Comunicato in merito alle ambiguità della manifestazione di appoggio alla
resistenza irachena del 13 dicembre a Roma
La manifestazione nazionale a Roma in solidarietà alla resistenza irachena
indetta per il 13 dicembre prossimo (inizialmente il 6 dic.) non si può
certo dire che abbia portato lustro alla lotta contro l'invasore in quel
martoriato paese. Nata in apparenza per rendere visibile l'opposizione al
progetto di dominio "americano" sul medio oriente, è risultata ben presto
svilita dalle troppe ambiguità che si sono addensate su coloro che l'hanno
promossa e su come si è svolta e continua a svolgersi la sua costruzione.
Non si era mai verificata finora una adesione così consistente di attivisti
della destra ad una iniziativa "di sinistra". Ed aldilà di questo fatto già
sospetto abbiamo assistito ad un comportamento ambiguo da parte del "campo
antimperialista". Se da un lato nega l'evidenza e cancella poche firme (le
più impresentabili) dall'altra conserva tutt'ora numerose adesioni di
intolleranti.
Al di là dei nomi, e qualcuno lo faremo, troviamo squallide e pericolose
alcune dichiarazioni rilasciate dallo stesso Moreno Pasquinelli del Campo,
dove riferendosi al dibattito interno a certi settori
nazional-rivoluzionari (nazisti!) italiani come la rivista "Italicum" o il
quotidiano "Rinascita Nazionale" interviene sulla lista antiamericanista
dicendo che: "Mai fare spallucce a fenomeni minoritari, poiche domani
potrebbero non esserlo. Mi riferisco in particolare a due testate della
destra radicale, il quotidiano Rinascita e Italicum. Quest'area, per chi non
lo sapesse, si schiera contro l'imperialismo americano, considera Berlusconi
il nemico principale, e l'Ulivo il male minore".
Poco avvezzi alla criminalizzazione costruita sul pettegolezzo, non abbiamo
ritenuto opportuno intervenire all'epoca delle "chiacchiere" sulla presenza
di intolleranti al campeggio estivo del Campo. Ora però ci appare chiaro che
alcune organizzazioni della sinistra rivoluzionaria ( per quanto deboli e mi
noritarie) stiano percorrendo un crinale sbagliato, quello di concedere
legittimità politica ad alcuni ambienti della destra neofascista, attuando
nella pratica le elaborazioni che parlano di superamento dei confine tra
destra e sinistra, che hanno i loro teorici sia a sinistra (pochissimi,
Preve per esempio) che a destra (numerosi, tra tutti Terracciano e Marco
Darchi).
Se ora interveniamo direttamente è perché crediamo che il movimento
antifascista, capace negli ultimi anni di costruire forti e significative
mobilitazioni, e che costituisce certamente parte viva e attiva dei
movimenti attuali di opposizione al capitale, debba esprimersi in prima
persona. Così come in passato si è usata cautela su situazioni
"chiacchierate" è bene che nella presente situazione si sia invece chiari e
determinati: nessuna collusione né ideologica né organizzativa con quelle
propaggini nazional-socialiste ammantate di sinistrismo! Che stiano fuori
dai movimenti sociali, e che nessuno commetta l'imprudenza e la
scelleratezza di sdoganarli.
Prestare orecchio a queste destre che da decenni almeno predicano il
superamento delle differenze ideologiche per fare fronte comune non
costituisce certo una scorciatoia praticabile per una opposizione
anticapitalista credibile. Nessun fronte comune con i Maurizio Neri, con gli
Enrico Galoppini, con i Biagio Cacciola, con i Tiberio Graziani o gli
Alberto Ostidich. Niente a che spartire con gli ambienti di Rinascita
Nazionale, di Italicum, o delle edizioni di Ar.
Invitiamo gli antifascisti e le antifasciste a vigilare su questa ed altre
possibili derive. E ad tutti i compagni/e di lotta rammentiamo che se non
saremo immediatamente reattivi a subirne le conseguenze sarà tutto il
movimento, che perderà in credibilità, unità e sarà vittima di un'altra
strumentalizzazione repressiva.
Organizzare la resistenza anticapitalista è compito già arduo, screditarla
politicamente con queste operazioni ambigue è criminale.
Che il Campo Antimperialista dimostri la sua buona fede con i fatti e non
con il "parolume" mediatico.
Contro il fascismo non un passo indietro!
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