[ssf] CONTRO GINEVRA

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Autor: Gianni - Circolo Prc "Carlo Giuliani" - Cadorago (Co)
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Temat: [ssf] CONTRO GINEVRA
CONTRO GINEVRA
di Fulvio Grimaldi

Inoltro un utilissimo, finalmente dettagliato e preciso documento del
movimento antiguerra USA A.N.S.W.E.R, che mette i puntini sugli i una volta
per tutte sul famoso e acclamato Accordo israelo-palestinese (ahimè non
palestino-israeliano) di Ginevra. Acclamato da Kofi Annan, Massimo D'Alema,
Bush, il massacratore del Vietnam McNamara e, ahinoi, da esponenti della
sinistra, RC inclusa, tutto uno schieramento concorde nella sciagurata
identificazione resistenza-terrorismo, sia in Palestina che in Iraq.
Sostenuto a Ginevra da presunti pacifisti e incorreggibili sionisti come
Amoz Oz e David Grossman, paraventi moderati dell'espansionismo razzista
israeliano. L'accordo ha già suscitato quanto meno forti perplessità tra il
vasto schieramento mondiale che sostiene la lotta di liberazione del popolo
palestinese, alla luce nefasta dell'obliterazione di obiettivi e contenuti
fondamentali da sempre di questa lotta: i confini, la sovranità, e,
soprattutto, il ritorno dei profughi, condizione sine qua non dell'unità e
solidarietà nazionale dei palestinesi. Coloro che vi hanno visto un ennesimo
tentativo di stroncare l'Intifada, come già riuscì con la prima Intifada con
gli accordi di Madrid e di Oslo e come si riprovò con i vari accordi di Camp
David e di Taba, troveranno in questo documento conforto e riprova dei
propri dubbi e, dunque, pieno consenso al rifiuto della maggioranza della
popolazione palestinese e della sua forza combattente,
luisamorgantinescamente definiti "estremisti". Si ricordi che ogni volta che
la lotta palestinese, in tutte le sue sacrosante forme, ha messo in forte
difficoltà l'establishment militarista e fascistizzante israeliano,
qualunque ne fosse l'espressione politica e governativa, laburista,
likudiana o altro, Israele ha espresso elementi che proponevano il "dialogo"
, il negoziato, la "politica". Questo, mentre contemporaneamente Israele non
ha mai cessato di accompagnare queste vere e proprie sceneggiate con la
continuazione della pratica genocida, delle stragi, delle uccisioni mirate,
delle punizioni collettive, dello sterminio di civili e bambini, dell'
espansione delle proprie colonie (raddoppiate proprio sotto la copertura dei
negoziati di Oslo). Anche questa volta l'Intifada ha messo Israele
letteralmente con le spalle al muro, provocando la prima recessione
economica dal 1954, la fuga dei capitali, l'estinzione dei flussi turistici
(terza voce delle entrate statali), disoccupazione, chiusura di aziende,
fortissime tensioni sociali provocate dallo smantellamento dello stato
sociale a favore di montanti spese militari. Bloccare l'Intifada con un
accordo a perdere significherebbe colpire alle spalle la lotta palestinese,
annullarne i pur riduttivi obiettivi di costituzione in Stato al pari di
tutti gli Stati. Un accordo che si inserisce nella campagna mondiale del
fondamentalismo "nonviolento", autentico disarmo unilaterale di fronte alla
feroce aggressività dell'imperialismo sionista e statunitense. Una campagna
che pretende di rappresentare un'epocale svolta etica e che, secondo i suoi
promotori, è imposta inesorabilmente dal rapporto di forze che vede popoli
inermi di fronte a potenze tecnologicamente imbattibili. Il primo assunto è
storicamente e moralmente falso e biologicamente assurdo, il secondo è
ampiamente smentito da tutte le lotte di liberazione anticoloniali, dalla
vittoria dei partigiani serbi, da soli, contro la preponderante forza della
Wehrmacht alla oggi inequivocabilente vittoriosa resistenza irachena. Non
può esserci dialogo simmetrico tra potente e debole, finchè il debole non si
sia rafforzato con la lotta e abbia alterato i rapporti di forza, come oggi
succede in Iraq.
Il documento che traduco ribadisce come l'unica parola d'ordine possibile,
nella solidarietà con i popoli, sia "Intifada fino alla vittoria".



                           A.N.S.W.E.R.


LA REALTA' DELL'ACCORDO DI GINEVRA
(Aderite a questa pubblica dichiarazione scrivendo a gaoppose@???)

L'accordo di Ginevra è stato firmato lunedì, 1.dicembre 2003, tra grande
plauso politico e mediatico. Il documento di 50 pagine espone un piano per
un presunto "accordo di pace" tra Israele e il popolo palestinese. Noi
sottoscritti consideriamo questa iniziativa in contrasto con i prerequisiti
di una pace giusta e duratura, per i seguenti motivi.
1)      L'accordo tenta di annullare il diritto dei palestinesi (4 milioni)
al ritorno, sia come diritto nazionale collettivo, sia come diritto
individuale. Con ciò, rafforza gli attuali tentativi di ricollocare e
disperdere i profughi palestinesi per i quattro punti cardinali e accredita
piani intesi ad abrogare il diritto internzionale relativi al carattere
inalienabile del Diritto di Ritorno. Il risultato sarebbe sradicare le basi
della lotta palestinese per l'autodeterminazione: l'unità indivisibile del
popolo palestinese e il suo diritto alle proprie case, proprietà, patria.
2)      Fornisce una copertura arabo-palestinese alla natura esclusiva ed
escludente della politica dello "Stato ebraico", annullando in questo modo
il carattere nazionale del popolo palestinese all'interno dei confini del
1948. Non riconosce, dunque, il diritto di 1,2 milioni di palestinesi,
cittadini di Israele, di vivere in uno Stato democratico di tutti i suoi
cittadini: ebrei e palestinesi. Prepara il terreno per trasferimenti in
massa e pulizie etniche al fine di mantenere il dominio ebraico.
3)      Accetta la ristrutturazione di Gerusalemme fondata sui piani
annessionistici israeliani e offre una legittimazione arabo-palestinese al
processo coloniale che  ha già alterato profondamente il carattere arabo di
Gerusalemme, impedendo ai palestinesi l'esercizio del controllo su
"Gerusalemme Est", senza neppure menzionare "Gerusalemme Ovest",
conquistata e pulita etnicamente nel 1948.
4)      Accetta le presenza permanente della grande maggioranza delle
colonie israeliane, in particolare di quelle che circondano Gerusalemme da
est, sud, nord e nordovest, dove viva la maggioranza dei coloni post-1967.
Altera la geografia della Palestina per eternizzare queste conquiste
coloniali.
5)      Codifica un processo che trasformerebbe lo Stato palestinese in un'
entità tronca e demilitarizzata, priva di sovranità e avvia un processo di
espansione della supervisione e del controllo israeliani su una qualsiasi
futura statualità palestinese.
6)      Apre la strada a relazioni politico-economiche che subordinano il
popolo palestinese a decisioni esclusivamente israeliane, in tal modo
separando strategicamente i palestinesi dalla nazione araba e sottomettendo
gli interessi nazionali di tutti gli arabi alla sola potenza dell'alleanza
israelo-statunitense.
7)      Permette la penetrazione militare ed economica israeliana e
avamposti permanenti all'interno di un presunto Stato palestinese.
8)      Mantiene in piedi tutte le rivendicazioni israeliane su risorse
idriche, ricchezza naturale e spazio aereo dell'area. Il testo fa
riferimento ad allegati  e, come con Oslo, sposta questi temi allo "status
finale" dell'intesa ginevrina, cioè alle calende greche.
9)      Diluisce il sostegno internazionale alla lotta di liberazione e
tenta di trasformare le basi della lotta palestinese da lotta per l'
autodeterminazione e il ritorno a  lotta per diritti civili alterati all'
interno di un quadro politico predefinito.
10)  Soprattutto, indebolisce l'unità nazionale e la determinazione del
popolo palestinese, con esiti letali per l'Intifada in corso, allo stesso
modo in cui Madrid e Oslo distrussero la prima Intifada un decennio fa.
11)  Indebolisce l'impegno europeo per la sovranità palestinese e, fattore
importantissimo, espande il margine delle concessioni palestinesi, già
esteso oltre ogni limite nel corso degli ultimi due decenni, rendendo
difficilissimo il compito di futuri negoziatori palestinesi di ritirare tali
concessioni, inclusa la rinuncia al diritto di ritorno.
12)  Presuppone che le vittime palestinesi di Israele siano criminali e
terroristi e che i nuovi giudici siano più generosi nelle sentenze dei loro
predecessori.


L'Accordo di Ginevra è una naturale estensione e un risultato inevitabile
della "Road Map" e di modelli similari. L'esito di tutto questo, se dovesse
arrivare al successo, sarebbe la fine della marcia palestinese verso la
libertà, l'annullamento indefinito e la delegittimazione del ritorno
palestinese al ritorno, il subordinamento della nazione araba a un avamposto
imperialista pesantemente militarizzato, padrone di rapporti normalizzati
con la regione circostante.

(Seguono numerose firme di molti tra i più eminenti intellettuali,
accademici, pacifisti, sostenitori dei diritti umani e civili, artisti
statunitensi, tra i quali numerosi di estrazione ebraica, rintracciabili sul
sito www.InternationalANSWER.org .)