[Cm-padova] guida asu! quattro righe su cm?

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Author: marco gallo
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Subject: [Cm-padova] guida asu! quattro righe su cm?
L'Asu mi ha chiesto alcune righe su massa critica da inserire in una guida
per gli studenti universitari per il prossimo anno accademico. HO scritto
queste quattro righe che mi piacerebbe voi correggeste e modificaste a
vostro piacimento. Possibilmente entro un paio di giorni che poi devono
impostare la stampa dell'opuscolo in preparazione.
SAudi e basi, marco. L'appuntamento è per il 17 p.v.
ciao.

Ecco QUANTO:


Massa Critica nasce a San Francisco nel 1992 per iniziativa di Chris
Carlsson, splendito quarantacinquenne lietamente da sempre alla testa di ua
serie di attività legate al movimento californiano.
L'idea è senplice ma allo stesso tempo sorprendente per la immediatezza con
riesce creare intorno a sé un vero e proprio fenomeno senza eccessivi
proclami né impianti teorici: far sì che un gruppo di persone,
preferibilmente composto da abituali utilizzatori del biciclo, si riuniscano
regolarmente per, almeno una volta ogni tanto, costituire una "massa
critica" in grado di non dover subire il traffico ma, al contrario, di
esserlo pienamente al punto da determinarne il flusso.
Un singolo ciclista generalmente riveste i panni dell'avventuriero che lotta
contro le avversità di una giungla che sembra congegnata apposta per
inghiottirlo e deglutirlo come un elemento estraneo ad essa; dell'individuo
perennemente in balia degli umori di coloro che di ben altri mezzi si
avvalgono nel loro percorrere il tessuto urbano delle città.
Un gruppo di ciclisti, se uniti, invece, ha la possibilità di occupare la
sede stradale al fine di esserne soggetto alla pari di tutti gli altri.
Perché il fine è appunto - al di là delle idee che ognuno è disposto a
mettere in gioco nel momento in cui decide di partecipare a "massa critica":
riappropriarsi della sede stradale ma non ideologicamente, squisitamente
allo scopo di divertirsi, di affermare che l'auto non è indispensabile, che
abbassare lo standard di vita non significa necessariamente privarsi di
alcunché, ma, magari, può permetterci di liberarci di un mezzo -
l'automobile - che implica, perché si possa usarlo, che noi ci si abbassi ad
essere servi suoi, obbligando noi stessi ad una serie di consuetudini che,
nella loro irrazionalità, costituiscono una schiavitù allo stato puro.
La bicicletta quindi, per "massa critica", è essenzialmente simbolo di
libertà, di affrancamento da ciò che è scontato -possedere una macchina,
usarla, mantenerla etc.; salire in bici è - stando alle parole di Carlsson
"un modo per disertare un mondo atomizzato realizzando subito qualcosa di
diverso".
"Massa critica" dunque, nonostante sia un rifiuto, è non una ideologia,
bensì una pratica; pratica che può essere attivata da chiunque sia disposto
a rischiare la possibilità di provare la concretizzazione di una liberazione
immediata, singolare, individuale in un contesto comune in cui tutti sono
portavoce solamente di sé stessi in quanto non uniti da un bagaglio teorico
condiviso, bensì dal fatto ciascuno stacompiendo, in quel momento precipuo,
la medesima infrazione: pedalare invece di premere sul gas.
A San Francisco "massa critica" ha compiuto l'anno scorso 10 anni (cfr.
"Cicli e ricicli di protesta", intervista di Luca Fazio a Chriss Carlsson,
ilmanifesto 11 agosto 2002) e, in questo lasso di tempo, si è diffusa un po'
in tutti gli Stati Uniti e anche in Europa. Anche l'Italia può vantarne
alcune e, incredibilmente, anche Padova. La "massa critica" locale ha avuto
luogo per tutto l'inverno 2002-2003 ed è proseguita nella primavera con
scadenza mensile. L'appuntamento è per settembre.
Per chi desiderasse ulteriori informazioni il punto di riferimento è
www.inventati.org/criticalmass oppure può scrivere alla mailing-list
cm_padova@???.

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