[ssf] Invio in corso posta elettronica: art58

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Autor: Ikkinu
Data:  
Temat: [ssf] Invio in corso posta elettronica: art58
IO mi chiedo solo se sia intelligente mandare mail del genere...un
semplice link fa schifo??

Enzo Arighi wrote:

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| <pagina18.htm>

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| il manifesto - 09 Luglio 2003     ECONOMIA     pagina 08 <pagina08.htm>

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| indice economia

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|     pag.08     
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| La Ig-Metall alla resa dei conti <art59.html>
| ROBERTO TESI

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| COMMENTO
| Referendum e disinflazione competitiva <art58.html>
| EMILIANO BRANCACCIO

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| La protesta degli «intermittenti» <art60.html>
| ANNA MARIA MERLO
| PARIGI

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| L'Ocse bacchetta anche la Francia <art57.html>

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|     pag.09     
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| «Vade retro Fiat» <art65.html>
| BRUNO PERINI

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| Arese addio <art63.html>

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| TORINO
| «Ridateci il contratto» <art66.html>
| EZIO VALLAROLO
| TORINO

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| FINCANTIERI
| Battaglia navale <art67.html>

|
| Sulle orme del padre. Lts, arrestato Giuseppe Giudice <art68.html>
| ALFREDO PECORARO
| PALERMO

|
| NIGERIA
| Lo sciopero vince <art62.html>

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|     editoriale
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| COMMENTO
| Referendum e disinflazione competitiva
| EMILIANO BRANCACCIO
| Si è giustamente sottolineato che dieci milioni e mezzo di Sì sono
| tanti, e che occorrerà trovare un modo per valorizzarli e non
| disperderli. E' un fatto, tuttavia, che essi non basteranno né ad
| estendere l'articolo 18 né ad impedirne l'aggiramento contenuto nella
| legge 30 e nella 848 bis del governo Berlusconi. Vediamo allora di
| esaminare gli effetti economici e le possibili implicazioni politiche
| della sconfitta referendaria. Innanzitutto, dalla consultazione è uscito
| vincitore il vecchio modello della disinflazione competitiva, un
| meccanismo di difesa del sistema produttivo fondato sulla compressione
| del costo per unità di prodotto e sulla capacità, per questa via, di
| contenere i prezzi e di sostenere le vendite. Il modello della
| disinflazione competitiva risulta da tempo dominante in Europa. A causa
| dei vincoli macroeconomici imposti dal Trattato dell'Unione, il rigido
| controllo dei prezzi nazionali rappresenta infatti una condizione
| necessaria per l'equilibrio nei conti con l'estero. Le imprese tedesche
| e francesi cercano almeno in parte di garantire quell'equilibrio in modi
| più sofisticati, attraverso una collocazione nelle produzioni
| tecnologicamente avanzate (che costano di più ma generano attivi di
| bilancia commerciale). In Italia, invece, da tempo il ceto
| imprenditoriale preferisce adagiarsi sul contenimento dei prezzi
| attraverso una continua pressione sui salari. Del resto, nel nostro
| paese questa tecnica di sopravvivenza dell'apparato produttivo è stata
| praticata fin dai tempi della crisi industriale, attraverso il
| sistematico deprezzamento della lira. La svalutazione riduceva il prezzo
| delle merci esportate e aumentava al tempo stesso quello delle merci
| importate, inclusi i beni-salario prodotti all'estero. Essa quindi
| sosteneva la competitività delle produzioni nazionali attraverso un
| controllo sui salari di tipo /indiretto/, l'unico del resto realizzabile
| in un'epoca in cui gli esiti della contrattazione erano fortemente
| condizionati da un sindacato combattivo e ben organizzato. Con
| l'introduzione della moneta unica, però, lo strumento del tasso di
| cambio è venuto meno, ed è quindi diventato indispensabile agire
| /direttamente/ sui salari al fine di generare disinflazione. Ciò è
| avvenuto con le buone nel corso degli anni `90, attraverso la politica
| dei redditi e la concertazione, ed avviene oggi con le cattive, dando
| del «fomentatore di eversione» a chi non firma gli accordi predisposti
| dal governo e dagli imprenditori.

|
| In quegli accordi, come è noto, è inclusa la progressiva
| neutralizzazione dell'articolo 18. Tale neutralizzazione, si badi, è
| necessaria per eliminare qualsiasi intralcio alla disinflazione
| salariale. L'indagine economica ha infatti chiarito che l'articolo 18 e
| le altre norme di protezione dei lavoratori accrescono il potere
| contrattuale degli stessi, e tendono quindi a ostacolare le strategie di
| mantenimento della competitività basate sulla riduzione dei salari. La
| vera ragione per cui i vertici di Confindustria e alcuni membri del
| governo restano affezionati all'idea di abolire l'articolo 18 non verte
| affatto sulla clamorosa panzana secondo cui quell'articolo
| pregiudicherebbe l'occupazione e la crescita delle imprese. Essa deriva
| piuttosto dall'obiettivo di indebolire i sindacati, per generare una
| ulteriore pressione sulle remunerazioni e tentare di preservare la
| competitività internazionale.

|
| Con il referendum alle spalle, non sembrano sussistere più molti
| ostacoli al perseguimento di una simile strategia disinflazionistica.
| Una prospettiva drammatica, questa, non solo per i suoi effetti sui
| salari, ma anche per le sue funeste ripercussioni sulla struttura del
| sistema produttivo italiano. La vecchia pretesa di rimediare con la sola
| compressione del costo del lavoro alle gravissime lacune dell'economia
| italiana (dalla carenza di infrastrutture, all'inefficienza
| dell'apparato finanziario, alla riluttanza a crescere del ceto
| imprenditoriale) rappresenta una delle cause prime del declino

industriale.
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| Il referendum, dunque, non rappresentava soltanto una sacrosanta
| battaglia di civiltà per rendere più uniformi i diritti dei lavoratori.
| Esso costituiva anche un'occasione per abbandonare una strategia
| produttiva fallimentare, e più in generale per contrapporsi al dogma
| europeo della disinflazione competitiva, causa principale dell'elevata
| disoccupazione dell'ultimo decennio. L'occasione è venuta a mancare, ma
| la strada tracciata è quella giusta. Ricordarlo è il modo migliore per
| non disperdere i voti ottenuti.

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| <pagina15.htm>   16 <pagina16.htm>   17 <pagina17.htm>   18
| <pagina18.htm>

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