[ssf] Comunicato su calciatori FREE PALESTINE

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Autor: Associazione Jalla Onlus
Data:  
Para: kobaldio
Asunto: [ssf] Comunicato su calciatori FREE PALESTINE
Milano, 20 luglio 2006.

I sette calciatori provenienti dalla Striscia di Gaza, facenti parte della
selezione calcistica FREE PALESTINE, sono riusciti a rientrare nelle loro
case. Bloccati da più di venti giorni a Roma, dopo aver partecipato dal 28
maggio al 28 giugno alla manifestazione sportivo-solidale ALTRIMONDIALI,
hanno attraversato nella giornata di ieri il valico di Rafah tra Egitto e
Gaza.

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto dalla Palestina la notizia di una breve
riapertura della frontiera per permettere l'alleggerimento della grave
crisi umanitaria in corso. Migliaia di persone attendono, dall'inizio
della operazione "Summer rain", di poter valicare il confine con l'Egitto.
Le condizioni disumane hanno già provocato le prime vittime in particolare
tra gli anziani.

Ma nel caso dei sette calciatori la determinazione nel voler
riabbriacciare i loro cari ha però avuto la meglio sulle difficoltà
incontrate in questi giorni circa l'ottenimento delle garanzie necessarie
per il viaggio di ritorno. Ora, una volta a casa, condivieranno con il
proprio popolo questa nuova sofferenza collettiva.

Durante la loro permanenza in Italia sono state numerose le realtà che si
sono attivate per affrontare questa piccola emergenza anche dal punto di
vista logistico ed economico; in primis i compagni del Corto Circuito di
Roma che hanno coordinato con entusiasmo la permanenza dei ragazzi nella
capitale e poi tutti coloro (singoli, tifoserie calcistiche, collettivi
politici,associazioni sportive, enti pubblici) che hanno ospitato ed
incontrato la delegazione sportiva FREE PALESTINE e risposto in maniera
concreta all'appello lanciato in favore dei calciatori palestinesi.

L'invasione militare israeliana nella Striscia, oltre alle numerose
vittime e devastazioni, ha di fatto provocato l'isolamento completo di più
di un milione di palestinesi.

Le condizioni attuali all'interno della Striscia di Gaza ed al confine con
l'Egitto sono di emergenza umanitaria con assenza di luce elettrica e
acqua potabile, con la prospettiva di un rapido peggioramento se la
comunità internazionale non imporrà il rispetto delle convenzioni e dei
trattati internazionali.

Oggi gli scenari mediorientali stanno peggiorando di giorno in giorno, le
tensioni create ad arte per mantenere vivo il conflitto sono pagate a caro
prezzo dalle popolazioni civili. Palestina e Libano oggi, Siria ed Iran
domani sono i passi che sta compiendo il governo presieduto dal "moderato"
Olmert per ridisegnare gli equilibri geopolitici della zona.

Per questi motivi e per non distogliere lo sguardo su quanto sta accadendo
in medioriente riteniamo sia necessario intraprendere azioni di sostegno e
di informazione anche, attraverso l'impegno diretto di chi oggi vive un
ruolo istituzionale dopo anni dedicati alla "questione palestinese".

L'esemplare storia dei giovani calciatori palestinesi è stato un momento
di ulteriore attenzione verso questo conflitto sempre più generalizzato e
banalizzato anche dal modo in cui viene raccontato dai nostri mass media.



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