carissimi,
per l'ennesima volta, mi tocca fare la maestrina dalla penna rossa per
dimostrare come sia possibile inviare un comunicato senza impestare le
caselle di posta elettronica dei destinatari e senza usare formati
proprietari, e come il risultato possa essere radicalmente più leggero,
più comodo da leggere. accessibile a tutti (quindi includente) ed
altrettanto efficace.
dopo il testo del comunicato, ho riportato il messaggio standard che
spiega perché mandare allegati in formato word è *male*
bc&bc (baci e bici)
MAtteo
Il gio, 2004-02-12 alle 18:03, enrica bartesaghi ha scritto a
forumsaronnese, e il suo messaggio sarebbe stato cestinato perché troppo
grosso e perché conteneva ben due documenti word:
> Allego appello e programma con le iniziative del 28/29 febbraio e 2
> marzo a Genova, promosse dal Comitato Verità e Giustizia per Genova e
> Piazza Carlo Giuliani.
> Vi prego di far girare questa mail a tutti i siti, liste, indirizzi.
>
> Grazie,
> Enrica Bartesaghi
> Presidente comitato verità e giustizia per Genova
visto che era importante, mi sono preso in via del tutto eccezionale la
briga di tradurre i comunicati in formato testo
--------------appello per 27-28 febbraio2004-----------------
Ai trecentomila di Genova,
ai portavoce del Genoa Social Forum,
a tutti i democratici
Il 2 marzo comincia il primo processo per i fatti del G8. Gli imputati
sono 26 manifestanti e rischiano pene altissime. Siamo preoccupati.
Dai giorni di Genova sono passati due anni e mezzo ma non abbiamo
dimenticato nulla. Nemmeno i dettagli. Non abbiamo dimenticato lâodore
dei lacrimogeni, il frastuono degli elicotteri, il terrore di fronte a
quegli agenti che inseguivano le persone e le arrestavano senza motivo.
Non abbiamo dimenticato lâorrore della scuola Diaz, le manganellate, i
calci, il sangue, le decine di barelle che uscivano dalla scuola,
sfilando davanti ai dirigenti della polizia di Stato. Non abbiamo
dimenticato le torture di Bolzaneto e neanche quelle del Forte San
Giuliano. E non potremo mai accettare lâinsensata uccisione di Carlo.
Sono passati due anni e mezzo e continuiamo a chiedere giustizia. La
cercheremo nei tribunali, ma la vogliamo anche nella società , e non
importa se lo Stato ha già archiviato lâuccisione di Carlo, perché non
câè niente di archiviabile. La ricerca della verità non si ferma nelle
aule dei palazzi di giustizia, perciò non ci stancheremo di mostrare e
dimostrare come fu davvero ucciso Carlo. Abbiamo il dovere di farlo.
Giorno dopo giorno, da quel luglio 2001, abbiamo sentito crescere in noi
lâindignazione: migliaia di persone erano venute a Genova con gioia,
spinte dalla voglia di fare qualcosa per un mondo più giusto; sono
tornate a casa terrorizzate, ferite, umiliate. Lâindignazione è
cresciuta perché il terrore organizzato di quei giorni è ancora senza
colpevoli e senza perché. Ci sono due inchieste della magistratura, e
qualcuno forse dovrà rispondere per quanto accaduto alla Diaz e
Bolzaneto, ma intanto alcuni degli indagati di grado più alto sono stati
promossi. Non sappiamo ancora nulla delle responsabilità politiche e câè
chi vorrebbe riscrivere la storia di quei giorni. Quante volte abbiamo
dovuto sentire dai politici, dai media, dalle troppe persone che ancora
non conoscono i fatti, che Genova è stata devastata da migliaia di
violenti? Quante volte ci hanno detto che le forze dellâordine hanno
solo risposto a unâaggressione? Lo hanno ripetuto fino allo sfinimento,
tanto che molti hanno finito per crederci.
Ci rivolgiamo ai trecentomila di Genova, ai portavoce del Genoa social
forum che organizzò le manifestazioni, a tutti i democratici, perché ci
aiutino a respingere queste menzogne. A Genova, nel luglio 2001, sono
state commesse ingiustizie di ogni tipo. Tutto è documentato: ci sono
libri, filmati, fotografie, decine e decine di testimonianze. Abbiamo
girato lâItalia, in questi due anni e mezzo, per raccontare che cosa è
stata Genova. Ma ancora non basta.
Il 2 marzo comincia il processo contro 26 manifestanti. Sono accusati
per episodi diversi ma a tutti viene contestato un reato gravissimo che
si chiama âdevastazione e saccheggioâ. Comporta una pena minima di otto
anni. Otto anni. Più di quanti se ne infliggano normalmente a uno
stupratore. Non crediamo che sia compito nostro giudicare le singole
azioni degli uni e degli altri. Ma è compito nostro impedire che si
arrivi a una sentenza esemplare, con pene altissime, sproporzionate
rispetto agli stessi episodi che il dibattimento dovrà dimostrare, e un
gruppo di persone sbattute in galera per coprire le responsabilitÃ
politiche e operative di chi gestì lâordine pubblico nei giorni del G8.
Per queste ragioni vi chiediamo di venire a Genova il 28 e 29 febbraio e
il 2 marzo, per le iniziative organizzate dai nostri comitati. Eâ
qualcosa che vi riguarda. Vi chiediamo di portare a Genova la memoria di
quei giorni, il racconto di ciò che avete fatto, visto, subìto, delle
scelte che avete compiuto; vi chiediamo di portare a Genova la vostra
indignazione per le ingiustizie compiute in quei giorni e la vostra
voglia di battervi affinché la verità sia rispettata nei tribunali e
nella società .
Nel fine settimana porteremo in piazza tutta la storia del G8: la Diaz,
Bolzaneto, Forte San Giuliano, piazza Alimonda, lâassalto al corteo in
via Tolemaide, le aggressioni a piazza Manin e in corso Italia.
Parleremo dei diritti civili, di una petizione per migliorare le leggi
dello Stato. Il 2 marzo ci piacerebbe attraversare Genova con la
âcarovana di paceâ che il 20 marzo raggiungerà Roma. Ci piacerebbe che
la carovana, prima di arrivare a piazza De Ferrari, passasse dalla
caserma di Bolzaneto, davanti alla scuola Diaz, in piazza Alimonda. Sono
alcuni dei luoghi del G8: vi sono accadute cose che hanno indignato il
mondo e che non devono accadere in un mondo di pace e di giustizia.
Vorremmo vivere queste tre giornate con la forza delle nostre ragioni,
senza esporci alla minima provocazione, senza rischiare contatti con chi
probabilmente farà in modo di blindare la città . Non ci interessano,
perché non ci convincono: abbiamo il vantaggio di non avere nulla da
nascondere e molto, moltissimo da dire.
Vi aspettiamo.
Haidi Giuliani, Comitato Piazza Carlo Giuliani
Lorenzo Guadagnucci, Comitato Verità e Giustizia per Genova
--------------programma per 27-28 febbraio e 2 marzo 2004---------
COMITATO VERITAâ e GIUSTIZIA PER GENOVA
COMITATO PIAZZA CARLO GIULIANI
PROGRAMMA DI MASSIMA
Sabato 28 febbraio - ore 11
Sala Rossa di Palazzo Tursi, via Garibaldi
Seminario: âMAI PIUâ COME AL G8â
Rilancio, in vista degli ultimi mesi di raccolta firme (la conclusione è
prevista per luglio 2004, in coincidenza col terzo anniversario dei
fatti
di Genova), della petizione "Mai più come al G8", promossa da Comitato
Verità e Giustizia per Genova e Comitato Piazza Carlo Giuliani.
La petizione si rivolge ai presidenti di Camera e Senato per chiedere
una
rapida discussione di alcuni progetti di legge già presenti in
parlamento, tutti legati ai fatti del luglio 2001.
I progetti chiedono: * introduzione del reato di tortura; * targhette di
riconoscimento su caschi e divise degli agenti in servizio d'ordine
pubblico; *formazione a
tecniche e principi della nonviolenta per gli appartenenti alle forze
dell'ordine; *messa al bando dei gas nocivi (CS) usati contro i
manifestanti; * commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti di Napoli
e Genova.
Intervengono: parlamentari, esponenti delle associazioni e dei sindacati
che sostengono la petizione.
A seguire: presentazione dei libri di Marco Poggi, già infermiere nella
caserma di
Bolzaneto (âIo lâinfame di Bolzanetoâ), e di Enrica Bartesaghi (âGenova,
il posto sbagliatoâ), presidente del Comitato Verità e Giustizia per
Genova
Sabato pomeriggio â ore 16 Piazza De Ferrari
AZIONE DI INFORMAZIONE E DENUNCIA PER STRADA
Alcuni dei partecipanti indosseranno dei cartelli con la descrizione
delle violenze subite (uno per uno) dai 93 della Diaz, dalle decine di
persone passate per Bolzaneto, dai tanti aggrediti durante i cortei e
per strada.
A seguire (luogo da definire): monologo teatrale di Riccardo Lestini
âCon il tuo sassoâ
Domenica 29 febbraio â ore 11
Sala Cambiaso, salita S. Francesco 4
âPENA MINIMA OTTO ANNIâ. Convegno giuridico sul reato di devastazione e
saccheggio.
Introdotto prima della guerra, è stato raramente applicato. Infligge
pene pesantissime: da 8 a 15 anni. Fu utilizzato negli anni Quaranta
contro alcuni sciacalli in azione durante il bombardamento alleato di
Roma, in tempi più recenti contro gruppi di ultrà .
Martedì 2 marzo
Tutto il giorno: Informagiovani di Palazzo Ducale
Testimonianze e video non stop
CAROVANA DI PACE (proposta al comitato organizzatore)
Orario da definire
Percorso: caserma di Bolzaneto â via Battisti (scuola Diaz) â piazza
Alimonda â piazza De Ferrari (conclusione), da fare in parte in auto e
camper in parte anche a piedi. Ad ogni tappa piccola manifestazione con
testimonianze e altro.
AGGIORNAMENTI NEI PROSSIMI GIORNI SU
www.piazzacarlogiuliani.org www.veritagiustizia.it
--------------perché *non* usare word-------------------
carissimo/a
Questa _na risposta preconfezionata al tuo messaggio, che
non ho potuto leggere a causa del suo formato.
Hai mandato un allegato nel formato Microsoft Word, un
formato segreto e proprietario, e per questa ragione non
posso leggerlo. Se mi mandi puro testo, HTML, o PDF, allora
potrei leggerlo.
Distribuire documenti in formato Word è male per te e per
gli altri. Non puoi essere sicuro di quale aspetto avrà l
documento se qualcuno lo guarda con una diversa versione di
Word, e potrebbe addirittura non funzionare per niente.
Ricevere allegati Word è male per te, perché possono
trasportare dei viurs (vedi
http://www.symantec.com/avcenter/venc/data/acro.html).
Mandare allegati Word è male per te, perché un documento
Word include normalmente informazioni nascoste sull'autore,
che mettono chi lo sa in condizione di curiosare sulle
attivit_ell'autore (magari sulle tue). è possibile che del
testo che pensi di aver cancellato sia ancora presente,
mettendoti in imbarazzo. Vedi
http://www.microsystems.com/Shares_Well.htm per maggiori
informazioni.
Ma soprattutto, mandare alle persone documenti Word li
spinge ad usare software Microsoft. Di fatto, diventi uno
strumento del monopolio di Microsoft. Questo specifico
problema è un ostacolo ad una più ampia adozione del sistema
operativo GNU/Linux. Vorresti per favore riconsiderare l'uso
del formato Word per la comunicazione con altre persone?
Convertire un file in testo è semplice. Apri il documento,
clicca su File, e poi Salva con Nome (Save As), e nel men? a
tendina Tipo di File (Save As Type) in fondo alla finestra
di dialogo scegli "testo con interruzioni di linea". Poi
clicca su Salva (Save). Poi puoi allegare il tuo nuovo
documento testo invece di un documento Word. Nota che le
versioni di Word cambiano in modi inconsistenti -- se noti
leggere differenze nei nomi delle voci di menù, provale.
Convertire in HTML è quasi uguale -- invece di "testo con
interruzioni di linea" , scegli documento HTML, o pagina Web
come Tipo di File (Save As Type).