[ssf] MARCOS - Quarta parte: Quattro fallacie

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Autor: andrea
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Temat: [ssf] MARCOS - Quarta parte: Quattro fallacie




> Leggere un video
>
> Quarta parte: Quattro fallacie
>
> (Fallacia: inganno, frode o menzogna con qui si cerca
> di danneggiare qualcuno)
>
> Ce ne sono state e ce ne sono di più, ma quattro sono
> state le principali falsità addotte da intellettuali
> di destra, giudici, legislatori e governanti per
> opporsi agli Accordi di San Andrés, all'iniziativa di
> legge Cocopa e all'applicazione di questi accordi da
> parte delle comunità indigene zapatiste con la
> creazione dei caracoles e delle Giunte di Buon
> Governo, nell'agosto del 2003.
>
> Come moderne pitonesse, avevano predetto allora la
> disintegrazione dello Stato messicano, la creazione di
> uno Stato dentro un altro Stato "per Marcos" (così era
> titolata un'edizione dell'agosto 2003 del periodico di
> proprietà di Ahumada, paradossalmente chiamato El
> Independiente), l'incremento dei conflitti
> intercomunitari e la violazione dei diritti umani
> individuali dovuti all'esercizio dei diritti
> collettivi.
>
> Secondo tutto questo, quella che l'EZLN stava
> preparando era un'offensiva politico-militare che
> includeva un attacco al quartiere dell'Esercito
> federale situato nel capoluogo di San Andrés, ed altre
> sciocchezze del genere. Si allarmarono, si allertò
> l'Esercito, la Forza Aerea, la Marina, la PFP, si
> predisposero armi, ordini di cattura, operativi
> polizieschi, denaro per comprare silenzi e parole.
> Fecero dichiarazioni che contraddicevano dopo pochi
> minuti, e poi si contraddicevano di nuovo (fra tutti,
> il campione fu ed è Santiago Creel). Diffusero,
> isterici, dicerie mascherate da rapporti dei servizi
> segreti e rapporti dei servizi segreti mascherati da
> dicerie. In quei giorni, il Sudest Messicano si trovò
> a forza di parole, vicino a diventare di nuovo (come
> nel 1994, come nel 1995, come nel 1998) uno scenario
> di combattimenti.
>
> Ma ci fu chi, da sopra ma da fuori, disse che si
> trattava di un'iniziativa politica, non militare, e
> che non era altro che mettere in pratica quello che il
> governo federale e l'EZLN avevano concordato nel
> febbraio del 1996, ma 7 anni dopo.
>
> Qualcun altro raccomandò di lasciare che si facesse,
> aspettare il fallimento e preparare il "l'avevo detto"
> insieme all'avanzata militare dell'Esercito federale
> sulle posizioni zapatiste.
>
> Quello che sto raccontando accadde veramente nelle
> riunioni del gabinetto di Vicente Fox nei mesi di
> luglio ed agosto di un anno fa.
>
> Come appare evidente, quello che decisero fu sperare
> che fallissimo. E, come sempre quando fanno un calcolo
> politico o militare con noi, hanno sbagliato.
>
> Non solo non siamo falliti: oltre a migliorare
> significativamente le condizioni di vita delle
> comunità indigene, ora abbiamo argomenti pratici e
> incontrastabili per sfatare le falsità sulle quali si
> è basata la bocciatura della cosiddetta legge Cocopa.
>
> DISINTEGRAZIONE DELLO STATO?
>
> Alcuni anni fa, uno dei membri della Suprema Corte di
> Giustizia della Nazione, quell'istanza che
> distribuisce impunità ai potenti (ma redatte in
> termini giuridici) argomentò così la sua posizione
> contro il riconoscimento costituzionale dei diritti
> indigeni: Si frazionerebbe lo Stato messicano, ci
> sarebbero molti popoli in un territorio e leggi
> particolari in ogni luogo. In somma, il paese si
> balcanizzerebbe."
>
> Si potrebbe pensare che si stava riferendo al
> narcotraffico e ai suoi legami con governanti e
> giudici, ma no, parlava della convenienza di
> riconoscere l'esistenza dei popoli indios messicani,
> cioè, di riconoscere i loro diritti collettivi.
>
> Con la creazione dei caracoles e delle Giunte di Buon
> Governo, noi zapatisti abbiamo deciso di mettere in
> pratica gli Accordi di San Andrés e dimostrare, nei
> fatti, che volevamo essere parte del Messico (del
> quale non eravamo parte se non smettendo di essere
> quello che siamo).
>
> Ad un anno della nascita di caracoles e giunte, il
> paese, in effetti, si sta disintegrando ma non per
> l'autonomia indigena, bensì per un'autentica guerra
> interna, per la distruzione spietata dei suoi
> fondamenti: la sovranità sulle risorse naturali, la
> politica sociale e l'economia nazionale. Queste tre
> basi che sono quelle che, tra le altre cose, sono
> state distrutte nelle guerre secessioniste ed
> imperialiste, sono ora smantellate dai tre poteri
> federali.
>
> La sovranità sul petrolio e la produzione di energia,
> per fare un esempio, è uno degli obiettivi delle
> riforme costituzionali pendenti presso il Congresso.
> La politica sociale (o lo Stato di Assistenza
> Sociale), si è trasformato in qualcosa di risibile: le
> competenze a carico di quest'aspetto non sono altro
> che enti di carità ed elemosine e le conquiste dei
> lavoratori sono distrutte attraversi patti segreti
> accompagnati da massicce campagne mediatiche (il caso
> dell'IMSS, per citarne uno recente). Da tempo
> l'economia nazionale ha smesso di essere tale e si è
> trasformata nella "pagliacciata" della sopravvivenza.
> Il sistema produttivo nazionale è un mucchio di
> rifiuti industriali e nostalgie, il commercio è
> monopolizzato dalle grandi multinazionali, le banche
> sono permeate dal capitale straniero ed il viavai
> della speculazione finanziaria gestisce variabili
> globali, non nazionali.
>
> Traducendo: meno lavoro e più precario, più
> disoccupazione e sottoccupazione, prezzi alti, salari
> bassi, s'importa quello che possiamo produrre, si
> produce per un mercato globale del quale siamo solo
> una variabile macroeconomica e non per il consumo
> interno. La povertà coinvolge oramai non solo i
> lavoratori, anche i piccoli e medi imprenditori ed i
> messicani ricchi sono sempre meno, anche se sempre più
> ricchi.
>
> Insomma, il governo federale ha rinunciato alle sue
> funzioni e lo Stato nazionale si vacilla sotto i colpi
> di quelli che stanno in alto, e non di coloro che
> stanno in basso.
>
> C'è un modo di definire i cambiamenti profondi come
> quelli che sta subendo il nostro paese quando sono
> fatti dall'alto e prescindendo da qualunque consenso o
> consultazione con quelli che stanno in basso: si
> chiama controrivoluzione.
>
> L'unica cosa che rimarrebbe da fare, sarebbe di
> rifondare la nazione. Con nuovo patto sociale, nuova
> Costituzione, nuova classe politica e nuovo modo di
> fare politica. Insomma, sarebbe necessario un
> programma di lotta, costruito dal basso, in base alla
> reale agenda nazionale, non in base a quella che
> promuovono politici e mezzi di comunicazione.
>
> Da parte nostra, come si vedrà in questa parte ed in
> seguito, niente di quanto fatto dalle Giunte di Buon
> Governo e dai Municipi Autonomi Ribelli Zapatisti ha
> contribuito alla disintegrazione dello Stato
> nazionale.
>
> UNO STATO DENTRO UN ALTRO STATO?
>
> Chi ben governa deve governare per tutti, non solo per
> chi simpatizza con lui o milita nella sua
> organizzazione, né solo per chi è della sua stessa
> razza, cultura, colore o lingua.
>
> Nella concezione zapatista la lotta per l'inclusione
> di uno non è la lotta per l'esclusione dell'altro. Se
> l'esistenza del meticcio non deve implicare la
> scomparsa dell'indigeno, il riconoscimento per quello
> che siamo non implica la negazione di quelli che non
> sono come noi. E questo vale per l'indigeno e per lo
> zapatista.
>
> Le Giunte di Buon Governo sono la prova che lo
> zapatismo non vuole egemonizzare né omologare, sotto
> la sua idea e a modo suo, il mondo nel quale viviamo.
>
> Le JBG sono nate per servire tutti, zapatisti e non
> zapatisti, e perfino antizapatisti. Sono nate per
> mediare tra le autorità ed i cittadini, e tra autorità
> di diversi ambiti e gerarchie. L'hanno fatto e
> continueranno a farlo. Un anno fa, in occasione della
> nascita dei caracoles e delle giunte, il comandante
> David offrì rispetto a chi ci avesse rispettato. Lo
> stiamo facendo.
>
> Così, le Giunte di Buon Governo mantengono una
> comunicazione rispettosa con diverse organizzazioni
> sociali, con molti dei governi municipali ufficiali
> con i quali condividono il territorio con gli
> autonomi, ed in alcuni casi con il governo dello
> stato. Si scambiano raccomandazioni e si cerca di
> risolvere i problemi mediante il dialogo.
>
> A differenza del governo federale il cui "delegato" si
> rende ridicolo a carico del contribuente e con i
> comunicati stampa, il governo statale ha preferito non
> fare campagna a mezzo stampa (per quanto riguarda lo
> zapatismo) ed ha optato per dare segnali ed aspettare
> pazientemente. Sapendo che le mire dello zapatismo non
> sono locali, bensì federali, il governo del Chiapas ha
> scelto di non essere parte del problema e tentare di
> essere parte della soluzione.
>
> Mentre alcuni imbrogliano Don Luis H. Alvarez
> facendogli credere di essere in contatto con l'EZLN,
> gli tirano fuori denaro e lo portano di qua e di là
> con la promessa che vedrà "quello" (Marcos) e lui
> tenta infruttuosamente di costruire la "forza
> contadina" del PAN distribuendo lamiere e pannelli
> solari, il governo dello stato ha una linea di
> comunicazione verace con le comunità zapatiste.
>
> In particolare noi non ci opponiamo al fatto che il
> governo di Fox paghi lo stipendio all'autodenominato
> "commissario per la pace", ma pensiamo che dovrebbe
> ridefinire il suo lavoro: invece di pagarlo per
> cercare il dialogo con gli zapatisti (cosa che non
> fa), dovrebbe pagarlo per solvere le spese degli
> antizapatisti.
>
> Le Giunte di Buon Governo hanno mediato, insieme al
> governo dello stato del Chiapas, nei casi dei rapiti
> dalla CIOAC a Las Margaritas, in parte del
> risarcimento agli aggrediti a Zinacantán,
> nell'indennità ai contadini colpiti dal passaggio di
> una strada nella zona selva tzeltal, nel problema
> delle "bicitaxi" sulla costa del Chiapas, e forse in
> qualche altro caso che ora mi sfugge dalla memoria. Se
> si consultano le relazioni interne di ogni Giunta si
> può vedere tutto questo, perché non viene nascosto
> nulla. In generale si è cercato in ogni momento di
> evitare scontri tra indigeni.
>
> Attualmente sono in corso scambi di informazioni per i
> casi del recente omicidio di un compagno base di
> appoggio a Polhó e della violenza su una bambina di 11
> anni a Chilón.
>
> Rispettare è riconoscere e le Giunte di Buon Governo
> riconoscono esistenza e giurisdizione al governo dello
> stato ed ai municipi ufficiali e, nella maggioranza
> dei casi, le autorità ufficiali municipali ed il
> governo dello stato riconoscono l'esistenza e
> giurisdizione della JBG. In ugual modo, le Giunte di
> Buon Governo riconoscono l'esistenza e la legittimità
> di altre organizzazioni, rispettano e chiedono
> rispetto.
>
> Solo così, rispettando, si possono stringere accordi e
> rispettarli.
>
> C'è voluto tempo, ma ora le persone ed organizzazioni
> non zapatiste ed antizapatiste sanno che possono
> recarsi presso le JBG a trattare qualunque problema,
> che non saranno arrestati (le JBG sono enti per il
> dialogo, non hanno scopi punitivi), che si valuterà il
> loro caso e sarà fatta giustizia. Se qualcuno vuole
> punire qualcun altro per qualcosa, si reca presso un
> municipio ufficiale o ad uno autonomo, ma se qualcuno
> vuole risolvere le cose attraverso il dialogo e
> l'accordo, si rivolge alla Giunta di Buon Governo.
>
> PIU' CONFLITTI?
>
> Questa condotta delle JBG incomincia a produrre
> effetti nei municipi autonomi ed in quelli ufficiali.
> Nelle questioni sociali tra gruppi, comunità ed
> organizzazioni si ricorre sempre meno all'uso della
> forza o allo scambio di sequestrati e sempre di più si
> ricorre al dialogo. Si è potuto vedere che in molti
> casi non s tratta di scontri tra organizzazioni, bensì
> di problemi individuali presentati come organizzativi.
>
>
> La cosa più importante che abbiamo è la nostra parola.
> Sulla parola si è costruita l'autorità morale di un
> movimento che cerca, non senza ostacoli, un nuovo modo
> di fare politica. Prima si dava per scontato che
> qualunque aggressione avesse origine politica, si
> faceva la denuncia e si realizzavano mobilitazioni.
> Adesso, prima s'indaga se ci sono motivi politici o se
> si tratta di crimini di competenza della giurisdizione
> comune.
>
> Per questo, le JBG mantengono un canale di
> comunicazione, mediante la Segreteria dei Popoli
> Indios, con il governo dello stato del Chiapas. Quando
> si verifica un'aggressione a zapatisti e non c'è
> comunicazione con gli aggressori per determinare le
> cause del problema e cercare di arrivare ad una
> sistemazione dialogata, le Giunte di Buon Governo
> chiedono all'autorità autonoma di svolgere un'indagine
> e, contemporaneamente, trasmettono le informazioni del
> caso alle autorità statali. Finché non si definisce
> con chiarezza qual'è il problema, non si ricorre alla
> denuncia, alla mobilitazione o alle rappresaglie.
>
> Se la questione è politica e penale, allora si aspetta
> un tempo ragionevole affinché la giustizia statale
> svolga la sua azione. Altrimenti, interviene la
> giustizia zapatista.
>
> Nei casi verificatisi fino ad ora, la giustizia del
> governo del Chiapas ha brillato per lentezza ed
> inefficienza. Sembra che l'apparato giudiziario
> chiapaneco sia rapido solo quando si cerca di punire
> gli avversari politici del governo statale. Nel caso
> delle autorità di Zinacantán il cui reato è flagrante
> e documentato, il governo dello stato si è limitato ad
> appoggiare il risarcimento agli aggrediti, ma in
> quanto a determinare le responsabilità
> dell'aggressione e procedere giuridicamente, non è
> stato fatto assolutamente niente. Nel caso di Chilón,
> dove, nell'ambito di uno scontro tra zapatisti e non
> zapatisti, è stata violentata una bambina di 11 anni,
> sono state definite le origini dello scontro e poi
> comunicate alle autorità competenti tutte le
> informazioni relative ai violentatori, (comprese
> analisi mediche che confermano la violenza sulla
> bambina) ... ma niente (almeno fino a questo momento
> in cui sto scrivendo). I violentatori continuano ad
> essere liberi malgrado non siano appoggiati
> dall'organizzazione a cui appartengono (che si è
> dissociata dal fatto).
>
> Tuttavia, bisogna dirlo, le aggressioni più importanti
> subite quest'anno da noi zapatisti non sono venute
> dall'Esercito federale, né dalla polizia di Pubblica
> Sicurezza statale (dei paramilitari s'indagano
> attualmente i possibili moventi politici nel caso di
> un compagno assassinato a Polhó).
>
> Paradossalmente, i problemi più gravi e le aggressioni
> compiute in questo anno sono state con organizzazioni
> e governi di filiazione perredista: la CIOAC ufficiale
> della regione di Las Margaritas e la presidenza
> municipale ufficiale di Zinacantán (del PRD). In
> entrambi i casi gli zapatisti sono stati aggrediti. A
> Las Margaritas sono stati sequestrati dei compagni e a
> Zinacantán una manifestazione pacifica è stata
> attaccata con le armi.
>
> La CIOAC ufficiale della zona Las Margaritas (faccio
> la precisazione perché con la CIOAC di altri municipi
> c'è comprensione e mutuo rispetto) voleva solo
> mantenere il suo status corrotto dentro il municipio e
> che i suoi dirigenti continuassero a mantenersi alle
> spalle delle autorità ufficiali.
>
> A Zinacantán, il governo perredista pianificò ed
> eseguì un'imboscata che lasciò vari zapatisti feriti
> dalle pallottole. Aggiunto alla "crisi dei video", il
> PRD nazionale ha mantenuto su questo un silenzio
> complice ed ha solo espulso dal PRD il presidente
> municipale. In circoli riservati perredisti si disse
> che quello era il costo fatto pagare agli zapatisti
> per non aver appoggiato il partito nelle elezioni.
> Quella è la piattaforma che presenteranno a livello
> nazionale nel 2006? Per cosa colpi e pallottole non
> siano condizioni del PRD? È una domanda.
>
> Con altre organizzazioni con cui ci sono state
> frizioni e con le quali prima le cose si risolvevano
> con la logica di "c'è un problema, prendo uno dei
> tuoi, tu prendi uno dei miei, ce li scambiamo, ed il
> problema rimane" (o "unisci un buon numero di persone,
> io ne metto insieme altrettante, ci battiamo ed il
> problema rimane"), ora si cerca di parlare, di
> conoscere le versioni delle due parti, di sistemare le
> cose. Dunque, senza confronti né sequestri reciproci.
> In questo modo si sono risolti problemi con
> organizzazioni come l'ORCAO, l'ARIC-indipendente,
> l'ARIC-PRI, la CNC e molte altre che sono presenti nei
> territori dove operano le JBG e fino a dove arriva la
> loro influenza.
>
> A differenza degli anni precedenti, i conflitti tra
> comunità e tra organizzazioni nei territori delle
> Giunte di Buon Governo sono diminuiti e l'indice di
> criminalità e di impunità si è ridotto. I reati si
> risolvono, e non solo si puniscono. Se non mi credete,
> si consultino le emeroteche, nei tribunali, nei
> ministeri pubblici, nelle prigioni, negli ospedali,
> nei cimiteri. Si confronti il prima ed il dopo e si
> traggano le conclusioni.
>
> UNA GIUSTICIA A MODO?
>
> Il buon governo non cerca concedere impunità ai propri
> simpatizzanti, né è fatto per punire i contrari alle
> idee e ai progetti. Cioè, non deve fare come invece fa
> il governo federale che dà impunità ai criminali
> perché sono del PAN (Estrada Cajigal, per esempio), o
> come fatto con il PRI (Luis Echeverría, per esempio),
> e vuole punire uno di suoi oppositori (López Obrador)
> ed escluderlo dalle elezioni del 2006.
>
> Le leggi che reggono i Municipi Autonomi Ribelli
> Zapatisti non solo contraddicono gli elementi di
> giustizia su cui si regge il sistema giuridico statale
> e federale, ma in molti casi li completano.
>
> Ho detto che il buon governo non è fatto per dare
> impunità ai propria e punire agli altri.
>
> A esempio e dimostrazione, ho una copia del
> procedimento emesso dal Tribunale Municipale Autonomo
> di San Juan di La Libertà, Chiapas, in data 19 agosto
> 2004, indirizzato al governo costituzionale dello
> stato del Chiapas ed in copia al presidente municipale
> di Chalchihuitán ed al tribunale municipale di
> Chalchihuitán. Il testo vale come prova (fedele alla
> redazione originale):
>
> "Davanti a queste istanze autonome e davanti alle
> autorità del tribunale municipale è stato consegnato
> il c. Tizio, base di appoggio dell'EZLN, di 17 anni di
> età, originario di Jolik'alum, municipio di
> Chalchihuitán, Chiapas, il giorno 14 di agosto di
> questo anno dalle autorità locali di questa comunità
> per aver commesso un reato di ordine comune il giorno
> 13 agosto dell'anno in corso quando il c. Sempronio
> del Partito Azione Nazionale (PAN) era uscito dalla
> sua casa per fare alcuni acquisti nel mercato di
> Jolitontic e di ritorno sul sentiero che percorreva si
> trovava questo giovane Tizio nascosto ed armato con
> un'arma calibro 22, lo stesso tentò di sparare ad una
> distanza di 5 metri al c. Sempronio ma l'arma si
> inceppò.
>
> "Già a disposizione dei giudici municipali autonomi,
> il giovane Tizio dichiara che lo stesso querelante c.
> Sempronio ha causato questa provocazione per aver
> tagliato 300 piante di caffè di buona qualità
> proprietà del giovane Tizio e per questo motivo questo
> giovane da un anno ha il coraggio, i giudici autonomi
> qualificano come un delitto grave nell'ambito e
> disciplina rivoluzionaria zapatista quanto commesso da
> c. Tizio, al riguardo ratificano la sua detenzione
> immediata segnalando che esistono dati che accreditano
> gli elementi che integrano questo reato penale ma al
> momento della detenzione del colpevole, il querelante
> c. Sempronio è scappato dai giudici municipali
> rifiutandosi di dichiarare i fatti scatenanti questa
> faccenda come che se fosse lui il colpevole di questo
> fatto. Le autorità autonome possono risolvere
> qualunque tipo di questione o reato di ordine e
> giurisdizione comune. Il c. Tizio per il momento è
> sanzionato con pena detentiva (...) L'arma del c.
> Tizio è nelle mani delle autorità autonome di San Juan
> de La Libertad, l'arma è in cattive condizioni perché
> non funziona sarà distrutta."
>
> DIRITTI COLLETTIVI VERSUS DIRITTI INDIVIDUALI?
>
> Immagino che ci sono o ci saranno studi giuridici che
> dimostreranno che non c'è contraddizione nel
> riconoscimento degli uni e gli altri. Ora noi parliamo
> di quello che vediamo nei fatti e di quello che
> pratichiamo e siamo aperti affinché chiunque venga e
> verifichi se l'esercizio dei nostri diritti come
> popoli indios viola qualche diritto individuale.
>
> I diritti collettivi (come la decisione sull'uso e
> sfruttamento delle risorse naturali) non solo non
> contraddicono i diritti individuali, ma permettono che
> questi siano estesi a tutti, non solo a pochi. Come si
> vedrà nella parte dei progressi raggiunti, in
> territorio zapatista non sono aumentate le violazioni
> dei diritti umani individuali. Sono cresciute invece
> migliori condizioni di vita. E' rispettato il diritto
> alla vita, alla religione, alla filiazione ai partiti,
> alla libertà, alla presunzione di innocenza, a
> manifestare, a dissentire, ad essere diverso, alla
> libera scelta della maternità.
>
> In questo anno, invece di addentrarci in una
> discussione in termini giuridici, noi zapatisti
> abbiamo scelto di dimostrare nei fatti che il vessillo
> del riconoscimento dei diritti dei popoli indios
> innalzato dagli indigeni messicani, e da molti altri
> con loro, non comporta nessuno dei pericoli paventati
> contro.
>
> Nelle terre zapatiste non si sta sviluppando la
> polverizzazione della nazione messicana. Al contrario,
> quello che qui sta nascendo è una possibilità per la
> sua ricostruzione.
>
> (Continua...)
>
> Dalle montagne del Sudest Messicano
> Subcomandante Insurgente Marcos.
> Messico, agosto 2004. 20 y 10.
>
> (Traduzione Comitato Chiapas "Maribel" - Bergamo)
>
>
>
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