SOLIDARETA' E PIENO APPOGGIO AI LAVORATORI DELL'ATM DI MILANO
Il 1° dicembre tutti i lavoratori dell'ATM di Milano, iscritti a tutte le
sigle sindacali, in massa, sono scesi in sciopero dall'inizio alla fine dei
turni di lavoro.
La loro rivendicazione è semplice e chiara: ottenere gli aumenti salariali
entrati in vigore dal gennaio 2002, mai erogati e disposti da un contratto
siglato nel 2000. Dopo una serie di scioperi inutili, che non hanno fatto
ottenere quello che era già stato concordato, i lavoratori hanno
collettivamente rotto le "regole del gioco", infrangendo la legge
antisciopero nr. 146/90.
I lavoratori dell'ATM, tutti e in massa, stufi di agitazioni che hanno
ottenuto l'unico risultato di ridurre i loro salari, si sono mobilitati
collettivamente per condurre una lotta che potesse ottenere dei risultati
con l'unica possibilità nelle loro mani: bloccare la città fermando
veramente i trasporti pubblici.
Nella loro lotta per ottenere quanto già loro concesso contrattualmente,
sono stati "subito ascoltati" e infatti .... tutti si sono scagliati contro
i lavoratori dell'ATM.
Cgil Cisl e Uil, sia a livello nazionale, sia a quello territoriale, hanno
unitariamente attaccato i lavoratori e si sono adoperati in tutti i modi per
bloccare lo sciopero.
Il governo ha attaccato i lavoratori e promesso ritorsioni.
La Commisisone di Garanzia per il "diritto di sciopero" richiede
provvedimenti disciplinari e sanzioni pecuniarie.
Il sindaco Albertini ha attaccato i lavoratori e promesso inchieste e
punizioni usando tutto l'arsenale giuridico a disposizione dell'azienda e
della magistratura.
I Democratici di Sinistra hanno attaccato i lavoratori.
La Lega Nord ha attaccatto i lavoratori e chiede che paghino "le loro
colpe".
Le Associazioni dei "Consumatori" hanno attaccato i lavoratori.
La Procura avrebbe già aperto un'inchiesta,
Il Prefetto, alla fine, ha precettato i lavoratori perchè non continuassero
nello sciopero anche il 2 dicembre.
NOI STIAMO DALLA PARTE DEI LAVORATORI, SOSTENIAMO LA LORO LOTTA E LI
DIFENDEREMO DALLA REPRESSIONE CON CUI LI SI VUOLE COLPIRE PERCHE' HANNO
OSATO ALZARE LA TESTA E RIVENDICARE I PROPRI DIRITTI.
Tutti i media si sono subito affrettati ad intervistare "utenti" ovviamente
incavolati per non aver trovato i mezzi di trasporto. Subito è stata
lanciata la questione dei loro "diritti violati". Ma chi non ha
effettivamente diritti è "l'utente", quando si trasforma in lavoratore, e lo
fa per la maggior parte della propria vita. Perchè nessuno ha intervistato i
lavoratori dell'ATM per sentire quali fossero le loro ragioni?
Perchè chi si erge a paladino della difesa dei diritti non chiede che siano
pagati ai lavoratori gli aumenti contrattati? Questi aumenti non sono forse
anch'essi un diritto?
Come sempre, quando i lavoratori alzano la testa per difendersi sono
attaccati da tutti. La giornata di lotta all'ATM dell'1 dicembre è un
esempio per tutti i lavoratori, che hanno nelle loro mani solo queste forme
di lotta per difendere le proprie condizioni di vita e di lavoro. Non
lasciamo soli i lavoratori dell'ATM a subire la rappresaglia. La loro lotta
è la nostra lotta.
Chiediamo a tutti, singoli lavoratori, RSU, sigle sindacali e politiche, di
manifestare la propria solidarietà ai lavoratori dell'ATM di Milano inviando
messaggi di appoggio ai riferimenti dello Slai Cobas ATM: fax 02.48032023,
@mail cobasatm@???.
DIFENDERE I LAVORATORI DELL'ATM VUOL DIRE DIFENDERE IL DIRITTO DI SCIOPERO
DI TUTTI I LAVORATORI, LA POSSIBILITA' DI POTER LOTTARE PER MIGLIORI
CONDIZIONI DI VITA E DI LAVORO.
Slai Cobas Milano
Dichiarazione di dirigenti nazionali della CGIL a sostegno degli
autoferrotranvieri di Milano e per lo sciopero generale prolungato
Lo sciopero degli autoferrotranvieri di Milano rappresenta la giusta rabbia
di lavoratori e lavoratrici che dopo 11 scioperi convocati secondo le
regole, due anni di mancato rinnovo contrattuale, processi di
privatizzazione nel trasporto pubblico, si sentono rispondere dal Governo,
dagli Enti Locali e dalle Imprese che con loro non si discute nemmeno. Anzi
che alla proposta di aumento salariale di 106 Euro (rispettoso degli accordi
del luglio 1993) si può solo rispondere con un aumento di 12 Euro.
Questa è la vera arroganza e provocazione portata avanti da Berlusconi,
Albertini e Formigoni che se ne fregano del servizio pubblico, dei
lavoratori e dei cittadini.
Ma questo sciopero pone una enorme domanda al Sindacato: se di fronte
all'attacco di Governo e Confindustria che passa nei mancati rinnovi
contrattuali, nel taglio alle pensioni, nell'attacco all'art.18, nei tagli
alla sanità e alla scuola pubblica, nelle ristrutturazioni e nei
licenziamenti alla Fiat di Torino come alla RER (fabbrica siderurgica) di
Isernia si possa ancora andare avanti con "lotte ordinate" come gli scioperi
generali trimestrali, le manifestazioni al sabato, gli scioperi di singole
categorie o territori e per i "pubblici dipendenti" (sempre più
privatizzati) con la spada di Damocle delle leggi antisciopero.
E' necessario un salto di qualità: serve lo sciopero prolungato, serve una
prova di forza verso il Governo ed il Padronato, serve una piattaforma
unificante che parli a tutto il mondo del lavoro ed a tutti cittadini.
E' quello che noi, esponenti della sinistra di opposizione all'interno della
CGIL rivendichiamo da tempo per unire tutte le lotte oggi disperse, i
lavoratori i giovani e i disoccupati intorno alle rivendicazioni di un vero
ricupero salariale di fronte all'inflazione selvaggio, la difesa e
riqualificazione delle pensioni e dei servizi sociali, l'abolizione della
flessibilità, ormai selvaggia, e un adeguato salario ai disoccupati, con
l'obbiettivo dichiarato di cacciare questo governo antioperaio e
antipopolare.
La Francia del 1995, citata in queste ore dalla stampa nazionale, parla di
lotte ad oltranza che conquistavano il consenso della popolazione contro un
governo Juppè che in tutti gli aspetti della vita sociale e del mondo del
lavoro era divenuto insopportabile, proprio come il governo Berlusconi, e
che ha permesso con la sua cacciata di aprire le porte ad un'altra stagione
politico e sindacale.
Questa sarebbe la migliore risposta non solo ai tranvieri di Milano ed a gli
altri lavoratori e lavoratrici, ma anche ai cittadini che usano il servizio
pubblico e che né chiedono migliore qualità e quantità.
Bruno Manganaro (segr. CGIL Liguria, Dir CGIL)
Franco Gtrisolia (CGIL naz.)
Daniele Debetto (Dir Naz FILCEA)
Piero Acquilino (Comitato Naz. di Garanzia FIOM)
2 dicembre 2003
Il sostegno di Rifondazione
Diritti calpestati
Lo sciopero dei lavoratori dei trasporti di ieri mostra semplicemente
che la misura è colma. Dopo anni di tagli, sia a livello centrale che
locale, i lavoratori non ne possono più e giustamente lo esprimono con
l'unica arma che hanno: lo sciopero. E' indecente che chi gestisce il
settore trasporti pianga lacrime di coccodrillo facendosi scudo dei disagi
recati agli utenti. Gli scioperi come quelli di oggi nascono perché, nel
settore dei trasporti pubblici, da anni, i diritti dei lavoratori e dei
pendolari sono stati completamente calpestati. Nel dare il pieno sostegno di
Rifondazione comunista ai lavoratori in lotta, indichiamo quindi, in una
radicale modifica della politica del governo, l'unica via per portare a
soluzione questa situazione. A Milano come a Scanzano, la gente non è più
disponibile a vedere calpestati i propri diritti.
Paolo Ferrero