[ssf] I: [bastaguerra] appello con documento Mumbay

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Autor: Walter
Data:  
Asunto: [ssf] I: [bastaguerra] appello con documento Mumbay
-----Messaggio originale-----
Da: bastaguerra@??? [mailto:bastaguerra@yahoogroups.com]=20
Inviato: domenica 25 gennaio 2004 17.08
A: bastaguerra@???
Oggetto: [bastaguerra] Digest Number 624

       Da: "nella ginatempo" <nellagin@???>
  Oggetto: Appello con documento Mumbay da nella


Carissime/i, avete visto i report di Mumbay e soprattutto il documento
finale ?? Lo rinvio in mailing list perch=E8 mi sembra dovrebbe servire =
a
risvegliare l'entusiasmo generale. Basta guerra, basta con le =
frustrazioni,
ricominciamo con pazienza il nostro lavoro di formiche. Faccio un =
appello
generale affinch=E8 tutti i lettori e lettrici della nostra lista si
manifestino, manifestino la loro voglia di partecipare e dicano se =
vogliono
fare una tappa della carovana di pace o come si stanno organizzando
localmente per il percorso 20 marzo. Finora ho le segnalazioni della
Sicilia, della Puglia, di Firenze, di Genova, qualcosa ancora non =
precisato
da Bologna e Torino, ma dove sono le altre voci ? E Pordenone che dice ?
La PACE non =E8 una fiammata e neanche una festa, ma piuttosto un =
sentiero di
montagna. Vogliamo camminare insieme ? Salutinella

DOCUMENTO APPROVATO DALL'ASSEMBLEA MONDIALE DEI MOVIMENTI SOCIALI A =
MUMBAY


Mumbai, India, gennaio 2004

Noi, movimenti sociali riuniti in Assemblea nella citta' di Mumbai, =
India,
condividiamo le lotte del popolo dell'India, cosi' come quella dei =
popoli
asiatici e reiteriamo la nostra opposizione al sistema neoliberista che
genera crisi economiche, sociali, ambientali e conduce alla guerra. Le
nostre mobilitazioni contro le guerre e le profonde ingiustizie sociali =
ed
economiche sono servite a smascherare il neoliberalismo.=20

Ci siamo riuniti qui per organizzare la resistenza e lottare per =
costruire
alternative al capitalismo. La nostra resistenza iniziata in Chiapas, a
Seattle e a Genova ci ha condotto all'enorme mobilitazione mondiale =
contro
la guerra in Iraq del 15 di febbraio 2003, che ha delegittimato la =
strategia
di guerra globale e permanente del governo degli Stati Uniti e dei suoi
alleati, ed alla vittoria contro l'OMC a Cancun.

L'occupazione dell'Iraq ha mostrato a tutto il mondo il vincolo =
esistente
tra il militarismo e la dominazione economica da parte delle =
corporazioni
multinazionali e ha confermato le ragioni che ci hanno fatto mobilitare
contro la guerra.

Noi movimenti sociali riaffermiamo il nostro impegno di lotta contro la
globalizzazione neoliberista, l'imperialismo, la guerra, il razzismo, le
caste, l'imperialismo culturale, la poverta', il patriarcato e tutte le
forme di discriminazione ed esclusione economica, sociale, politica, =
etnica,
di genere, sessuale, cosi' come a favore dell'orientamento sessuale e
dell'identita' di genere. Siamo contrari alla discriminazione delle =
persone
che hanno capacita' differenti e malattie incurabili, soprattutto coloro =
che
soffrono per l'HIV-AIDS.=20

Lottiamo per la giustizia sociale; il diritto alle risorse naturali =
(terra,
acqua e sementi); i diritti umani e di cittadinanza; la democrazia
partecipativa; i diritti dei lavoratori/lavoratrici previsti nei =
trattati
internazionali; i diritti delle donne; cosi' come per il diritto dei =
popoli
all'autodeterminazione. Siamo a favore della pace, della cooperazione
internazionale e promuoviamo societa' sostenibili, capaci di garantire =
alle
persone i diritti basilari ed i beni e servizi pubblici. Allo stesso =
tempo
respingiamo la violenza sociale e patriarcale contro le donne.=20

Invitiamo a mobilitarsi l'8 di marzo, Giornata Internazionale per i =
Diritti
delle Donne.=20

Lottiamo contro ogni forma di terrorismo, compreso il terrorismo di =
Stato,
cosi' come siamo contrari all'utilizzo della "lotta contro il =
terrorismo"
per criminalizzare i movimenti popolari e gli attivisti sociali. Le
cosiddette leggi contro il terrorismo stanno restringendo i diritti =
civili e
le liberta' democratiche in tutto il pianeta.=20

Rivendichiamo la lotta dei contadini e delle contadine, dei lavoratori e
delle lavoratrici, dei movimenti popolari urbani e di ogni persona
minacciata di perdere la casa, il lavoro, la terra ed i propri diritti. =
Si
stanno moltiplicando le lotte per fermare e invertire le =
privatizzazioni,
proteggere i beni comuni ed il loro carattere pubblico, come quelle che
hanno avuto luogo in Europa in relazione alle pensioni ed alla =
previdenza
sociale. La vittoria della gigantesca mobilitazione del popolo boliviano =
in
difesa delle proprie risorse naturali, della democrazia e della =
sovranita'
e' una dimostrazione della forza e della potenzialita' dei nostri =
movimenti;
contemporaneamente avanzano le lotte contadine contro le multinazionali =
e le
politiche agricole neoliberiste, esigendo sovranita' alimentere ed una
riforma agraria democratica.=20

Ci appelliamo all'unita' con i e le contadine nella mobilitazione =
mondiale
del 17 aprile, Giornata Internazionale di lotta contadina.=20

Ci identifichiamo con le lotte dei movimenti e delle organizzazioni =
popolari
dell'India e assieme ad essi condanniamo le forze politiche e le =
ideologie
che promuovono la violenza, il settarismo, l'esclusione ed il =
nazionalismo
basati sulla religione e l'etnicita'. Condanniamo le minacce, gli =
arresti,
le torture e gli assassinii di attivisti sociali che organizzano le
comunita' per lottare a favore della giustizia globale, e denunciamo la
discriminazione di casta, di classe, religiosa, di genere, e derivata
dall'orientamento sessuale e dall'identita' di genere. Condanniamo la
perpetuazione della violenza e dell'oppressione contro le donne =
attraverso
modelli e pratiche culturali, religiose e tradizioni discriminatorie.

Appoggiamo gli sforzi dei movimenti e delle organizzazioni popolari in =
India
ed in Asia che portano avanti la lotta dei popoli per la giustizia,
l'uguaglianza ed i diritti umani. Soprattutto per i Dali, gli Adivasi ed =
i
settori piu' oppressi e repressi di questa societa'. La politica
neoliberista del Governo dell'India aggrava l'emarginazione e =
l'oppressione
sociale che il popolo dei Dalits soffre storicamente.

Per questo appoggiamo le lotte degli esclusi di tutto il mondo e =
invitiamo a
unirsi all'appello che promuoveranno i Dalits per una giornata di
mobilitazione per l'inclusione sociale.

Il capitalismo, in risposta alla sua crisi di legittimita', ricorre =
all'uso
della forza e della guerra per mantenere un ordine economico =
antipopolare.
Esigiamo ai governi di mettere fine al militarismo, alla guerra e di
cancellare le spese militari e chiediamo la chiusura delle basi militari
nordamericane in tutto il mondo perch=E9 rappresentano un rischio ed una
minaccia per l'umanita' ed il pianeta. Dobbiamo seguire l'esempio della
lotta del popolo portoricano che ha obbligato a chiudere la base
statunitense a Vieques. L'opposizione alla guerra globale continua ad =
essere
il nostro terreno di mobilitazione generale nel mondo.

Invitiamo la cittadinanza mondiale a mobilitarsi il 20 di marzo per una
giornata internazionale di protesta contro la guerra e l'occupazione
dell'Iraq, imposta dai governi degli USA, della Gran Bretagna e dai loro
alleati.

I movimenti contro la guerra svilupperanno in ogni paese le proprie
rivendicazioni e tattiche, col fine di assicurare un'ampia =
partecipazione
alle mobilitazioni. Chiediamo il ritiro immediato delle truppe di
occupazione dall'Iraq ed appoggiamo il diritto del popolo iracheno alla
libera autodeterminazione e sovranita', cosi' come al diritto a che si
riparino i danni causati dall'embargo e dalla guerra.=20

La "lotta contro il terrorismo" non agisce come pretesto per mantenere =
la
guerra e l'occupazione in Iraq ed in Afghanistan, ma viene usata per
minacciare ed aggredire i popoli. Nel frattempo, si mantengono il blocco
criminale contro Cuba e la strategia di destabilizzazione in Venezuela.

Questo anno ci appelliamo ad appoggiare con forza la mobilitazione a
beneficio del popolo palestinese, specialmente il 30 marzo, Giorno della
Terra in Palestina, per rivendicare il diritto dei rifugiati al ritorno =
e
contro la costruzione del muro.

Denunciamo l'imperialismo che stimola i conflitti religiosi, etnici,
razziali e tribali a proprio beneficio, accrescendo l'odio, la violenza =
e la
sofferenza dei popoli. Piu' dell'80% dei 38 conflitti armati nel mondo =
nel
2003 sono di questo tipo, ed hanno colpito soprattutto i popoli =
dell'Asia e
dell'Africa.=20

Denunciamo l'uso coercitivo da parte dei governi, delle multinazionali e
delle istituzioni finanziarie internazionali dell'indebitamento dei =
paesi
poveri del pianeta. Ripudiamo il debito illegittimo del Terzo Mondo ed
esigiamo la sua cancellazione incondizionata e la riparazione per i =
danni
economici, sociali ed ambientali, come condizione preliminare per =
garantire
la piena soddisfazione dei suoi diritti. Specialmente appoggiamo la =
lotta
che sviluppano i movimenti sociali nel continente africano.=20

Per questo leviamo la nostra voce contro le riunioni del G8, del FMI e =
della
Banca Mondiale, i principali responsabili dell'espogliazione dei popoli.

Respingiamo l'imposizione di accordi regionali o bilaterali, tali come
l'Alca, il Nafta, il CAFTA, l'AGOA, il NEPAD, l'Euro-Med, l'Afta e =
l'ASEAN.

Siamo milioni di persone che lottano e stiamo unificando le nostre
mobilitazioni contro un nemico comune: l'OMC. I popoli indigeni lottano
contro i brevetti su ogni forma di vita e contro l'assalto alla
biodiversita', all'acqua, alla terra, all'ambiente, all'educazione e =
alla
salute; e siamo milioni che combattiamo le privatizzazioni dei servizi
pubblici. Affrontando il nemico comune si sono uniti giovani e studenti,
rivendicando il loro diritto all'educazione pubblica e ad un lavoro =
degno
che permetta loro un futuro senza poverta' e violenza.

Invitiamo tutti e tutte a mobilitarsi per l'acqua come diritto basilare =
e
fonte di vita che non puo' essere privatizzato; cosi' come a recuperare =
il
controllo sui beni comuni e sulle risorse naturali che sono stati =
regalati
ad interessi privati e multinazionali.=20

Nella battaglia vittoriosa di Cancun, la morte del contadino Lee ha
rappresentato la sofferenza di milioni di contadini e settori popolari
esclusi dal "libero mercato". La sua scelta di immolarsi e' un simbolo =
della
nostra determinazione contro l'OMC, per affermare chiaramente che =
qualunque
tentativo di resuscitare l'OMC suscitera' la nostra opposizione.

Fuori l'l'OMC dall'agricoltura, dall'alimentazione, dalla salute,
dall'acqua, dall'educazione, dalle risorse naturali e dai beni comuni!

Con questa determinazione invitiamo tutti i movimenti sociali del mondo =
alla
mobilitazione a Hong Kong o in qualunque altro luogo in cui si riunisca =
la
prossima Conferenza interministeriale dell'OMC, e ad unire i nostri =
sforzi
nella lotta contro le privatizzazioni, in difesa dei beni comuni,
dell'ecosistema, dell'agricoltura, dell'acqua, della salute, dei servizi =
e
dell'educazione.=20

Per tutto cio' riaffermiamo la nostra ferma volonta' di rafforzare la =
Rete
dei Movimenti Sociali per rafforzare la nostra capacita' di lotta.=20

GLOBALIZZIAMO LA LOTTA!

GLOBALIZZIAMO LA SPERANZA!

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