[ssf] I: [actionforpeace-palestina-israele] "L'uccisione di…

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Autor: Walter
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Asunto: [ssf] I: [actionforpeace-palestina-israele] "L'uccisione di bambini non desta più scalpore" articolo di Gideon Levy




    Care tutte e tutti,


    vi invio questo  impressionante articolo di Gideon Levy apparso
domenica 17 ottobre, sul giornale israeliano  Haaretz.


    Si tratta di una lucida ma accorata analisi su quanto neppure la
morte di bambini faccia più notizia. Fa notare Levy che anche lo scandalo
provocato dall'ultima violenta uccisione della tredicenne Iman Alhamas é
durato la frazione di un secondo, e si é concentrato più sulle modalità con
cui essa é avvenuta che sul fatto in se'. 


    Levy continua dicendo che  cio' che l'esercito israeliano compie
ogni giorno nei territori palestinesi occupati in nome della società
israeliana, in difesa della sua sicurezza, dovrebbe invece destare oltraggio
e vergogna nella stessa società, ma neppure chi é genitore in Israele sente
il peso della propria complicità in questi crimini, e preferisce non sapere.



    Il silenzio é l'arma peggiore, e l'indifferenza diventa tacito
sostegno ad una politica scandalosa, che viene perpetrata nell'impunità più
assoluta.


    Sono voci come quelle di Gideon Levy, che dalle righe di uno dei più
autorevoli quotidiani israeliani,  insieme alle voci dei giovani e dei
soldati che si rifiutano di partecipare all'occupazione militare israeliane
e a quelle dei familiari delle vittime palestinesi ed israeliane e tanti
tanti altri,  fanno sperare in una maggiore presa di coscienza della società
civile, ed in un coinvolgimento dell'opinione pubblica a favore del rispetto
della legalità e del diritto internazionale.


    E sono ancora queste voci a cui penso sia importante dare eco, che
credo davvero stia a noi sostenere e diffondere; in una situazione in cui le
scelte politiche dei governi non fanno sperare in una risoluzione, dobbiamo
lavorare affinché siano gli esponenti della società civile a prendere
coscienza della disumanizzazione in atto, a rifiutare di essere complici di
questa barbarie, e ad agire perchè i governi europei e l'Unione Europea
attui una politica conseguente,  dove il rispetto dei diritti umani e la
libertà non siano solo parole al vento. 


    Un abbraccio


    Luisa Morgantini


    _________________________________________________________________


    L'uccisione di bambini non desta più scalpore


    di Gideon Levy


    

    Più di 30 bambini palestinesi sono stati uccisi nelle prime due
settimane dell'operazione militare "i giorni della Penitenza" nella striscia
di Gaza. Non stupisce il fatto che molta gente definisce una tale entità di
uccisioni di bambini " terrore." 


    Se nel conteggio generale delle vittime dell' intifada il rapporto è
tre Palestinesi uccisi per ogni israeliano, quando si parla di bambini il
rapporto è 5 a 1. 


    Secondo B'Tselem, un'organizzazione per i diritti umani, anche prima
dell'attuale operazione a Gaza erano stati uccisi 557 minori palestinesi
(sotto i 18 anni di età), in confronto a 110 minori israeliani.


    Le organizzazioni palestinesi per i diritti umani parlano di cifre
ancora più elevate: 598 bambini palestinesi uccisi (fino a 17 anni) secondo
il Palestinian Human Rights Monitoring Group, e 828 uccisi (fino a 18 anni)
secondo la Mezzaluna Rossa. 


    Da notare anche l'età. Secondo B'Tselem, di cui i dati sono
aggiornati fino circa ad un mese fa, 42 dei bambini uccisi avevano 10 anni;
20 avevano 7 anni; ed 8 avevano 2 anni quando sono morti. Le vittime più
giovani sono 13 neonati morti ai check point durante il parto.


    

    Con statistiche terrificanti come queste, la domanda "chi è un
terrorista" sarebbe dovuta diventare da tempo molto pressante per ogni
israeliano. Tuttavia, non è una questione all'ordine del giorno.


    Gli assassini di bambini sono sempre i Palestinesi, mentre i soldati
difendono sempre soltanto noi e loro stessi, e al diavolo le statistiche.


    Il semplice fatto, che deve essere chiaramente evidenziato, è che le
nostre mani sono macchiate del sangue delle centinaia di bambini
palestinesi.


    Nessuna spiegazione contorta dall'ufficio del portavoce dell'IDF o
dai corrispondenti militari riguardo i pericoli a cui i soldati sono
sottoposti per colpa dei bambini, e nessuna dubbia giustificazione dei
portavoce del Ministero degli Affari Esteri su come i Palestinesi si servono
dei bambini cambieranno questo fatto. Un esercito che uccide tanti bambini è
un esercito che non ha limiti, un esercito che ha perso il suo codice
morale.


    

    Come Mk Ahmed Tibi (Hadash) ha detto, in un suo discorso
particolarmente toccante al Parlamento, non è più possibile sostenere che
tutti questi bambini sono stati uccisi per errore. Un esercito non commette,
giorno per giorno, più di 500 errori di identità.


    No, questo non è un errore ma il risultato disastroso di una
politica guidata pricipalmente da ufficiali dal grilletto facile e dalla
deumanizzazione dei Palestinesi. Sparare a tutto quel che si muove, inclusi
i bambini, é diventato il comportamento normale. Neppure il mini-scandalo
momentaneo scoppiato per "la conferma dell'uccisione" di una ragazzina di 13
anni, Iman Alhamas, non si é concentrato sulle domande fondamentali.
Scandalosa sarebbe dovuta essere considerata l'uccisione in se', non
soltanto cio' che é accaduto dopo.


    

    E Iman non era l'unico caso. Mohammed Aaraj stava mangiando un
panino davanti casa sua, l'ultima casa prima del cimitero nel Campo profughi
di Balata, a Nablus, quando un soldato gli ha sparato, uccidendolo, da una
brevissima distanza. 


    Aveva sei anni. 


    Kristen Saada era sulla macchina dei suoi genitori, tornando a casa
da una visita di famiglia, quando i soldati hanno trivellato l'automobile
con le pallottole. Aveva 12 anni.


    I fratelli Jamil ed Ahmed Abu Aziz stavano andando in bicicletta in
pieno giorno a comprare dei dolci, quando hanno ricevuto un colpo sparato da
un carro armato. Jamil aveva 13 anni, Ahmed sei.


    

    Muatez Amudi e Subah Subah sono stati uccisi da un soldato che stava
nel centro della piazza del villaggio di Burkin e sparava in ogni direzione
da cui provenivano le pietre. Radir Mohammed del campo profughi di Khan
Yunis era nella sua classe quando i soldati le hanno sparato a morte. Aveva
12 anni. 


    

    Tutti loro erano innocenti vittime di errori e sono stati uccisi dai
soldati che agiscono in nostro nome. 


    In almeno alcuni di questi casi era chiaro ai soldati che si
trattava di bambini, ma questo non li ha fermati. I bambini palestinesi non
hanno rifugio: sono in pericolo di morte nelle loro case, nelle loro scuole
e sulle loro strade. Nemmeno uno solo delle centinaia di bambini uccisi si è
meritato di morire, e la responsabilità della loro uccisione non può
rimanere sconosciuta.


    Così il messaggio arriva chiaramente ai soldati: non é una tragedia
se si uccide un bambino, e nessuno di voi é colpevole.


    

    La morte è, naturalmente, il pericolo più grave che corre un bambino
palestinese, ma non è l' unico. Secondo i dati del Ministero Palestinese
dell'Educazione, 3.409 giovani alunni sono stati feriti nell' intifada, ed
alcuni di loro sono rimasti paralizzati a vita. L'infanzia di decine di
migliaia di giovani palestinesi trascorre passando da un trauma al seguente,
da un orrore all'altro. Le loro case sono demolite, i loro genitori sono
umiliati davanti ai loro occhi, i soldati irrompono brutalmente nelle loro
case nel mezzo della notte, carri armati aprono il fuoco sulle loro aule.


    E non hanno un sostegno psicologico. Avete mai sentito parlare un
bambino palestinese che è " vittima di ansia"?


    

    L'indifferenza pubblica che accompagna questo spettacolo di
sofferenza infinita rende tutti gli israeliani complici di un crimine. Anche
chi é genitore, e pertanto capisce cosa significhi temere per il destino del
proprio bambino, volta le spalle e non vuole sentir parlare dell'ansia
provata dai genitori dall'altro lato del muro. Chi avrebbe mai creduto che i
soldati israeliani uccidessero centinaia dei bambini e che la maggior parte


    degli israeliani sarebbe rimasta silenziosa? 


    Anche i bambini palestinesi sono diventati parte della campagna di
deumanizzazione: l'uccisione di centinaia di loro non desta più scalpore.


    

    Traduzione dall'inglese di Giulia Franchi


    



[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]






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