Un primo resoconto da due amici.
Leggetelo: viene voglia di essere l=E0.
Walter
----- Original Message -----
From: "daya ram" <d_r_b2001@???>
Sent: Monday, January 19, 2004 8:36 AM
Subject: Prima narrazione da Mumbay world Social Forum
> Prima narrazione da Mumbay world Social Forum (dove
> non e' stato facile trovare un cybercafe perche' siamo
> fuori citta') 0ggi e' domenica 18, tutti gli indiani
> maschi sono sulle spiagge a giocare a cricket e le
> donne? Non sappiamo, sono tutte al forum.
>
> 16 GENNAIO H 16 INAUGURAZIONE AL MAIDAN
>
> Gia' siamo consapevoli di tre miracoli indiani:
> 1. Si sopravvive nel traffico impressionante, caotico
> fluido-serpeggiante tutto clacson: al primo viaggio
> hai sensazioni da autoscontro, specie sui riscio'
> senza porte a tre ruote, poi una rassegnata fiduciosa
> incoscienza)
> 2. Le donne hanno sari colorati che rimangono freschi
> ariosi stirati e puliti fino a notte, malgrado smog
> denso e palpabile, trafico polvere fango ecc
> 3. La costruzione delle strutture del forum, ospitato
> al Nesco ground ex zona industriale: la sera prima non
> c'era quasi niente di pronto; il pomeriggio dopo c'era
> una cittadella, una selva di strutture, muri
> scenografici palchi padiglioni, frutto di lavoro di
> mani legno bambu' juta corda. Tutto naturale e
> riciclabile. L'unico muro di metallo e' in una sala
> espositiva, dedicato agli USA e aperto su una raccolta
> di testimonianze foto poster delle mobilitazioni per
> la pace. Anche l'immensa piazza del Maidan che
> ospitera' centinaia di migliaia di persone per
> l'inaugurazione e' tutta moquettata di juta.
>
> INAUGURAZIONE H 16
> Dopo gurppo rock pakistano e danze tribali
> sudafricane, Shanti del Comitato di accoglienza ci da
> il benvenuto nella citta' da dove nel 1884 e' partito
> il movimento contro l'impero britannico "ce la faremo
> entro la fine di questo secolo a costruire l'altro
> mondo possibile".
> Chico Whitaker del Brazil "Abbiamo voluto rischiare
> nel portare il Forum Mundial da Porto Alegre all'India
> e qui e' meraviglioso" (qualcun'altro dira' che questo
> sembra il primo forum mondiale per ampiezza entusismo
> gioia)
> Parla il "capitano" Laxmi Seghal, una signora di 93
> anni, eroina nazionale " il vento del cambiamento ha
> attraversato due oceani e due continenti".
> Arundati Roy scrittrice fa un discorso duro e
> appassionato e "la butta in politica": "Attenzione
> ache Bush vuole un altro mondo, quello del nuovo
> secolo americano." Parla di popolazioni represse,
> cacciate, impoverite, di nuovi razzismi e genocidi
> anche in India, con il governo che minimizza. L'Iraq
> e' il culmine della globalizzazione violenta: noi
> dobbiamo non solo sostenere la resistenza
> all'occupazione, ma diventare la resistenza e per
> vincere dobbiamo essere d'accordo su qualcosa da fare,
> come chiudere le aziende USA che si arricchiscono con
> la guerra. "Noi siamo in guerra".
> Parlano poi Amir Riketi del Fronte democratico
> iracheno e Jeremy Corbyn del Labour Party GB, che
> ricorda le grandi manifestazioni del 2003.
> Shirin Ebadi, l-avvocata iraniana Premio Nobel per la
> pace, ricorda I conflitti in Israele Palestina, in
> Cecenia, le violazioni dei diritti ,anche quelle
> indotte dalla lotta al terrorismo, e chiede il
> osstegno internazinale ai difensori dei diritti civili
> in Iran, soprattutto donne e giovani.
> Mustafa Barghouti del Medical Relief palestinese: "
> Come Palestinesi siano riconoscenti all'India che ci
> ha ispirato e ci ispira. Gandhi e Mandela erano poveri
> ma hanno vinto. I palestinesi sono sicuri di vincere,
> ricchi della loro resistenza e di essere vivi."
> Siamo una folla sterminata e ai margini pregano monaci
> tibetani e disabili protestano per la disattenzione
> che il movimento riserva loro: "Non ridete di noi,
> ridete con noi".
>
> SABATO 17 GENNAIO
> Gia' al secondo giorno possiamo dire che abbiamo
> attraversato l'India, anzi che l'India ci ha
> attraversato. L'India e' qui. Le strade del Nesco
> Ground sono un palcoscenico continuo di cortei
> presidi danze di gruppo, adivasi (comunita' indigene
> tribali complete di donne uomini bambini anziani/e) e
> dalit (le caste non ci sono piu' per legge ma
> esistono), bambini?e di strada, donne donne donne
> colori colori colori,dovunque cartelloni striscioni
> disegni ironie tamburi campanelle acqua da bere cibi
> speziati, un immenso mecato di banchetti solidali di
> associazioni telai tessuti microeconomia cooperativa.
> Un fiume di vita che ci travolge/coinvolge non
> violento e ci porta con se'. Per andare alle
> conferenze bisogna staccarsi a forza, ma poi e' bello
> anche', c'e' lo stesso mare di umanita'.
> Del resto qui abita un sesto dell'umanita'.
>
> Conferenza "DONNE E GLOBALIZZAZIONE"
>
> Un concentrato di donne , belle eleganti fiere, con
> voci sonanti.
> La moderatrice canta, sventola stoffe, parla due
> lingue, ci invita ad autoapplaudirci perche' siamo
> tante e forti." Siamo noi la speranza".
>
> Lilian sudamericana, a lungo prigioniera politica,
> parla anome del movimento delle donne per il Mercosur,
> il mercato comune dell'America latina, speranza
> alternatica all'ALCA voluto dagli USA. Parla di
> identita' multiple e nomadi, di questa meravigliosa
> babele di lingue e culture, conto il pericolo dei
> fondamentalismi, che offrono occasioni di identita'
> nelle paure e nelle incertezze di oggi. Alle donne:
> "Non e' possibile lottare per la liberta' se non
> lottiamo anche per la nostra liberta' come donne".
>
> Sumila dello Sri Lanka, attivista per I diritti umani.
> Denuncia che non c'e' ancora abbastanza attenzione e
> analisi degli impatti sulle donne della
> globalizzazione. Solo dagli anni 90 si parla anche
> della violenza sulle donne non solo fisica e sessuale
> ma economica sociale.
>
> L'intervento di Jayathi Ghosh docente dell'Universita'
> di Delhi e' tutto sulla vilenza economica e
> strutturale della globalizzazione attuale, che e' una
> scelta consapevole degli stati e governi, che tagliano
> le spese sociali , diminuiscono l'occupazione ,
> scaricano servizi sulle donne. La migrazione non e'
> mai stata cosi' femminile> In Sri lanka ci sono 12
> donne per 1 uomo migrante. E' sottile il confine tra
> migrazione volontaria e traffico di umani e di donne.
> E' fiera di essere donna, le donne sono la parte piu'
> dinamica e progressita dei movimenti sociali oggi e il
> mondo diverso e' possibile, inevitabile.
>
> Susana della Malesia lavora a manila nei media e'
> giovanissima. Esorta a stare attente alle forme di
> patriarcato che sono nel mondo dei media, a esplorare
> nuove frontiere e nuove tecnologie, a saper leggere
> dentro le notizie, nei dettagli delle pagine
> dieconomia e finanza, li' ci sono le connessioni.
>
> ALCUNI DEI CARTELLI APPESI AL TAVOLO DELLA HALL 1 LA
> PIU' GRANDE
>
> Guerra e violenza non sono sostenibili e non vale la
> pena sostenerle.
> Guerra e violenza non hanno futuro. La pace e' il
> futuro.
> Il sogno americano ha creato incubi
> Diseguaglianza ingiustizia e violenza dei ricchi e
> potenti nutrono il terrorismo.
>
>
>
> 17 gennaio Mumbai
>
> La prima plenaria sull'acqua ha per titolo People's
> World Water Forum ed e' l'occasione per presentare al
> forum mondiale le testimonianze del Forum dell'acqua
> du Dehli appena conclusosi e che ora continua qui a
> Mumbai con tre seminari al giorno.
> In sintonia con la "Diciarazione di Dehli" che verra
> sicuramente tradota e messa in rete dal Comitato
> Italiano per il Contratto mondiale dell'acqua, apre
> gli interventi un portavoce degli indigeni mahori
> ricordando che ( 1 punto della dicharazione) "L'acqua
> e' vita" e per gli indigeni si intende la sacralita'
> dell'acqua da cui la necessita' di dichiarare sacre
> tutte le sorgenti.
> L'acqua e' la forma fisica dello spirito e tra aria e
> cielo si compieil cerchio sacro.
> Seguono dichiarazioni da parte di delegati USA di
> adesione alle lotte di Plachimada contro la diga di
> Tehri nello stato del Kerala e contro l'espropriazione
> da parte della Coca Cola di milionidi litri di acqua
> sottratta alle popolazioni locali.
> Un canadese ricorda l'irreversibilita' dei
> danniprodotti dalle grandi dighe (5 punto dich Dehli)
> e seguono interventi sul ruolo della banca Mondiale da
> parte di delegati del Ghana, dell'Uruguay, Dell' India
> e delle Filippine.
> Altro elemento unificatore delle battaglie e' la
> multinazionale Suez di cui vengono denunciati gli
> interventi , oltre chenei paesi soparacitati anche in
> Indonesia come ci raccontano rappresentanti dello Sri
> lanka, della malesia, dellaThailandia, dove oltre
> all'acqua per uso civile si privatizza anche
> l'irrigazione dei campi.
> Seguono testimonianze locali, dal Rajastan, dal
> Gujarat, zone desertiche dove la scarsita' amplifica I
> problemi, si continua a parlare di privatizzazioni e
> si toca il probleme del "finanziamento publlico"
> dell'acqua che sara' oggetto di un seminario lunedi'
> 19.
> La prima europea che interviene e' una tedesca che
> articola I problemi del Diritto attraverso gli aspetti
> ecologici, culturali e sociali.
> Il prgramma ufficiale riporta tra I relatori Riccardo
> petrella che pero' spaete ha deciso di non venire a
> Mumbai, chiedo allora a Vandana Shiva di intervenire
> nel merito della "dichiarazione di Roma" (al punto 2
> del documento di Dehli) mi viene tranquillamente
> concesso,( lincontro e' molto informale e dinamico,
> non e' blindato). La dichiarazione e' riportata su un
> opuscolo che viene distribuito a tutti e ne approfitto
> per dichiarare il ruolo dell'Europa nelle politiche
> dell'acqua, le richieste di cancun e la "Costituzione
> Europea" in cui I beni comuni sono ignorati per
> lasciare posto al mercato.
> Seguono brevi testimonianze di dimostranti venuti
> ingruppo con striscioni e slogan.
> Alle 12 si chiude per darci appuntamento alle 13 in un
> seminario organizzato dalla CEO (Coorprate European
> Observatory) sul tema: "Quali alternative alla
> privatizzazione dell'acqua"
>
> Ovviamente non riesco a raggiungere il seminario in
> orario, non si puo' non farsi coinvolgere nella
> strabordante festa che riempie I viali e gli stand
> del forum.
> I colori della bandiera della Pace sono in buona
> compagnia con i cromatismi dei costumi di donne e
> uomini di ogni dove dell'india che inscenano danze,
> marce, cori, preghiere cortei . Ci si ubriaca di
> colore anche ai luoghi dove si prepara il cibo a cui
> si aggiungono profumi e sapori.
> Il servizio e' veloce, non si usano vassoi o piatti di
> plastica, sono le foglie che vengono modellate per
> comporre piatti e scodelline per tutti gli usi.
> Ovunque si trovano rubinetti che erogano acqua
> purificate e distributori in Boccioni e acqua Minerale
> ( Pepsi cola).
> Un "esercito" di volontari, specialmente donne,
> pulisce tutto, raccoglie e separa I rifiuti, I
> gabineti sono puliti, qui il lavoro manuale si vede
> ounque. Hanno inentato una cittadella fatta di bambu'
> e teli di juta, in cui hanno inserito tecnologia,
> ventilatori e impianti di amplificazione.
> Davvero un lavoro incredibile, ci fa bene a tutti
> vedere cosa e' "possibile" quando si e' motivati e
> solidali, fuori da qui abbiamo visto una metropoli su
> cui premono Slum pieni di miseria dove anche la
> speranza fa fatica a trovare posto nella dimensione
> del "possibile".
>
> Arrivo al seminario quando sta intervenendo un
> portavoce di Porto Alegre sul bilancio partecipato e
> la scelta pubblica di cosa finanziare. Ciricorda che
> la democrazia che ha prodotto l'elezione di lula e'
> costata 25 anni di lotte che hanno lasciato molte
> vittime sul terreno del conflitto.
> Rappresentanti di ONG raccontano le loro esperienze in
> Vietnam, in Sud Africa.
> Danielle Mitterand del Conttatto Mondiale ricorda che
> le tasse sono un finanziamento publico e chee'
> necessaria una campagna per sostituire ai capitoli di
> spesa degli armementi, quelli dei servizi pubblici,
> choede una tassa in % sulla produzone di armamenti.
> Un rappresentante della germania dichiara che I
> "Politici" non sono la soluzione del priblema ma parte
> del problema.
> Segue una relazione sull'esperienza dell'Uruguay che
> co Argentina Brasile e paraguai fa parte del secondo
> piu' grande acquaifero de mondo, il Guarany.
> Sono state raccolte 300.000 firme su 3 milioni di
> aitanti per difendere l'acqua pubblica..
> Un rappresentante della ONG francese "Ingenieri senza
> frontiere" puntualizza che il problema non sono I
> soldi ma il "management" del denaro.
> Dichiara che prima di avventurarsi in finanze
> alternative bisogna affrontare la realizzazione di una
> gestione corretta , trasparente e pianificata.
> Nella sua esperienza in Sud Africa e in Somalia dice
> che prima si devonomettere I soldi per I progetti
> sull'uso civile dell'acqua e poi per gli usi agricoli.
>
> Ci lasciamo danc\doci appuntamento per iprossimi
> seminari SALUTI DA LAURA BERGOMI DI ASSOPACE
> E PAOLO RIZZI DEL COMITATO ITALIANO CONTRATTO ACQUA
>
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> SE VOLETE DIFFONDETE IL NOSTRO MESSAGGIO.
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