stata ridotta in
un cumulo di macerie, le 100 macchine da cucito sono un ammasso di ferro.
I carri armati e i bulldozer israeliani hanno distrutto 6 pozzi agricoli ed
uno di acqua potabile da cui attingeva anche la stessa Municipalità di
al-Maghazi; hanno spianato con inaudita violenza oltre 700 dunum (70 ettari)
di terra coltivata con ulivi decennali, palme, mandorli, agrumi,
appartenenti a circa 500 famiglie; hanno distrutto 5 stalle di ovini
ammazzando tutti gli animali, un allevamento di api, un allevamento di
piccioni, 4 km di strade agricole e 2 km di strada asfaltata. Nella zona di
Ibn Said ed Abu Said hanno distrutto 1,5 km di rete idrica. Lasilo
dellassociazione Baraemal Amal wa al-mahabba è andato in pezzi.
Khader al-Maghari era un ragazzo sordomuto, non ha sentito i rumori, è
uscito in strada, lo hanno massacrato con un missile. La famiglia al-Arughi
ha perso madre e figlia mentre erano in casa, fatte a pezzi dalle nuove armi
che Israele sperimenta. Il padre non riesce più a parlare.
La gente è terrorizzata ad al-Maghazi, arrabbiata e tremendamente triste.
Ieri stavano preparando i funerali delle vittime, fortissimo il dolore. I
contadini e gli allevatori sedevano ai bordi dei loro campi, guardando i
resti della loro vita ancora una volta distrutta dalla furia omicida di
Israele. Come faranno a vivere ora? Ancora con aiuti alimentari provenienti
da lavaggi di coscienze e di interessi economici e commerciali di governi
scellerati?
Negli ultimi due giorni non ci sono stati attacchi, ma inevitabile serpeggia
la paura a Gaza che presto toccherà ad altri campi, ad altre zone, la gente
è terrorizzata.
Siamo tornate a Gaza per continuare il nostro lavoro. Riteniamo importante
esserci anche per vedere, ascoltare, testimoniare queste orribili pagine
della sua storia che Israele sta scrivendo con il sangue dei palestinesi.