[ssf] Fw: DUE IMPORTANTI COMUNICAZIONI DA ATTAC ITALIA

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Autor: Enzo Arighi
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Asunto: [ssf] Fw: DUE IMPORTANTI COMUNICAZIONI DA ATTAC ITALIA



le ho unite
in un unico messaggio
ma ritengo che siano l'una piu' importante dell'altra
per una finanza (e una previdenza) meno speculative e... forse e' troppo sperarlo
piu' "trasparenti e solidali"





http://www.liberazione.it/giornale/040919/default.asp

In Brasile il presidente francese presenta domani le proposte per lo "Sviluppo del nuovo millennio"


Chirac come Tobin:


«Contro la povertà tassiamo le transazioni finanziarie»



Pariginostro servizioJacques Chirac presenterà lunedì a 55 capi di Stato e di governo, riuniti a New York su iniziativa del presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva per un vertice sui temi dello sviluppo, cinque proposte per introdurre una tassa internazionale sulle transazioni finanziarie. E' la prima volta che un governo europeo si fa porta voce dell'idea simbolo del movimento antimondialista.
Tutto comincia nel giugno 2003. Al G8 di Evian, i rappresentanti altermondialistes incontrano il Presidente Chirac e gli sottopongono una proposta: promuovere un gruppo di studio sulla fiscalità internazionale. Nel 2000 La Francia, e con lei tutti i membri dell'Onu, si è impegnata a raggiungere entro il 2015 gli "Obiettivi di sviluppo del millenio". Questi consistono essenzialmente nella riduzione della metà del numero di persone che vivono sotto la soglia di povertà (un miliardo e duecento milioni nel 2000), e lo sviluppo di alcuni indicatori sociali come l'educazione, l'accesso all'acqua, o ancora il tasso di mortalità infantile. Ma le risorse investite dagli Stati risultano già insufficienti. Per raggiungere il risultato, serviranno secondo la Banca mondiale almeno altri 50 milioni di dollari, e cioè il doppio di quello che si spenderebbe continuando al ritmo attuale.

Dove trovare questi soldi? Diverse anime del "movimento dei movimenti", e Attac in particolare, riflettono da molti anni su questo problema, avvertito come una delle distorsioni più stridenti del processo di mondializzazione. La strada proposta è la tassazione dei movimenti di fondi a livello internazionale, che oggi avvengono senza limiti né controlli, campo libero delle multinazionali. Una misura proposta per la prima volta nel 1972 dal premio nobel James Tobin, economista keynesiano da cui la "Tobin tax" prende appunto il suo nome. Un'imposta anche minima (Tobin la valuta nell'ordine dello 0,02 per cento) su queste operazioni permetterebbe di garantire un meccanismo di finanziamento stabile alle politiche di sviluppo.

Il fatto inedito è di aver conquistato a questa semplice idea un Paese strategico come la Francia. E un presidente che, seppur noto per le coraggiose posizioni sullo scacchiere internazionale, è alfiere in patria di politiche fiscali integralmente liberistiche.

Nasce nel novembre scorso su iniziativa dell'Eliseo un gruppo di lavoro composto da esperti, alti funzionari di Stato e personalità di grandi gruppi internazionali. Ma anche da rappresentanti di Ong, di alcune associazioni altermondialiste, fra cui Attac, e del mondo sindacale. A dirigere i lavori, Jean-Pierre Landau, ispettore generale delle finanze. Il documento finale, presentato mercoledì scorso con il titolo "I nuovi contributi finanziari internazionali", fornirà la base delle argomentazioni che Chirac proporrà lunedì ai suoi 55 omologhi riuniti a New York.

Il rapporto individua cinque "piste": tassa sul trasporto aereo e marittimo, sulle transazioni finanziarie, sui profitti delle multinazionali, sulla vendita di armi. A queste, si aggiungono dei meccanismi di contributi volontari che sarebbe possibile effettuare compiendo alcune azioni quotidiane (pagamento di fatture, acquisti con carta di credito) o compilando la dichiarazione dei redditi. Novità importante di questo documento, tutti i membri del gruppo di studio sono d'accordo nell'affermare che le imposte previste "sono tutte tecnicamente realizzabili". Come concordano nel dire che "nessuna può essere introdotta senza un'approfondita cooperazione internazionale".

Di fatto, riconosce il testo finale, l'idea stessa di una fiscalità internazionale è "molto controversa". Gli Stati Uniti hanno ribadito in svariate sedi la loro totale chiusura a ogni ipotesi di questo genere. Ma anche in Europa non mancano i feroci avversari: Finlandia, Danimarca e Polonia in prima linea. «Per questa ragione abbiamo individuato diverse strade, aperto diverse porte», ha spiegato Landau. «Le cose evolvono velocemente», continua. «La Banca mondiale ha appena lanciato a sua volta uno studio, e tre paesi, Brasile, Cile e Spagna si sono uniti a noi in un gruppo di lavoro».

Quattro anni fa, Kofi Annan, segretario generale dell'Onu, ha tentato in vano di porre all'ordine del giorno l'idea di una tassa per finanziare gli "obiettivi del millennio". «Ogni volta che Annan accenna qualcosa sull'argomento, si fa mettere all'angolo dall'amministrazione americana, ed è costretto ad adottare il basso profilo», si riassume negli ambienti della diplomazia francese. A New York, per parlare di fiscalità internazionale, Chirac oserà questa volta l'alto profilo.

Clelia Cirvilleri

COMUNICATO STAMPA





Lunedi 20 settembre 2004 a New York, alla vigilia dell'Assemblea Generale dell'ONU e davanti ad una cinquantina di capi di stato, il presidente francese J. Chirac ha presentato, a nome dei presidenti Lula da Silva, J. Luis Zapatero e Ricardo Lagos, i risultati di un Rapporto quadripartito Francia, Brasile, Spagna e Chile, dove per finanziare gli "Obiettivi di sviluppo del millenio" (i Millenium goals tracciati dall'ONU nel 2000) si propone di istituire quattro possibili tasse internazionali:
- una tassa sulle transazioni finanziarie
- una tassa ambientale sul trasporto aereo e marittimo
- una tassa sui profitti delle multinazionali
- una tassa sulla vendita di armi.
ATTAC Italia per questo primo importante risultato si congratula con tutti/e coloro che l'hanno sostenuta nella proposta di legge popolare per l'istituzione di una tassa nazionale ed europea sulle speculazioni e transazioni finanziarie (Tobin Tax).

Nell'epoca della finanza selvaggia e del "libero" scambio delle merci dove si tende a diminuire le tasse indebolendo lo stato sociale, una proposta controcorrente di fiscalizazzione internazionale di tipo Tobin nel quadro delle Nazione Unite, anche se non viene fatta "in un'ottica di lotta alle speculazioni finanziarie", come è scritto nel Rapporto del gruppo di lavoro sulle nuove forme di contributi internazionali redatto sotto la direzione dell'ispettore generale delle finanze Francese insieme ad ATTAC, alle ONG e ai rappresentanti del mondo sindacale, rappresenta un primo passo per finanziare lo sviluppo e ridurre drasticamente la fame nel mondo.

Il Rapporto sottolinea la fattibilità tecnica di questa tassa, cancellando le obiezioni di chi vuole anche da noi ostacolare la proposta di legge d'iniziativa popolare per l¹istituzione di un'imposta europea sulle transazioni valutarie presentata dal Comitato Tobin l'anno scorso e attualmente all'esame delle Commissioni parlamentari riunite di Affari Esteri e Finanze.

Nel momento in cui, tramite la defiscalizzazione, si favorisce il passaggio dal capitale produttivo o sociale alla finanza speculativa, come nel caso della legge delega sulla riforma delle pensioni e del passaggio del TFR dalle imprese alla finanza, ci auguriamo che questo primo passo permetta in un vicino futuro di controllare se non di bloccare, le speculazioni finanziarie.

Un'altra importante proposta del Rapporto è quella di tassare i profitti reali delle società transnazionali le quali, per il semplice fatto di essere presenti in molti paesi, riescono a non pagare le tasse sui loro profitti in nessun paese o in generale solo là dove questi sono tassati di menoS quando non utilizzano direttamente i paradisi fiscali!

Ovviamente i meccanismi messi in atto per effettuare tali tassazioni sono da affinare e da verificare ma il semplice fatto che per una volta queste tasse internazionali non saranno applicate ai/alle lavoratori/trici, ai/alle pensionati/e o sugli/sulle utenti dei servizi, fa sì che meritino di essere sostenute.



ATTAC Italia