-----Messaggio originale-----
Da: nathan never [
mailto:natnev@interfree.it]
Inviato: martedì 24 agosto 2004 20.20
A: cappa
Oggetto: [cappa] Aggiornamento Nablus 15
NABLUS 22 AGOSTO 2004
Credevamo davvero, forse non tutti, ma che se ne fossero andati.
L'altroieri mattina ci siamo svegliati con la gradevole sensazione di
rumore per le strade, di macchine che passavano avanti ed indietro, con
gruppetti di uomini he si dirigevano verso la moschea per le preghiere
del venerdi', con i camion della spazzatura che cominciavano a
raccogliere i resti di cinque giorni di invasione e coprifuoco.
L'atmosfera al centro era rilassata, la gente sorrideva (ma questo lo
fanno sempre e comunque) ed i negozi per le strade, almeno fino alle 12,
come di consueto il venerdi', erano aperti.
Sembrava davvero cosi' anche la sera, ed al centro non ci sono state
chiamate di emergenza, se non una donna che doveva partorire, ma tanto
solo a Nablus ce ne sono 600 al mese quindi, in condizioni normali, non
e' un'emergenza che desta alcuna preoccupazione.
Ed invece eccoci qua di nuovo, da ieri mattina i soldati sono rientrati
in citta', hanno invaso di nuovo le case, saccheggiandole una per una.
Abbiamo visitato alcune abitazioni della citta' vecchia dopo il
passaggio dei soldati, e la situazione e' disastrosa. Entrano e spaccano
letteralmente tutto, elettrodomestici, divani, materassi, sedie,
bicchieri, piatti, rovesciando tutto a terra, impedendo l'accesso nelle
stanze riempite di macerie. La giornata di ieri e' stata decisamente
molto pesante. Sono arrivate numerose camionette, ed una volta di piu'
gli odiatissimi bulldozer che spingono le macerie per le strade per
impedire, rallentare, rendere il piu' difficile possibile gli
spostamenti dei civili e del personale medico.
Se per qualche ora anche il centro storico ci era sembrato di nuovo
quello che avevamo trovato all'arrivo, con negozi e negozietti, profumi
di spezie e di felafel ovunque, ora sembra di nuovo di essere in una
citta' fantasma, con esplosioni che si sentono a distanza e solo gruppi
di volontari che si aggirano per le strade per portare un po' di
sollievo (in forma di pane, latte e sigarette) alle famiglie assediate.
La cosa piu' terribile e' la gratuita' delle devastazioni. Perche'
abbattere i muri quando ci sono comode porte da cui passare? Nessuna
famiglia si sognerebbe, in queste condizioni, di chiudere la porta in
faccia ad un commando di soldati bardati con ogni genere di arma, che ha
deciso di occupare la loro casa per comodita', controllo, alloggio o
quant'altro. Abbiamo assistito in diretta alle esplosioni di porte
chiuse solo con dei lucchetti, a gratuiti saccheggi e maltrattamenti, a
donne e bambini terrorizzati nel mezzo della notte, da orde di soldati
che si aggirano per la citta'. Le jeep hanno ripreso ad annunciare il
coprifuoco, e per la prima volta a Nablus abbiamo sentito cani abbaiare
di notte. Non ci sono cani a Nablus, e sono i cani portati dai soldati
che hanno riempito il silenzio spettrale dell'altra notte. Onestamente
siamo stanchi e frustrati, e stiamo provando, per una microscopica
parte, quello che sentono queste famiglie da anni, ogni anno, ogni poche
settimane. Ed intanto i soldati continuano a sparare ai bambini che
tirano le pietre, e continuano a ferirli, quando non ad ucciderli.
Solo oggi, e sono solo le 4.30, l'ambulanza del centro ha soccorso 11
feriti, di cui alcuni molto gravi. Abbiamo assistito al macabro rituale
del lavaggio dell'ambulanza dopo le emergenze, e l'assurdo e' che in
questa situazione si comincia anche a pensare che se i genitori
tenessero dentro casa i ragazzini, invece di lasciarli andare in giro ad
incendiare cassonetti e a tirare massi sulle jeep, a quest'ora sarebbero
sani, o vivi. E cosi' facendo si dimentica, sempre per l'ansia del
momento, della totale assurdita' di uno scontro pietra - proiettile, e
della totale illegittimita' di questa invasione, come di tutta
l'occupazione. Il problema e' che l'emergenza fa dimenticare, o
temporaneamente trascurare, la quotidianita' dell'occupazione, delle
decine di fabbriche chiuse, delle centinaia di famiglie disoccupate,
della claustrofobica realta' di non potersi allontanare con sicurezza al
di fuori di quattro chilometri quadrati. Stiamo sempre di piu' capendo
che cos'e' la sicurezZa tanto millantata da Israele. E quale sicurezza
per le migliaia di famiglie che sono quotidianamente violate nella loro
intimita', distrutte da omicidi che non stupiscono piu' nessuno, offese
nel corpo e nella mente da ragazzini arroganti ed impastati di
propaganda che godono nel sentirsi chiedere il permesso da un uomo che
potrebbe essere loro nonno di entrare dentro casa sua, di salire al
piano superiore per prendere il latte e i pannolini ai duecentocinquanta
bambini della casa.
Ieri un soldato che cercava goffamente nel suo inglese stentato di
scacciare noi internazionali, ci ha detto "do you want me to use my
power against you?"
Quale potere?
Chi sarebbe lui, seduto sul divano, senza i trenta chili di attrezzatura
addosso?
Ieri abbiamo camminato circa otto ore di seguito, e siamo crollati alle
dieci di sera, sperando di svegliarci senza coprifuoco.
E invece sono ancora qua.
Molly
Dopo un giorno di tregua (venerdi') dove sembrava che i soldati avessero
deciso finalmente di andarsene e la citta' potesse riprendere lentamente
a respirare, ieri sono di nuovo tornate le jeep e i tank a chiudere
completamente la citta' vecchia. I soldati hanno continuato
a occupare le case, a mettere esplosivi nelle abitazioni e a
terrorizzare la gente.
La situazione nei campi profughi e' ancora peggiore; c'e' il coprifuoco
continuo e le condizioni sanitarie sono sotto il limite della decenza.
Qualche giorno fa sono stata al campo di El Ain :
i soldati avevano rinchiuso tutti gli uomini dai quattordici ai cinquanta
anni in una scuola, evidentemente perche' cercavano qualcuno.
Non e' stato possibile entrare nella scuola per nessuno e quando abbiamo
chiamato la
croce rossa che di solito e' l'unica che ha il permesso di entrare nelle
carceri e in altre situazioni sotto il controllo dell'esercito, sapete
cosa ha risposto?
Che dovevamo stare tranquilli perche' i palestinesi erano al sicuro
sotto la protezione dei soldati! Del resto anche per quanto riguarda la
condizione dei detenuti palestinesi nelle carceri, la croce rossa non ha
denunciato nessuna delle costanti violazioni dei diritti umani dei
prigionieri.
Pensate che un palestinese su quattro e' stato in carcere e la maggior
parte di questi per la cosiddetta detenzione amministrativa.
Oggi i soldati hanno chiuso la citta' vecchia agli internazionali,
speriamo comunque di poter
continuare a fare il nostro lavoro con il Medical Relief, portare cibo e
medicine alle persone che non possono uscire di casa, tentare di entrare
nelle case occupate dai soldati, fare in qualche modo sentire la nostra
presenza e la nostra solidarieta'.
FsF (Chia)
Vi racconto brevmente la mia giornata al campo profughi di El ain.
Eravamo andati per portare pane e medicine e per tirare fuori due
studenti che avevno da fare esami. all'ingresso del campo abbiamo
trovato un filo spinato non si poteva passare, non potevano passare le
ambulanze e nemmeno noi a piedi, facciamo il giro di sopra, ci ribecca
la stessa jeep non ci vuole fare entrare, aspettiamo un po' ed entriamo
di soppiatto, dopo un paio di ore di gioco a rimpiattino con i soldati,
ci siamo appostati in un vicolo, preso di mira dai soldati (entravano in
una casa la desvastavano, riuscivano ed entravano in quella dopo) a quel
punto ci siamo fatti vededere sperando che la presenza di internazionali
servisse almeno da deterrente a fare del male alle persone.
Stavo li con la macchina fotografica, quasi una sfida, per dire loro,
sappi che altri sapranno quello che stai facendo.
Dentro le case uno sfacelo, armadi svuotati per terra, cassetti
rovesciati, vestiti infilati nel buco del cesso.
Violenza e umiliazione gratuita.
Venerdi' speravamo se ne fossero andati, invece niente, sabato era
ancora peggio, tantissime case occupate e la citta' vecchia non piu'
accessibile nemmeno a noi internazionali.
Da ieri sera c'e' un'ordinanza che dice che la parte della citta'
vecchia non e' accessibile nemmeno agli internazionali.
Non so quanto possa avere influito ma ieri c'erano tanti, troppi
internazionali dell'ISM (International Solidarity Movement) che
intendevano agire di forza finendo solo per esasperare la situazione,
Inutile andare in 10 davanti alla porta di una casa occupata e cercare
di forzare...non si ottiene nulla se non l'ulteriore esasperazione dei
soldati.
Stamani gli ISM avevano indetto una manifestazione, ci siamo andati, ma
ce ne siamo venuti via velocemnte, ci sembrava inutile, a che serve qui
una manifestazione di internazionali, dove ti fai un codazzo di bambini
sui quali i soldati possono sparare?
Francamente mi sembra che gli ISM facciano piu' guai della grandine,
vengono qui con la pretesa occidentale di decidere loro cosa e' meglio
per i palestinesi in una situazione in cui in realta' solo i palestinesi
si sanno muovere e sanno cosa puoi fare per loro di produttivo.
Conclusione la citta' vecchia e' inaccessibile a tutti...
Scusatemi lo sfogo, ma siamo qui a cercare di fare qualcosa per queste
persone e non a complicargli la vita cercando di fare gli eroi.
In questo momento non possiamo fare nemmeno il nostro lavoro di aiuto
alle famiglie, non ci fanno passare.
FsF (Sil)